Polioli: Indice Glicemico e Impatto sulla Glicemia

I polioli sono una categoria di sostanze dolcificanti che offrono una soluzione interessante, combinando un sapore simile allo zucchero con un apporto calorico ridotto e un impatto minore sulla glicemia. Prima di addentrarci nei polioli, è utile comprendere il concetto più ampio di edulcoranti. Gli edulcoranti sono sostanze utilizzate per conferire un sapore dolce agli alimenti e alle bevande, in sostituzione dello zucchero tradizionale (saccarosio).

Vengono impiegati per ridurre l'apporto calorico, controllare i livelli di zucchero nel sangue o per soddisfare esigenze specifiche. Gli edulcoranti sono ampiamente utilizzati nell'industria alimentare per produrre alimenti e bevande "light", "zero" o "senza zuccheri aggiunti", che rientrano spesso nella categoria degli alimenti dietetici edulcoranti, pensati per chi vuole ridurre l'apporto calorico senza rinunciare al gusto dolce.

Cosa Sono i Polioli?

I polioli, noti anche come alcoli di zucchero, sono una classe di edulcoranti di massa che si trovano naturalmente in alcuni frutti e verdure, ma vengono anche prodotti industrialmente. I polioli (anche definiti polialcoli) costituiscono una famiglia di dolcificanti naturali, che si formano durante la fermentazione degli zuccheri di vegetali (tendenzialmente frutta e verdura).

Caratteristiche dei Polioli

  • Potere dolcificante: varia da circa il 40% al 100% rispetto allo zucchero (saccarosio).
  • Apporto calorico ridotto: apportano meno calorie rispetto allo zucchero. Mentre lo zucchero fornisce circa 4 kcal per grammo, i polioli ne forniscono in media 2.4 kcal per grammo (l'eritritolo è quasi a zero calorie, 0.2 kcal/g).
  • Non cariogeni: non vengono metabolizzati dai batteri della bocca, quindi non contribuiscono alla formazione di carie dentali.
  • Effetto lassativo: a dosaggi elevati, possono causare effetti lassativi, gonfiore o flatulenza, poiché vengono fermentati dalla flora batterica intestinale.
  • Utilizzi: dolcificante da tavola, bevande, prodotti da forno.

Vantaggi e Svantaggi dei Polioli

La differenza chiave risiede nell'apporto calorico e nell'impatto metabolico.

  • Non cariogeni: non vengono fermentati dai batteri della bocca, quindi non contribuiscono alla formazione di carie.
  • Effetto lassativo: questo è il limite più comune. A dosaggi elevati, i polioli non assorbiti nel tenue raggiungono il colon, dove vengono fermentati dalla flora batterica. Questo può causare gonfiore, flatulenza, crampi addominali e diarrea.
  • Apporto calorico: sebbene ridotto, non è nullo (tranne l'eritritolo).
  • Cottura e prodotti da forno: i polioli di massa.
  • Non sostituire completamente lo zucchero: in alcune ricette, lo zucchero ha funzioni strutturali.
  • Attenzione agli animali domestici: lo xilitolo è altamente tossico per i cani, anche in piccole quantità, e può causare ipoglicemia grave e insufficienza epatica.

Impatto sulla Glicemia e Metabolismo

Ogni poliolo ha un’origine e un destino metabolico differente all’interno del nostro organismo. Per legge il potere calorico di tutti i polioli è di 2,4 kcal. Sebbene, cambiando la via metabolica e l’assorbimento, forniscono energia in modo differente. Ogni poliolo ha un destino metabolico differente, ma in molti casi il loro metabolismo non implica la secrezione di insulina, per questo motivo sono impropriamente indicati nei regimi alimentari per diabetici. Perchè impropriamente? L’assorbimento intestinale dei polioli avviene per diffusione passiva e con una velocità inferiore rispetto al glucosio e al fruttosio.

Una legge del 1993 obbliga a scrivere in etichette di prodotti in cui sono presenti i polioli in quantità superiore al 10%, “un consumo eccessivo può avere effetti lassativi”.

Dolcificanti Artificiali: Un'Alternativa?

Negli ultimi anni, l’interesse per i dolcificanti artificiali è cresciuto esponenzialmente. Sempre più persone scelgono questi edulcoranti come alternativa allo zucchero, spinte dalla necessità di ridurre l’apporto calorico o di gestire patologie come il diabete. Ma perché vengono utilizzati? Principalmente per ridurre l’apporto calorico e per offrire alternative a chi, come i diabetici, deve evitare bruschi innalzamenti della glicemia.

I dolcificanti artificiali, invece, sono spesso privi di calorie e non influenzano direttamente la glicemia. Tuttavia, il loro impatto sul metabolismo è ancora in fase di studio. Aspartame e Sucralosio sono ampiamente utilizzati in prodotti dietetici e senza zucchero, ma è fondamentale conoscerne vantaggi e limiti prima di sceglierli come sostituti dello zucchero nella dieta quotidiana. Tuttavia, lo zucchero ha una funzione metabolica ben precisa: fornisce energia immediata, ma causa anche picchi glicemici che nel tempo possono favorire insulino - resistenza e obesità.

Dolcificanti naturali come stevia, eritritolo, xilitolo e miele sono alternative naturali che, se usate con moderazione, possono essere più sicure. Molti pensano che, eliminando lo zucchero, si possa assumere dolcificanti artificiali senza limiti, ma la verità è che l’eccesso, in entrambi i casi, non è mai consigliabile.

Benefici e Rischi dei Dolcificanti Artificiali

Uno dei motivi principali per cui i dolcificanti artificiali sono così diffusi è la loro capacità di ridurre l’apporto calorico, rendendoli apparentemente ideali per chi desidera perdere peso o per chi deve controllare il livello di zuccheri nel sangue. I principali benefici dei dolcificanti artificiali includono:

  • Zero o poche calorie, utili nelle diete ipocaloriche.
  • Non provocano un aumento diretto della glicemia, il che li rende una opzione per i diabetici.
  • Permettono di ridurre lo zucchero senza rinunciare al gusto dolce, favorendo il controllo del consumo di zuccheri semplici.

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica. In teoria, i dolcificanti artificiali non contengono zuccheri e non dovrebbero alterare la glicemia, rendendoli una scelta vantaggiosa per i diabetici. La scelta dei dolcificanti artificiali dipende quindi dal contesto individuale. Se usati con moderazione, possono essere un’alternativa allo zucchero, ma è sempre meglio affiancarli a un’alimentazione equilibrata.

Dolcificanti Consigliati per Diabetici

  • Stevia: Di origine naturale, ha un potere dolcificante molto alto e non influisce sulla glicemia. È uno dei dolcificanti più consigliati.
  • Eritritolo: Un poliolo con zero calorie e nessun impatto sulla glicemia.
  • Sucralosio: Non viene metabolizzato dall’organismo, quindi non alza la glicemia.

Domande Frequenti sui Dolcificanti Artificiali

  1. I dolcificanti artificiali fanno male alla salute?

    I dolcificanti artificiali sono stati approvati dagli enti regolatori come la FDA e l’ EFSA e sono considerati sicuri nei limiti di consumo raccomandati. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono possibili effetti negativi sul metabolismo, sul microbiota intestinale e sulla percezione del gusto dolce. Il consiglio è di utilizzarli con moderazione e alternarli a dolcificanti naturali.

  2. Qual è il dolcificante più sicuro per i diabetici?

    La stevia e l’eritritolo sono tra i dolcificanti più sicuri per i diabetici, poiché non influenzano la glicemia. Anche il sucralosio è generalmente ben tollerato, mentre è meglio evitare la saccarina e l’aspartame, che potrebbero avere effetti metabolici indesiderati.

  3. È vero che i dolcificanti possono far ingrassare?

    Sebbene i dolcificanti artificiali non apportino calorie, alcuni studi suggeriscono che possano alterare la percezione del gusto dolce e aumentare il desiderio di zuccheri, portando potenzialmente a un maggiore consumo calorico complessivo. Per questo motivo, non dovrebbero essere visti come una scorciatoia per la perdita di peso, ma come un aiuto da usare con criterio.

  4. Qual è la dose giornaliera massima di dolcificanti consigliata?

    Ogni dolcificante ha una dose giornaliera accettabile (DGA) stabilita dagli enti regolatori. Ad esempio:

    • Aspartame: 40 mg/kg di peso corporeo
    • Sucralosio: 5 mg/kg
    • Saccarina: 5 mg/kg
    • Stevia: 4 mg/kg

    Queste quantità sono difficili da superare con un consumo moderato, ma è comunque consigliabile variare la dieta per non abusare di un solo tipo di dolcificante.

  5. I dolcificanti possono essere usati dai bambini?

    L’uso di dolcificanti artificiali nei bambini dovrebbe essere limitato e valutato caso per caso. Il loro organismo è più sensibile agli stimoli del gusto dolce e l’assunzione abituale di dolcificanti potrebbe condizionarne le preferenze alimentari.

Polioli Specifici e le Loro Caratteristiche

Eritritolo (E968)

L'eritritolo è una piccola molecola (tetritolo a quattro atomi di carbonio) che viene assorbita in misura considerevole, approssimativamente al 90%, attraverso il processo di diffusione. Il restante 10% raggiunge l'intestino crasso nell'organismo umano. L'eritritolo assorbito si distribuisce ampiamente nei tessuti ma viene scarsamente metabolizzato, principalmente escreto nelle urine. Questa caratteristica lo rende il poliolo più tollerato a livello intestinale con un impatto minore sui livelli glicemici. L'eritritolo è conosciuto per la sua forma di microgranuli cristallizzati di colore bianco e il suo piacevole retrogusto fresco. Ha un indice glicemico pari a zero e un indice insulinemico stimato di 2.

Xilitolo (E967)

Identificato con la sigla E967, lo xilitolo è un poliolo estratto da betulle, da frutti come le fragole, i lamponi o le prugne ma a volte anche dal grano. L'assorbimento dello xilitolo dall'intestino tenue avviene meno facilmente rispetto alla molecola più piccola eritritolo, provocando una maggiore fermentazione nell'intestino crasso. Il fegato sequestra prontamente lo xilitolo assorbito dove viene deidrogenato da una deidrogenasi citoplasmatica dipendente dalla NAD. Le Calorie stimate attraverso la formula citata sono pari a 3Kcal/gr.

Sorbitolo

Detto anche glucitolo, è un alditolo estratto generalmente da frutti, come pere, mele, bacche, ciliegie e dalle sorbe, da cui prende il nome. Come l’eritritolo, il sorbitolo rilascia una sensazione di freschezza quando ingerito e si presenta come una polvere bianca facilmente solubile. Le stime dell'assorbimento da soluzioni orali si aggirano al 25% della dose ingerita. Il sorbitolo assorbito viene metabolizzato quasi completamente poiché vengono escrete solo alcune tracce, per cui si stima una conversione in carboidrati del 25%. La deidrogenazione nel fegato avviene tramite la deidrogenasi citoplasmatica dipendente dalla NAD, come per lo xilitolo, con la produzione di fruttosio, quindi glicogeno o glucosio che possono essere lentamente rilasciati nel flusso sanguigno. L’indice glicemico del sorbitolo è pari a 9, mentre l’indice insulinemico è stimato a 11.

Mannitolo

Il mannitolo è un alditolo il cui nome presente in molti vegetali, come conifere, funghi o alghe. Diversi studi indicano che il mannitolo viene assorbito approssimativamente al 25% per poi venire escreto nelle urine nella stessa quantità perché è virtualmente non metabolizzabile nei tessuti. Il mannitolo residuo viene fermentato lentamente. Le Calorie sviluppate sono 1,5 Kcal/gr.

Isomalto

L’isomalto è un poliolo disaccaridico misto (alditolo) ricavato dalle barbabietole attraverso un processo chimico e si presenta come una sostanza cristallina, bianca e inodore. I prodotti dell'idrolisi sono il glucosio, il sorbitolo e il mannitolo. Sulla base dei valori energetici dell'isomalto suggeriti da varie autorità ed esperti si ritiene che circa il 90% venga fermentato nel colon, con una stechiometria in vivo e in vitro che indica relativamente poca produzione di gas H2. Anche l’indice glicemico e insulinemico sono estrememente bassi: 9 e 6 rispettivamente.

Lattitolo (E966)

Il lattitolo (la cui sigla è E966) è un poliolo che si ottiene per idrogenazione del lattosio. Questo poliolo disaccaride viene assorbito pochissimo, forse il 2% come lattitolo e suoi prodotti di idrolisi, galattosio e sorbitolo. Ciò è dovuto a un'attività molto bassa della beta-galattosidasi nell'intestino umano. Il fegato utilizza prontamente il galattosio e il sorbitolo assorbiti sia nell'accumulo di glicogeno epatico che nella produzione di glucosio epatico. Le Kcal stimate dalla formula matematica sono 1,9 per ogni grammo mentre per calorimetria indiretta sono pari a 2Kcal/gr.

Maltitolo (E965)

Si tratta di un poliolo disaccaride, identificato con la sigla E965, per il quale è necessaria l'idrolisi prima dell'assorbimento. Sulla base dei valori energetici per il maltitolo proposti da diverse autorità, l'assorbimento è del 40%, con un’escrezione urinaria inferiore al 2% per cui si stima una conversione in carboidrati del 38-40% circa; l’indice glicemico del maltitolo (= a 35) è conforme alla sua conversione in CHO, mentre quello insulinemico è di 27.

Sciroppi di Maltitolo e Poliglicitolo

Si tratta di un idrolizzato di amido idrogenato ed è costituito da una miscela di sorbitolo, maltitolo e oligo- e polisaccaridi idrogenati e si presenta come un liquido viscoso incolore. La disponibilità dei carboidrati delle prime 3 tipologie è vicina al 50%, con un’escrezione urinaria del 2% circa, mentre il restante 50% viene fermentato, generando 3Kcal/gr (le stesse Kcal indicate dalla legislazione USA). Simile agli sciroppi di maltitolo, lo sciroppo di poliglicitolo è un idrolizzato di amido idrogenato, sebbene contenga più sorbitolo (< 20 v. < 8 %) e meno maltitolo (< 50 v. ≥ 50 %). L'assorbimento dei carboidrati dallo sciroppo di poliglicitolo è di entità incerta. Le Kcal stimate dalla formula sono pari a 2,8, cifra molto vicina a quella stabilita dalla legislazione USA, ovvero 3Kcal/gr.

Alternative Naturali: Miele, Fruttosio, Zucchero di Canna e Sciroppi

Miele

Il miele è molto simile allo zucchero per quantitativo di zuccheri semplici, calorie e indice glicemico rendendo difficoltoso il controllo della glicemia in modo analogo allo zucchero bianco. Per la persona con diabete, il miele è un alimento da utilizzare con moderazione calcolando il carico glicemico complessivo del pasto in cui si assume miele.

Fruttosio

Il fruttosio è lo zucchero naturalmente presente nella frutta e in altri vegetali. L’associazione statunitense “The American Diabetes Association” sconsiglia l’uso di fruttosio come dolcificante ma precisa che non c’è ragione di evitare la quantità di fruttosio naturalmente presente negli alimenti come frutta e vegetali. La porzione come sempre fa la differenza.

Zucchero di Canna Integrale o Panela

La panela è diversa dallo zucchero di canna che si è abituati a conoscere (e che è più simile allo zucchero raffinato) e rappresenta il primo prodotto estratto dal succo di canna senza subire ulteriori processi chimici di raffinazione. Si presenta granulosa, umido, di colore marrone e dal retrogusto di liquirizia. Contiene sostanze che vengono allontanate nei successivi passaggi chimici per ottenere lo zucchero bianco come zinco, cromo, ferro, potassio, magnesio, selenio, vitamine e fibra. Ha un indice glicemico medio-basso e può essere consumato dai diabetici in alternativa allo zucchero raffinato ricordando di moderarne il consumo e di calcolare sempre l’apporto di zuccheri totali fatto con la dieta.

Sciroppo d’Acero e Succo d’Agave

Sono dolcificanti naturali estratti dalla linfa dell’acero e dell’agave. Oltre agli zuccheri sono ricchi di oligoelementi e vitamine. Questi sciroppi possono rappresentare una valida alternativa allo zucchero per i diabetici ma se ne raccomanda un uso moderato e controllato come per tutti gli alimenti zuccherati.

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