Pneumotorace dopo Biopsia Polmonare: Cause, Sintomi e Trattamento

Lo pneumotorace è una condizione grave caratterizzata dall’accumulo di aria nello spazio pleurico, tra il polmone e la parete toracica, che può causare il collasso del polmone. Lo pneumotorace si verifica quando l’aria penetra nello spazio pleurico, cavità che si trova tra il polmone e la parete toracica. Questa intrusione d’aria può avere diverse origini, come una rottura spontanea di una bolla pleurica, una lesione traumatica alla parete toracica, o una complicazione di procedure mediche.

Il polmone è ricoperto dalla pleura, uno strato sottile di tessuto connettivo. La pleura è costituita da due foglietti detti pleura viscerale (che aderisce alla parete polmonare) e pleura parietale (che aderisce alla cavità toracica). In condizioni normali sulla superficie esterna del polmone si esercita una pressione inferiore rispetto a quella atmosferica, e questo permette al polmone di espandersi. L'aria penetrata nella cavità pleurica ostacola l'adesione tra il polmone e le pareti toraciche interne. Ritraendosi, il polmone riduce il proprio volume e causa dispnea.

Tipologie di Pneumotorace

Quando l’aria entra nello spazio pleurico, si crea una pressione positiva che può portare al collasso parziale o completo del polmone interessato. Esistono diverse tipologie di pneumotorace:

  1. Pneumotorace Spontaneo Primario: Le cause sono sconosciute, e spesso colpisce la persona sana, che non ha patologie polmonari. I soggetti più colpiti sono le persone di sesso maschile, sotto i 40 anni, alti e magri, con il fumo come fattore di rischio.
  2. Pneumotorace Spontaneo: il collasso del polmone compare improvvisamente, senza un motivo preciso ed osservabile. Lo pneumotorace spontaneo si distingue in due varianti: primario e secondario.
  3. Pneumotorace Traumatico: è secondario a trauma contusivo o trauma penetrante. La patologia è frutto di lesioni traumatiche, come colpi di pistola al torace, accoltellamenti alla schiena, fratture delle costole od errori chirurgici.
  4. Pneumotorace Iatrogeno: Le cause sono da ricondursi a manovre mediche come l’inserimento di un Cvc o la biopsia del polmone. Espressione diretta di manovre terapeutiche/diagnostiche invasive, come ad esempio la biopsia pleurica, il cateterismo venoso centrale e l'ago-aspirato trans toracico.
  5. Pneumotorace Iperteso: è la patologia più pericolosa. Si tratta di una condizione grave in cui vi è un accumulo di aria all’interno dello spazio pleurico che causa un aumento della pressione sulla superficie del polmone e una compressione degli organi toracici circostanti.

Pneumotorace Post-Biopsia Polmonare

La biopsia polmonare consiste nel prelevare e nell'analizzare in laboratorio un piccolo campione di tessuto polmonare, proveniente da un individuo con sospetta malattia grave ai polmoni. Le evidenze scientifiche raccomandano di eseguire una TC del torace prima di eseguire una biopsia polmonare. Le immagini della TC devono aiutare il medico a scegliere la procedura più indicata, a seconda della zona che deve essere aggredita. La biopsia polmonare viene fatta a scopo diagnostico. Essendo una procedura invasiva, la biopsia polmonare non è esente da rischi.

Dopo una biopsia polmonare può svilupparsi uno pneumotorace, che si manifesta di solito con dolore toracico acuto, sensazione di mancanza di respiro e costipazione toracica. Per questo motivo potrebbe essere consigliabile rimanere in osservazione per qualche ora dopo l’esame. Informate l’oncologo se notate la comparsa di uno qualunque dei sintomi indicati.

Esistono 3 modalità differenti di prelievo: la biopsia broncoscopica, l'agobiopsia polmonare e la biopsia polmonare "a cielo aperto". I primi due metodi sono esami ambulatoriali minimamente invasivi, ma purtroppo poco specifici; la biopsia polmonare "a cielo aperto", invece, è un intervento chirurgico vero e proprio, le cui possibili complicanze sono controbilanciate da una grande specificità.

Tipologie di Biopsia Polmonare

  • Biopsia Broncoscopica: La biopsia broncoscopica (o broncoscopia) consiste nel prelievo del tessuto polmonare per mezzo di uno strumento, il broncoscopio (da qui il nome di biopsia broncoscopica), che il medico introduce dalla bocca o dal naso e conduce fino a livello dei polmoni.
  • Agobiopsia Polmonare: Durante un'agobiopsia polmonare, il prelievo delle cellule polmonari da analizzare in laboratorio avviene per mezzo di un lungo ago, inserito nel torace.
  • Biopsia Polmonare "a cielo aperto": Come anticipato, la biopsia polmonare "a cielo aperto" richiede l'anestesia generale. Ciò implica che, al momento dell'esame, il paziente risulta completamente incosciente.

Per la sua delicatezza, la biopsia polmonare "a cielo aperto" viene praticata solo quando le biopsie polmonari meno invasive (cioè biopsia broncoscopica e agobiopsia polmonare) si sono dimostrate poco esaustive.

Sintomi dello Pneumotorace

I sintomi che accompagnano lo pneumotorace possono essere vaghi e dubbi, specie nelle forme lievi. Nelle varianti più gravi, invece, i prodromi possono risultare particolarmente accentuati: in simili frangenti, lo pneumotorace costituisce un'emergenza medica a tutti gli effetti.

I sintomi che caratterizzano la maggior parte delle forme di pneumotorace sono: dispnea, ipossia, dolore toracico ed intrascapolare (percepito come una sorta di vibrazione o crepitio durante l'inspirazione). A seconda della gravità della condizione, il paziente affetto può lamentare anche affaticamento, alterazione della pressione arteriosa, cianosi (conseguente alla carenza di ossigeno), dolore in corrispondenza della carotide, parestesia a gambe, braccia e bocca, oppressione toracica, tachicardia e vertigini.

Diagnosi dello Pneumotorace

Spesse volte, il semplice esame fisico non è sufficiente per confermare la diagnosi di pneumotorace. La TC (tomografia computerizzata) o la radiografia al torace sono generalmente le due tecniche diagnostiche più utilizzate in assoluto per la conferma della patologia. Dev'essere posta una diagnosi differenziale con il versamento pleurico, il dolore toracico semplice e l'embolia polmonare.

La diagnosi di Pnx è prima di tutto clinica. L’OPACS può essere utilizzato in ambito ospedaliero ed extra ospedaliero, non solo dal medico, ma anche e soprattutto dall’infermiere.

  • O: osservo. Osservo la dinamica respiratoria e i movimenti del torace. Il paziente è tachipnoico? Ha fame d’aria?
  • P: palpo. Valuto la presenza di enfisema sottocutaneo e crepitii.
  • A: ascolto. Con il fonendoscopio valuto se il paziente ventila bilateralmente.
  • C: conto.
  • S: saturazione. Controllo la saturazione.

In pronto soccorso, e in alcune realtà di emergenza extra territoriale, è possibile eseguire un eco fast, ovvero un’ecografia del torace d’urgenza. Il vantaggio di questa tecnica è la velocità di utilizzo, e la possibilità di quantificare rapidamente la dimensione del Pnx.

Trattamento dello Pneumotorace

L'obiettivo del trattamento per lo pneumotorace è alleviare la pressione esercitata sul polmone, al fine di assicurarne la riespansione. Non tutte le varianti di pneumotorace richiedono un trattamento medico immediato. Quando decorre in modo asintomatico, lo pneumotorace tende a risolversi spontaneamente nell'arco di una decina di giorni.

A seconda della sintomatologia del paziente, delle dimensioni del Pnx e delle condizioni cliniche della persona, cambia la tipologia di trattamento. Il Pnx iperteso, essendo una condizione di urgenza poiché compromette rapidamente le condizioni cliniche del paziente, necessita invece di una decompressione precoce con ago. Questo intervento può essere eseguito anche prima del trasporto in ospedale: anzi, essendo spesso una condizione di urgenza, se non eseguita sul territorio anche dall’infermiere, può compromettere la sopravivenza.

Opzioni di Trattamento

  • Osservazione: Un approccio terapico simile può essere considerato esclusivamente in assenza di lesioni polmonari gravi sottostanti. Anche quando solamente una porzione polmonare è collassata, il medico può scegliere di non sottoporre il paziente ad alcun trattamento invasivo; tuttavia, il monitoraggio dell'assistito è imprescindibile.
  • Drenaggio Toracico: Differente discorso va affrontato per le varianti più aggressive: in simili circostanze, il paziente viene sottoposto al drenaggio toracico. Questa pratica medica consiste nell'inserire un ago cavo od un tubicino tra le costole, precisamente nello spazio pleurico riempito di aria che preme sul polmone collassato.
  • Decompressione con Ago: È una manovra salvavita; in caso di Pnx iperteso spesso non c’è tempo per eseguire indagini diagnostiche o arrivare in ospedale senza che il paziente abbia conseguenze importanti. Si esegue inserendo un ago di grosso calibro nel secondo spazio intercostale dell’emitorace in cui il paziente non ventila.
  • Intervento Chirurgico: L'intervento chirurgico può essere raccomandato sia quando il drenaggio non ha portato esiti soddisfacenti, sia come forma precauzionale per evitare l'insorgere di recidive.
    • Pleurodesi: si favorisce l'adesione polmonare alla parete toracica.
    • Pleurectomia: asportazione parziale della pleura parietale.

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