Istopatologia delle Placche di Peyer

Le placche di Peyer fanno parte del tessuto linfoide associato alle mucose (MALT), presentandosi come oltre 200 noduli linfoidi aggregati che occupano la lamina propria e la tonaca sottomucosa dell’ileo; raggiungono il loro massimo sviluppo alla pubertà.

Struttura Macroscopica e Microscopica

Le placche di Peyer appaiono come rilievi cupoliformi, macroscopicamente apprezzabili sulla superficie interna dell'intestino tenue, in zone dove non si trovano villi intestinali. L’epitelio intestinale si dispone a rivestire questi rilievi che risultano formati da aggregati di follicoli linfoidi tra i quali si dispone un tessuto interfollicolare, con un’organizzazione simile a quella della zona corticale dei linfonodi e della polpa bianca della milza; vi si possono distinguere, infatti, zone B-dipendenti (i follicoli linfoidi secondari) e T-dipendenti (i territori linfoidi interfollicolari).

Epitelio Follicolo-Associato (FAE) e Cellule M

L’epitelio che riveste le placche di Peyer è diverso da quello che si dispone sui villi intestinali. Si presenta infiltrato di numerosi linfociti intraepiteliali (IEL), per lo più linfociti T. L’epitelio delle placche di Peyer è denominato epitelio follicoli-associato (FAE) e accoglie le cellule M.

Le cellule M sono un tipo di cellule assorbenti che presentano una superficie luminale sollevata in corti microvilli o micropliche, del tutto diversa da quella degli enterociti. Queste cellule hanno la capacità di internalizzare antigeni presenti nel lume intestinale, trasferendoli ai linfociti accumulati nella lamina propria. Esse, quindi, assicurano l’assunzione di antigeni a livello delle placche di Peyer e degli altri territori in cui sono state ritrovate (appendice, tonsille, tessuto linfoide associato alle mucose respiratorie -BALT-).

Organizzazione Generale dell'Intestino Tenue

Duodeno, digiuno e ileo (i tre segmenti del­l’intestino tenue) hanno la parete formata da una tonaca mucosa, una tonaca sottomucosa, una tonaca muscolare e una tonaca sierosa. In generale, l’organizzazione è la stessa dell’esofago e dello stomaco e la stessa architettura si ritrova nella parete dell’inte­stino crasso.

Per l’assorbimento dei prodotti della digestione vi è a disposizione nell’in­testino una grande superficie epiteliale. Questa non è tanto data dalla lunghezza dell’intestino tenue quanto dalla presenza alla sua superficie interna di un grande numero di pieghe, di villi e di microvilli.

Pieghe, Villi e Microvilli

Le pieghe sono le valvole conni­venti, formate dalla sottomucosa che solleva in rilievi circolari la mucosa intestinale. Le pieghe circolari iniziano subito dopo il pilo­ro diventando numerose e ravvicinate dopo la porzione superiore del duodeno; alla fine del di­giuno sono più basse e risultano lontane una dall’altra; si osservano solo sporadicamente ol­tre la metà dell’ileo.

I villi sono rilievi della mucosa alti in media 0,5 mm. Il limite fra sotto­mucosa (anche a livello delle pieghe circolari) e lamina propria della mucosa è segnato dalla muscularis mucosae. Questa non partecipa, in quanto strato, alla formazione dei villi, ma in­via nel loro contesto esili fascetti muscolari che ne assicurano la motilità.

La lamina propria che si trova all’interno della muscularis mucosae si solleva in sottili lamine e in protrusioni coniche coperte dalle cellule dell’epitelio di rivestimento intestinale. Ciascuna lamina o protrusione rap­presenta lo stroma di un villo.

I microvilli si trovano alla superficie libera (prospiciente il lume intestinale) della maggior parte delle cellule dell’epitelio di rivestimento (i cosiddetti enterociti). Al microscopio elettroni­co essi appaiono come proiezioni digitiformi molto regolari, lunghe 1 µm, del diametro di 0,1 µm.

In ogni microvillo la membrana plasmatica dell’enterocito avvolge una sottile co­lonna di citoplasma, formata da sostanza fon­damentale e da microfilamenti riuniti in un fa­scio. Alla base del microvillo i microfilamenti continuano con quelli che formano la trama ter­minale.

I microvilli non sono riconoscibili come sin­gole unità nelle sezioni osservate al microscopio ottico. In queste i microvilli appaiono nel loro insieme, alla superficie libera degli enterociti, come una sottile banda continua finemente striata, interrotta solo a livello delle cellule caliciformi mucipare. La benderella formata dal­l’insieme dei microvilli è indicata con il nome di orletto striato.

Grazie alla presenza delle pieghe circolari, la superficie assorbente dell’intestino è aumentata di 3 volte; i villi portano a un ulteriore aumento di questa superficie di 10 volte; i microvilli di altre 20 volte. In tal modo la superficie intesti­nale a disposizione per l’assorbimento è di circa 4 m2.

Ghiandole Intestinali

Tra i villi intestinali si aprono, alla superficie libera della mucosa, le ghiandole intestinali (o cripte intestinali) (di Galeazzi) che sono tubulari semplici e occupano la lamina propria della mu­cosa. Nel duodeno, oltre alle ghiandole intestinali della lamina propria, si trovano, nella tonaca sottomucosa, le ghiandole duodenali (di Brunner) che sono tubulari composte.

Tonaca Mucosa del Tenue

La tonaca mucosa dell’intestino tenue consi­ste di un epitelio di rivestimento, di una lamina propria che forma lo stroma dei villi e accoglie le ghiandole intestinali e di una muscu­laris mucosae.

Nella lamina propria si trovano anche accumuli di tessuto linfoide (noduli linfa­tici) che si possono spingere nella tonaca sotto­mucosa.L’epitelio di rivestimento è formato da due ti­pi di cellule, gli enterociti e le cellule caliciformi mucipare.

La lamina propria della mucosa intestinale è formata da tessuto connettivo lasso ricco di cellule. Si distingue una parte superficiale della la­mina propria, che forma l’asse dei villi, e una parte profonda che rappresenta il connettivo posto fra i tubuli ghiandolari.

Tra fasci di fibre collagene ed elastiche variamente orientate si osservano linfociti, granulociti eosinofili, mastociti, plasmacellule, fibrociti e macrofagi.

Nel connettivo che forma lo stroma dei villi vi è una ricca rete di capillari sanguigni localizzata nelle vicinanze della membrana basale dell’epitelio. Le cellule dell’endotelio capillare presentano numerosi pori, generalmente localizzati in quel­la parte della parete che volge verso l’epitelio assorbente.

I capillari sanguigni confluiscono in una o più vene poste nell’asse del villo. Tra i va­si sanguigni si trovano inoltre numerosi capilla­ri linfatici che risultano particolarmente eviden­ti nel corso del riassorbimento di grassi in quan­to appaiono pieni di chilomicroni.

Nei villi che hanno forma conica si trova in genere un vaso linfatico centrale, il vaso chilifero, che inizia a fondo cieco in corrispondenza dell’apice dei vil­li stessi e si porta in profondità, confluendo in una rete di collettori linfatici che si trovano nel­la parte profonda della tonaca propria e nella sottomucosa. Nei villi laminari, invece, i capil­lari linfatici si organizzano in reti.

I vasi linfati­ci rappresentano la via preferenziale dell’assor­bimento lipidico, particolarmente dei trigliceridi che costituiscono gran parte dei chilomicroni. Le sostanze idrosolubili derivanti dalla digestio­ne (acidi grassi, monosaccaridi e aminoacidi) se­guono invece la via ematica (capillari sanguigni, venule postcapillari, venule assiali dei villi).

Noduli Linfatici

I noduli linfatici sono accumuli di tessuto linfoide presenti nella lamina propria di tutto l’intestino tenue. Nel duodeno e nel di­giuno essi sono isolati (noduli linfatici solitari) e limitati alla lamina propria della mucosa.

In loro corrispondenza, villi e cripte sono rari o as­senti. Nell’ileo, i noduli linfatici formano ammassi (noduli linfatici aggregati) che si estendo­no anche nella sottomucosa. Essi sono riconoscibili, osservando la mucosa intestinale a oc­chio nudo, come rilievi bassi, di forma grossolanamente circolare e prendono il nome di plac­che di Peyer.

In corrispondenza delle formazio­ni linfoidi, l’epitelio di rivestimento della muco­sa è infiltrato da linfociti ma conserva sempre la propria individualità e continuità. Il tessuto linfoide della parete intestinale è formato da linfo­citi T e B frammisti a macrofagi e risulta orga­nizzato in follicoli con ampi centri germinativi.

Esso è in grado di rispondere a stimolazioni an­tigeniche provenienti direttamente dal lume intestinale. Rispetto ad altri territori linfoidi, quello della parete intestinale risulta particolar­mente ricco di linfociti con IgA di membrana e di plasmacellule secernenti IgA.

Le IgA sono immunoglobuline (anticorpi) che hanno, rispet­to alle analoghe molecole di altre classi, la caratteristica proprietà di attraversare gli epiteli, cioè di essere secrete. Le IgA prodotte dalle plasmacellule della mucosa intestinale (e di altre mucose, come quelle delle vie respiratorie e del­le vie biliari) vengono infatti secrete come dime­ri che sono uniti da un “pezzo di trasporto (o di secrezione)”, una molecola prodotta dall’epitelio di rivestimento che consente alle immunoglobuline prodotte dalle plasmacellule di legarsi alla superficie profonda delle cellule epiteliali; le IgA vengono quindi interiorizzate e trasportate al polo superficiale delle cellule epi­teliali donde raggiungono il lume intestinale.

Tonaca Sottomucosa del Tenue

La tonaca sottomucosa non presenta diffe­renze di rilievo rispetto a quella della parete del­lo stomaco. In corrispondenza del duodeno, so­prattutto della porzione superiore, la tonaca sottomucosa accoglie le ghiandole duodenali.

Queste sono ghiandole tubulari composte i cui dotti attraversano la muscularis mucosae per aprirsi nei fondi delle ghiandole intestinali. La struttura delle ghiandole duodenali è simile a quella delle ghiandole piloriche. La loro secre­zione è costituita da proteoglicani neutri.

Tonaca Muscolare e Sierosa del Tenue

La tonaca muscolare è formata da due strati di fibrocellule muscolari lisce orientate circolar­mente nello strato interno, longitudinalmente in quello esterno.

La tonaca sierosa presenta i caratteri struttura­li del peritoneo, essendo formata da un mesotelio e da uno strato di connettivo sottomesoteliale.

Organizzazione del Tessuto Linfoide Associato al Tratto Gastro-intestinale (GALT)

Il tessuto linfoide associato al tratto gastro-intestinale (GALT) ha diversi tipi di organizzazione. Può formare aggregati isolati, detti noduli solitari, o raccolti, le placche di Peyer (PP) appunto.

Le PP sono costituite da 10 a 200 noduli linfoidi, che a loro volta contengono diversi follicoli secondari, ciascuno costituito da un centro germinativo di linfociti B circondato da linfociti T.

L’epitelio sovrastante le placche presenta delle cellule di tipo epiteliale ma altamente specializzate, chiamate cellule M (membraneous o microfold), che sono dotate di un orletto a spazzola e caratterizzate da una profonda invaginazione della membrana plasmatica basolaterale che crea uno spazio nel quale accogliere linfociti e cellule fagocitiche.

Le cellule M hanno la capacità di internalizzare antigeni interi e riesprimerli sul versante opposto, dove vengono captati e processati da cellule presentanti l’antigene come le cellule dendritiche; secondo recenti ricerche le stesse cellule M avrebbero la capacità di processare l’antigene e presentarlo a cellule T nel contesto di MHC di classe II (Major histocompatibility complex).

Una ricca rete di capillari linfatici permea i noduli solitari ele PP raccogliendo la linfa prima in seni linfatici perifollicolari e da qui ai collettori linfatici della sottomucosa.

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