Pesto, Colesterolo Alto e Controindicazioni: Una Guida Dettagliata

Il colesterolo è una sostanza che troviamo negli alimenti e che viene prodotta anche dal nostro corpo e che viaggia all’interno del flusso sanguigno attraverso particelle note come lipoproteine. Se dalle ultime analisi del sangue è emerso un valore del colesterolo “cattivo” un po’ troppo alto, è probabilmente arrivato il momento di curare meglio l’alimentazione. Livelli elevati di colesterolo LDL, infatti, rappresentano un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari che includono infarto e ictus. Come anticipato, il colesterolo non proviene solo dagli alimenti ma una sana alimentazione può contribuire a mantenerlo nei range desiderabili. Quando il colesterolo aumenta, è fondamentale prestare attenzione all’alimentazione e allo stile di vita, impegnandosi a mangiare bene e a fare movimento regolarmente.

Pasta e Colesterolo: Un'Introduzione

La pasta è un alimento di base ampiamente consumato in tutto il mondo, associato universalmente alla cucina italiana di cui è il simbolo. La farina utilizzata nella preparazione della pasta è spesso di grano duro, che contiene una maggiore quantità di glutine rispetto al grano tenero. Durante la lavorazione, l'acqua viene aggiunta all'impasto per amalgamare gli ingredienti e creare una massa coesa. Una volta ottenuto l'impasto, la pasta può essere modellata e tagliata in numerosi formati. Dal punto di vista chimico, la cottura della pasta implica una gelatinizzazione dell'amido presente nella farina: ciò rende la pasta più digeribile e conferisce alla sua superficie una consistenza liscia.

Energia: la pasta è ricca di carboidrati complessi, che forniscono energia al corpo. Vitamine e minerali: la pasta di grano duro è una buona fonte di vitamine del gruppo B, che svolgono un ruolo importante nel metabolismo energetico e nella funzione nervosa.

Mangiare la pasta cotta al dente offre diversi vantaggi dal punto di vista culinario e nutrizionale. La pasta cotta al dente ha una consistenza leggermente resistente al morso, quindi richiede più tempo per essere digerita rispetto alla pasta troppo cotta. Ciò rallenta l'assorbimento dei carboidrati, aiutando a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue e contribuendo a un indice glicemico più basso.

Il contenuto calorico di un piatto di pasta dipende da diversi fattori, come la quantità di pasta servita, il tipo di pasta utilizzata, il metodo di cottura e il condimento aggiunto. In media, una porzione di pasta (circa 100 grammi) non condita contiene circa 350-400 calorie. Aggiungendo condimenti o sughi, il contenuto calorico può aumentare significativamente.

Il Pesto: Ingredienti, Benefici e Valori Nutrizionali

Condimento molto diffuso di cui si conoscono poco le proprietà nutritive, come l’azione protettiva per il cuore e le difese immunitarie. Il basilico, che contraddistingue maggiormente questa salsa, è una pianta di origine araba che vanta un curioso nome botanico: Ocimum basilicum, che letteralmente significa erba regale.

Il basilico è diventato l’ingrediente fondamentale e caratterizzante del pesto agli inizi dell’Ottocento anche se, stando a quanto si sa, già nel Medioevo in Liguria esisteva una salsa simile al pesto, a base di aglio, olio, sale e aceto. Questa salsa veniva usata come aromatizzante e conservante per le carni, dato che il suo aroma intenso eliminava gli eventuali odori sgradevoli della carne stessa. Probabilmente il pesto più tipico è quello chiamato alla genovese che si prepara a mano nel mortaio, schiacciando gli ingredienti col pestello di legno. I puristi consigliano il mortaio in marmo. Si può anche usare il frullatore, ma dobbiamo porre attenzione nell’evitare il surriscaldamento della salsa, dunque dei principi attivi del basilico.

Il pesto è un sugo molto ricco d’energia in quanto contiene molti lipidi, alcuni di buona qualità, come quelli mono e polinsaturi di olio d’oliva e pinoli, altri invece prevalentemente saturi provenienti dai formaggi. 100 g di pesto forniscono circa 490 kcal, pur con le ovvie differenze in base alle diverse composizioni. Le proteine sono presenti in buone quantità, provenienti prevalentemente dai pinoli e dai formaggi, mentre i carboidrati sono assolutamente marginali.

Il basilico e l’aglio hanno sinergicamente un’azione depurativa su fegato, stomaco e intestino, aiutano a rinforzare il cuore e circolazione e abbassano il colesterolo. I pinoli e l’olio d’oliva sono una fonte eccellente di grassi buoni e di minerali preziosi per la salute della pelle e delle articolazioni. Sempre l’aglio e l’olio extravergine d’oliva sono importanti nella prevenzione delle malattie cardiocircolatorie e lubrificano l’intestino.

L’aglio, che nel pesto rimane crudo e non perde quindi le sue proprietà, cosa che avviene quando lo si cuoce, è un antitumorale, anti depressivo e rinforza le difese immunitarie. È un regolatore della pressione arteriosa dal momento che agisce provocando vasodilatazione delle arteriole e dei capillari. I pinoli, altro componente fondamentale, hanno un alto contenuto di grassi (50%), prevalentemente mono e polinsaturi, quindi buoni, con un’importante percentuale di acido linoleico. Forniscono 673 kcal per 100 g di alimento. Sono inoltre un’ottima fonte di vitamine, in particolare la E e PP e di sali minerali, soprattutto calcio, fosforo, ferro e potassio. Grazie alla presenza di acido linoleico, i pinoli permettono di controllare i livelli di colesterolo nel sangue e sono un aiuto nel ridurre il colesterolo alto.

I pinoli sono anche indicati per aiutare la dilatazione delle pareti dei vasi sanguigni, sia delle vene che delle arterie, fatto che li rende utili per chi soffre di ipertensione o per la prevenzione di attacchi cardiaci.

Varianti del Pesto

Del pesto esistono molte varianti. Nella versione vegan restano invariati i componenti di origine vegetale edil sale ma, al posto dei formaggi, si può usare una dose simile di lievito alimentare. Preciso che il lievito alimentare in scaglie, detto anche lievito nutrizionale, è un lievito “disattivato” risultato della lavorazione del lievito di birra sottoposto a un processo di essiccazione istantanea a basse temperature, o liofilizzato, con lo scopo di mantenere le sue proprietà nutrizionali.

Colesterolo Alto: Alimenti Utili e Consigli Dietetici

E’ possibile abbassare e tenere sotto controllo il livello del colesterolo introducendo nella dieta alimenti ad hoc? Certo che è possibile. Abbassare il livello del colesterolo “cattivo” (LDL), aumentare quello del colesterolo “buono” (HDL) e mantenere rapporto tra di loro bilanciato è una delle basi per una vita lunga, sana e al riparo dai rischi cardio-vascolari.

Il colesterolo è un lipide e, ad una veloce analisi, potrebbe sembrare che la scelta migliore per abbassane il livello sia una dieta IPO-lipidica, cioè con pochi grassi. In realtà non è così: l’efficacia di una dieta “abbassa-colesterolo” è basata sulla predilezione di una tipologia di grassi (insaturi) e sulla drastica riduzione dell’altra tipologia (saturi).

  • Cibi ricchi di FIBRA ALIMENTARE: riducono il riassorbimento del colesterolo alimentare. Via libera a verdura, frutta, cereali integrali e legumi.
  • Cibi ricchi di OMEGA 6: migliorano il metabolismo del colesterolo endogeno e riducono il colesterolo totale.
  • Cibi ricchi di OMEGA 3: migliorano il metabolismo dei lipidi trasportati nel sangue, compresi i trigliceridi. Consumare 3 volte a settimana pesce azzurro o proveniente dai mari freddi (salmone) è utilissimo, per quanto riguarda gli alimenti di origine animale.
  • Cibi ricchi di OMEGA 9: intervengono in modo selettivo sul livello del colesterolo, abbassando esclusivamente quello “cattivo” (LDL).
  • Cibi addizionati con STEROLI o STANOLI VEGETALI: chiamati anche fitosteroli e fitostanoli, sono di alimenti “fortificati”, quindi addizionati durante il procedimento di preparazione.

Ecco alcuni alimenti specifici che possono aiutare a controllare il colesterolo:

  • Patate: Ricche di fibra, soprattutto nella buccia, aiutano a regolare l'assorbimento di colesterolo, grassi e zuccheri. Da consumare lesse, bollite, a vapore o in microonde, con la buccia.
  • Cereali integrali: Avena, orzo, riso, farro contribuiscono a tenere sotto controllo il colesterolo alto.
  • Legumi: Fagioli e soia sono particolarmente efficaci nel contrastare il colesterolo cattivo grazie alla fibra e ai fitosteroli.
  • Frutta secca a guscio: Noci, ricche di acidi grassi essenziali, riducono il colesterolo LDL e hanno azione antinfiammatoria.
  • Pesce: Contiene acidi grassi omega-3 che diminuiscono il colesterolo LDL.
  • Cipolle: Le cipolle rosse, in particolare, contengono flavonoidi che aiutano a tenere a bada il colesterolo LDL.
  • Pomodori: Ricchi di licopene, un antiossidante che contribuisce a ridurre il colesterolo LDL.
  • Carote: Il beta carotene contribuisce a ridurre il colesterolo cattivo nel sangue.
  • Olio extravergine di oliva: Ricco di acidi grassi mono e polinsaturi e composti fenolici che aiutano a ridurre il colesterolo LDL e i trigliceridi.
  • Tè verde: Ricco di polifenoli che aiutano a ridurre il colesterolo e la pressione sanguigna.

Olio d'Oliva e Colesterolo: Un Alleato Prezioso

L'olio d'oliva è un alimento fondamentale nella dieta mediterranea e offre numerosi vantaggi per la salute. Ricco di grassi monoinsaturi, come l'acido oleico, l'olio d'oliva è noto per ridurre il colesterolo cattivo (LDL) nel sangue, migliorando così la salute cardiovascolare. Quando si tratta di scegliere l'olio d'oliva, è consigliabile optare per quello extra vergine, poiché è meno raffinato e conserva quindi un maggior numero di nutrienti benefici. Inoltre, l'olio d'oliva è una scelta versatile in cucina: può essere utilizzato per condire insalate, marinare carne, cucinare verdure o persino sostituire il burro in molte ricette.

Le proprietà benefiche dell'olio d'oliva sono principalmente dovute alla sua composizione unica di grassi sani e antiossidanti. L'olio d'oliva è un alimento ricco di grassi monoinsaturi, che svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dei livelli di colesterolo nel nostro organismo.

Noi amiamo l'olio d'oliva non solo per il suo delizioso sapore, ma anche per i suoi potenti antiossidanti che apportano numerosi benefici alla salute:

  • Polifenoli: Questi composti antiossidanti combattono lo stress ossidativo nel nostro corpo, riducendo l'infiammazione e proteggendo le cellule dai danni dei radicali liberi.
  • Vitamina E: Un altro potente antiossidante presente nell'olio d'oliva è la vitamina E, che svolge un ruolo chiave nella protezione delle membrane cellulari e nel mantenimento della salute della pelle.

L'olio d'oliva extra vergine, con la sua elevata concentrazione di antiossidanti, è particolarmente benefico per la nostra salute. Grassi saturi: presenti in quantità minori rispetto ai grassi saturi, si trovano principalmente nell'olio d'oliva. Questi grassi possono aumentare il colesterolo LDL, comunemente noto come "colesterolo cattivo". Grassi insaturi: l'olio d'oliva è ricco di grassi monoinsaturi, in particolare acido oleico. Questi grassi possono aiutare a ridurre il colesterolo LDL, contribuendo a migliorare il profilo lipidico complessivo.

L'effetto benefico dell'olio d'oliva sul colesterolo dipende dalla quantità e dal tipo di grassi presenti. L'olio d'oliva è un'alternativa salutare e deliziosa a grassi meno salutari come il burro o l'olio vegetale. Il consumo di olio d'oliva può apportare numerosi benefici alla nostra salute, in particolare riducendo il colesterolo cattivo nel sangue. Tuttavia, è importante considerare la quantità di olio d'oliva che dovremmo consumare per ottenere i risultati desiderati.

Moderazione è fondamentale: Anche se l'olio d'oliva è salutare, è importante consumarlo con moderazione. Secondo gli esperti, una quantità moderata di olio d'oliva da consumare al giorno si aggira intorno a due o tre cucchiai. Per massimizzare i benefici per la salute, è consigliabile optare per olio d'oliva extra vergine.

Pesto e Colesterolo: Considerazioni

Il pesto, pur essendo ricco di ingredienti benefici come basilico, aglio, pinoli e olio d'oliva, contiene anche grassi saturi provenienti dai formaggi. Pertanto, è importante consumarlo con moderazione, soprattutto se si hanno problemi di colesterolo alto. Optare per versioni con formaggi a basso contenuto di grassi o la variante vegana può essere una scelta più salutare.

L'uso di erbe aromatiche in cucina è un’ottima scelta in sostituzione del sale, fattore di rischio per le malattie cardiovascolari e oncologiche. Infine, il basilico si può consumare anche secco, così da beneficiare dei minerali che risulteranno presenti molto più concentrati.

Il basilico va sempre consumato con moderazione in quanto in dosi eccessive può avere effetti irritanti oppure effetti narcotizzanti.

Intolleranze e Sensibilità Alimentari

È importante considerare anche le possibili intolleranze alimentari associate alla pasta e ai suoi condimenti:

  • Intolleranza al glutine: la pasta tradizionale è fatta con farina di grano, che contiene glutine.
  • Carboidrati e glicemia: la pasta è ricca di carboidrati.
  • Salse e condimenti: le salse e i condimenti utilizzati con la pasta possono influenzare la salute. Salse ad alto contenuto di grassi, zucchero o sale possono contribuire a problemi di salute come l'obesità o l'ipertensione.
  • Eccesso di sodio: la pasta cotta in acqua salata e i sughi possono aumentare il contenuto di sodio del pasto.

Le Uova e il Colesterolo: Sfatare i Miti

Da quando lavoro come Nutrizionista a Roma, ho ricevuto troppo spesso pazienti che asserivano di aver smesso di mangiare uova dopo aver riscontrato un alto valore di colesterolo nelle analisi del sangue. Perché banalmente si pensa che con un colesterolo alto si debbano eliminare gli alimenti che contengono alti livelli di colesterolo tra i quali le uova appunto.

ll colesterolo è un grasso, lipide steroideo, poco solubile in acqua, veicolato nel plasma grazie ad alcune lipoproteine: le lipoproteine LDL (Low Density Lipoprotein) che lo trasportano dal fegato ai tessuti periferici, le lipoproteine HDL (High density Lipoprotein) che invece fanno il percorso inverso. E’ presente per la maggior parte nel sangue, nel cervello e nella bile. Il colesterolo viene prodotto principalmente dal fegato e dall’intestino, che ogni giorno ne sintetizzano 1-1,5 grammi.

I livelli di colesterolo aumentano anche se nella mia alimentazione introduco troppi zuccheri o carboidrati raffinati. Sapete perché? Gli acidi grassi possono formarsi a partire dagli zuccheri. Se mangio troppi zuccheri o carboidrati, aumentano i livelli di zuccheri nel sangue (glicemia) e di conseguenza si attiva l’ormone insulina che raccoglie lo zucchero nel sangue e lo trasporta nelle cellule. L’insulina attiva anche l’enzima deputato alla sintesi del colesterolo endogeno (HMG-reduttasi) e questo comporta una maggiore produzione del colesterolo nel sangue. Come abbiamo visto il colesterolo che noi assumiamo quotidianamente dalla nostra alimentazione incide solo per il 10% circa sul colesterolo che noi autoproduciamo internamente. Questo significa che se, dalle analisi del sangue, il mio colesterolo è 240 mg/dl, solo 24 mg/dl derivano dal colesterolo che ho mangiato.

In uno studio pilota condotto su 14 ragazzi giapponesi è stato visto che, pur dando loro un uovo sodo a colazione per 4 settimane, non si è verificato alcun aumento né del colesterolo totale né del colesterolo LDL che sono rimasti invariati, nonostante il notevole aumento del consumo di colesterolo dato dalla dieta.

Le uova contengono buone percentuali di lecitina (circa 350 mg/100 g), un fosfolipide che costituisce gran parte delle membrane cellulari. A livello epatico la lecitina è coinvolta nella sintesi della Lecitina Colesterolo Acil Transferasi (noto come LCAT) un’enzima che esterifica il colesterolo. Tale processo di esterificazione permette al colesterolo di essere distribuito nei vari tessuti dell’organismo, e alla lecitina di allontanare il colesterolo in eccesso, che altrimenti si accumulerebbe formando delle placche sui vasi sanguigni.

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