Perché le analisi del sangue si fanno a digiuno

È opinione diffusa che per sottoporsi alle analisi del sangue sia sempre necessario presentarsi a digiuno in laboratorio, ma questa convinzione non è sempre supportata da un fondamento scientifico. Ci sono esami ed esami, e non esiste un’indicazione valida su larga scala.

Quando il digiuno non è necessario

Un documento firmato dalla Società Europea dell’Aterosclerosi e dalla Federazione Europea di Chimica Clinica e Medicina di Laboratorio, pubblicato sull’European Heart Journal, fa chiarezza su questo tema. Le conclusioni sono chiare: se il motivo per cui ci si sottopone alle analisi è la necessità di dosare la quantità di grassi (trigliceridi e colesterolo) presenti nel sangue, non occorre presentarsi all’appuntamento a digiuno, come raccomandato in maniera diffusa in tutti i Paesi.

Fa eccezione la Danimarca, che dal 2009 «agevola» i propri connazionali, senza raccomandare che dall’ultimo pasto al prelievo siano trascorse almeno otto ore. Gli esperti scrivono che un’indicazione simile potrebbe essere «rischiosa per bambini, anziani, diabetici e lavoratori». Alla base del documento c’è la «mancanza di prove che supportino la necessità di presentarsi a digiuno alle analisi del sangue se l’obiettivo è valutare il rischio cardiovascolare», del cui aumento i grassi sono direttamente responsabili.

Il parere degli esperti

Nonostante l’invito al digiuno sia piuttosto frequente, il messaggio non coglie di sorpresa Marcello Ciaccio, direttore del dipartimento di biopatologia e biotecnologie mediche e forensi all’Università degli Studi di Palermo e presidente della Società Italiana di Biochimica e Biologia Molecolare Clinica. «L’assunzione recente di grassi attraverso la dieta non è in grado di alterare i parametri lipidici. Non serve digiunare nemmeno se si ha intenzione di donare il sangue» afferma Ciaccio.

Quando il digiuno è raccomandato

L’indicazione cambia invece se l’obiettivo è misurare i valori di glicemia. In questo caso si consiglia di presentarsi all’appuntamento al mattino presto, a digiuno da almeno otto ore, e il limite per gli zuccheri nel sangue è rappresentato da cento milligrammi per decilitro. Per chi si sottopone al prelievo nel corso della giornata, invece, si tiene in considerazione un valore uguale o inferiore a 180 milligrammi per decilitro. Digiuno raccomandato anche per il dosaggio dell’insulina e del peptide C (altro marcatore «sensibile» alle oscillazioni della glicemia) nelle persone in cui si sospetta una diagnosi di diabete.

Fattori da considerare nella lettura delle analisi del sangue

Come risulta già chiaro, non c’è un’unica indicazione valida su larga scala. E il digiuno non è l’unico parametro da considerare nella lettura delle analisi del sangue. Se per esempio il medico curante richiede gli esami per conoscere i livelli ematici di ormoni «sensibili» allo stress - adrenalina, noradrenalina, prolattina, cortisolo - «è importante che l’ambiente in cui viene effettuato il prelievo sia confortevole per il paziente e che lo stesso risulti sereno - prosegue Ciaccio -. Anche la semplice paura dell’ago può alterare i parametri di interesse». È infine necessario considerare anche se una persona ha svolto attività fisica la sera prima di sottoporsi alle analisi del sangue.

Cosa si intende per digiuno?

«Digiunare prima delle analisi del sangue significa astenersi da qualsiasi tipo di alimento, tranne dall’assunzione di acqua, che non deve essere aromatizzata né dolcificata» spiega Michela C. Speciani, medico chirurgo esperto in nutrizione applicata. «Anche un pezzetto di biscotto consumato a poca distanza dalle analisi del sangue può avere un grande impatto metabolico e alterarne la leggibilità. Per questo se l’indicazione medica per un esame è il digiuno, è importante rispettarla» dice l’esperta.

Quante ore di digiuno sono necessarie?

La quantità di ore di digiuno necessaria dipende dal tipo di esame. Ecco dunque quante ore di digiuno prima delle analisi del sangue.

  • Glicemia: Di solito sono indicate almeno 8 ore di digiuno.
  • Colesterolo: L’indicazione è quella di astenersi dal cibo e da qualsiasi tipo di alimento solido o liquido, tranne dall’assunzione di acqua non dolcificata e non aromatizzata, per almeno 8 ore.
  • Reuma test: Anche per questo esame è richiesto il digiuno.

«Le ore di digiuno suggerite prima di un esame del sangue dipendono dal tipo di esame e hanno come obiettivo la standardizzazione e, quindi, la maggiore interpretabilità dei risultati» spiega la dottoressa Michela C. Speciani. «Alcune molecole in particolare che troviamo in circolo si modificano a seconda della distanza dal pasto. Allontanare e rimuovere l’influenza del pasto stesso permette di interpretare correttamente i risultati» dice l’esperta. «Non per tutti gli esami del sangue questo è necessario ma, poiché molti di quelli che si effettuano con prelievo venoso necessitano di essere fatti a digiuno da diverse ore per avere risultati interpretabili, l’indicazione è spesso quella di fare gli esami prima di colazione.

Di solito, nelle ore precedenti agli esami del sangue occorre evitare anche il fumo, il tè, il caffè e l’attività fisica intensa» dice l’esperta. «In caso di dubbio, l’indicazione da seguire è far riferimento al proprio medico e, in secondo luogo, al proprio laboratorio di analisi».

Cosa succede se bevo acqua prima degli esami del sangue

«Essere idratati prima di un prelievo è utile per aiutare a ricostruire rapidamente il volume che viene prelevato. Ma bere molta acqua a poca distanza dagli esami del sangue può aumentare la “parte liquida” dello stesso, con la conseguenza di diluire ciò che si sta cercando e alterare quindi la leggibilità dell’esame stesso» dice l’esperta. «Bene, quindi, salvo diversa indicazione specifica, qualche sorso di acqua nelle ore prima al prelievo, bevendo normalmente la sera precedente. Mentre bere abbondantemente a breve distanza dal prelievo stesso potrebbe non essere particolarmente indicato».

Cosa mangiare a cena la sera prima degli esami del sangue

«La cena, salvo diversa indicazione medica, può essere quella che di solito si fa, evitando naturalmente eccessi che non fanno parte della nostra quotidianità e che potrebbero rendere i risultati degli esami peggiori di come sarebbero nella nostra normalità» dice l’esperta. «A volte può servire anticiparla un po’, quando serve che le ore di digiuno prima dell’esame siano almeno 8».

Altri fattori che influenzano le analisi del sangue

Vi è accordo unanime sull’opportunità che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8 - 12 ore. Nei giorni che precedono il prelievo la dieta dovrebbe essere quanto più possibile abituale, evitando brusche variazioni dell’apporto calorico sia in eccesso che in difetto. In seguito alla riduzione drastica dell’apporto calorico (300/600 calorie/die), infatti, si è riscontrata una diminuzione del volume plasmatico del 30%.

Esistono numerosi studi riguardanti l’effetto dei farmaci sui test di laboratorio. Le interferenze possono manifestarsi direttamente o indirettamente a livello analitico. Nel primo caso esse non sono sempre e completamente prevedibili nella loro entità per un’ampia serie di variabili individuali che determinano l’assorbimento, il metabolismo e l’eliminazione del farmaco.

Le variazioni delle attività enzimatiche e di alcuni analiti provenienti dalla muscolatura scheletrica in seguito all’esercizio fisico intensivo e protratto sono fenomeni attesi ed in genere da evitarsi immediatamente prima del prelievo o nelle 8 - 12 ore che lo precedono.

Nel passaggio dalla posizione supina a quella eretta si modificano il volume plasmatico, la concentrazione degli elementi figurati del sangue e di alcuni analiti quali ad esempio il calcio (3,43%), il magnesio, il fosforo, la bilirubina, le proteine totali, il ferro (10,93%), i trigliceridi (18,5%), il colesterolo, l’ LDL (34%) e le transaminasi (34%). La risposta individuale ai cambi posturali è assai variabile, probabilmente in rapporto al volume della massa plasmatica, al tasso proteico totale, alle situazioni attuali del tono vascolare e della entità della risposta endocrina.

È convinzione comune che sia sempre necessario digiunare per almeno 8 ore prima degli esami del sangue. Perché la maggior parte dei cibi e delle bevande che assumiamo ogni giorno contengono alcune sostanze che possono momentaneamente alterare la composizione sanguigna fino a falsare l’interpretazione degli esami del sangue.

La glicemia indica la quantità di glucosio presente nel sangue. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che favorisce il passaggio degli zuccheri nelle cellule riducendone la quantità nel sangue e abbassando, quindi, il livello di glucosio nella circolazione sanguigna.

I trigliceridi sono lipidi, quindi grassi, presenti nel nostro sangue e il cui valore e qualità sono determinati dalla dieta. L’acido folico è coinvolto nei processi di produzione di nuove cellule ed è essenziale nella sintesi del DNA, delle proteine e dell’emoglobina. La carenza di acido folico comporta anemia e sintomi come pallore eccessivo, debolezza e irritabilità.

La sideremia è un valore legato alla transferrina e permette di valutare la quantità di ferro in circolo nel sangue. La vitamina B12 è necessaria per permettere il metabolismo degli aminoacidi, degli acidi nucleici e degli acidi grassi. È fondamentale anche nella produzione dei globuli rossi e nella formazione del midollo osseo.

Alla domanda per quali esami del sangue bisogna essere a digiuno, le risposte potrebbero essere molteplici. La certezza da cui partire è che per gli esami del sangue ci si deve preparare. Non ci si può presentare da un momento all’altro o dopo aver mangiato, perché questo contribuirebbe in maniera determinante a falsare i risultati.

La prima cosa da fare è chiedere consiglio al medico di base. Essendo lui a prescriverle (nella maggior parte dei casi) è la persona più indicata a cui chiedere regole e consigli nei giorni precedenti alle analisi del sangue. Non abbiate paura di fare domande, anche quelle che sembrano meno opportune o banali. Il medico è tenuto a rispondere a tutte le domande e ad ogni modo è meglio ottenere una risposta ovvia che fare di testa propria e rischiare di alterare il valore delle analisi del sangue.

In linea di massima, prima del prelievo di sangue bisogna fare un digiuno variabile tra le 8 e le 14 ore. In questo lasso di tempo, bisogna assumere solo modiche quantità di acqua. Se non beviamo abbastanza, aumenterà la percentuale delle sostanze che circolano nel nostro sangue. In alternativa, la troppa idratazione potrebbe tendere a diluirle.

Sempre in questa fascia di tempo non bisogna fumare, bere caffè o tè e né consumare alcolici. Per analisi ancora più impeccabili, nei giorni precedenti bisognerebbe evitare grandi abbuffate con alimenti grassi e zuccheri semplici. Il giorno prima delle analisi inoltre non bisognerebbe fare attività sportiva in modo energico: l’ideale sarebbe fare un’attività fisica leggera (e reidratare i liquidi perduti).

Se si fa attività fisica di tipo aerobico, è possibile che nelle analisi del sangue possa verificarsi un calo dell’ematocrito, dell’emoglobina e dei globuli rossi.

Dal punto di vista medico, ci sono determinate tipologie di analisi che potrebbero non essere alterate anche nel caso in cui la persona non sia stata a digiuno. Sarebbe troppo complicato spiegare e rendere consapevole le persone degli alimenti che si possono mangiare prima di alcune analisi, per questo motivo si è scelta la strada precauzionale: per effettuare le analisi del sangue bisogna rimanere a digiuno per un periodo compreso tra le 8 e le 14 ore (a seconda degli esami).

Visto che è impossibile rimanere svegli per 8-14 ore senza mangiare, l’orario ideale per le analisi del sangue è la mattina presto. Visto che le analisi dovrebbero essere la cartina tornasole di un determinato stile di vita, il giorno prima delle analisi delle analisi del sangue (e i giorni precedenti) bisognerebbe mangiare “normale”.

Fare una settimana di dieta ferrea e fare le analisi significherebbe alterare i risultati, perché lo scopo di molte analisi è proprio verificare se il proprio stile di vita sia un fattore di rischio per alcune malattie. Non ha senso, in questo caso, avere parametri ematici impeccabili se poi si torna ad avere uno stile di vita malsano.

Prima di sottoporsi agli esami del sangue, il paziente dovrebbe sospendere l’assunzione dei medicinali. Questo discorso naturalmente non vale per le terapie di malattie croniche e nei casi di farmaci salvavita. In tutti gli altri casi i farmaci andrebbero sospesi perché alterano in modo sensibile i valori delle analisi.

Nel caso in cui abbiate assunto farmaci o abbiate seguito una dieta poco equilibrata, non vi rimane che chiedere consigli al medico di base. In questa fase, non ha senso omettere alcuni particolari o nascondere la verità. Le analisi del sangue sono un parametro fondamentale per valutare lo stato di salute ed è necessario che siano affidabili, precise e veritiere.

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