Radiografia dell'Addome nella Diagnosi di Tumori e Altre Condizioni

La radiografia diretta dell’addome è uno strumento diagnostico di fondamentale importanza nella pratica clinica, utilizzato per valutare una vasta gamma di condizioni addominali. Si tratta di un esame radiologico che sfrutta la tecnologia dei raggi X per evidenziare in modo differente le diverse strutture che si trovano all’interno dell’addome. Questo esame radiologico fornisce immagini dettagliate degli organi e delle strutture all’interno dell’addome, permettendo ai medici di identificare anomalie e pianificare il trattamento appropriato. Per comprendere meglio come funzionano i raggi all’addome e a cosa servono, possiamo quindi dire che si tratta di un esame effettuato quando è necessario avere un'immagine diagnostica rapida in situazioni di urgenza, ma rappresenta anche una tecnica molto valida in sede di monitoraggio o come esame preliminare prima di altri approfondimenti.

Nelle immagini prodotte dall’esame, infatti, le ossa appaiono molto più chiare e compatte rispetto agli altri tessuti, e sono quindi facilmente distinguibili, mentre gli organi sono più suri. Il centro dispone di un radiografo di ultima generazione in grado di fornire immagini dettagliate di tutta la cavità addominale e degli organi.

Indicazioni e Preparazione

La radiografia diretta dell’addome viene solitamente richiesta in presenza di sintomi addominali che richiedono una valutazione approfondita. La radiografia dell’addome viene utilizzata soprattutto per l’individuazione di calcoli renali o alla colecisti. In alcuni casi può essere utilizzata anche per ricercare corpi estranei o per sospette occlusioni o perforazioni intestinali.

La radiografia diretta dell’addome è un esame semplice e veloce che non richiede una preparazione complessa. Se la radiografia è prescritta per sospetti calcoli è bene non assumere cibi contenenti fibre per almeno un giorno. Tuttavia, è importante informare il medico se si è in stato di gravidanza o si sospetta di esserlo, poiché le radiazioni possono essere dannose per il feto.

Per la durata dell’esame (in genere non più di cinque minuti) l’addome viene scansionato con un’apparecchiatura radiografica posta in un’apposita saletta protetta. Le tecniche sono diverse a seconda della precisa finalità dell’esame, e il paziente può essere in disteso su un lettino o in piedi. Caratteristica peculiare di questo esame radiologico che mutuiamo dal passato è che è praticamente l’unico esame dell’addome che si esegui in piedi (ortostatismo), quindi è in grado di fornirci informazioni preziosissime sulla distribuzione dell’aria e dei liquidi.

Importanza Diagnostica

La radiografia diretta dell’addome è un esame diagnostico davvero importante per valutare una vasta gamma di condizioni addominali. La sua capacità di rilevare ostruzioni intestinali, calcoli renali, perforazioni, accumulo di liquidi, masse e fratture la rende uno strumento indispensabile nella pratica medica.

Stadiazione del Tumore del Colon-Retto

Se la biopsia conferma la presenza di un tumore del colon-retto, è spesso necessario approfondire gli accertamenti per stabilirne esattamente le dimensioni e la posizione e anche per verificare se la malattia si è diffusa. Questo processo prende il nome di stadiazione e il suo espletamento può richiedere un certo tempo. Dal suo risultato dipende la scelta del trattamento migliore per il paziente.

Esami Utilizzati nella Stadiazione

  • Analisi del sangue: servono per valutare le condizioni generali di salute, ma anche per determinare il livello dell’antigene carcinoembrionario (CEA).
  • Ecografia addominale: è una tecnica radiologica che impiega gli ultrasuoni per visualizzare il fegato e l’interno della cavità addominale e verificare se le cellule neoplastiche si sono diffuse ad altri organi. È indolore e l’esecuzione richiede solo pochi minuti. Dopo aver sistemato il paziente sul lettino in posizione supina, il medico spalma sull’addome un sottile strato di gel e passa su tutta la zona un piccolo strumento, simile a un microfono, che emette gli ultrasuoni.
  • Eco-endoscopia: è una modalità di esecuzione che prevede l’inserimento attraverso il retto di una piccola sonda endoscopica con sulla punta un ecografo, attraverso il quale si ottengono le scansioni.
  • Tomografia computerizzata (TC): è una tecnica radiologica che permette di ottenere tante inquadrature dello stesso organo su piani successivi. Le immagini così prodotte sono inviate a un computer che le elabora per dare poi il quadro dettagliato delle strutture interne di un organo. La procedura è sicura e indolore e richiede circa mezz’ora. La quantità di radiazioni utilizzata è talmente modesta che non c’è motivo di preoccuparsi per eventuali danni al paziente e a chi gli sta intorno. Prima della TC è bene non mangiare né bere per almeno quattro ore. Nella maggior parte dei casi la TC richiede la somministrazione di un mezzo di contrasto contenente iodio, che si evidenzia ai raggi X e che consente di visualizzare meglio le strutture interne del corpo. Il mezzo di contrasto può dare una sensazione diffusa di calore per qualche minuto.
  • Risonanza magnetica nucleare (RMN): è una tecnica radiologica che utilizza i campi magnetici per elaborare immagini dettagliate delle strutture interne dell’organismo. In alcuni casi si somministra un mezzo di contrasto in vena (di solito del braccio) per migliorare la qualità delle immagini. Prima della RMN è necessario togliere tutti gli oggetti metallici.
  • Tomografia a emissione di positroni (PET): è una procedura disponibile solo presso i grandi ospedali. La PET si basa sulla conoscenza che determinati tessuti, fra cui i tumori, consumino più glucosio rispetto ai tessuti normali. Prima dell’esame si somministra per endovena un composto contenente zucchero radioattivo, che si diffonde in tal modo in tutto il corpo. La scansione si esegue dopo circa un paio d’ore. Talvolta la PET è abbinata alla tomografia computerizzata e, più recentemente, anche alla RMN, per offrire al medico la possibilità di eseguire una serie di radiografie. In questo caso si parla di PET/TC e PET/RMN.

Altre Tecniche Diagnostiche

  • Gastroscopia: È la procedura più utilizzata per la diagnosi dei tumori dello stomaco. La gastroscopia tradizionale si esegue con una blanda sedazione, essendo una procedura relativamente invasiva, in grado di determinare disagio nel paziente. La gastroscopia può risultare fastidiosa, ma non è dolorosa. Alcuni soggetti accusano fastidio alla gola dopo la gastroscopia. La gastroscopia transnasale risulta essere particolarmente meno invasiva in quanto vengono utilizzate delle sonde endoscopiche ultrasottili, di diametro estremamente contenuto (circa 4 mm). Il gastroscopio è introdotto attraverso il naso anziché attraverso la bocca, evitando quindi al paziente il disagio associato alla gastroscopia tradizionale. Tra i vantaggi della gastroscopia transnasale anche quello di essere eseguibile senza sedazione.

Diagnosi del Tumore al Polmone

Quando una RX-torace, eseguita per indagare meglio la comparsa di sintomi quali tosse o affanno, mostra la presenza di un nodulo polmonare sospetto, per meglio indagarne le caratteristiche morfologiche, si richiede l’esecuzione di una TAC del torace con mezzo di contrasto.

Tecniche di Imaging Avanzate

  • Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) del torace: La TAC del torace, infatti, identifica lesioni anche di piccole dimensioni, discrimina, con maggiore precisione rispetto alla radiografia, una lesione tumorale da altro (una polmonite o una patologia infiammatoria) e valuta il rapporto della lesione con altri organi all’interno del torace, come il cuore e i grossi vasi o l’esofago. La TAC consente, inoltre, di studiare l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi (le ghiandole localizzate nel mediastino, lo spazio compreso tra i due polmoni) che, se colpiti, appaiono di dimensioni ingrandite.
  • Tomografia a Emissione di Positroni (PET): L’utilità della PET è quella di studiare l’estensione di malattia dentro e fuori dal torace, ovvero il coinvolgimento dei linfonodi del mediastino (lo spazio anatomico compreso tra i due polmoni) e distinguere la parte di tumore dal tessuto non maligno (nel caso di atelettasia -“collasso” di una parte del polmone).

Diagnosi Istologica e Citologica

Quando le indagini radiologiche pongono il sospetto di una malattia tumorale, si deve procedere con altri accertamenti (il cosiddetto secondo livello diagnostico), che consistono nell’eseguire il prelievo di una piccola porzione del tessuto sospetto cioè diagnosi istologica o, qualora questo non fosse possibile, di alcune delle cellule componenti la massa ovvero diagnosi citologica.

Le metodiche diagnostiche per ottenere il tessuto da esaminare sono differenti e la sede da biopsiare si sceglie sulla base di considerazioni di tipo tecnico (cosa dà meno problemi al paziente, quindi in base a quelli che sono gli esami meno invasivi).

Metodi di Biopsia

  • Broncoscopia: Se il tumore cresce all’interno delle vie aeree, nei bronchi, cioè i tubi che portano l’aria dall’esterno ai polmoni, il tumore verrà raggiunto entrando nelle vie aeree, mediante uno strumento di guida, il broncoscopio, attraverso una procedura chiamata broncoscopia.
  • Agobiopsia transbronchiale: Se il tumore è vicino alle vie aeree, potrà essere raggiunto sempre percorrendo le vie aeree con il broncoscopio, ma oltrepassando i bronchi, per giungere alla massa sospetta (agobiopsia transbronchiale).
  • Biopsia TAC-guidata: In presenza di lesioni polmonari perifieriche, si potrà inserire, attraverso la parete toracica, un ago sottile, sotto guida TAC, per prelevare singole cellule o gruppi di cellule.
  • Biopsia chirurgica: Più raramente, la diagnosi può avvenire mediante biopsie chirurgiche, che necessitano di una consulenza anestesiologica (la mediastinoscopia, la mediastinotomia, la toracentesi o la videotoracoscopia).

Test Genomico e Biopsia Liquida

Il test genomico permette di effettuare una valutazione genetica del tumore. A partire da piccoli campioni di tessuto tumorale prelevato dal paziente, i test più innovativi oggi disponibili analizzano contemporaneamente un ampio numero di geni per rilevare le mutazioni all’origine del tumore.

Il test genomico si effettua su piccoli campioni di tessuto solido (biopsia tissutale) o liquido (biopsia liquida). La Biopsia liquida viene effettuata con un semplice prelievo di sangue analizzato per identificare i marcatori molecolari. Diversi gruppi a livello nazionale e internazionale hanno messo a punto metodiche per la ricerca di mutazione del gene EGFR o traslocazione del gene EML4-ALK su sangue. La biopsia liquida consente di identificare le quattro principali classi di alterazioni genomiche presenti nei geni correlati al tumore solido e rileva elevata instabilità dei microsatelliti, un parametro che permette di prevedere la risposta del paziente all’immunoterapia.

Valutazione dello Stadio Clinico

Il terzo livello diagnostico rappresenta l’ultimo tassello da conoscere per la scelta della strategia terapeutica e consiste nell’accurata valutazione dello stadio clinico, cioè nell’estensione della malattia dentro e fuori dal torace. Oltre, infatti, alla TAC addome - pelvi, normalmente eseguita in concomitanza con la TAC del torace, a completamento diagnostico, o in presenza di sintomatologia specifica, si richiederanno anche una scintigrafiaossea, per lo studio delle ossa e una TAC o Risonanza Magnetica encefalo con mezzo di contrasto, per lo studio dell’encefalo.

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