La menopausa è un momento molto delicato per la salute di una donna, durante il quale si verificano alterazioni ormonali e metaboliche che possono ripercuotersi sul benessere generale dell’organismo.
Il Ruolo degli Estrogeni
Fino all’età della menopausa, che comincia mediamente intorno ai 50-55 anni, le donne hanno un minor rischio di sviluppare disturbi cardiovascolari poiché gli estrogeni e i progestinici (i principali ormoni sessuali femminili) svolgono, tra le loro tante attività, un effetto protettivo sulle arterie, abbassando le probabilità d’insorgenza dell’aterosclerosi e di altre complicanze dei vasi. Prima della menopausa le donne hanno profili lipidici più favorevoli rispetto agli uomini. A garantire questa differenza sono gli ormoni sessuali che nei due generi sono differenti; nelle donne l’ovaio produce estrogeni e progesterone ai quali è stato attribuito il potere protettivo contro le malattie cardiovascolari e, a conferma di quanto detto, nelle donne in menopausa si osserva ad un aumento del rischio cardiovascolare conseguente ad un calo fisiologico di questi ormoni.
Durante l’età riproduttiva, il profilo lipidico delle donne è infatti caratterizzato da alti livelli di colesterolo buono HDL e bassi livelli di colesterolo cattivo LDL. Con la menopausa, tuttavia, si ha un aumento del colesterolo “cattivo” LDL e dei trigliceridi, mentre il colesterolo “buono” HDL diminuisce. I risultati dello studio confermano che con l’interruzione della produzione di estrogeni, i livelli di colesterolo cattivo LDL e di trigliceridi aumentano mentre il colesterolo buono HDL comincia a calare. Secondo i ricercatori, inoltre, questi cambiamenti non sono legati al naturale processo di invecchiamento ma sono dovuti ai cambiamenti ormonali che accompagnano la menopausa.
17-β estradiolo (E2) è l’estrogeno predominante nelle donne. Prodotto dalle ovaie, circola come ormone endocrino trasportato nel sangue dalle globuline e raggiunge diversi tessuti. Il meccanismo più importante nel metabolismo lipidico è mediato da E2 quando si lega ai recettori epatici. Questo tipo di meccanismo potrebbe essere legato all’aspetto evolutivo; infatti, in quasi tutti i mammiferi, si osserva un aumento del trasporto dei trigliceridi dal fegato per facilitare lo sviluppo degli ovociti, percorso regolato dagli estrogeni. Gli estrogeni hanno effetto nel ridurre i lipidi determinando una maggiore espressione di geni per la sintesi lipidica e il metabolismo degli acidi grassi.
E2 sopprime la lipogenesi epatica mediante meccanismi mediati da ERα. Le importanti funzioni regolatorie degli estrogeni relativamente al metabolismo lipidico sono state messe in discussione dai risultati contrastanti ottenuti con il trattamento ormonale sostitutivo (TOS) in donne in menopausa. Queste controversie derivano dalle diverse formulazioni di estrogeni utilizzate, ma anche dalle differenti vie di somministrazione e dall’accoppiamento i con progestinici.
Quando una donna entra in menopausa, le ovaie smettono di produrre estrogeni: il colesterolo LDL tende allora ad aumentare e l'HDL a diminuire. Con l’avvento della menopausa, però, il quadro ormonale cambia in modo complesso, si riducono i livelli di estrogeni nel sangue, e anche la donna inizia a presentare gli stessi fattori di rischio dell’uomo. Con la menopausa, e la riduzione degli ormoni estrogeni, gli effetti sui vasi sanguigni provoca la perdita di elasticità delle arterie, situazione che può far aumentare la pressione arteriosa (ipertensione), aumentare i valori del colesterolo LDL e, di conseguenza, favorire il deposito di placche aterosclerotiche.
Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS)
Se un calo degli estrogeni provoca un aumento del colesterolo, perché non re-integrarli con la Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS)? Solitamente assunta per contrastare i sintomi più fastidiosi della menopausa, come le vampate di calore o gli sbalzi di umore, la TOS sembra essere associata anche ad un aumento del colesterolo buono e a una riduzione di quello cattivo.
I due studi più importanti condotti sulle donne in menopausa trattate con la TOS sono stati il Women’s Health Initiative (WHI) e lo Heart and Estrogen/Progestin Replacement Study (HERS).
Colesterolo: Buono vs. Cattivo
Spesso ci si chiede cosa sia esattamente il colesterolo e perché viene suddiviso in buono e cattivo. Tra gli esami di routine che vengono prescritti in menopausa ci sono quelli del sangue che, tra le altre cose, servono a verificare i livelli di colesterolo. La riduzione degli estrogeni infatti causa un aumento del colesterolo LDL e una diminuzione dell’HDL.
- Colesterolo LDL (cattivo): La bassa densità delle lipoproteine lo rende colesterolo cattivo, perché così strutturato tende a stratificarsi sulle pareti dei vasi arteriosi restringendoli.
- Colesterolo HDL (buono): La presenza di lipoproteine ad alta densità lo rende invece colesterolo buono, perché muovendosi porta via anche quello in eccesso ripulendo il sangue.
Quando in menopausa si registra un aumento del colesterolo totale, soprattutto di quello trasportato dalle lipoproteine a bassa densità, e se contemporaneamente dovesse scendere il valore delle lipoproteine ad alta densità, diminuirebbe il trasporto inverso del colesterolo che non verrebbe quindi rimosso dai vasi e dagli ateromi (le placche formate da grassi e proteine che si attaccano alle pareti delle arterie).
Impatto sulla Salute Cardiovascolare
Con la menopausa aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, infarto e ictus. La causa è collegata al colesterolo cattivo LDL che aumenta con l’età, soprattutto tra le donne. Il colesterolo LDL, insieme ai trigliceridi, è costituito da particolari molecole di grasso che vengono trasportate dal fegato a tutto l’organismo, grazie al sangue. Un eccesso di colesterolo (ipercolesterolemia) e di trigliceridi (ipertrigliceridemia), nel tempo, può determinare un accumulo di grassi nelle arterie, formare placche chiamate aterosclerotiche, e rappresentare una minaccia per la salute cardiovascolare.
Come Gestire il Colesterolo Alto in Menopausa
La relazione tra menopausa e colesterolo alto non è una sentenza né una condanna: ci sono in ballo fattori ereditari e genetici che possono fare la loro parte importante e determinare il tuo profilo lipidico dopo la menopausa. Non possiamo evitare l’invecchiamento, ma possiamo cambiare il nostro stile di vita per contrastarne gli effetti.
Modifiche allo Stile di Vita e Dieta
Lo stile di vita e le abitudini alimentari giocano un ruolo determinante anche in fase di prevenzione. Fare attività fisica e limitare l’assunzione di cibi grassi e ricchi di colesterolo può essere importantissimo per mantenere i valori a livelli accettabili e abbassare così i rischi per la salute. Una dieta ricca di vegetali e povera di grassi saturi può aiutare a ridurre il livello di colesterolo “cattivo” LDL.
Una dieta equilibrata e uno stile di vita sano e attivo possono essere di grande aiuto nel mantenere i valori di trigliceridi e colesterolo, soprattutto LDL, entro i limiti di norma; tant’è che nelle forme più lievi o responsive di ipercolesterolemia una dieta adeguata può rappresentare l’unica terapia. Diciamo subito, però, che non esistono alimenti che, da soli, siano in grado di abbassare il colesterolo.
Ecco alcuni alimenti consigliati:
- Legumi, come piselli, fagioli, ceci, lenticchie, ecc., da consumare due-quattro volte alla settimana come secondo piatto oppure come piatto unico se associati alla pasta o al riso, preferibilmente integrali (es. pasta e fagioli, risi e bisi).
- Pesce, possibilmente privilegiando quello azzurro.
- Frutta secca come noci, mandorle, nocciole e semi come semi di lino, di girasole, ecc., poiché sono fonti naturali di omega 3.
- Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di semi di lino, di riso o gli oli monoseme.
- Acqua, preferibilmente non gassata, almeno 1,5-2 litri al giorno.
Attività Fisica
Per abbassare il colesterolo è fondamentale praticare attività fisica aerobica a media intensità, almeno 180 minuti a settimana, meglio se suddivisi in 30-40 minuti al giorno per 5 giorni la settimana. Tra le attività raccomandate, la camminata a passo sostenuto, (4-5 km all’ora) la corsa, il ciclismo, lo sci di fondo, usare la cyclette, salire le scale a piedi, praticare nuoto.
Altri Interventi
Ad alcune persone, però, seguire uno stile di vita e un’alimentazione sana non basta. Il riso rosso fermentato è un alimento ampiamente utilizzato in Cina, anche come medicamento. È importante sottolineare che la Monacolina K è pur sempre una statina anche se naturale. Per mantenerli sotto controllo abbiamo visto che una sana alimentazione e uno stile di vita sono necessari e, qualora non bastassero, omega 3 e riso rosso fermentato possono rappresentare un utile sostegno. Il Medico è comunque il riferimento principale per condividere le scelte relative alla nostra salute in sicurezza.
Farmaci
I valori elevati di colesterolo nel sangue possono essere riportati nei limiti di norma secondo le indicazioni del proprio medico, che può prescrivere una dieta specifica o una terapia con farmaci ipocolesterolemizzanti (che fanno abbassare il colesterolo). Nelle donne con elevato rischio cardiovascolare può rendersi necessario il ricorso a farmaci specifici, come le statine, o alla terapia ormonale sostitutiva nei primi anni di menopausa.
Le statine rappresentano il trattamento standard per le persone con colesterolo alto, comprese le donne in menopausa. Le statine sono generalmente ben tollerate ma possono avere degli effetti collaterali, come ad esempio dolore muscolare, spesso più importanti e frequenti nelle donne che negli uomini. Purtroppo, la maggior parte degli studi clinici che hanno stabilito l’efficacia e la sicurezza delle statine sono stati condotti prevalentemente o interamente su uomini, con risultati poi estrapolati alle donne.
Studio ESC 2024
Nel corso del prossimo Congresso dell’European Society of Cardiology (ESC 2024), in programma a Londra dal 30 agosto al 2 settembre, saranno presentati i risultati di uno studio che ha indagato i profili lipidici di un campione di donne in questa fase della vita. Alcuni dati sono stati però diffusi in anteprima.
Gli autori hanno valutato 1.246 donne incluse nel Dallas Heart Study (DHS) con stato menopausale noto. Queste sono state sottoposte a misurazioni delle particelle lipoproteiche associate al rischio cardiovascolare, includendo anche parametri avanzati come i livelli di particelle lipoproteiche a bassa densità (LDL-P) e di quelle piccole e dense (sdLDL).
Utilizzando la risonanza magnetica nucleare in due momenti diversi, i ricercatori hanno analizzato le variazioni longitudinali del colesterolo tra donne in pre- (n=440; età media: 34 anni), peri- (n=298; età media: 42 anni) e post-menopausa (n=508; età media: 54 anni), per un totale di 1.246 partecipanti. Il gruppo di donne in peri-menopausa era composto da donne in pre-menopausa alla prima misurazione e in post-menopausa alla seconda. Nello studio sono poi stati inclusi anche 1.346 uomini (gruppo di riferimento) con un’età media di 43 anni.
A un follow-up mediano di 7 anni, tutti e tre i gruppi femminili hanno mostrato un aumento delle LDL-P, con la variazione maggiore osservata tra i gruppi peri- e post-menopausa (aumento dell’8,3%). Rispetto agli uomini, il gruppo post-menopausa ha mostrato il maggior cambiamento percentuale del numero di particelle lipoproteiche ad alta intensità (HDL-P,) con una diminuzione del 4,8%.
L’sdLDL ha invece mostrato un cambiamento percentuale maggiore nel gruppo peri-menopausa rispetto agli uomini, con un aumento del 213%. Questo cambiamento percentuale è risultato del 15% circa più alto rispetto ai gruppi pre- e post-menopausa.
“Abbiamo scoperto che la menopausa è associata a cambiamenti avversi nei profili lipoproteici, con quelli più pronunciati osservati nell’aumento delle particelle LDL ‘cattive’ e delle sottofrazioni nelle donne in peri-menopausa”, ha dichiarato Stephanie Moreno dell’University of Texas Southwestern Medical Center di Dallas, tra gli autori dello studio.
“Considerati insieme, questi cambiamenti potrebbero spiegare l’aumento delle patologie cardiovascolari nelle donne in menopausa e aiutare a determinare la necessità di interventi precoci.
Valori Ottimali di Colesterolo
È importante conoscere i valori ottimali di colesterolo per prevenire rischi cardiovascolari. Ecco i livelli raccomandati:
- Colesterolo totale: inferiore a 200 mg/dl
- Colesterolo LDL: inferiore a 100 mg/dl (o meno di 70 mg/dl per chi ha già subito un evento cardiovascolare)
- Colesterolo HDL: superiore a 50 mg/dl
- Trigliceridi: inferiori a 150 mg/dl
Nota: Tutti gli esami per la valutazione del profilo lipidico si eseguono dopo un digiuno di 9-12 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua.
Ricorda sempre però che ogni donna vive la menopausa in modo diverso. Quello che funziona per una potrebbe non funzionare per un’altra. Il modo migliore per gestire il tuo colesterolo durante la menopausa è parlare con il tuo medico.
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