Parmigiano Reggiano 60 Mesi: Valori Nutrizionali, Colesterolo e Benefici

Il Parmigiano Reggiano, un tesoro culinario con radici profonde nella tradizione italiana, si rivela un prezioso alleato per chi segue una dieta chetogenica. Grazie alla sua pluridecennale tradizione artigianale, ci incanta con diverse sfumature di sapore, risultato delle differenti stagionature.

Stagionatura e Sapore

Dai 18 mesi fino a oltre 36 mesi, ogni fase di invecchiamento dona al Parmigiano Reggiano una personalità unica. Le versioni giovani, con una stagionatura più breve, presentano una consistenza morbida e un sapore dolce, perfetti per abbinamenti delicati. Man mano che l'invecchiamento progredisce, il formaggio sviluppa una consistenza più granulosa e un gusto robusto e complesso.

Valori Nutrizionali del Parmigiano Reggiano

Scorri in basso per scoprire in dettaglio i valori nutrizionali di questo alimento.Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita. Tuttavia, consumare questo alimento è una scelta che potrebbe influire sul dimagrimento se non bilanciata con altri cibi dal minor impatto ingrassante. Porzioni troppo grandi potrebbero portare a superare il tuo fabbisogno calorico giornaliero.

In 100 grammi di Parmigiano Reggiano, infatti, sono contenuti circa 28 grammi di grasso e circa 402 Kcal e non è considerato un alimento ipercalorico, come altri che invece fanno ingrassare. Più in generale, possiamo dire che 100 gr di Parmigiano Reggiano contengono circa 402 Kcal e non è considerato un alimento ipercalorico, come altri che invece fanno ingrassare.

Parmigiano Reggiano e Colesterolo

In molti si chiedono se il consumo di Parmigiano Reggiano possa rientrare nel regime alimentare di chi ha problemi legati al valore elevato di colesterolo. Il colesterolo è una molecola presente nel sangue e in tutte le cellule dell’organismo, appartenente alla famiglia dei lipidi. Ha funzioni essenziali per la vita e viene sintetizzata, per circa l’80%, dall’organismo mentre, per il restante 20%, viene introdotta attraverso l’alimentazione.

Da un punto di vista fisiologico, il colesterolo risulta fondamentale per il corretto funzionamento dell’organismo e, nello specifico, per il metabolismo in quanto è precursore di estrogeni, ormoni steroidei, vitamina D e acidi biliari. Tuttavia, se presente in quantità eccessive, il colesterolo rischia di compromettere gravemente la salute del corpo. Nel complesso il colesterolo, che viene misurato attraverso le analisi del sangue, va inteso come la somma del tipo LDL e del tipo HDL. L'ipercolesterolemia (alto livello di colesterolo) può derivare da molteplici cause, le più comuni delle quali sono solitamente riconducibili a eccesso di peso, alimentazione disordinata e ricca di grassi, fumo, diabete, sedentarietà e rappresenta uno dei principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari.

In un soggetto sano, la produzione endogena (ovvero quella prodotta dal corpo) del colesterolo si sintonizza con quella proveniente dall’alimentazione, regolandosi per eccesso o per difetto in base a quest’ultima. In generale, possiamo dire che chi soffre di ipercolesterolemia, deve tenere in considerazione che i grassi dei cibi che presentano un elevato tenore di acidi grassi saturi tendono a far innalzare il livello di colesterolo nel sangue ancor più di quanto non faccia il colesterolo contenuto nell’alimento stesso. Pertanto il contenuto di colesterolo nell’alimento potrebbe non essere l’unico dato da tenere in considerazione.

Ancora, parlando di formaggi in generale, una stagionatura più elevata implica una quantità inferiore di acqua libera e di lattosio e una maggiore presenza di colesterolo e di grassi saturi. Nei formaggi freschi, quindi meno stagionati, l’apporto di acqua libera è maggiore, così come il lattosio, mentre colesterolo e grassi saturi tendono ad essere inferiori.

Grassi Saturi e Insaturi

Il Parmigiano Reggiano di certo contiene grassi ma non è considerato un formaggio grasso. In 100 grammi di Parmigiano Reggiano, infatti, sono contenuti circa 28 grammi di grasso. Gli acidi grassi saturi (SFA, Saturated Fatty Acids) sono costituiti da una catena carboniosa satura, formata unicamente da legami singoli C-C. Da un punto di vista biologico, gli acidi grassi saturi risultano più dannosi per l'organismo rispetto a quelli insaturi.

Secondo parametri internazionali, la dose raccomandata di grassi ammonta a circa 20 gr al giorno. Ciò significa che solo una parte dei grassi contenuti nel Parmigiano Reggiano comprende i grassi saturi, mentre il resto è composto dai cosiddetti grassi buoni.

Per chi segue una dieta particolare, il consumo di Parmigiano Reggiano verrà certamente monitorato dal medico o dal dietologo. In base alle proprie condizioni di salute, il Parmigiano Reggiano può essere consumato più volte alla settimana, fino a 30 grammi al giorno, in pezzi. Se in porzioni di 50 grammi, invece, non più di due volte a settimana. Come condimento sulla pasta, non bisognerebbe eccedere i 5 grammi (un cucchiaio) al giorno.

Benefici del Parmigiano Reggiano

Il Parmigiano Reggiano è un alimento unico, altamente digeribile. 100 grammi di Parmigiano Reggiano sono mediamente digeriti in soli 45 minuti, contro le tre - quattro ore necessarie per un’analoga quantità di carne. Con una porzione di 50-60 grammi si assumono circa 19 grammi di proteine, tanti quanti in 100 grammi di pesce o carne, con un sensibile minore contenuto di colesterolo.

Un altro aspetto positivo del Parmigiano Reggiano è il suo grande potere saziante. Infatti, a differenza di molti altri formaggi, il Parmigiano Reggiano rientra nella dieta di sportivi e persone che, in generale, necessitano di avere a disposizione molta energia pronta, oltre ad essere uno spuntino bilanciato a metà giornata per allontanare eventuali attacchi di fame. E’ adatto a tutti. È ideale per gli anziani e gli adolescenti.

Grazie all’elevato contenuto di calcio il Parmigiano Reggiano è indicato agli anziani con osteoporosi. È indicato per gli sportivi. Proteine, lipidi, sali minerali, vitamine e molto altro.

Nuovi Benefici per la Salute: Il Selenio

Ma è soprattutto sulle stagionature oltre i 40 mesi che si è fatta una nuova scoperta. Poiché periodi così lunghi di maturazione rendono il Parmigiano Reggiano una fonte di selenio: per cui una porzione di 30 grammi «apporta una quantità significativa di selenio pari in media al 19,5% del valore nutritivo di riferimento» (8400kj/2000kcal per un adulto), come si legge nello studio.

Tale micronutriente è un oligoelemento che contribuisce al corretto funzionamento del sistema immunitario, alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, a una regolare funzione tiroidea e al mantenimento di unghie e capelli. L’importante è che si rispettino dosi adeguate.

Come condimento, infatti, può essere mangiato tutti i giorni nella misura di 10 grammi di grattugiato. Due volte la settimana, 20-30 grammi sono ideali invece - accompagnati da 40 grammi di pane - a fine pasto o dopo aver fatto attività fisica. Altrimenti come secondo piatto, una volta la settimana, 50 grammi sono l’equivalente circa di 100 grammi di carne per quanto riguarda l’apporto proteico, con minori quantità però di colesterolo.

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