Parmigiano Reggiano: Indice Glicemico e Valori Nutrizionali

Nell’ambito di un regime nutrizionale equilibrato e sano è importante essere ben informati sui valori nutrizionali degli alimenti che consumiamo. Bisogna, pertanto, essere adeguatamente informati così da conoscerne a fondo la composizione e decidere quindi se inserirli, o meno, nell’alimentazione quotidiana sia nostra che della nostra famiglia.

Parmigiano Reggiano: Un Formaggio Naturale

Il Parmigiano Reggiano DOP è definito come un formaggio 100% naturale, prodotto da latte vaccino e composto per il 30% da acqua e il restante 70% da sostanze nutritive (di cui 32 gr su 100 sono proteine).

Assenza di Carboidrati e Lattosio

Facendo riferimento alla tabella dei valori nutrizionali, possiamo evidenziare che alla voce “carboidrati” (rientranti quindi nella categoria degli zuccheri) il valore nutrizionale espresso equivale a zero. Lo stesso dicasi per il lattosio, altro zucchero normalmente presente nel latte, spesso difficilmente digeribile e incriminato quale causa scatenante di intolleranze, anche gravi, sia in bambini che in adulti. Pur essendo prodotto con latte di mucca, il Parmigiano Reggiano DOP risulta però essere naturalmente privo di lattosio e tale assenza è una conseguenza naturale del tipico processo di lavorazione che porta alla creazione di questo prodotto caseario.

L’unica traccia di zucchero presente nel Parmigiano Reggiano è quella del galattosio, contenuto nel lattosio, di cui si evidenziano quantità trascurabili, inferiori a 0,01g/100g. Il galattosio è uno zucchero semplice e la maggior parte di quello che viene utilizzato dal nostro organismo ha un'origine alimentare (latte e alcuni latticini, ad esempio). Laddove la quantità di galattosio introdotta nell’organismo tramite gli alimenti dovesse supera il fabbisogno naturale, esso verrebbe utilizzato per produrre energia (attraverso la cosiddetta glicolisi), grazie all’intervento di alcuni specifici enzimi.

Nella grande industria alimentare, invece, gli zuccheri vengono spesso addizionati a quelli già naturalmente presenti nella materia prima lavorata, al fine di conferire un sapore più gradevole, una consistenza più compatta e una conservazione più lunga al prodotto finale.

Alla luce di quanto sopra, ci sentiamo pertanto di rafforzare il detto che il Parmigiano Reggiano non solo non può ma non deve mai mancare dalla tavola di chi si nutre con equilibrio e attenzione.

Formaggio e Glicemia: Un Alleato nella Dieta

Formaggio e glicemia: non sarà ipocalorico, ma non è neanche il belzebù della corretta alimentazione. Non a caso è previsto, in quantità controllate, anche nelle diete ipocaloriche perché apporta proteine e grassi che danno sazietà e consentono di abbassare l’indice glicemico complessivo della dieta.

L’importante è considerare il formaggio un secondo piatto, in sostituzione di pesce, uova o carne, e non un “di più” da mangiare a fine pasto o come aperitivo. Nel calcolo delle porzioni, va preso in considerazione anche il formaggio grattugiato aggiunto sulla pasta che, in genere, non supera i 10-20 grammi. A questo proposito, il formaggio diventa un alleato prezioso per abbassare l’indice glicemico di un semplice e sano piatto di pasta al pomodoro, consumato come piatto unico.

Un ampio studio dell’università di Lund in Svezia, ha rilevato inoltre che mangiare formaggi e latticini può avere un effetto preventivo nei confronti del diabete di tipo 2: il consumo di 8 porzioni al giorno di prodotti lattiero caseari è, infatti, associato a una riduzione del 23% del rischio di sviluppo di questa patologia, grazie all’effetto dei grassi su insulina e metabolismo del glucosio. I risultati dello studio, secondo i ricercatori stessi, devono essere in ogni caso interpretati con buon senso, riconducendo i consumi alle quantità indicate nell’ambito della corretta alimentazione.

Latticini e Dolci a Basso Indice Glicemico

Oltre alla ricotta, un altro ingrediente per preparare dolci golosi a basso indice glicemico è il formaggio spalmabile, che si può scegliere anche nelle versioni light. Con un apporto calorico di sole 120 calorie per 100 grammi, il formaggio spalmabile è perfetto per preparare la classica cheese cake, ma anche farciture o dolci al cucchiaio, aggiungendo al formaggio spalmabile o alla ricotta ingredienti salutari come il cacao amaro in polvere, la frutta fresca o secca, e la cannella.

Un ottimo alleato per la preparazione di dolci a indice glicemico moderato è lo yogurt bianco nella versione “alla greca” che, ricchissimo di proteine, risulta anche particolarmente saziante. Il latte, invece, è l’ingrediente principe del creme caramel: basta usare la stevia al posto dello zucchero ed ecco che diventa una golosità accessibile a tutti, a bassissimo indice glicemico.

Parmigiano e Diabete: Vantaggi e Benefici

Oggi parliamo di un argomento che sta a cuore a un numero sempre maggiore di persone: Parmigiano e diabete. I diabetici possono mangiare il Parmigiano Reggiano? Questo formaggio è da consigliare o da evitare in caso di problemi di glicemia alta? Sappiamo bene che il Parmigiano Reggiano, e in particolare il Parmigiano biologico, è un alimento sano, nutriente, ricco di proprietà. Ma quando ci troviamo di fronte a problemi di salute come il diabete, non possiamo dare nulla per scontato. Grazie alla sua alta digeribilità, alla sua ricchezza in calcio, all'alta percentuale di grassi insaturi e alle sue altre numerose proprietà, il Parmigiano è un ottimo alleato della nostra salute sia in caso di ipertensione che di osteoporosi. Ma lo è anche in caso di diabete.

Il Parmigiano Reggiano è un formaggio semigrasso a pasta dura, caratterizzato da lunghe stagionature. In secondo luogo, ma non meno importante, il Parmigiano è un formaggio altamente digeribile. Il nostro organismo impiega infatti solo 40 minuti per digerirne 100 grammi. Non dobbiamo però dimenticare che il Parmigiano, oltre ad essere nutriente, è anche assai calorico. In effetti 100 grammi di Parmigiano Reggiano ci apportano circa 400 kcal. Per questa ragione dobbiamo contenere le quantità.

Diabete Mellito di Tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 (DMT2) è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio (zucchero) nel sangue (iperglicemia). Inoltre, quando l’iperglicemia si associa ad altri due dei seguenti sintomi: ipertensione arteriosa, elevati livelli di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia), bassi livelli di colesterolo HDL e circonferenza addominale oltre la norma, si determina la sindrome metabolica, una condizione che aumenta il rischio cardiovascolare.

Questa malattia è di gran lunga la forma di diabete più frequente (interessa il 90% di tutti i casi di diabete) ed è tipico dell’età adulta, soprattutto tra gli over 65, ma viene diagnosticata spesso anche in età adolescenziale. Nella maggior parte dei casi, la comparsa del diabete mellito di tipo 2 è associata a stili di vita scorretti (es. sedentarietà, alimentazione sbilanciata, ricca di grassi e zuccheri, etc.) e all’ obesità, che spesso lo precede e ne è la causa scatenante.

Raccomandazioni Dietetiche per Diabetici

La corretta alimentazione è alla base della terapia del diabete mellito di tipo 2, ogni diabetico deve infatti seguire scrupolosamente la dieta prescritta dal proprio medico specialista in diabetologia. Una dieta sana, varia ed equilibrata svolge un ruolo importantissimo nel trattamento del diabete. Oltre alla dietoterapia, il diabete mellito di tipo 2 può prevedere anche trattamenti farmacologici stabiliti dal medico diabetologo sulla base della situazione clinica e delle diverse caratteristiche di ognuno. I diabetici in terapia con insulina possono necessitare di dietoterapie individualizzate che, generalmente, vengono erogate dai Servizi di Dietetica e Nutrizione Clinica ospedalieri. È molto importante effettuare gli esami di controllo necessari per prevenire le complicanze a lungo termine.

  • Suddividere equamente nei tre pasti principali la quota totale di carboidrati complessi.
  • Scegliere metodi di cottura semplici, come la cottura a vapore, al cartoccio, al forno, alla piastra, in pentola a pressione, in umido o la bollitura.
  • Limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini, come uva, banane, fichi, cachi, mandarini, etc., e quelli con un indice glicemico più alto, come melone e anguria. Privilegiare invece ciliegie, mele, pere, albicocche, pesche, fragole, prugne, arance e pompelmi.
  • Riso brillato, alimenti fatti con farina di riso e cereali raffinati in genere.
  • Sale, ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la loro cottura e limitare il consumo di alimenti che naturalmente ne contengono elevate quantità, come alimenti in scatola o salamoia, dadi ed estratti di carne, salse tipo soia, etc.

Alimenti Consigliati

  • Verdura, sia cruda che cotta (proporzione 50/50), da consumare in porzioni abbondanti soprattutto per l’importante apporto di fibra, ma anche per il contenuto di vitamine, minerali e antiossidanti.
  • Pasta, orzo, farro, riso, couscous, pane d’orzo, di segale ed altri carboidrati complessi integrali (es. pasta integrale, pane integrale, cracker integrali, fette biscottate integrali, etc.) perché aumentano gli apporti di fibra e riducono il picco glicemico.
  • Legumi come ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave, etc., poiché sono un’importante fonte di proteine vegetali (sono perciò da mangiare come secondo e non come contorno). Seppur contengano una piccola percentuale di carboidrati, hanno un basso indice glicemico e sembrano ridurre il picco glicemico.
  • Carne, sia rossa che bianca, da consumare non più di due volte a settimana, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
  • Formaggi, da consumare due o tre volte a settimana come secondo piatto e non come fuori pasto. Si possono scegliere freschi (100 g) o stagionati (50 g) come il Grana Padano DOP, un formaggio che può essere consumato al posto di 100 g di carne o 2 uova.

In caso di sovrappeso od obesità si raccomanda il calo di peso, la regolarizzazione della circonferenza addominale e la riduzione della massa grassa. Rendere lo stile di vita più attivo e praticare attività fisica almeno tre volte a settimana. Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri.

*la presente dieta è solo un esempio per migliorare la conoscenza della dietoterapia. Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare.

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