Paratormone Alto e Creatinina Alta: Cause e Implicazioni

Il paratormone (PTH), noto anche come ormone paratiroideo, è un ormone prodotto dalle paratiroidi, la cui funzione è strettamente legata al metabolismo del calcio e quindi alla salute ossea. Nello specifico, il paratormone determina un aumento dei livelli di calcio nel sangue, attingendo al tessuto osseo e causandone di fatto un deterioramento controllato. La secrezione di paratormone è regolata dai valori di calcio, fosfato e vitamina D nel sangue. Questo raffinato meccanismo ha lo scopo di mantenere costante nel nostro organismo i livelli di calcio in un ristretto range di norma.

Funzioni del Paratormone

  • Aumenta i livelli di calcio nel sangue.
  • Agisce sul tessuto osseo.
  • Nei reni aumenta il riassorbimento del calcio, riducendo la perdita urinaria di calcio.

Quando viene richiesto l'esame del PTH?

L’esame che misura la concentrazione del paratormone viene richiesto quando precedenti esami del sangue hanno evidenziato alterazioni dei livelli di calcio o fosfato, in presenza di segni o sintomi suggestivi per un alterato metabolismo del calcio o in caso di malattie del metabolismo osseo (ad esempio osteoporosi). La sola determinazione del paratormone non è in alcun modo sufficiente per fare diagnosi di malattia.

Iperparatiroidismo: Cause e Tipologie

Un’aumentata secrezione di paratormone potrebbe essere riferibile a una condizione di iperparatiroidismo primitivo, nella quale si rilevano elevati livelli di paratormone contestualmente a elevati livelli di calcio circolante. L’iperparatiroidismo primario è solitamente dovuto a un adenoma, a un’iperplasia paratiroidea o, ancora più raramente, a un carcinoma.

L’iperparatiroidismo secondario è un’elevazione compensatoria del paratormone, in risposta a un’anormale riduzione dei valori di calcio nel sangue dovuta ad altri processi patologici come l’insufficienza renale, il malassorbimento gastrointestinale o semplicemente una carenza di vitamina D.

Un quadro di ipoparatiroidismo indica che le ghiandole paratiroidi non stanno producendo una quantità sufficiente di ormone.

Iperparatiroidismo Secondario e Insufficienza Renale

L’iperparatiroidismo secondario da insufficienza renale è una malattia tendenzialmente asintomatica, che può portare a calcificazioni vascolari per effetto del disordine sistemico del metabolismo minerale.

Secondo Francesco Locatelli, direttore emerito del dipartimento Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale all’Ospedale A., in Italia, i pazienti in dialisi sono circa 50.000 e almeno la metà di chi inizia un percorso di dialisi soffre di iperparatiroidismo secondario, condizione che progredisce con il passare del tempo in dialisi e spesso anche dopo il trapianto.

L’eccessiva produzione di paratormone è responsabile delle cosiddette calcificazioni metastatiche, il depositarsi di sali di calcio nelle arterie e nei tessuti molli, anche nei parenchimi nobili, come cuore e polmoni, con la conseguente compromissione della funzione di questi organi vitali.

Una certa elevazione dei livelli di paratormone è da considerarsi fisiologica per il paziente con insufficienza renale. Valori di paratormone inferiori a 300 pg/mL non devono destare preoccupazione. Un progressivo aumento dei valori rende necessario un tempestivo intervento farmacologico perché in caso di mancata risposta alla terapia, si deve ricorre al trattamento chirurgico di rimozione delle ghiandole paratiroidee.

Prevenzione e Gestione dell'Iperparatiroidismo Secondario

Nei pazienti con insufficienza renale cronica in dialisi, la prevenzione della patologia da eccesso di produzione di paratormone deve iniziare già dai primi stadi della malattia renale per impedirne la progressione e prevenirne le complicanze. Particolarmente importanti sono le raccomandazioni dietetiche volte a garantire un’alimentazione dal contenuto proteico limitato e il controllo dell’iperfosforemia.

Il paziente sin dalle fasi iniziali della riduzione della funzione renale non dovrebbe eccedere con l’apporto di proteine e non superare la quantità raccomandata di 0,8 - 1 g/kg di peso corporeo ideale, come consigliato anche dall’organizzazione mondiale della sanità anche per la popolazione sana; dovrebbe, oltre alla nota necessità di controllare l’apporto di sale, prestare soprattutto attenzione all’introduzione di fosforo, di cui sono particolarmente ricche non solo carni, pesci e latticini, ma anche molte bevande “soft drinks” e i cibi conservati.

Gli interventi farmacologici per l’iperparatiroidismo secondario mirano principalmente alla prevenzione delle sue conseguenze sull’apparato scheletrico e cardiovascolare. I calciomimetici riducono i livelli di paratormone e anche i livelli di calcio e fosforo. Uno dei limiti di queste terapie è sicuramente la scarsa aderenza, poiché i pazienti con malattia renale assumono un numero elevato di terapie orali.

Ipercalcemia: Sintomi, Cause e Diagnosi

Si parla di ipercalcemia quando un paziente presenta una quantità particolarmente alta di calcio minerale nel sangue. La concentrazione sierica di calcio è ricompresa tra 8,8 e 10,4 mg/dL (2.2-2.6 mmol/L). Quando il livello di calcio minerale nel sangue è lievemente sopra la norma, l’ipercalcemia è asintomatica.

Le cause di ipercalcemia sono suddivise in quattro categorie, inclusa l'ipercalcemia da farmaci e quella dovuta alla produzione di una proteina simile all’ormone paratiroideo (PTHrP) da parte delle cellule tumorali.

La diagnosi di ipercalcemia si inizia con un esame di routine che misura il livello di calcio nel sangue. La causa sottostante può essere rinvenuta anche attraverso esami di imaging come ecografia del collo, scintigrafia delle paratiroidi, ecografia dell’addome, mineralometria ossea, scintigrafia ossea, mammografia, TAC o risonanza magnetica.

Trattamento dell'Ipercalcemia

Per ipercalcemia lieve o moderata spesso è sufficiente aumentare l’idratazione per via orale, ridurre l’apporto di calcio nella dieta ed evitare l’assunzione di integratori di calcio e vitamina D. Nell’ipercalcemia più grave o sintomatica, può essere necessario un intervento più importante, con idratazione endovenosa.

L’intervento chirurgico in pazienti con ipercalcemia viene considerato solitamente in casi di iperparatiroidismo primitivo. L’operazione, chiamata paratiroidectomia, è indicata quando vi è un adenoma paratiroideo o iperplasia delle ghiandole paratiroidi, causa di eccessiva produzione dell’ormone paratiroideo (PTH). Se l’ipercalcemia è causata da tumori maligni, spesso il trattamento è indirizzato alla gestione della neoplasia stessa.

Sintomi dell'Iperparatiroidismo

L'iperparatiroidismo viene spesso diagnosticato grazie al dosaggio occasionale della calcemia, ancor prima che i segni ed i sintomi della malattia si manifestino in maniera evidente. Questi possono includere labilità emotiva e talvolta prurito. Man mano che la gravità della malattia aumenta, gli organi ed i tessuti manifestano la propria sofferenza tramite sintomi come mancanza di appetito, nausea, vomito, diarrea, confusione o perdita di memoria, aumento della sete e dell'orinazione, fragilità ossea con aumentato rischio di fratture e dolori osteoarticolari.

In circa il 30-40% dei casi i sintomi d'esordio dell'iperparatiroidismo sono rappresentati da una colica renale conseguente a calcolosi urinaria (nefrolitiasi). Dal momento che l'ipercalcemia determina un aumento dei livelli di gastrina, ormone stimolante la secrezione acida dello stomaco, i soggetti affetti da iperparatiroidismo corrono un rischio maggiore di soffrire di iperacidità gastrica (dispepsia, pirosi), fino a veri e propri quadri di ulcera peptica.

Diagnosi di Iperparatiroidismo

Spesso la scoperta dell'iperparatiroidismo rappresenta un evento casuale, legato al riscontro di ipercalcemia durante un esame sanguigno di routine. I medici hanno anche la possibilità di dosare i livelli ematici di paratormone, riuscendo così ad escludere a priori le altre condizioni e malattie responsabili di ipercalcemia. Quando non è dovuta all'iperattività delle paratiroidi, infatti, l'ipercalcemia determina la soppressione del rilascio di paratormone endogeno, quindi un calo - e non l'aumento - dei suoi livelli ematici.

Va altresì precisato che nelle forme di iperparatiroidismo secondario i livelli calcemici sono spesso nella norma, ma le cause responsabili determinano sintomi significativi e facilmente identificabili.

Approfondimenti Diagnostici

Il riscontro di iperparatiroidismo dà quindi il via a tutta una serie di approfondimenti diagnostici per evidenziare lo stadio e le complicanze della malattia. Verrà quindi eseguita una densitometria ossea per accertare il grado di mineralizzazione dello scheletro, insieme - eventualmente - ad una radiografia delle ossa lunghe, delle estremità e del rachide. L'ecografia addominale è invece necessaria per accertare l'eventuale presenza di calcoli renali.

PTH Alto: Cosa Significa?

Il paratormone (PTH), o ormone paratiroideo, svolge un ruolo chiave nel mantenimento dell’equilibrio tra calcio e fosforo e, quando i valori di PTH nel sangue superano la norma, è spesso sintomo di un’alterazione a carico delle ghiandole paratiroidi o di una risposta a condizioni sistemiche che interferiscono con l’assorbimento di calcio e vitamina D. Avere il PTH alto può essere, quindi, il segnale di un importante squilibrio nel metabolismo del calcio e del fosforo, una situazione clinicamente rilevante, in particolare quando si associa a una carenza di vitamina D, con paratormone alto e vitamina D bassa.

Il PTH è un ormone secreto dalle ghiandole paratiroidi e la sua principale funzione è quella di regolare la concentrazione di calcio nel sangue: quando i livelli di calcio diminuiscono, le paratiroidi aumentano la produzione di PTH, il quale agisce su ossa, reni e intestino per riportare il calcio a valori normali.

Conseguenze di Livelli di Paratormone Alto

Le conseguenze di livelli di paratormone alto sono molteplici: l’aumento cronico del calcio nel sangue (ipercalcemia) può generare sintomi come stanchezza, stipsi, nausea, confusione mentale e calcolosi renale; la continua stimolazione degli osteoclasti porta alla demineralizzazione ossea, aumentando il rischio di osteoporosi e fratture; l’ipercalciuria, ovvero l’eccesso di calcio nelle urine, è un’altra complicanza comune che contribuisce alla formazione di calcoli; nei casi più gravi, l’eccesso di PTH può provocare debolezza muscolare e atrofia.

Anche quando l’iperparatiroidismo è asintomatico, la condizione può avere conseguenze subdole sul lungo periodo, ragion per cui è importante intervenire precocemente, anche in assenza di sintomi evidenti.

Cosa Fare in Caso di PTH Alto

Quando il medico rileva livelli elevati di PTH nel sangue, la prima cosa da fare è contestualizzare il dato attraverso ulteriori esami, come la misurazione del calcio totale e ionizzato, del fosforo, della creatinina e della vitamina D. La presenza di vitamina D bassa associata a ormone paratiroideo elevato è spesso indice di un iperparatiroidismo secondario, mentre un’elevata concentrazione sia di PTH sia di calcio è spesso sintomo di un iperparatiroidismo primario.

La diagnosi può essere completata da esami di imaging, come l’ecografia del collo o la scintigrafia, per localizzare eventuali adenomi paratiroidei mentre, in presenza di iperplasia o adenomi, il trattamento può prevedere l’asportazione chirurgica di una o più ghiandole iperattive. Nei casi secondari, invece, si lavora sulle cause sottostanti: integrazione con vitamina D2 o D3, miglioramento della funzionalità renale o controllo dei livelli di fosforo.

Il monitoraggio periodico dei valori ematici è fondamentale, specialmente nei pazienti con insufficienza renale cronica o con disturbi dell’assorbimento intestinale, così come la densitometria ossea, che può essere indicata per valutare lo stato di salute dello scheletro. È importante ricordare che la calcitonina, un altro ormone implicato nel metabolismo del calcio, può offrire ulteriori informazioni diagnostiche e sapere cosa rivela la calcitonina aiuta a comprendere il bilancio tra attività osteoclastica e osteoblastica.

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