La pressione sanguigna è la forza con cui il sangue viene spinto dalla pompa cardiaca nei vasi; prende il nome di pressione arteriosa (PA) se si tratta di arterie, o di pressione venosa se si tratta di vene. Poiché l’immissione del sangue nelle arterie avviene in maniera discontinua, la pressione arteriosa oscilla continuamente, dando valori diversi. La pressione arteriosa sistolica (PAS), comunemente chiamata “massima”, è un valore dato dal massimo flusso sanguigno espulso ad ogni contrazione del cuore nella fase di sistole. Al di sopra o al di sotto di questi valori, si parla di ipertensione o di ipotensione.
La PA subisce diverse oscillazioni nel corso della giornata e, in un paziente sano, ha valori fisiologicamente più bassi durante il sonno e nelle prime ore del mattino.
Monitoraggio della Pressione Arteriosa: Holter Pressorio
Quando si parla di ipertensione? Di norma, in ambito ospedaliero, la PA viene rilevata almeno una volta per turno. Se la persona necessita al domicilio di una rilevazione frequente della PA per un periodo di tempo limitato, è possibile posizionare un holter pressorio: si tratta di un bracciale per la rilevazione della pressione che viene lasciato in sede per 24 ore. Il bracciale è connesso ad un piccolo rilevatore di PA che registra numerose rilevazioni e variazioni di PA nell’arco della giornata.
Chi ha realizzato lo sfigmomanometro portatile, per l'esecuzione dell'Holter pressorio, ha voluto mettere a disposizione dei medici uno strumento capace di cogliere e dare un significato alle fluttuazioni giornaliere della pressione arteriosa, fluttuazioni che un normale sfigmomanometro non è in grado di evidenziare. È chiaro che una persona sana, le cui uniche fluttuazioni pressorie sono quelle fisiologiche, non ha alcun bisogno di sottoporsi a un Holter pressorio. Inoltre, attraverso un Holter pressorio, i medici sono in grado di valutare gli effetti di una terapia a base di farmaci per la normalizzazione della pressione arteriosa.
Come Funziona l'Holter Pressorio
L'Holter pressorio è un esame dalla semplice preparazione e dai rischi minimi. Esso consiste in una comoda fascia gonfiabile, collegata, tramite un cavo di gomma, a un piccolo misuratore della pressione arteriosa, molto simile a un walkman musicale.
La misurazione della pressione arteriosa avviene posizionando un manicotto (o bracciale) al braccio del paziente, poco al di sopra della piega in corrispondenza del gomito. Il manicotto è a sua volta connesso ad una pompetta, che, se premuta, permette un passaggio di aria con conseguente gonfiaggio del bracciale. Il manicotto deve essere ben adeso al braccio: né troppo stretto né troppo largo, poiché questo potrebbe comportare una rilevazione errata. Dopo aver posizionato il bracciale, si posiziona la campana del fonendoscopio appena sotto il bracciale e precisamente sulla piega del braccio. Se con una mano si tiene la pompetta, con l’altra si posizionano due dita sul polso della persona per percepire le pulsazioni dell’arteria radiale. Si comincia a gonfiare il manicotto con la pompetta, fino al momento in cui non si avvertono più pulsazioni a livello dell’arteria radiale.
Preparazione e Installazione
Compito generalmente di un infermiere, l'installazione dello sfigmomanometro portatile è una procedura semplice, veloce e indolore, che prevede l'applicazione della fascia gonfiabile al braccio del paziente e il collocamento dello strumento misuratore in un'apposita tasca agganciabile attorno alla vita, per mezzo di una cintura. Per una installazione ottimale dell’apparecchio, è opportuno vestirsi con indumenti non aderenti, che permettano di nascondere il piccolo apparecchio ed il bracciale.
Il giorno dell’inizio dell’esame, il medico sistema apparecchio e bracciale sul paziente, inserisce gli opportuni parametri nell’apparecchio e lo avvia. Il paziente indosserà l’apparecchio per 24 ore, annotando su un foglio ogni dato utile (attività svolta, impegno mentale, sintomi o disturbi accusati). Durante il periodo di esame, la pressione verrà misurata automaticamente ogni 15 minuti di giorno e ogni 30 minuti di notte, ma il paziente potrà sempre avviare una misurazione manualmente in caso si presenti un particolare disturbo (vertigine, senso di svenimento ecc. ecc.). Ogni misura termina, in genere, nel giro di qualche secondo; alla conclusione, la fascia si sgonfia e tutto ritorna alla normalità.
Consigli Utili Durante l'Esame
- Indossare abiti (nella fattispecie maglie e maglioni) comodi e facili da sfilare e rimettere.
- Tenere una sorta di diario clinico, in cui segnalare se e in quali momenti della giornata sono comparsi disturbi sospetti e che potrebbero collegarsi a un qualche problema di salute.
- Restare fermo il più possibile, nel momento in cui lo sfigmomanometro portatile effettua la misurazione della pressione arteriosa.
- Non fare docce o bagni.
Confronto e Risultati
In genere, prima della disinstallazione dello sfigmomanometro, il medico curante effettua una misurazione standard della pressione arteriosa, per poi confrontarla con l'ultima svolta dall'Holter pressorio. I risultati dell'Holter pressorio sono disponibili nel giro di pochi giorni.
Ipertensione: Un "Killer Silenzioso"
L’ipertensione arteriosa è una delle patologie più diffuse e insidiose del nostro tempo. Spesso asintomatica nelle fasi iniziali, può svilupparsi silenziosamente per anni, causando danni progressivi agli organi vitali come cuore, reni e cervello. L’ipertensione arteriosa (dai pazienti chiamata anche pressione alta) è una condizione caratterizzata da un aumento prolungato della pressione sanguigna nelle arterie a riposo, coinvolgendo sia la pressione massima (sistolica) che la pressione minima (diastolica), o entrambe contemporaneamente.
L’ipertensione viene per questo motivo definita un “killer silenzioso” dall’Oms. All’aumentare della PA, aumentano i rischi di danni cardiaci, ai vasi e a molti organi, in particolare cervello e reni. Inoltre, un’ipertensione incontrollata è strettamente correlata al rischio di infarto cardiaco ed ictus ischemico.
In età adulta è fondamentale il controllo routinario della pressione, in particolar modo con l’aumentare dell’età. Un riscontro occasionale di PA elevata deve essere un campanello d’allarme e spingere ad indagare se è un problema temporaneo o persistente che necessita di modifiche nello stile vita, o l’assunzione di terapia. Se la prevenzione non è sufficiente per ripristinare i valori di PA, il medico può decidere di prescrivere della terapia orale.
Classificazione e Cause dell'Ipertensione
L’ipertensione arteriosa può essere classificata in due forme principali: essenziale (primaria) e secondaria. L’ipertensione essenziale rappresenta la forma più comune nella popolazione, costituendo circa il 95% di tutti i casi. La sua patogenesi è ancora incerta, ma spesso è il risultato di stili di vita scorretti in individui geneticamente predisposti. Molti fattori ambientali contribuiscono in modo determinante all’espressione delle predisposizioni genetiche, tra cui lo stress, l’obesità, il fumo, la mancanza di attività fisica e un eccessivo consumo di sale.
L’ipertensione secondaria, invece, è determinata da cause identificabili. La malattia renale è la causa più comune di ipertensione secondaria, soprattutto nei bambini, ma esistono anche altre cause. Queste possono includere condizioni endocrine come la sindrome di Cushing, l’ipertiroidismo o l’ipotiroidismo, e l’acromegalia. Altre possibili cause comprendono l’obesità, l’apnea notturna, la gravidanza, il consumo eccessivo di liquirizia e l’assunzione di alcuni farmaci.
Diagnosi e Trattamento
La diagnosi dell’ipertensione solitamente inizia con la misurazione regolare della pressione arteriosa, insieme ad altri parametri vitali come la frequenza cardiaca e la saturazione, seguita da un monitoraggio continuo per una o più settimane, spesso registrato in un “diario pressorio”. Nei pazienti asintomatici con conferma di “pressione alta“, è essenziale individuare eventuali danni agli organi, che potrebbero non essere manifesti attraverso sintomi o segni evidenti.
Secondo le Linee Guida ESH, la diagnosi di ipertensione arteriosa deve basarsi su misurazioni ripetute della pressione, effettuate in diverse occasioni per garantire un’accuratezza diagnostica ottimale. Si raccomanda di eseguire almeno tre misurazioni in giorni diversi, con un intervallo minimo di una settimana tra loro, utilizzando strumenti validati. La diagnosi si conferma con valori di pressione arteriosa sistolica (PAS) ≥140 mmHg e/o pressione arteriosa diastolica (PAD) ≥90 mmHg, rilevati in più occasioni.
Nel caso in cui sia necessario ricorrere alla terapia farmacologica, esistono diverse classi di farmaci che agiscono attraverso meccanismi vari per ridurre la pressione arteriosa:
- Adreno-litici: tra cui i beta-bloccanti, alfa-bloccanti, alfa-beta-bloccanti e adrenolitici periferici, bloccano il sistema simpatico, che può aumentare la pressione arteriosa durante lo stress.
- Calcio antagonisti: i calcio-antagonisti dilatano le arteriole con un meccanismo diverso e sono particolarmente utili in soggetti di origine africana e anziani.
- Diuretici: il trattamento iniziale dell’ipertensione può comprendere diuretici tiazidici come, che promuovono la dilatazione dei vasi sanguigni e riducono la volemia e la pressione, ma possono causare la perdita di potassio.
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