I pazienti portatori di pacemaker e defibrillatori hanno la possibilità di accedere alla risonanza magnetica, grazie alla nuova generazione di dispositivi compatibili con questa indagine diagnostica.
Assolutamente sì, i pacemaker (PM) moderni non determinano limitazioni particolari nella vita quotidiana. Un pacemaker dura in genere 4/5 anni. Non è possibile cambiare unicamente “la batteria” perché questa è fusa all’interno del pacemaker stesso.
Compatibilità dei Pacemaker con la Risonanza Magnetica
Come è noto, la risonanza magnetica è vietata o quanto meno sconsigliata sulle persone che hanno impianti cardiaci come pacemaker e defibrillatori, in quanto il magnete presente nei macchinari per eseguire l’esame è molto potente e potrebbe surriscaldare i metalli con i quali quei dispositivi sono costruiti: il rischio è dunque che la carica elettromagnetica diventi pericolosa sia per gli apparecchi impiantati che per i tessuti cardiaci.
Sono milioni le persone per le quali la funzionalità cardiaca, e quindi la vita stessa, dipende da un dispositivo impiantato che regola il ritmo del cuore, va da sé che il rischio di danneggiarli è considerato troppo alto da sottoporre i pazienti a una risonanza.
Nel corso di una recente INTERVISTA VIDEO, il Dott. Gianluca Pontone sottolinea come un'intera generazione di pazienti e di medici si sia dovuta confrontare con la controindicazione assoluta di questo tipo di impianti ai test di risonanza magnetica, ma oggi non è più così.
Una tecnologia in costante progresso ha reso infatti disponibile una nuova generazione di pacemaker e defibrillatori compatibili con la risonanza, rappresentando la soluzione a questo problema.
Questa sfida tuttavia non può essere vinta fino in fondo se l’informazione non raggiunge i medici del territorio e i pazienti, osserva Pontone: «è importante ora far sapere che tutti possono avere accesso alla risonanza magnetica se la propria patologia lo richiede, perché l’incompatibilità tra gli impianti e questo esame diagnostico, entro certi limiti, non esiste più.
Nuove Tecnologie e Compatibilità RMN
Il sistema di stimolazione Amvia Edge vi offre delle scelte. Primo pacemaker approvato per un approccio di stimolazione dell'area di branca sinistra (LBBAP)1, Amvia Edge favorisce i modelli naturali di contrazione del miocardio nei vostri pazienti. Allo stesso tempo, Amvia Edge automatizza molte attività di routine durante l'impianto, i follow-up in studio, il monitoraggio remoto e i flussi di lavoro della risonanza magnetica. Amvia Edge ha lo scopo di aiutare i pazienti a mantenere una frequenza cardiaca fisiologica nel tempo.
La Ricerca e i Pazienti con Pacemaker Non RMN-Compatibili
La ricerca ha voluto dare una risposta proprio a questi pazienti, considerando quanto una risonanza magnetica sia fondamentale per individuare patologie anche gravi e l’importanza di avere immagini precise per l’esattezza di una diagnosi.
Lo studio ha dunque preso tipologie di pazienti che in ricerche precedenti non erano state prese in considerazione, per esempio le persone dipendenti da pacemaker o con elettrocateteri, o quelli che necessitavano di una risonanza toracica o cardiaca.
I ricercatori hanno creato un quadro completo del rischio del paziente istituendo un registro con più di 500 partecipanti. I dispositivi dei pazienti sono stati controllati prima e dopo la risonanza e durante l’esame i parametri vitali sono stati monitorati attentamente durante tutto il tempo della rm.
I risultati hanno dimostrato che le risonanze magnetiche, anche quelle eseguite sul torace, possono essere eseguite in sicurezza su pazienti dipendenti da pacemaker o con dispositivi non compatibili. “Non si sono verificate circostanze avverse. Non abbiamo avuto problemi con nessuno dei pazienti e nessun danno ai dispositivi “.
Inoltre, la risonanza magnetica nucleare può essere eseguita anche in pazienti con PM non RMN - compatibili purché sia assolutamente indispensabile per chiarire una diagnosi di una patologia che potrebbe compromettere la vita del paziente.
Precauzioni e Informazioni Utili
Dopo due/tre mesi dall’impianto verrà programmata una visita di controllo. A seguito dell’ impianto il pacemaker verrà programmato nella modalità di stimolazione più idonea alla patologia del paziente che ha reso necessario l’ impianto. Tale procedura è relativamente semplice. Si esegue su sedia o a letto del paziente e richiede l’ ausilio di un programmatore esterno che, mediante testina magnetica posizionata sopra al torace del paziente, è in grado di interrogare, rilevare, attivare e programmare il dispositivo.
Risonanza Magnetica: molti dei moderni pacemaker sono risonanza magnetica compatibili. Tale compatibilità non è assoluta, pertanto è bene consultare il proprio cardiologo di fiducia per la verifica della compatibilità tra il tipo di pacemaker e il tipo di risonanza magnetica che si intende praticare.
Va contattato al più presto il Centro dove si eseguono abitualmente i controlli, perché questi arrossamenti potrebbero essere i primi segni di un’infezione del generatore. L’infezione del generatore (pacemaker/defibrillatore) è una condizione che merita un controllo attento.
Deve contattare il chirurgo che la opererà. Prima dell’intervento sarà opportuno che il chirurgo si metta in contatto con il Centro dove esegue i controlli, per sapere se deve adottare precauzioni particolari.
Devo allontanarmi da casa per un certo periodo. Ho un pacemaker. Consulti il sito www.aiac.it, il sito dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione.
Considerazioni Aggiuntive
Il pacemaker è un moderno dispositivo elettronico impiantato nel corpo che permette di monitorare costantemente, 24 ore su 24, l’attività cardiaca ed intervenire mediante apposite stimolazioni elettriche, in caso di patologica riduzione della frequenza cardiaca.
Il pacemaker ha come finalità principale il miglioramento dei sintomi e la cura di patologie cardiache responsabili di bradicardia: termine usato dai medici quando il battito cardiaco di una persona è più lento del normale. Normalmente la frequenza cardiaca a riposo in un soggetto adulto sano oscilla tra i 60 e i 100 battiti per minuto. Si parla di bradicardia quando la frequenza cardiaca a riposo è inferiore ai 60 battiti al minuto. Talvolta la bradicardia è cosi marcata da determinare sintomi come vertigini, sbandamento, astenia fino allo svenimento.
Attività fisica o sessuale: è possibile riprendere l’attività fisica e/o sessuale dopo avere concluso il periodo di convalescenza. Sarà buona norma evitare tutte quelle attività fisiche violente che prevedono traumi, urti o scontri, condizioni che possono potenzialmente danneggiare i cateteri o il generatore.
Sistemi di sicurezza aeroportuali, banche o uffici postali: prima di attraversare il varco di sicurezza si consiglia di informare il personale di sorveglianza di essere portatore di pacemaker mostrando il tesserino di identificazione (rilasciato dal centro impiantatore al momento della dimissione). Essere portatore di pacemaker non esula dall’ indossare la cintura di sicurezza durante la guida.
Gli elettrodomestici in buone condizioni non interferiscono con il pacemaker. La durata di un pacemaker è molto variabile. In linea di massima, la durata di un pacemaker può variare da un minimo di 5 a un massimo 10-12 anni. La sostituzione del pacemaker viene effettuata in regime di ricovero mediante un’incisione della pelle in corrispondenza del vecchio dispositivo. A seguire si consiglia un controllo strumentale ogni 6-8 mesi.
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