Ovaio Policistico: Analisi del Sangue, Dieta e Sport

La sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) è una condizione endocrina complessa che influisce sulla salute metabolica e riproduttiva delle donne. Per una gestione efficace, è fondamentale comprendere i valori delle analisi del sangue, l'importanza della dieta e il ruolo dell'attività fisica.

Analisi del Sangue e Funzionalità Ovarica

L'Ormone Antimulleriano (AMH) viene dosato mediante tecniche immunometriche in laboratori specialistici. Permette di valutare nella donna la funzionalità ovarica ("riserva ovarica") e la potenziale fertilità.

Nei bambini, viene dosato per valutare gli organi genitali esterni non chiaramente identificabili come maschili o femminili (genitali ambigui, intersessualità), quando i testicoli sono completamente assenti (anorchia) o di fronte a un criptorchidismo. Nella diagnosi di criptorchidismo e anorchia, i livelli di Ormone Antimulleriano possono essere utilizzati per distinguere i testicoli ritenuti (valori normali) dalla anorchia (valori molto bassi o indeterminabili).

Dieta e PCOS

Almeno il 55% delle donne che soffrono di PCOS è in una condizione clinica di sovrappeso o obesità e la localizzazione del grasso tipica di questa malattia è a livello addominale (conformazione definita androide o a mela).

Le evidenze scientifiche confermano ancora una volta che una dieta di tipo mediterraneo e/o vegetariano-vegano (ben bilanciato da un professionista) è la scelta migliore. Il peso non va solo perso ma va anche mantenuto: ecco perché è così importante trovare (o farsi aiutare a trovare) delle strategie personalizzate per rendere le indicazioni il più possibili adatte alla nostra persona. Diffidate da chi vi propone diete che prevedono particolari esclusioni o strani abbinamenti.

Carboidrati, Grassi e Proteine

I carboidrati presenti negli alimenti possono essere: complessi o semplici. È facile dire di limitare gli zuccheri semplici, quelli che sono nascosti in gesti tanto impercettibili quanto gratificanti. Come si può osservare, il carico glicemico dipende moltissimo dalla quantità di alimento che si mangia, quindi risulta inutile demonizzare l’alimento che rientra nella categoria di quelli ad alto indice glicemico perché è riduttivo fare una scelta sulla base di una sola variabile.

Va inoltre aumentato l’apporto di fibre: questa accortezza migliora già da sola la sensibilità insulinica e la regolarità mestruale.

I grassi non vanno evitati, anzi: poiché anche il profilo lipidico è alterato (in particolare spesso chi ha PCOS ha alti livelli di colesterolo) è bene non ridurre eccessivamente (o eliminare addirittura) l’olio extravergine di oliva.

Le proteine, come per la popolazione generale, devono costituire una quota discreta dell’apporto calorico totale (15-20% delle calorie totali); assicurarsi una quota di alimenti contenenti una buona quota proteica sarebbe ideale ad ogni pasto. L’eccesso va evitato perché, come per tutti gli eccessi calorici, anche quello proteico viene convertito in grasso. In più, non comporta alcun miglioramento della composizione corporea né un vantaggio sul calo dipeso a lungo termine.

Eliminare i carboidrati ma accedere con le proteine non aiuterà a dimagrire.

Latticini e Soia

Anche i latticini fanno parte delle possibili scelte proteiche ma, in chi soffre di PCOS, c’è sempre molto timore nel consumo giornaliero di latte, yogurt, ricotta e altri derivati date le grosse quantità di informazioni, non sempre corrette, che sono oggi disponibili a riguardo. Alcuni studi ipotizzano che le proteine del siero del latte causino una maggior produzione insulinica postprandiale rispetto agli altri alimenti. Ma, come per ogni classe alimentare e per (quasi) ogni scelta, non vanno esclusi completamente ma alternati ad altre fonti proteiche e inseriti a piccole dosi nella giornata, con elasticità.

Per chi soffre di PCOS può essere d’aiuto inserire la soia e i suoi isoflavoni benefici nella dieta: in commercio ci sono i germogli di soia, ottimi per arricchire le insalate, ma anche la soia in chicchi o fiocchi per la primacolazione.

Sport e PCOS

Lo Sport è davvero un grande alleato nel percorso di modifica del proprio stile di vita e lo è anche, nello specifico, in chi soffre di PCOS. Soli 150 minuti a settimana (divisi in almeno 3 sessioni) riescono infatti a migliorare l’insulino-resistenza, i valori ormonali, gli sbalzi d’umore, gli attacchi di fame, la gestione del peso. Va ovviamente fatto nel modo giusto e con buon senso perché quantità eccessive di sport portano il corpoad uno stato infiammatorio talmente elevato che provocherebbe l’effetto opposto.

Obiettivi dello Sport nella PCOS

Lo sport, nella PCOS, può avere degli scopi che lo rendono più funzionale:

  • Gestire i livelli di stress che incide sui sintomi
  • Gestire l’aumento di peso e tessuto adiposo addominale
  • Gestire l’insulino-resistenza e la glicemia
  • Ridurre il rischio di sviluppare altre patologie (es. malattie cardiovascolari)
  • Piacere e non far sì che sia un peso

Basta un tipo di attività moderatamente intensa, senza mandare il corpo in affanno, e costante: sono stati fatti diversi studi su quale tipo di sport potesse essere migliore in sindromi che si avvicinassero a quella dell’ovaio policistico ed è risultato che l’allenamento funzionale, l’allenamento con i pesi ed il pilates fossero ottimali senza mandare in affanno il corpo.

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