Colecistectomia Laparoscopica: Tecnica, Rischi e Recupero

La colecistectomia è la rimozione chirurgica della colecisti (o cistifellea) contenente calcoli. Meglio nota come cistifellea, la colecisti è un organo a forma di pera situato appena sotto il fegato nella parte destra dell'addome. Il suo compito è quello di raccogliere e conservare la bile prodotta dal fegato, concentrandola e riversandola nell'intestino dopo i pasti, specialmente grassi, per favorire i processi digestivi.

La cistifellea, pertanto, non è un organo vitale ed i pazienti sottoposti a colecistectomia sono in grado di riprendere una vita assolutamente normale.

I disturbi più comuni della cistifellea sono legati a condizioni che causano il blocco del flusso della bile attraverso i dotti biliari, tipicamente calcoli. I calcoli biliari si formano quando le sostanze nella bile precipitano a formare particelle solide, come piccoli sassolini.

Cos'è la Colecistectomia Laparoscopica?

La colecistectomia laparoscopica è una tecnica chirurgica minimamente invasiva che ha rivoluzionato il modo in cui vengono eseguiti molti interventi chirurgici. In questo intervento, il chirurgo utilizza una videocamera e specifici strumenti chirurgici per asportare la colecisti senza eseguire ampie incisioni. La laparoscopia è una tecnica chirurgica minimamente invasiva che utilizza un laparoscopio per eseguire interventi addominali attraverso piccole incisioni. Potenzialmente la tecnica può essere estesa a molti interventi chirurgici particolarmente invasivi.

Il metodo più comune di rimozione della cistifellea è la chirurgia laparoscopica. Una videocamera chiamata laparoscopio, collegata ad una luce ad alta intensità viene introdotta attraverso una piccola incisione a livello dell’ombelico. Per fornire uno spazio adeguato per l’intervento chirurgico, l’addome è insufflato con anidride carbonica, si procede all’isolamento della colecisti ed alla legatura e sezione dell’arteria e del dotto cistico che la collegano al fegato. Una volta che la cistifellea è stata asportata, viene estratta mediante un sacchetto attraverso l’incisione ombelicale. La procedura richiede normalmente 40-60 minuti.

Storia della Laparoscopia

Le prime applicazioni della laparoscopia risalgono agli inizi del XX secolo, quando il medico tedesco Georg Kelling, nel 1902, esegue la prima laparoscopia su un animale. Il medico svedese Hans Christian Jacobaeus eseguì la prima laparoscopia diagnostica su un essere umano nel 1910. I primi utilizzi della laparoscopia erano principalmente diagnostici, permettendo ai medici di osservare l'interno dell'addome senza dover eseguire grandi incisioni. Negli anni '70 e '80, la laparoscopia ha iniziato a essere utilizzata anche per interventi chirurgici, come la rimozione della cistifellea (colecistectomia laparoscopica), diventando rapidamente una pratica standard in molti ospedali.

Come si svolge la procedura

Durante un intervento in laparoscopia, il paziente viene sottoposto ad anestesia generale o regionale, a seconda della procedura specifica. Il chirurgo esegue piccole incisioni sull'addome, di solito da 0,5 a 1,5 cm di lunghezza. Viene eseguita la procedura di insufflazione ovvero viene iniettato gas inerte (solitamente anidride carbonica o gas nobili) nell'addome per creare uno spazio di lavoro e una migliore visualizzazione delle strutture interne. Le immagini catturate dal laparoscopio vengono trasmesse su un monitor ad alta definizione, consentendo al chirurgo di visualizzare chiaramente l'area operatoria. Attraverso le altre incisioni, vengono inseriti strumenti chirurgici speciali per eseguire la procedura richiesta.

Preparazione all'intervento

Prima dell'intervento il soggetto dovrà sottoporsi ad una serie di esami per stabilire l'idoneità fisica all'intervento di colecistectomia laparoscopica. A tale scopo, si eseguono analisi del sangue, una ecografia addominale, ed una valutazione amnestetica generale per indagare la storia clinica del paziente in vista dell'anestesia e dell'intervento. Durante la fase preparatoria, il medico indagherà anche sull'eventuale utilizzo di farmaci che potrebbero essere sospesi in vista della colecistectomia.

Prima dell'intervento chirurgico, si richiede - salvo diversa prescrizione medica - l'astensione dal bere e dal cibo per almeno 6 ore prima dell'intervento; nei giorni che lo procedono, può essere richiesta anche una pulizia intestinale mediante l'impiego di lassativi osmotici. Prima dell'operazione vengono somministrati antibiotici per via endovenosa, allo scopo di abbattere il rischio di infezione.

Prima dell’operazione verranno date istruzioni su quando smettere di mangiare e bere, ed è importante seguire con attenzione questi consigli altrimenti ci può essere un rischio anestesiologico e si potrebbe dover annullare l’intervento chirurgico. Non è necessario radere i peli dell’addome e si dovrebbe assumere normalmente tutta la terapia consueta con una piccola quantità di acqua.

Tecnica Chirurgica Dettagliata

Una volta che il paziente è stato anestetizzato, la pelle dell'addome viene accuratamente disinfettata con una soluzione antisettica: la colecistectomia può quindi cominciare. Il medico può decidere di eseguire una colecistectomia laparoscopica in presenza di calcoli della colecisti e delle vie biliari, e/o delle relative complicanze.

Durante l'operazione, il chirurgo pratica tre o quattro piccole incisioni, del diametro di 0.5 - 1 cm, nell'addome del paziente, che fungono da via d'accesso per l'inserimento di apposite cannule a tenuta stagna (trocar), al cui interno scorrono i piccoli strumenti chirurgici necessari all'operazione. Lo spazio operativo per la corretta manovra di tali strumenti viene creato mediante insufflazione di anidride carbonica (pneumoperitoneo) con ago di Veress, previa incisione cutanea a livello sottombelicale.

Creato il pneumoperitoneo, attraverso il primo trocar, si inserisce nell'addome il laparoscopio: uno strumento dotato di microcamera collegata a fibre ottiche e a fonte luminosa, che permette un'esplorazione visiva della regione addominale interna sull'apposito schermo della sala operatoria. Sotto questa guida visiva dall'interno dell'addome, si inseriscono gli altri 3 trocars nelle rispettive incisioni.

All'interno di queste cannule scorrono gli strumenti chirurgici necessari alla trazione, dissezione, taglio ed asportazione della cistifellea, nonché alla coagulazione e all'irrigazione/aspirazione: una pinza od un palpatore spinge in alto il fegato; una pinza isola il dotto cistico e sposta la cistifellea nella posizione più idonea dissecandola dalle strutture vicine; sempre tramite pinze, vengono posizionate clips metalliche per la strozzatura del dotto cistico e dell'arteria cistica; infine, una forbice o altro strumento opera la resezione dell'organo.

Rischi e Complicanze

Tutti gli interventi hanno dei rischi. Le complicazioni si verificano in circa il 5% dei casi e la maggior parte sono lievi e facilmente risolvibili.

Complicazioni rare ma più gravi in corso di colecistectomia laparoscopica sono: lesioni alle vie biliari (1 caso su 300), perdita di bile (1 caso ogni 100), lesioni di intestino o altri organi o vasi sanguigni (1 caso ogni 100). Queste complicazioni possono richiedere ulteriori procedure per correggere il problema. Altri rischi comuni a qualunque intervento chirurgico includono: infezioni della ferita in particolare a livello ombelicale, trombosi venosa profonda o la comparsa di un’ernia in uno dei siti di incisione.

L'intervento di colecistectomia per via laparoscopica è quello più eseguito al mondo. Per questo motivo, data la standardizzazione delle procedure, il rischio di complicanze si è complessivamente stabilizzato su valori inferiori all'uno percento.

Di seguito riportiamo un estratto dell'informativa per i pazienti preparata dall'unità operativa di chirurgia generale dell'Ospedale S:

  • Infezioni: L'infezione si presenta in meno di 1 paziente su 1000 sottoposti ad interventi laparoscopici. Saranno rispettate le regole di asepsi e gli antibiotici saranno somministrati prima dell'intervento.
  • Danni sulle vie biliari: Incidenti operatori sulle vie biliari sono riportati in 1 paziente su 1000 per la colecistectomia open, e da 1 paziente a 5 per la chirurgia laparoscopica. Il personale sanitario controllerà l'eventuale comparsa di ittero, febbre o alterazione degli esami ematici. Potrebbero essere necessari ulteriori test o un ulteriore intervento.
  • Sanguinamento: Il sanguinamento è raro. Se lei avesse una patologia epatica cronica il suo fegato potrebbe avere deficit della coagulazione. Il chirurgo controllerà il suo profilo della coagulazione alla ricerca di eventuali deficit. Generalmente una trasfusione di sangue non è necessaria per la colecistectomia.
  • Perdita biliare: La perdita biliare dopo l'intervento è alquanto rara. Sarà controllata la comparsa di febbre o alterazioni degli esami e lei potrebbe necessitare di altri test, quali l'ecografia o la colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP).
  • Ritenzione di un calcolo nella via biliare principale: Un calcolo biliare può essere presente nella via biliare principale, al momento dell'intervento. In questa unità operativa si pratica di routine la colangiografia intraoperatoria ogni qualvolta sia possibile e spesso il problema viene risolto con una ERCP intraoperatoria.
  • Polmonite: Le possibili cause sono: l'anestesia generale o la mancanza di inspirazioni profonde o immobilità nel post-operatorio. Esercizi respiratori con inspirazioni profonde la aiuteranno ad espandere i polmoni e a prevenire complicazioni dopo l'intervento.
  • Problemi cardiaci: I problemi cardiaci sono rari. Le aritmie cardiache sono riportate in 5 pazienti su 1000, mentre un attacco cardiaco in 1 paziente su 1000. Il suo chirurgo potrebbe prescriverle una visita cardiologia pre-operatoria. Ogni anestesista è preparato ad affrontare ogni evenienza.
  • Problemi renali: Problemi renali o urinari sono stati descritti con frequenza di 5 pazienti su 1000. La disidratazione e patologie epatiche possono aumentare il rischio. Le potranno essere somministrati dei liquidi prima del suo intervento. Informi il personale infermieristico quando urina.
  • Trombosi venosa profonda: L'assenza di movimenti durante l'intervento può portare alla formazione di coaguli nelle gambe e raramente questi coaguli possono arrivare ad ostruire i vasi polmonari. Potranno essere utilizzati bendaggi compressivi agli arti inferiori o iniezioni di farmaci anticoagulanti. E' suo compito alzarsi e camminare dopo l'intervento.
  • Lesioni intestinali o degli organi addominali: L'inserzione di strumenti è l'utilizzo dell'elettrocauterio monopolare possono danneggiare l'intestino. Il suo chirurgo è addestrato a minimizzare questi rischi e a provvedere in caso si verifichi una di queste evenienze. Pazienti obesi o già sottoposti a interventi chirurgici o con aderenze intestinali sono più esposti a questi rischi.
  • Morte: È estremamente rara nei soggetti in buona salute ed è riportata da 0 a 1 paziente ogni 1000.

Conversione a Tecnica Tradizionale

In circa 3-5% dei casi però la cistifellea non può essere rimossa con sicurezza per via laparoscopica ed è dunque richiesta la tecnica tradizionale con laparotomia. È stato calcolato che ogni 30-40 interventi, il chirurgo può incontrare difficoltà che rendono necessaria una conversione alla metodica convenzionale. Tecnica ormai riservata ai soli casi in cui la procedura laparoscopica è controindicata, o qualora insorgano complicazioni durante la sua esecuzione tali da richiedere il passaggio all'intervento chirurgico tradizionale.

In questi casi, si esegue un’incisione di 5-10 cm (secondo le dimensioni del paziente) in alto a destra dell’addome per completare l’intervento. Considerata l'invasività della procedura, il recupero dall'intervento è più lento, la ferita è più incline a subire infezioni e meno gradita, dal punto di vista estetico, al paziente.

Recupero Post-Operatorio

Ci si risveglia in sala operatoria dopo che l’intervento è stato completato, si avrà una linea endovenosa collegata ad una flebo per l’infusione di farmaci. Si avrà una maschera sulla bocca che somministrerà ossigeno supplementare, un bracciale che si gonfia ad intermittenza per misurare la pressione sanguigna ed un drenaggio nell’addome. La maggior parte delle persone sperimenta solo lieve o moderato dolore, che è facilmente controllato con analgesici per via orale. Si può avvertire un po’ di dolore alla spalla, che è dovuto al gas insufflato durante l’intervento chirurgico. Questo gas scomparirà gradualmente ma il disagio può persistere per diversi giorni.

Il recupero dopo un intervento in laparoscopia è generalmente più rapido rispetto alla chirurgia tradizionale aperta.

  • Dolore e gonfiore: è normale avvertire un leggero dolore e gonfiore nell'area operatoria nei giorni successivi all'intervento.
  • Attività fisica: è necessario evitare attività fisiche impegnative per un periodo di tempo, solitamente da una a tre settimane, a seconda della procedura specifica.

È normale sentirsi stanchi dopo l’intervento, ma dopo circa una settimana si dovrebbe essere in grado di riprendere la maggior parte delle normali attività fisiche e sessuali. Meglio evitare di sollevare carichi pesanti o fare esercizi vigorosi per almeno due settimane.

Al risveglio dall'anestesia, il paziente viene riportato nella propria stanza. Può quindi iniziare a bere dopo otto ore dall'intervento e ad alimentarsi, in maniera leggera, dal giorno dopo. In questo arco di tempo può rendersi necessaria la somministrazione di antidolorifici. La dimissione avviene in genere la seconda o terza giornata postoperatoria. Al massimo entro una settimana - 10 giorni il paziente può riprendere la sua normale vita lavorativa.

Consigli Utili per il Post-Operatorio

Non ci sono restrizioni dietetiche dopo la rimozione della cistifellea. Si può riprendere una dieta normale e varia iniziando per i primi giorni con pasti leggeri e frequenti, per poi aumentare la quantità. Le medicazioni possono essere lasciate indisturbate fino al controllo clinico che avverrà dopo una settimana. Non è un problema fare la doccia, le ferite infatti possono essere bagnate e asciugate subito dopo; l’importante è evitare di tenerle ammollo a bagno.

Di solito non ci sono punti da rimuovere perché solitamente vengono eseguite delle suture con punti riassorbibili che si dissolvono in circa 1-2 settimane.

Dopo la colecistectomia viene a mancare la “cisterna” per l’accumulo e la concentrazione della bile, che viene riversata direttamente nell’intestino. Alcuni pazienti, nei giorni successivi all’intervento, possono accusare episodi di diarrea che di solito si risolvono spontaneamente e in breve tempo.

Quando Contattare il Medico

Si avrà una maschera sulla bocca che somministrerà ossigeno supplementare, un bracciale che si gonfia ad intermittenza per misurare la pressione sanguigna ed un drenaggio nell’addome. La maggior parte delle persone sperimenta solo lieve o moderato dolore, che è facilmente controllato con analgesici per via orale. Si può avvertire un po’ di dolore alla spalla, che è dovuto al gas insufflato durante l’intervento chirurgico. Questo gas scomparirà gradualmente ma il disagio può persistere per diversi giorni.

La laparoscopia è generalmente considerata una procedura sicura, ma come con qualsiasi intervento chirurgico, ci sono alcuni rischi e complicanze da tenere in considerazione. Alcuni possibili rischi includono sanguinamento e infezione nelle incisioni, danni agli organi circostanti durante l'intervento e reazioni avverse all'anestesia. Inoltre, in rari casi, potrebbero verificarsi complicanze come coaguli di sangue, ostruzione intestinale o danni ai vasi sanguigni.

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