Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (glicemia elevata o iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzionalità dell’insulina. Esistono diverse forme di diabete, le più comuni sono il diabete di tipo 1 e quello di tipo 2. La prevalenza di questa forma della malattia è più alta nelle persone anziane, ma oltre il 50% della popolazione colpita è in età lavorativa. Tra le buone pratiche di prevenzione del diabete di tipo 2 rientra anche l’alimentazione.
Analizzando la tipologia di grassi associati al diabete di tipo 2, si osserva un eccesso di grassi saturi e un conseguente deficit degli acidi grassi essenziali. È stato dimostrato che gli acidi grassi omega-3 prevengono l’insorgenza di resistenza all’insulina. È fondamentale bilanciare il rapporto tra omega-6 e omega-3 con un’alimentazione corretta. Considerando che gli omega-6 deprimono la risposta immunitaria, il rapporto ideale tra gli acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3 dovrebbe essere di 1:1. Tuttavia, il rapporto medio attuale, basato sull’alimentazione moderna è di 15:1 a sfavore degli omega-3.
Gli omega sono una categoria di grassi presenti in natura nei pesci e nei molluschi. Per assumerne in quantità significativa tuttavia occorrerebbe una dieta estremamente ricca di questi alimenti. Gli omega-3 vengono impiegati per la riduzione degli elevati livelli ematici di trigliceridi (ipertrigliceridemie) che non rispondono al solo trattamento dietetico.
L’indicazione alla prescrizione degli omega-3 ad una persona affetta da diabete mellito è motivata da più ragioni; una è sicuramente la presenza frequente di elevati livelli di trigliceridi nel diabete mellito. Questi contribuiscono ad aumentare il rischio di malattia cardiovascolare già di per se alto nel diabete. Per trattare l’ipertigliceridemia viene consigliata una capsula da 1000 mg da una a tre volte al giorno.
Il Ruolo degli Omega-3 nel Contenimento della Glicemia
I nutrienti che possono contribuire al contenimento della glicemia includono la vitamina D, la vitamina K, minerali come Calcio, Magnesio e Zinco, e gli acidi grassi omega-3. Tuttavia, l'evidenza di prove cliniche sull'azione dei singoli nutrienti, compresa la vitamina D, è incoerente: alcuni studi hanno mostrato effetti positivi mentre altri riportano risultati nulli; è comunque ipotizzabile che sia necessaria una combinazione di nutrienti per trarne beneficio.
Secondo un nuovo studio condotto su persone affette da diabete di tipo 2, o da prediabete, il trattamento con supplementi di vitamina D, sali minerali, omega-3, resveratrolo, insieme a altri nutrienti e molecole bioattive, può abbassare la glicemia e evitare complicazioni. L'azione combinata di queste sostanze potrebbe rappresentare un programma di prevenzione per ridurre il rischio di diabete e migliorare lo stato glicemico negli individui predisposti.
Nuovi Studi e Risultati Promettenti
Nel corso del nuovo studio, i ricercatori hanno esaminato gli effetti di due programmi di integrazione con diversi nutrienti, sulla glicemia di soggetti con diabete o prediabete. Un tipo di trattamento prevedeva l'integrazione con vitamina D e un multivitaminico, mentre l'altro si basava sull'uso di vitamina D associata a un multivitaminico, minerali e omega-3. A fornire i risultati migliori era stata, dunque, l'integrazione a base di vitamina D, omega-3 e un prodotto appositamente progettato, contenente numerose vitamine, minerali e anche ingredienti antiossidanti e antinfiammatori come luteina, licopene, estratto di mirtillo e resveratrolo.
In particolare, la combinazione di questi supplementi nutrizionali era associata a un ridotto rischio di passare dalla glicemia normale a prediabete e a una maggiore probabilità del soggetto prediabetico di migliorare la glicemia, a due anni dall'inizio del trattamento. Dunque, come dichiarato dai ricercatori, la vitamina D combinata con altri nutrienti era associata a un ridotto rischio di progressione verso il diabete e a un aumento del tasso di reversione della glicemia alla normalità, nei partecipanti ad alto rischio.
I ricercatori, guidati da Samantha Kimball, hanno coinvolto oltre 1.018 partecipanti ad un programma che prevedeva l'integrazione con gocce di vitamina D più un multivitaminico semplice (integrazione Vital 1), o con gocce di vitamina D abbinate a un multivitaminico contenente anche sali minerali e con uno di acidi grassi omega-3 (integrazione Vital 2). Dai risultati è emerso che i livelli ematici di vitamina D erano aumentati significativamente in entrambi i gruppi nell'arco di 12 mesi, ma solo il trattamento Vital 2 era associato a significative riduzioni dell'emoglobina glicata e della proteina C reattiva.
Benefici degli Acidi Grassi Omega-3 nei Soggetti Diabetici: Un'Analisi Approfondita
Una recente review, pubblicata sul numero speciale “Effects of diet on carbohydrate and lipid metabolism” della rivista Nutrients, ha voluto fare chiarezza sul tema attraverso un’analisi dettagliata della letteratura disponibile. Siamo partiti dai dati epidemiologici, includendo alcuni studi di popolazione composti da un numero variabile di soggetti. Successivamente abbiamo analizzato gli studi pre-clinici, generalmente piccoli studi su un numero limitato di cavie, che andavano ad analizzare aspetti molto specifici della fisiopatologia degli acidi grassi sul metabolismo glucidico.
È emerso un ruolo non univoco e molto complesso degli acidi grassi Omega-6, con evidenza di buona qualità a favore di un effetto protettivo dell’acido linoleico nei confronti del diabete mellito, ma con dati altrettanto convincenti di un ruolo deleterio dell’acido arachidonico, anch’esso acido grasso Omega-6, sintetizzato a partire dell’acido linoleico. I risultati più convincenti riguardano il rapporto tra acido eicosapentaenoico o Epa, appartenente agli acidi grassi Omega-3, e acido arachidonico. Con la riduzione di questo rapporto si va incontro a un aumentato rischio protrombotico, proinfiammatorio e d’insulino-resistenza.
Appare promettente il ruolo del rapporto Epa/acido arachidonico, in quanto una sua netta riduzione è associata a iperglicemia. Inoltre, rimane non definito l’effetto dell’acido docosaesanoico - Dha, comunemente riscontrato sia nei supplementi farmacologici di Omega-3 insieme ad Epa, sia nel pesce marino.
Studio UK Biobank sull'Olio di Pesce e le Complicanze del Diabete
Il diabete di tipo 2 può, con il passare del tempo, causare l’insorgenza -tra le altre- di complicanze micro e macrovascolari, quali angina, infarto, ictus, vasculopatia periferica, retinopatia. Uno studio basato su dati provenienti dalla UK Biobank indica che la supplementazione con integratori a base di olio di pesce potrebbe attenuare il rischio di sviluppare queste complicanze.
Per l’analisi sono stati valutati 20.338 pazienti con diabete di tipo 2 (età media 60 anni, 39.7% donne) di cui erano disponibili i dati sull’uso di integratori e parallelamente 4.874 partecipanti per i quali fossero disponibili anche dati sui livelli plasmatici di PUFA. La supplementazione con prodotti a base di oli di pesce è risultata essere associata a una diminuzione del rischio di complicanze macrovascolari del 10% e ad una riduzione per le complicanze microvascolari dell’11%. Livelli elevati di acido docosaesaenoico (DHA), inoltre, erano associati a un rischio inferiore per entrambe le complicanze.
In conclusione gli autori di questa ricerca sottolineano come il disegno dello studio non permetta di stabilire un rapporto di causalità tra le variabili considerate; i risultati sembrano tuttavia suggerire che l’impiego di supplementi a base di olio di pesce, e livelli plasmatici di DHA elevati, siano associati a un rischio inferiore di sviluppare complicanze diabetiche di natura vascolare.
L'importanza dello stato nutrizionale e del dosaggio
Vale la pena assumere Omega 3 per proteggere cuore e arterie dai rischi insiti nel diabete? Anni di ricerche hanno dimostrato l'importanza di questi grassi per la salute cardiaca; un nuovo studio aiuta a capire quando e in quali dosi dovrebbero essere assunti e quali benefici è possibile attendersi da questa supplementazione. Quello condotto dai ricercatori di Oxford non è il primo studio a testare l'ipotesi che l'assunzione di Omega 3 possa aiutare a combattere il rischio cardiovascolare associato al diabete.
Da questo nuovo studio emerge invece una minore incidenza di decessi per cause vascolari fra i partecipanti che hanno assunto Omega 3 rispetto a quelli che hanno assunto il placebo a base di olio di oliva. Gli stessi autori di questa nuova sperimentazione suggeriscono però che potrebbero essere ottenuti benefici aggiuntivi modificando il dosaggio degli Omega 3 somministrato ai pazienti. In generale, gli studi clinici randomizzati pubblicati nella letteratura scientifica hanno dimostrato che la supplementazione con Omega 3 aiuta a ridurre significativamente i livelli di trigliceridi e che il suo effetto aumenta sia con la durata del trattamento sia all'aumentare della dose di Omega 3. Purtroppo questo studio non ha previsto di misurare i livelli di trigliceridi nel sangue dei partecipanti, ma i suoi autori sottolineano che “è possibile che una riduzione nei livelli di trigliceridi possa produrre effetti benefici in alcuni pazienti con diabete”.
Esperti coinvolti nello studio pubblicato sul New England Journal of Medicine hanno dichiarato che i partecipanti che hanno assunto Omega 3 avevano un Indice Omega 3 (un indicatore della quantità di EPA e DHA presenti nel sangue) piuttosto alto, “vicino a quello che considereremmo un livello di base per un effetto protettivo”. In altre parole, questo studio potrebbe aver coinvolto pazienti che in realtà non avevano bisogno di assumere gli Omega 3 che gli sono stati somministrati, perché già ne avevano abbastanza.
I dati a disposizione suggeriscono quindi che la supplementazione con Omega 3 potrebbe apportare reali benefici a chi convive con il diabete e che ciò che può fare la differenza nell'effetto ottenuto siano le condizioni di salute di chi li assume, la dose di Omega 3 assunti e il rapporto EPA/DHA. In altre parole, nei casi in cui ce ne può essere realmente bisogno l'assunzione di opportune quantità di Omega 3 sembra potenzialmente utile anche in caso di diabete.
Secondo l'Efsa per aiutare l'organismo a mantenere i trigliceridi e la pressione nella norma sono necessari, rispettivamente, 2 e 3 grammi di EPA+DHA al giorno. Per aiutare a far funzionare bene il cuore ne bastano invece 250 mg al giorno. Infine, per mantenere il colesterolo nella norma sono necessari 2 grammi di ALA al giorno.
Tabella Riepilogativa degli Effetti degli Omega-3 sulla Salute nel Diabete
| Beneficio | Dose Raccomandata | Note |
|---|---|---|
| Riduzione dei trigliceridi | 2-3 grammi di EPA+DHA al giorno | Effetto potenziato con dosi maggiori e trattamenti prolungati |
| Mantenimento della pressione nella norma | 3 grammi di EPA+DHA al giorno | - |
| Funzionamento ottimale del cuore | 250 mg di EPA+DHA al giorno | - |
| Mantenimento del colesterolo nella norma | 2 grammi di ALA al giorno | - |
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