Omega 3 e Glicemia: Un'Analisi Approfondita

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (glicemia elevata o iperglicemia) e dovuta a un’alterata quantità o funzionalità dell’insulina. Esistono differenti tipologie di diabete, tra cui quello di tipo 1 e quello di tipo 2, che differiscono per eziopatogenesi, età di insorgenza, sintomi di esordio, terapia e prevenzione.

Diabete di Tipo 1 e Tipo 2

Nel diabete tipo 1 (insulino-dipendente), il pancreas non rilascia insulina a causa della distruzione delle cellule Beta che producono questo ormone. Il diabete di tipo 2, responsabile di circa il 90% dei casi, è classificato come un difetto della secrezione insulinica, che può progressivamente peggiorare nel tempo e che si instaura su una condizione preesistente di insulino-resistenza.

La familiarità per la patologia sembra giocare un ruolo importante: circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha infatti parenti di primo grado (genitori o fratelli) affetti dalla stessa malattia. Il diabete di tipo 2 può, con il passare del tempo, causare l’insorgenza -tra le altre- di complicanze micro e macrovascolari, quali angina, infarto, ictus, vasculopatia periferica, retinopatia.

Prevenzione e Stile di Vita

In parallelo è emerso che una dieta prevalentemente a base vegetale, come la dieta mediterranea, è fondamentale per la prevenzione di questa patologia. La dieta mediterranea è caratterizzata dal consumo di cereali integrali, legumi, frutta secca, verdura e frutta. Questi alimenti contengono fibra, un nutriente indispensabile per favorire la regolazione dell’assorbimento del glucosio nell’intestino e quindi del livello della glicemia.

Ultimo, ma non meno importante, nell’ambito delle patologie croniche è sicuramente lo stile di vita. Diverse indagini condotte in Italia hanno documentato che oltre il 30% della popolazione diabetica è sedentaria. Secondo quanto riportato nella “Relazione al Parlamento 2021 sul diabete mellito”, il diabete rappresenta una delle più rilevanti emergenze sanitarie a livello globale. Da qui l’evidenza dell’importanza di fare prevenzione attraverso la promozione di sane abitudini alimentari fin da piccoli.

I fattori di rischio dello stile di vita modificabili che offrono l'opportunità di intervento e prevenzione sono diversi, in particolare il rischio di sviluppare la malattia diabetica può essere ridotto seguendo una alimentazione bilanciata, facendo attività fisica, anche moderata e mantenendo un adeguato peso corporeo.

Ruolo dei Nutrienti e degli Omega-3

Mentre le variazioni nello stile di vita tendono ad essere l'obiettivo principale delle strategie di prevenzione del diabete, si fa strada nel mondo della ricerca anche la possibilità di modificare il rischio della malattia migliorando i livelli dei nutrienti assunti con la dieta. I nutrienti che possono contribuire al contenimento della glicemia includono la vitamina D, la vitamina K, minerali come Calcio, Magnesio e Zinco, e gli acidi grassi omega-3.

Considerando che gli omega-6 deprimono la risposta immunitaria, il rapporto ideale tra gli acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3 dovrebbe essere di 1:1. Tuttavia, il rapporto medio attuale, basato sull’alimentazione moderna è di 15:1 a sfavore degli omega-3. È fondamentale bilanciare il rapporto tra omega-6 e omega-3 con un’alimentazione corretta. È stato dimostrato che gli acidi grassi omega-3 prevengono l’insorgenza di resistenza all’insulina.

Studi e Ricerche sugli Omega-3

Studi recenti hanno rilevato una bassa prevalenza di diabete nelle popolazioni con un elevato consumo di pesce.

Un nuovo studio condotto su persone affette da diabete di tipo 2, o da prediabete, il trattamento con supplementi di vitamina D, sali minerali, omega-3, resveratrolo, insieme a altri nutrienti e molecole bioattive, può abbassare la glicemia e evitare complicazioni. L'azione combinata di queste sostanze potrebbe rappresentare un programma di prevenzione per ridurre il rischio di diabete e migliorare lo stato glicemico negli individui predisposti.

Una recente review, pubblicata sul numero speciale “Effects of diet on carbohydrate and lipid metabolism” della rivista Nutrients, ha voluto fare chiarezza sul tema attraverso un’analisi dettagliata della letteratura disponibile. Dai dati della letteratura emerge ancora molta incertezza riguardo il ruolo degli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 sul metabolismo glucidico. Appare promettente il ruolo del rapporto Epa/acido arachidonico, in quanto una sua netta riduzione è associata a iperglicemia.

Benefici degli Omega-3 nei Soggetti Diabetici

La ricerca è stata condotta dal team guidato da un gruppo di studiosi cinesi della Chongqing medical university che hanno analizzato i dati della National health and nutrition examination survey (Nhanes), condotta tra il 2003 e il 2018. La coorte comprendeva 16.539 individui prediabetici o diabetici. I partecipanti sono stati classificati in tre gruppi in base ai loro livelli di Pufa Omega-3. Lungo un follow-up medio di 8,42 anni, si è osservata una stretta correlazione tra livelli più elevati di Omega-3 e riduzione significativa del rischio di mortalità sia per tutte le cause che per cause cardiovascolari.

Uno studio basato su dati provenienti dalla UK Biobank indica che la supplementazione con integratori a base di olio di pesce potrebbe attenuare il rischio di sviluppare queste complicanze. Per l’analisi sono stati valutati 20.338 pazienti con diabete di tipo 2 (età media 60 anni, 39.7% donne) di cui erano disponibili i dati sull’uso di integratori e parallelamente 4.874 partecipanti per i quali fossero disponibili anche dati sui livelli plasmatici di PUFA.

La supplementazione con prodotti a base di oli di pesce è risultata essere associata a una diminuzione del rischio di complicanze macrovascolari del 10% (HR: 0,90; IC 95%: 0,85-0,97) e ad una riduzione per le complicanze microvascolari dell’11% (HR: 0,89; IC al 95%: 0,83-0,95). Livelli elevati di acido docosaesaenoico (DHA), inoltre, erano associati a un rischio inferiore per entrambe le complicanze.

Considerazioni sull'Assunzione di Omega 3

Gli omega sono una categoria di grassi presenti in natura nei pesci e nei molluschi. Per assumerne in quantità significativa tuttavia occorrerebbe una dieta estremamente ricca di questi alimenti. Gli omega-3 vengono impiegati per la riduzione degli elevati livelli ematici di trigliceridi (ipertrigliceridemie) che non rispondono al solo trattamento dietetico.

L’indicazione alla prescrizione degli omega-3 ad una persona affetta da diabete mellito è motivata da più ragioni; una è sicuramente la presenza frequente di elevati livelli di trigliceridi nel diabete mellito. Questi contribuiscono ad aumentare il rischio di malattia cardiovascolare già di per se alto nel diabete. Per trattare l’ipertigliceridemia viene consigliata una capsula da 1000 mg da una a tre volte al giorno.

Vale la pena assumere Omega 3 per proteggere cuore e arterie dai rischi insiti nel diabete? Anni di ricerche hanno dimostrato l'importanza di questi grassi per la salute cardiaca; un nuovo studio aiuta a capire quando e in quali dosi dovrebbero essere assunti e quali benefici è possibile attendersi da questa supplementazione.

Controversie e Limiti degli Studi

Una recentissima revisione sistematica e metanalisi pubblicata sulla prestigiosa rivista BMJ smentisce il possibile effetto positivo degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) sul diabete: aumentare l’assunzione di omega-3, omega-6 e PUFA in generale ha un effetto nullo, se non minimo, sulla prevenzione e sul trattamento del diabete. Dalla metanalisi, che ha incluso un totale di 83 trial randomizzati controllati, è emerso che gli acidi grassi omega-3 hanno un effetto minimo o nullo sul rischio di sviluppare diabete e su alcuni parametri del metabolismo glucidico, quali l’insulino-resistenza, l’emoglobina glicata, l’insulina e la glicemia basale.

In conclusione gli autori di questa ricerca sottolineano come il disegno dello studio non permetta di stabilire un rapporto di causalità tra le variabili considerate; i risultati sembrano tuttavia suggerire che l’impiego di supplementi a base di olio di pesce, e livelli plasmatici di DHA elevati, siano associati a un rischio inferiore di sviluppare complicanze diabetiche di natura vascolare.

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