L'olio di colza è un grasso vegetale ottenuto dai semi di piante appartenenti al genere Brassica. Inizialmente utilizzato al di fuori dell'ambito alimentare, è stato introdotto in cucina verso la metà del 1800.
Il suo consumo è al centro di un dibattito da sempre: c’è chi sostiene che sia dannoso per la salute, chi invece lo ritiene un toccasana. L’olio di colza è un olio vegetale estratto dai semi della colza (Brassica napus), una pianta dai fiori di colore giallo brillante.
Oggi, però, questo olio vegetale trova largo impiego nell’industria alimentare, specialmente nei prodotti confezionati da forno (come per esempio merendine, snack, grissini), ma anche in alcuni prodotti surgelati, negli alimenti fritti (sia preconfezionati che cucinati nei punti di ristoro), nelle margarine e, più in generale, nei prodotti confezionati di varia natura.
Cos'è l'olio di colza?
L’olio di colza è un olio vegetale che si ottiene dalla lavorazione della pianta di colza, il cui nome scientifico è Brassica Napus, della famiglia delle Brassicacee, o Crucifere.
Per cosa si usa?
L’olio di colza viene impiegato per vari scopi, tra cui:
- Olio da tavola
- Olio da cucina
- Olio per friggere
- Ingrediente per margarine e altri grassi naturali.
Opportunamente trattato viene anche impiegato come combustibile e biodiesel.
Benefici dell'Olio di Colza
L’olio di colza è considerato una delle scelte più salutari in tema di condimenti amici della salute cardiovascolare. Si tratta, infatti, di uno degli oli vegetali più poveri di grassi saturi, di cui viene raccomandato un consumo limitato per evitare pericolosi aumenti del colesterolo nel sangue.
I LARN (le indicazioni di assunzione giornaliera dei nutrienti per la popolazione italiana), in particolare, prevedono che l’assunzione di grassi saturi non superi il 10% delle calorie introdotte nell’arco di una giornata.
Inoltre, ha dimostrato di poter abbassare la pressione sanguigna, che è uno dei più forti fattori di rischio per le malattie cardiache e la morte prematura.
Per ovviare a questo problema, gli esperti iniziarono a lavorare a un olio di colza che contenesse piccolissime quantità di acido erucico, creando quello che è stato ribattezzato come canola oil (acronimo di CANadian Oil Low Acid), e noto in Italia come olio di canola. Come suggerisce il nome, questa tipologia di olio è prodotta prevalentemente in Canada, ed è quella che ha dato il via all’utilizzo dell’olio di colza a scopo alimentare su larga scala.
L'olio di canola è un olio di colza senza acido erucinco, quindi innocuo per la salute.
Proprietà Nutrizionali dell'Olio di Colza
Quali sono le proprietà nutrizionali dell’olio di colza? L’olio di colza, come tutti gli oli vegetali, può essere usato in diversi modi. Innanzitutto in cucina: è un eccellente condimento, che sostituisce l’olio di oliva, e può essere utilizzato anche per fritture leggere. I benefici dell’olio di colza riguardano la sua funzione preventiva rispetto ai problemi dell’apparato cardiovascolare, specie per le persone che soffrono di patologie legate al colesterolo alto.
La composizione acidica dell'olio di colza è simile a quella dell'olio di oliva; i semi della varietà canola sono infatti particolarmente ricchi di acido oleico (monoinsaturo - omega 9), ma anche - caratteristica piuttosto rara tra gli oli vegetali - di acido alfa-linolenico (polinsaturo).
Quest'ultimo è il capostipite dei cosiddetti omega 3, acidi grassi particolarmente apprezzati in quanto essenziali per la buona salute dell'organismo e dotati di effetti ipotrigliceridemizzanti, ipotensivi, antinfiammatori e strutturali per le membrane cellulari, per il sistema nervoso e oculare.
Sulla carta, le caratteristiche nutrizionali dell'olio di colza - canola lo renderebbero addirittura migliore rispetto all'olio extravergine di oliva e a tutti gli altri oli vegetali, anche se va ricordato come questi ultimi, incluso l'olio di colza (canola), di regola subiscano dei processi di estrazione (solvente esano) e rettifica con sostanze chimiche a temperature elevate.
Valori nutrizionali medi per 100 grammi di olio di colza:
| Componente | Quantità per 100g |
|---|---|
| Grassi saturi | 6.31 g |
| Grassi monoinsaturi | 61.52 g |
| Acido oleico | 55.84 g |
| Grassi polinsaturi | 29.62 g |
| Acido linoleico | 20.54 g |
| Acido alfa-linolenico | 9.08 g |
| Vitamina E | 22.2 mg |
| Ferro | 0.1 mg |
Tabella comparativa tra olio di colza e altri oli
| Tipo di Olio | Prezzo al Litro | Aspetti Positivi | Aspetti Negativi |
|---|---|---|---|
| Olio di Colza | 8 € | Ricco di grassi polinsaturi (omega 3 e 6), benefico per la salute cardiovascolare e la regolazione dell'infiammazione e della pressione. | Contiene acido erucico, il quale potrebbe potenzialmente causare problemi di salute. Non esistono tuttavia studi scientifici definitivi riguardo la sua “pericolosità”. |
| Olio d'Oliva | 10€ | Fonte di antiossidanti, aiuterebbe nella prevenzione di problemi cardiovascolari e avrebbe effetti antibatterici. | Costo superiore rispetto ad altri oli vegetali. |
| Olio di Semi di lino | 7€ | Fonte di acidi grassi polinsaturi con proprietà antinfiammatorie, può essere utile per diverse condizioni salute. | L’Efsa non ha approvato i claim riguardo i suoi supposti benefici sulla salute cardiovascolare. |
| Olio di Palma | 5€ | Costo inferiore rispetto ad altri oli, fonte di antiossidanti e potenzialmente utile nella prevenzione della carenza di vitamina A. | Alto contenuto di grassi saturi, con rischi per la salute che tuttavia non sarebbero superiori a quelli di altre fonti di grassi saturi. |
Controindicazioni ed Effetti Collaterali
L’olio di colza contiene però anche acido erucico, molecola accusata di provocare problemi di salute come difficoltà respiratorie e cecità.
Tutti i dubbi sull’olio di colza hanno sempre girato attorno a un suo componente: l’acido erucico. Si tratta di una molecola che viene accusata di causare problemi alla vista e difficoltà respiratorie. Con una serie di trattamenti l’acido erucico è stato diminuito all’interno dell’olio di colza, e in ogni caso i suoi negativi effetti collaterali sono tutti da dimostrare.
A parte il tema dell’acido erucico, per il quale è bene chiedere un consiglio al proprio medico, l’olio di colza è sconsigliato se si assumono farmaci anticoagulanti, come il warfarin.
E’ possibile che l’olio di colza interferisca con l’assunzione del farmaco warfarin.
Come per qualsiasi olio, un uso eccessivo può contribuire all’apporto calorico complessivo elevato, con possibili impatti negativi sul peso corporeo e sulla salute cardiovascolare.
Attualmente non vi sono dati scientifici che confermerebbero la “pericolosità” dell’olio di colza.
Olio di colza: fa male?
No, l'olio di colza è anzi uno degli oli vegetali più poveri di grassi saturi e quindi considerato un condimento perfetto per la salute cardiovascolare.
L’olio di colza non fa male alla salute di per sé ma contiene acido erucico, che è potenzialmente dannoso se assunto in quantità elevate (può causare difficoltà respiratorie e cecità). I livelli presenti nell'olio di colza non sono però considerati pericolosi. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare avrebbe stabilito una dose giornaliera tollerabile pari a 7 mg per chilo di peso corporeo, rilevando tuttavia che, in media, l’esposizione giornaliera varia da 0,4 mg a 4,5 mg per chilo: meno della metà. La chiave, dunque, come sempre sta nel consumarlo in quantità adeguate, all’interno di una dieta sana.
Olio di colza è vietato in Italia?
No, l’uso dell’olio di colza per scopi alimentari non è vietato in Italia. Il dubbio principale deriva dal fatto che alcune varietà venivano, e tuttora vengono, utilizzate come combustibili per i motori e per le lampade - e dunque equiparate a sostanze invece tossiche come la benzina.
Come accennato, e nonostante gli allarmismi che circolano periodicamente a riguardo, simili a quelli di cui è stato vittima l’olio di palma, non è dannoso per la salute se assunto in quantità adeguate.
Olio di colza o olio di palma?
Meglio l’olio di colza o l’olio di palma? Una domanda difficile a cui rispondere, tanto più se pensiamo che l’olio di palma è stato di recente al centro di un acceso dibattito, che ha portato la maggior parte delle aziende alimentari del nostro paese a eliminarlo dai propri prodotti. Si tratta di un olio vegetale il cui uso è stato sempre controverso, sia per motivi di salute che ambientali.
Il punto è che prima della campagna contro questo olio, ne assumevamo molto e in modo inconsapevole (e ciò è un fatto grave), e questo perché le etichette nutrizionali non erano chiare. Per noi consumatori era un grasso saturo “nascosto”: compravamo i prodotti pensando di assumere solo grassi vegetali e quindi quelli polinsaturi, quelli “buoni” e invece assumevamo grassi saturi”. A tutto ciò si aggiungono, non certo per ultimi, i problemi legati alla deforestazione massiccia causata dalla produzione di questo olio, che ha distrutto la biodiversità di questi ambienti.
Conclusioni
Nonostante il dibattito continuo, molti studi indicano che, nei limiti di un consumo moderato, l’olio di colza non rappresenta un pericolo per la salute. La chiave risiede, come spesso accade per altri alimenti, nel consumo equilibrato e informato.
Guardando al futuro, sia l’industria alimentare che quella energetica sono sempre più interessate a soluzioni che coniughino la salute umana e la sostenibilità ambientale. Le varietà di colza geneticamente migliorate e la ricerca di metodi di coltivazione meno impattanti potrebbero aprire nuove strade.
Le informazioni qui riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
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