Olio di Cocco e Colesterolo: Effetti sulla Salute Cardiovascolare

L’olio di cocco è un grasso ottenuto dalla noce di cocco. Per noi italiani, nella patria della dieta mediterranea e dell’olio di oliva, potrebbe essere un dato poco significativo, ma in altri paesi, tra cui gli Stati Uniti, l’olio di cocco si è guadagnato la fama di alimento “salutare”, da preferire in cucina, rispetto ad altri oli vegetali.

La crescente popolarità dell’olio di cocco è legata al fatto che gli vengono attribuiti numerosi effetti benefici per la salute, dalla prevenzione del diabete a quella della carie dentale, ma soprattutto delle malattie cardiovascolari. Proprio quest’ultimo aspetto è stato oggetto di numerosi studi scientifici, che hanno indagato la possibile relazione tra olio di cocco e riduzione del rischio cardiovascolare.

Olio di Cocco e Colesterolo: Cosa Dice la Scienza?

In particolare, la ricerca si è focalizzata sul contenuto nell’olio di cocco di acidi grassi a media catena, molecole che sembrerebbero associate a un miglioramento del profilo lipidico, con riduzione dei livelli di colesterolo. Tuttavia, dall’analisi dei risultati è emerso che il consumo di olio di cocco è in realtà associato ad un aumento dei livelli plasmatici di colesterolo totale, LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) e trigliceridi.

L’incremento di LDL risulta inferiore a quello provocato da altri alimenti ricchi di grassi saturi, come il burro, ma deve essere comunque tenuto in considerazione. L’assunzione di olio di cocco sembrerebbe legata anche ad un aumento dei livelli di colesterolo “buono” HDL, ma ad oggi non ci sono evidenze sufficienti per poterlo affermare.

Infatti, l’olio di cocco a confronto con altri oli vegetali impiegati in cucina aumenta il colesterolo “cattivo” (LDL), senza offrire vantaggi in termini di controllo del peso, della glicemia o dei marker di infiammazione.

I Risultati di un Nuovo Studio

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Circulation evidenzia invece che il suo effetto sui fattori di rischio cardiovascolari non è positivo.La nuova metanalisi, condotta da ricercatori a Singapore, ha incluso 17 studi clinici che hanno confrontato l’olio di cocco con almeno 1 altro grasso, come olio di soia, olio di oliva, olio di cartamo e olio di canola. Gli studi hanno incluso un totale di 730 partecipanti, la maggior parte dei quali erano sani o avevano livelli normali di colesterolo. Gli interventi dietetici sono durati almeno 2 settimane, dopo di che i ricercatori hanno esaminato gli effetti sui lipidi del sangue, sulla proteina C reattiva (marker di infiammazione) sulla glicemia a disgiuno e sul peso dei partecipanti.

Rispetto agli oli vegetali non tropicali, l’olio di cocco ha aumentato significativamente il colesterolo totale di 14,69 mg/dL, il colesterolo LDL di 10,47 mg/dL e il colesterolo HDL di 4 mg/dL. L’olio di cocco non ha influenzato in modo significativo i trigliceridi o i marker di glicemia, infiammazione e grasso corporeo rispetto ad altri oli vegetali non vegetali.

Secondo i ricercatori, l’aumento di 10,47 mg/dL del colesterolo LDL potrebbe tradursi in un incremento pari al 6% circa di eventi cardiovascolari e in un aumento del 5,4% rispetto al rischio di mortalità per patologia coronarica.

Un passo in avanti è lo studio pubblicato appunto di recente da Neelakantan e colleghi (Circulation 2020;141 (10):815-817) che include la valutazione di 17 trials. Questa metanalisi, che ha un approccio quantitativo piuttosto che descrittivo e che ha valutato rigorosamente gli studi nell’ambito della prevenzione cardiovascolare, ha avuto questi risultati: l’olio di cocco aumenta la concentrazione del colesterolo LDL e HDL, non ha alcun effetto sui trigliceridi, sul peso corporeo, sull’accumulo di grasso e sui marcatori di glicemia e di infiammazione se paragonato ad altri oli vegetali non tropicali.

Tabella riassuntiva degli effetti dell'olio di cocco rispetto ad altri oli vegetali non tropicali:

Parametro Effetto dell'olio di cocco
Colesterolo Totale Aumento significativo (14,69 mg/dL)
Colesterolo LDL Aumento significativo (10,47 mg/dL)
Colesterolo HDL Aumento significativo (4 mg/dL)
Trigliceridi Nessun effetto significativo
Glicemia Nessun effetto significativo
Infiammazione Nessun effetto significativo
Grasso corporeo Nessun effetto significativo

Olio di Cocco e Perdita di Peso: Un Mito da Sfatare

Un’altra convinzione abbastanza diffusa è che l’olio di cocco sia in grado di “bruciare” il grasso corporeo e possa quindi essere un buon alleato per la perdita di peso. Dai numerosi studi svolti, però, non è emersa alcuna correlazione tra consumo di olio di cocco e riduzione del tessuto adiposo. Inoltre, l’olio di cocco, non sembra sortire effetti positivi neanche in termini di perdita di peso, miglioramento della composizione corporea e prolungamento del senso di sazietà.

L’assunzione di olio di cocco non ha dimostrato alcun miglioramento clinicamente rilevante nel profilo lipidico e nella composizione corporea rispetto ad altri oli/grassi.

Acidi Grassi a Media Catena (MCT): Cosa Sono e Qual è il Loro Ruolo?

Sempre più preso in considerazione, l’olio di cocco viene ormai spesso considerato una fonte di grassi con effetto benefico per il nostro organismo. Alla base di questa convinzione c’è la presenza di una buona parte di acidi grassi a media catena nella composizione di questo olio, che ricordiamo essere costituito al 100% da grassi. Questi particolari acidi grassi subiscono un destino metabolico diverso rispetto alle altre tipologie in quanto, post assorbimento, vengono direttamente condotti al fegato e diventano fonte di energia immediata, diventando quindi raramente fonte di immagazzinamento e quindi grasso corporeo di deposito.

Molti di questi studi si riferiscono però ad olii di cocco realizzati con formulazioni speciali composti al 100% da MCT, quindi un prodotto ben diverso da quello presente comunemente sugli scaffali del supermercato dove questi particolari acidi grassi saturi, principalmente l’acido caprilico, costituito da 8 molecole di carbonio e l’acido caprico, a 10 molecole di carbonio, costituiscono solo circa il 14% del totale dei grassi, a fronte di un 44% di acido laurico, molecola a catena leggermente più lunga, di 12 carboni, classificata sempre tra gli acidi grassi a catena media, ma che in termini di metabolismo e digestione subisce in gran parte lo stesso destino metabolico dei suoi compagni a catena ancora più lunga, essendo assorbito insieme ai chilomicroni.

È bene sottolineare infatti come l’olio di cocco sia costituito da quasi l’87% di acidi grassi saturi, che devono essere assunti in maniera controllata, per evitare nel lungo termine problematiche cardiovascolari, legate prevalentemente all’aumento delle lipoproteine LDL e del colesterolo totale, nonchè anche ad una maggior predisposizione per la comparsa di diabete.

Le Raccomandazioni dell'American Heart Association (AHA)

Secondo l’American Heart Association (AHA), l’associazione scientifica dei cardiologi americani, l’olio di cocco aumenta il colesterolo LDL allo stesso modo di altri alimenti ad alto contenuto di grassi saturi, quali burro e manzo. Anzi, secondo le nuove raccomandazioni alimentari della AHA, burro e manzo contengono meno grassi saturi in grado di aumentare i livelli di LDL. L’olio di cocco ha l’82% di grassi saturi, rispetto al 63% del burro e al 50% del manzo.

L’associazione dei cardiologi americani - sulla base della revisione di studi randomizzati controllati - afferma che sostituire i grassi saturi con oli vegetali polinsaturi riduce il rischio di malattie cardiovascolari di circa il 30%. Per la salute ottimale del cuore e per arrestare l’ipertensione, AHA raccomanda un’alimentazione basata sul Dietary Approaches To Stop Hypertension (DASH) o la dieta mediterranea. Entrambe le diete sottolineano l’importanza di consumare oli vegetali insaturi, noci, frutta, verdure, prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi, cereali integrali, pesci e pollame. Bisogna ridurre la quantità di carne rossa, così come alimenti e bevande ad alto contenuto di zuccheri e sale.

Olio di Cocco Vergine: Una Scelta Migliore?

Scegliere l’olio di cocco vergine, proprio come succede con l’olio di oliva extravergine, significa invece garantirsi un apporto più sensibile di micronutrienti, ad esempio in termini di antiossidanti, e potenzialmente meno contaminanti residui dei processi di lavorazione. L’olio vergine di cocco, inoltre, è fonte di un’alta percentuale di acidi fenolici, che esercitano un’azione antiossidante e che contribuiscono alla sua stabilità ossidativa, così come alle proprietà nutrizionali e organolettiche. Oltre a contenere polifenoli sono presenti anche flavonoidi, vitamina A e vitamina E.

Olio di Cocco in Cucina: Pro e Contro

Grazie all’alto contenuto di acido laurico, l’olio di cocco è resistente a temperature fino a 200°C e si presta benissimo per l’utilizzo in cottura. A differenza degli oli meno resistenti al calore, con l’olio di cocco non si formano i nocivi acidi grassi trans nemmeno a temperature elevate.

Altri Utilizzi dell'Olio di Cocco

No, non si butta mai via nulla, puoi ad esempio usarlo su capelli e pelle, per cui a seconda del tipo di cute può essere un efficace idratante. Olio di cocco, Dr. Capelli e pelle, ad esempio; l’olio di cocco è un efficace idratante per pelle e capelli.

Non risultano interazioni tra il consumo di olio di cocco e l’assunzione di farmaci o altre sostanze. L’olio di cocco viene consigliato in caso di diabete, malattie cardiache, affaticamento cronico, morbo di Crohn, sindrome dell’intestino irritabile, diarrea, Alzheimer, obesità, problemi alla tiroide e per potenziare il funzionamento del sistema immunitario. Tuttavia, mancano prove scientifiche sufficienti a certificare gli effettivi benefici dell’olio di cocco in questi ambiti.

Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.

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