Nutraceutici per Abbassare il Colesterolo: Una Guida Completa

Il colesterolo alto è un problema comune tra la popolazione ed è uno dei maggiori fattori di rischio per le malattie del sistema cardiovascolare. Infatti, questo lipide (grasso) si deposita sulle pareti delle arterie a formare delle placche che le irrigidiscono e restringono, riducendo il passaggio del flusso sanguigno e quindi aumentando il rischio di avere un ictus o un infarto.

Sovrappeso, obesità, dieta ricca di grassi e zuccheri sono tra le condizioni che possono portare all’aumento del colesterolo, insieme al fumo e alla sedentarietà. L’ipercolesterolemia, cioè la presenza di colesterolo in eccesso nel sangue, è spesso associata anche al diabete e ad altre malattie metaboliche. La principale difesa contro l’eccesso di colesterolo è curare lo stile di vita.

Seguire una dieta sana - ricca di frutta, verdura, legumi, proteine vegetali e povera di grassi saturi -, praticare attività fisica regolarmente, evitare il fumo e l’alcol sono abitudini fondamentali che ci aiutano a mantenere i livelli di colesterolo nella norma. Tuttavia, questi accorgimenti non sono sempre sufficienti, perché alcune persone sono geneticamente predisposte al colesterolo alto (ipercolesterolemia ereditaria o familiare). Ecco perché gli integratori contro il colesterolo possono essere di grande aiuto, dato che sfruttano le proprietà di nutraceutici come, per esempio, il riso rosso fermentato, che è una sostanza simile alla statina, contenuta nei farmaci per il colesterolo.

Il Ruolo dei Nutraceutici nel Controllo della Colesterolemia

Nel Position paper inter-societario “Nutraceutici, integratori e alimenti funzionali nel controllo della colesterolemia - Una guida per il medico”, a firma dei presidenti delle più importanti Società italiane di cardiologia, diabetologia, endocrinologia, nutrizione, ginecologia e ostetricia, menopausa e medicina generale, viene suggerito al clinico di cambiare il suo approccio classico utilizzato finora nelle strategie di prevenzione cardiovascolare. Il medico dovrebbe abbandonare l’idea di interventi singoli, dove ad ogni fallimento si passa allo step successivo, e passare all’approccio ragionato alla prevenzione cardiovascolare secondo cui, fin da subito, si dovrebbe associare al cambiamento nello stile di vita l’uso di nutraceutici e di farmaci per il controllo ottimale dei parametri lipidici, cercando un’interazione tra questi ultimi.

La dieta e l’attività fisica svolgono importanti effetti di protezione cardiovascolare, ma il loro effetto sulla colesterolemia LDL è in genere limitato. Tra tutti i nutraceutici analizzati e i vari dosaggi utilizzati in Italia, spiccano la berberina e la monacolina K. Queste due molecole hanno mostrato la maggior attività nel ridurre LDL e colesterolo totale.

Berberina

La berberina, a differenza della monacolina K, riduce l’ipercolesterolemia attraverso meccanismi d’azione multipli. Da un lato, la berberina modula i livelli di PCSK9, proteina prodotta dal fegato che, legandosi ai recettori LDL, ne induce la distruzione; dall’altro lato, stabilizza l’mRNA che codifica per i recettori LDL. La combinazione di questi due meccanismi up-regola i recettori LDL sull’epatocita riducendo i livelli plasmatici di colesterolo.

La berberina, inoltre, risulta molto interessante anche per la sua capacità di ridurre i parametri glucidici alterati come la glicemia a digiuno e postprandiale e il valore dell’emoglobina glicata. La sua duplice azione la rende un ottimo rimedio, al dosaggio di 500-1000 mg/die, non solo nell’ipercolesterolemia, ma anche nella riduzione dell’alterazione dei parametri tipici della sindrome metabolica. Alcune molecole vegetali, considerando i loro meccanismi d’azione, possono essere combinate sinergicamente sia tra loro che con i farmaci ipocolesterolemizzanti.

Monacolina K

I prodotti a base di riso rosso fermentato contengono monacolina K, molecola naturale chimicamente indistinguibile dalla lovastatina, che ne giustifica l’efficacia ma anche i possibili effetti collaterali. Così come le statine, la monacolina K, alla dose di 10 mg/die, è in grado di inibire l’enzima HMG-CoA reduttasi. Un suo grosso limite è il grado di purezza degli estratti che la contengono: nel riso rosso fermentato, oltre la monacolina K, si ritrovano infatti altre monacoline (J, L, X e M) meno attive che ne possono diluire l’effetto.

Risulta fondamentale quindi individuare un prodotto a base di monacolina K estremamente purificata per avere una standardizzazione dell’effetto che sia replicabile nel tempo. La combinazione tra berberina e monacolina K, spesso presente negli integratori, consente da un lato di inibire la sintesi di colesterolo per azione sull’enzima HMG-CoA reduttasi e dall’altro di modulare l’espressione del PCSK9 che si verifica con l’uso di molecole simil-statiniche.

Analogamente, la berberina da sola potrebbe essere combinata alle statine di sintesi per rafforzare i loro effetti, garantendo così una maggiore efficacia in quei soggetti con livelli LDL particolarmente elevati ai quali non è possibile aumentare i dosaggi del farmaco per via degli effetti collaterali oppure che non raggiungono il target previsto con la sola terapia farmacologica.

Tra tutte, la berberina è la molecola che potenzialmente si può affiancare a qualsiasi farmaco sia ipocolesterolemizzante che ipoglicemizzante.

Risultati di uno Studio Clinico

“Lo studio, della durata di tre mesi, è stato condotto in 36 soggetti che presentavano un colesterolo Ldl compreso fra 115 e 190 mg/dl e un’iperglicemia a digiuno con valori compresi fra 100 e 125 mg/dl”, spiega Derosa. “In breve, dopo tre mesi abbiamo osservato un'azione di riduzione sul colesterolo totale, sul colesterolo Ldl e sui trigliceridi”, prosegue Derosa.

“Inoltre, questo prodotto, che sfrutta più meccanismi d'azione, ha mostrato un effetto anche sul profilo glucidico. Per quanto riguarda il colesterolo Ldl, la riduzione è stata di 22,1 mg/dl, pari a una diminuzione percentuale del 14% nei soggetti che assumevano una capsula al giorno e di 40 mg/dl, corrispondente a una diminuzione del 25%, nel gruppo che assumeva due capsule. I livelli dei trigliceridi sono calati rispettivamente dell’11,2 e del 17% nei gruppi trattati con una e con due capsule del nuovo prodotto.

Abbiamo osservato anche una riduzione della glicemia e dell’insulinemia, calate rispettivamente dell'8 e del 15,4% nel gruppo che riceveva una capsula al giorno e del 13,3 e del 22% nel gruppo trattato con due capsule al giorno, tanto che la maggior parte dei soggetti è tornata a essere euglicemici al termine dello studio. Abbiamo anche valutato la variazione dell’indice Homa, un valore ottenuto facendo il rapporto fra glicemia e insulinemia, che rappresenta un indicatore di insulinoresistenza, la condizione che precede la comparsa del diabete. Anche questo indice si è ridotto in misura significativa, del 22,2%, in chi assumeva una capsula al giorno e del 34% in chi ne riceveva due.

Altri Integratori e Sostanze Utili

  • Riso Rosso Fermentato: Favorisce l'azione degli enzimi responsabili dell'abbassamento del colesterolo, portando ad una riduzione del Colesterolo-LDL.
  • Policosanoli: Sono sostanze naturali che favoriscono l'ingresso del colesterolo LDL nelle cellule e la successiva demolizione con produzione di energia per la cellula stessa. Di conseguenza diminuiscono i livelli di colesterolo nel sangue.
  • Vitamina D: È fondamentale per migliorare la funzione dell’apparato cardio circolatorio tenendo la pressione sanguigna a valori normali e quindi limitando le conseguenze dovute a patologie dell’apparato cardiovascolare.
  • Fibre: Fibre, ad esempio quella dello Psillio: questo fattore nutrizionale non digeribile per l'uomo e solubile in acqua può modulare l'assorbimento intestinale, riducendo la captazione dei grassi, sia dietetici, sia derivanti dai succhi biliari - che sappiamo essere un metodo di escrezione del colesterolo.
  • Chitosano: è una molecola di sintesi ricavata dalla chitina, un nutriente strutturale ricavato dai crostacei. E' in grado di legare i grassi diminuendone l'assorbimento intestinale.
  • Lecitine: le lecitine riducono l'assorbimento intestinale del colesterolo e dei succhi biliari, legandosi ad essi. Inoltre, hanno anche un effetto metabolico ipocolesterolemizzante.
  • Beta-glucani: sono polisaccaridi contenuti nella crusca di alcuni cereali, come l'avena e l'orzo, e nel comune lievito di birra, che hanno un effetto metabolico positivo sulla colesterolemia.
  • Fitosteroli: sono molecole steroidee di origine prettamente vegetale, che hanno un effetto metabolico ipocolesterolemizzante.
  • Acido tauroursodesossicolico (TUDCA): nonostante sia usato principalmente per ridurre la formazione di calcoli biliari, ci sono già evidenze che l'integrazione con TUDCA possa indurre l'efflusso di colesterolo e, quindi, regolare i livelli di colesterolo nelle cellule.
  • Olio di pesce, o EPA e DHA: l'olio di pesce è ricco di EPA e DHA, due acidi grassi semi-essenziali del gruppo omega-3, che hanno un impatto benefico sulla colesterolemia.
  • Cannella: la cannella è una spezia molto usata in cucina. La sua assunzione ha dimostrato buoni effetti sulla riduzione del colesterolo LDL.
  • Curcumina: la curcumina è il principio attivo della curcuma, una radice tipica del continente asiatico. Ha un effetto benefico sul colesterolo, probabilmente grazie al suo effetto antiossidante.
  • Antiossidanti in genere: tutti gli antiossidanti, in presenza di stress ossidativo, o di una dieta inadeguata, possono migliorare la colesterolemia. In questa categoria possiamo includere, ad esempio, i polifenoli, la vitamina E, la vitamina C, i carotenoidi ecc.

L'Importanza della Prevenzione

“Gli eventi cardiovascolari in Italia sono intorno ai 230-240.000 all'anno, 140.000 dei quali sono infarti del miocardio”, ricorda Pasquale Perrone Filardi, presidente della Società italiana di cardiologia. “Si tratta di eventi coronarici dovuti in gran parte al mancato controllo dei fattori di rischio cardiovascolare che in realtà sono in gran parte modificabili. Questo significa che politiche di prevenzione, in gran parte primaria, potrebbero contribuire a ridurre un grandissimo numero di eventi.

Ciascuno dovrebbe verificare il proprio livello di rischio, consultando il proprio medico per verificare, eventualmente, con quali strumenti portarsi in una zona di maggiore sicurezza.

Tabella: Effetto Ipocolesterolemizzante delle Fibre

Le principali evidenze derivanti da studi di intervento randomizzati e controllati e da metanalisi di questi studi sono riportate nella tabella 1. Nel complesso i risultati mostrano che la supplementazione dietetica con fibre quali, β-glucano d’avena (28,29), psyllium (28,30,31), pectine (28), gomma guar (28) chitosano (32), glucomannano (33) e idrossipropilmetilcellulosa (34,35), riduce in maniera significativa le concentrazioni di colesterolo LDL in soggetti sani, in pazienti ipercolesterolemici ed in quelli affetti da diabete mellito.

Fibra Riduzione del Colesterolo LDL (Range)
β-glucano d'avena 4% - 14%
Psyllium 4% - 14%
Pectine 4% - 14%
Gomma guar 4% - 14%
Chitosano 4%
Glucomannano 4% - 14%
Idrossipropilmetilcellulosa 4% - 14%

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