Nuovi Sensori per la Glicemia: Innovazioni Rivoluzionarie

Nel corso dell’ultimo secolo, il diabete è passato dall’essere una patologia orfana di terapia, fortemente invalidante e con un’aspettativa di vita decisamente ridotta, ad una condizione cronica, ben gestibile e che permette di condurre una vita piena, al pari di tutte le altre persone.

Merito certo dei tanti progressi della terapia, di farmaci sempre più smart e a lunga durata d’azione. Sensori per la glicemia e microinfusori di insulina hanno rivoluzionato la qualità di vita dei giovani con diabete di tipo 1. Ma negli ultimi tempi, sempre più spesso, ne stanno beneficiando anche gli adulti-anziani con diabete di tipo 2 in trattamento insulinico.

Il Ruolo Chiave della Tecnologia

“Lo sviluppo di tecnologie avanzate e di algoritmi matematici, che fanno dialogare tra loro i sensori per la rilevazione dei livelli di glicemia, con i microinfusori di insulina - spiega il prof. “Con questi sistemi ‘ibridi’ (non siamo ancora al ‘pancreas artificiale’, perché ancora serve l’intervento del paziente al momento dei pasti, con il calcolo dei carboidrati per fare un bolo di insulina, commisurato alla loro quantità), si possono raggiungere obiettivi glicemici molto ambiziosi, mantenendo i valori di glicemia all’interno del range fisiologico di 70-140 mg/dl per buona parte della giornata. E si tratta di un progresso incredibile che si è sviluppato negli ultimi trent’anni.

“Fino alla fine degli anni ’90 - ricorda il prof. Pitocco - l’insulina veniva fatta per ‘sopravvivere’, mentre oggi puntiamo a migliorare la qualità di vita dei nostri pazienti. La tecnologia insomma è un asso nella manica per le persone con diabete di tipo 1.

L'Innovazione dei Sensori di Glicemia

“Il cardine della rivoluzione - spiega il prof. Pitocco - è stato il sensore di glicemia, un concentrato di tecnologia che si indossa tutto il giorno e che permette di vedere tutto il ‘film’ della glicemia nel corso delle 24 ore e non solo la fotografia, il controllo puntiforme, dato dalla rilevazione con la puntura al dito. L’ulteriore passo è stato mettere in comunicazione il sensore con il microinfusore di insulina e questo ha abbattuto il numero degli episodi di ipoglicemia. Ora l’obiettivo è garantire un controllo glicemico ottimale H24.

Al momento, solo il 43% delle persone con diabete di tipo 1 utilizza il sensore e solo il 22% il microinfusore. Ma l’arrivo negli ultimi anni di sistemi sempre più ‘intelligenti’ e smart sta aumentando il tasso di utilizzo, soprattutto tra i giovani.

“Siamo nettamente sotto la media dei Paesi europei occidentali - ammette il prof. Pitocco - dove l’utilizzo del microinfusore si attesta intorno al 45%, cioè in quasi una persona su due, mentre noi siamo ancora a una persona su 5. Nel diabete di tipo 2 l’impiego della tecnologia è ancora bassissimo, intorno all’1%.

Il nuovo sensore offre diversi vantaggi: è più piccolo, molto più semplice e rapido da applicare grazie al design tutto-in-uno, con una durata di 7 giorni e senza necessità di calibrazione. Disponibile in Italia dalla fine del 2024, il nuovo sistema avanzato ibrido ad ansa chiusa sviluppato da Medtronic, Azienda leader nell’ HealthCare Technology in ambito diabetologico.

L'Importanza del Monitoraggio Continuo del Glucosio (CGM)

Un metodo alternativo del monitoraggio della glicemia è rappresentato dai sensori CGM o Continuous Glucose Monitoring, monitoraggio continuo della glicemia. Tale metodo, in pratica, si basa su un glucometro indossabile ma dotato di un sensore, un sottilissimo ago filamento, che viene posizionato sottopelle e in punti specifici (retro del braccio, schiena, addome, coscia) e che attraverso l’analisi del liquido interstiziale monitora 24h su 24h e 7 giorni su 7 i livelli di glicemia inviando alert in caso di iperglicemie o ipoglicemie.

La comodità è notevole, anche se il sistema dei glucometri CGM resta comunque invasivo e i risultati restituiti scontano un ritardo di alcuni minuti rispetto al reale valore della glicemia, per cui richiedono calibrazioni personalizzate.

I Vantaggi dei CGM nell’Erogazione dell’Insulina

La gestione tradizionale del diabete per le persone con malattie gravi comporta l’uso di pompe per insulina. Esse forniscono un tasso costante di questo ormone per regolare i livelli di glucosio nel sangue.

Queste pompe, che hanno le dimensioni di un mazzo di carte, sono indossate al di fuori del corpo (attorno alla vita, attaccate a una cintura o su un bracciale) ed erogano insulina tramite un tubo sottile che viene posizionato sotto la pelle (in uno strato di tessuto adiposo).

La pompa funziona tramite un meccanismo computerizzato che somministra continuamente piccole dosi di insulina ad azione rapida, seguite da una dose variabile (bolo) quando viene ingerito un pasto abbondante.

La maggior parte dei microinfusori di insulina è dotata di processori per aiutare a stabilire il dosaggio di insulina in base al livello di glucosio nel sangue e all’assunzione di cibo a ogni pasto.

Quando CGM e pompe per insulina sono combinati, il risultato è un controllo della glicemia con il massimo dell’efficacia. Un trasmettitore è collegato al sensore in modo da inviare le letture del glucosio nel sangue a un dispositivo di monitoraggio o allo smartphone (a seconda del modello CGM). La maggior parte dei sistemi CGM fornisce letture della glicemia insieme a dati aggiuntivi, come allarmi, per la notifica di livelli alti e bassi secondo valori preimpostati e altro ancora.

Monitoraggio del Glucosio Non Invasivo (NIGM)

Le recenti tecnologie per il diabete hanno reso significativamente più facile per le persone monitorare i propri livelli di glucosio nel sangue. Così il diabete è diventato l’obiettivo anche di molte aziende tecnologiche, tra cui Apple e Google, che stanno cercando di costruire il cosiddetto monitoraggio del glucosio non invasivo (NIGM - non invasive glucose monitoring).

L’obiettivo è costruire un dispositivo in grado di rilevare i livelli di glucosio senza richiederne il posizionamento di sensori sotto la pelle. In particolare, Apple prosegue con lo sviluppo di un sensore di radiazioni terahertz per consentire il monitoraggio della glicemia diretta con lo smartwatch e che sebbene annunciato per quest’anno, non è poi stato incluso nel nuovo Apple Watch 8.

Alphabet (Google) sta invece lavorando al monitoraggio non invasivo tramite la società di smartwatch Fitbit (acquisita nel 2019) che, a sua volta, si stava dedicando al monitoraggio indolore del glucosio.

Opportunità di Business per le Healthtech Company

Il monitoraggio del glucosio non invasivo (NIGM) potrebbe rappresentare un punto di svolta per il futuro dei diabetici. Il problema è ottenere dispositivi non invasivi che - allo stesso tempo - misurino con precisione la glicemia.

Oltre ai citati colossi della tecnologia, molte altre aziende health stiano ricercando e sviluppando dispositivi non invasivi per il monitoraggio della glicemia. Tra queste, ad esempio, Afon sta progettando uno smartwatch che monitora costantemente la glicemia, avvisando automaticamente l’utente se il livello supera i valori minimi e massimi preimpostati.

L'Impatto dei Sensori sul Diabete di Tipo 2

In tutte le persone con diabete di tipo 2 di nuova diagnosi, si raccomanda l’adozione dei sistemi di monitoraggio del glucosio con sensori, secondo un Consensus Report di un panel internazionale di esperti diabetologi e endocrinologi, pubblicato ad aprile 2024 sulla rivista Nature Reviews Endocrinology.

Benefici per il Diabete di Tipo 2

Oggi, l’uso dei sensori per il monitoraggio del glucosio è diventato uno standard per le persone con diabete tipo 1 che seguono una terapia insulinica intensiva. Tuttavia, secondo un gruppo di Esperti, questi sensori potrebbero essere fondamentali anche subito dopo la diagnosi di diabete di tipo 2.

Secondo il Consensus Report sottoscritto dal panel degliEsperti internazionali, questi dispositivi di monitoraggio consentono ai medici di avere una visione più accurata del profilo glicemico del paziente e di sviluppare nel tempo un piano di trattamento più efficace. Inoltre, forniscono preziose informazioni su come dieta ed esercizio fisico possano influenzare i livelli di glucosio nel sangue, per ciascun paziente, possono quindi aiutare a migliorare lo stile di vita.

“Questo Consensus - sottolinea il Prof. Stefano Del Prato, professore di Endocrinologia presso l’Università di Pisa - riflette i risultati di un confronto tra specialisti volto a valutare i benefici dei sensori per il monitoraggio glicemico nelle diverse fasi di evoluzione del diabete tipo 2, sia al momento della diagnosi che nelle fasi più avanzate con terapia insulinica.

Il panel di Esperti ha concordato che in tutte queste fasi, l’uso di un sensore fornisce ai pazienti diabetici una maggiore consapevolezza nella gestione della loro condizione, consentendo loro di comprendere in tempo reale gli effetti dell’aderenza alla dieta e all’attività fisica, oltre che alla terapia farmacologica eventualmente prescritta. Inoltre, il monitoraggio glicemico con sensore facilita l’interpretazione da parte degli operatori sanitari della risposta clinica al trattamento di ciascun paziente”.

Miglior Controllo Glicemico e Riduzione delle Complicanze

Gli studi clinici condotti dimostrano che iniziare un controllo rigoroso del glucosio con sensore, fin dalle prime fasi dopo la diagnosi di diabete di tipo 2, può ridurre notevolmente il rischio di sviluppare complicanze microvascolari come retinopatia, malattia renale cronica o neuropatia.

È altrettanto significativo il fatto che il controllo precoce del glucosio con il sensore in pazienti con diabete di tipo 2 può portare a una riduzione a lungo termine del rischio di infarto miocardico e mortalità generale.

Le evidenze scientifiche indicano che ritardare di un anno l’intensificazione della terapia in persone che hanno appena ricevuto diagnosi di diabete di tipo 2 e un livello di HbA1c superiore al 7,5% (58 mmol/mol) si associa a:

  • un aumento del 67% del rischio di infarto miocardico;
  • un aumento del 51% del rischio di ictus;
  • un aumento del 64% del rischio di insufficienza cardiaca, rispetto a coloro che iniziano tempestivamente una terapia ipoglicemizzante intensiva.

Pertanto, un controllo glicemico precoce con sensore è essenziale per prevenire a lungo termine le complicanze che possono impattare in modo significativo sulla vita delle persone con diabete e per ridurre i costi legati alle ospedalizzazioni.

L’utilizzo di sistemi di monitoraggio glicemici con sensore, per esempio il FreeStyle Libre, nei pazienti con diabete di tipo 2 fornisce risposte immediate, inclusi dati di lettura del glucosio minuto-per-minuto e frecce di tendenza che mostrano l’andamento nel tempo dei livelli di zucchero nel sangue. Questi feedback possono aiutare le persone con DT2 a comprendere meglio le variazioni della glicemia e ad adottare comportamenti adeguati, come modifiche nella dieta e nell’attività fisica, per ottimizzare il loro controllo glicemico quotidiano sotto la supervisione medica.

Studi hanno dimostrato che fare scelte informate con l’ausilio di tali tecnologie di monitoraggio con sensore può essere efficace per i pazienti con diabete di tipo 2 in terapia insulinica basale, e i dati indicano che risulta altrettanto motivante per coloro che hanno appena ricevuto una diagnosi di diabete di tipo 2.

Disponibilità e Rimborso in Italia

Attualmente in Italia, le politiche di rimborso per i dispositivi di monitoraggio del glucosio con sensori variano da Regione a Regione. In alcune regioni, questi dispositivi sono rimborsati solo per i pazienti in terapia insulinica multi-iniettiva, mentre in altre, per esempio la Lombardia, coprono il costo di determinati sistemi (come il Flash Glucose Monitoring) per tutti i pazienti che usano insulina e, in determinate circostanze, anche per pazienti non trattati con insulina.

Compiono dieci anni la tecnologia di monitoraggio del glucosio con sensori che ha cambiato la vita di milioni di persone con diabete.

I tradizionali test della glicemia prevedevano la necessità di dolorose e frequenti punture del dito ma da dieci anni a questa parte tutto questo è cambiato. Il sistema di monitoraggio del glucosio con sensori di Abbott ha offerto un modo semplice e indolore per monitorare i livelli di glucosio senza pungere il dito grazie a un piccolo sensore che si applica sulla parte superiore del braccio.

“La tecnologia digitale” ha sottolineato Raffaella Buzzetti, Presidente Eletto della SID - Società Italiana di Diabetologia e Responsabile UOD di Diabetologia AOU Policlinico Umberto I di Roma, “ha rivoluzionato la diagnosi ma anche il trattamento del diabete sia di tipo uno che di tipo due. Su questo fronte, però, se le tecnologie hanno fatto passi avanti enormi - sottolinea ancora Buzzetti - dobbiamo tuttavia cambiare il modello assistenziale negli ospedali, ma anche a livello territoriale che è rimasto quello di trent'anni fa e, come presidente eletto della Società italiana di Diabetologia intendo proprio esortare, insieme con i colleghi dell'Associazione medici diabetologi, le istituzioni in tal senso. Poter controllare in tempo reale le glicemie per ricondurle in stretti range assicurano in qualche modo anche la prevenzione delle complicanze.

Salvatore De Cosmo, Vice Presidente AMD - Associazione Medici Diabetologi e Responsabile Medicina Interna e Endocrinologia IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di Foggia “esistono delle criticità e tra queste quella che reputo più importante è la diseguaglianza nell’accesso a questi presidi tecnologici sul territorio nazionale.

“In Italia - ha spiegato - le persone con diabete solo nel 30% riescono a essere seguiti da team di diabetologia, intendendo con tale accezione un’equipe formata dal diabetologo associato all'infermiera dedicata o alla dietista. E questo succede, ripeto, solo nel 30% dei nostri centri. Se l'innovazione tecnologica nella cura del diabete ha comportato un miglioramento di carattere epocale nella gestione di questa malattia, questo vale sia per il soggetto in età adulta, sia per il bambino o l'adolescente.

“Gli allarmi - ha esemplificato Maffeis - permettono di avvisare per tempo se la glicemia sta calando o se è calata repentinamente e quindi può essere un problema acuto per il paziente, e questo consente la possibilità oggi di comunicare questa informazione anche alla pompa che inietta insulina.

Il nuovo sistema è disponibile per tutte le persone con diabete cheinizieranno una terapia con il sistema MiniMedTM 780G e per tutti coloro già in terapia che rinnovano il piano terapeutico del microinfusore per termine della garanzia.

Roche Diabetes Care lancia sul mercato un nuovo sistema indicato per i pazienti in terapia insulinica, a partire dai 2 anni di età. Sarà presto disponibile anche in Italia, grazie a Roche Diabetes Care, il nuovo sistema di monitoraggio in continuo della glicemia, Dexcom ONE.

Il sistema Dexcom ONE è un sistema per il monitoraggio in continuo della glicemia adatto alle persone con diabete di tipo 1 o 2 che utilizzano insulina. Dexcom ONE utilizza un sensore indossabile e un trasmettitore per misurare e inviare i valori della glicemia in tempo reale in modalità wireless a un dispositivo smart compatibile tramite l'App Dexcom ONE.

«Con questo innovativo sistema, inoltre, si attua pienamente la nostra missione volta a portare un reale sollievo a tutte le persone con diabete e a chi se ne prende cura. Lo facciamo, oggi, grazie all’importante partnership con Dexcom, che ci permetterà di accelerare l'accesso a un sistema CGM innovativo, riducendo così l'immenso peso quotidiano di questa malattia cronica sulle persone, sulla società e sul sistema sanitario italiano» conclude Rodrigo Diaz De Vivar, General Manager Roche Diabetes Care Italy.

In futuro, però, potrebbe essere reso disponibile un glucometro che si basa sulla tecnologie NIGM o non invasive blood glucose monitoring - ossia sulla misurazione non invasiva del glucosio - che, ricorrendo a sensori molto potenti, potrebbe essere in grado di misurare il valore della concentrazione del glucosio non più da una goccia di sangue o dal liquido interstiziale (ISF) ma anche attraverso la pelle con l’ausilio di una luce laser o attraverso la saliva, il respiro o il sudore.

Le persone affette da diabete potrebbero presto essere in grado di gestire la loro malattia in modo più efficace e ridurre il rischio di complicanze a lungo termine utilizzando sistemi indossabili di monitoraggio non invasivo del glucosio.

Nonostante i tanti annunci trionfalistici - che si susseguono ormai da anni - i dispositivi e sistemi finora prodotti per il monitoraggio della glicemia - davvero non invasivi e, al contempo, paragonabili in quanto a precisione alle misurazioni di glicemia con metodi tradizionali - non hanno ancora dato i risultati sperati.

Il crescente interesse delle aziende di settore e i risultati della ricerca, però, suggeriscono un cauto ottimismosia riguardo all’obiettivo finale che ai tempi di attesa.

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