L'allergia al nichel è una condizione sempre più diffusa. Sono circa 18 milioni gli italiani che ne soffrono, ovvero il 32% della popolazione, prevalentemente donne (il triplo rispetto agli uomini). Questo articolo si propone di fornire informazioni utili sull'allergia al nichel, i suoi sintomi, le cause e le possibili soluzioni, con un focus sugli esami del sangue e i valori normali di nichel.
Che cos'è il Nichel?
Il nichel è un metallo bianco argenteo, isolato per la prima volta nel 1751, ed è uno degli elementi più diffusi sulla terra. Per le sue caratteristiche (duttilità, buona conducibilità termica, resistenza e durezza moderate e debole conducibilità elettrica) è utilizzato in un’ampia gamma di leghe metalliche, tra le quali l’acciaio inossidabile (ferro/nichel/cromo), in composti chimici e come rivestimento.
Il nichel è impiegato nell’industria metallurgica per la produzione di leghe, per la nichelatura, nel conio per la resistenza all'usura, nell'industria chimica come catalizzatore ed infine nella fabbricazione di pile. L'esposizione professionale si esplica attraverso l'inalazione di polveri e fumi contenenti questo metallo.
L’intossicazione acuta si manifesta con disturbi respiratori fino all’edema polmonare, alterazioni del Sistema Nervoso Centrale e dermatiti.
Esempi di prodotti che contengono il Nichel
Numerosissimi oggetti, tra i quali utensili, chiavi, bulloni, giocattoli, montature di occhiali, monete, orecchini, collane, ganci, bracciali, bottoni, attrezzature domestiche ecc, sono spesso nichelati.
Tali oggetti possiedono delle volte un rivestimento di cromo, argento o oro che, se presente con uno spessore adeguato, è in grado di ridurre, ma non eliminare totalmente, la formazione di ioni di nichel quando entrano in contatto con il sudore.
Il nichel si libera anche da tegami di acciaio inossidabile in acqua bollita a Ph acido (la cottura di alimenti con Ph molto acido favorisce il rilascio del nichel), anche se tale rilascio è di entità molto contenuta, infatti al riguardo il dibattito è ancora aperto, per alcune fonti il contributo di quotidiano di nichel rilasciato da pentole, padelle, tegami ed utensili da cucina sarebbe del tutto trascurabile.
Inoltre va detto che è cosa frequente riscontrare il nichel, come impurità, anche in prodotti di uso domestico, sia liquidi che sotto forma di polveri.
Ma non solo, è importante essere consapevoli del fatto che il nichel viene introdotto nell’organismo anche attraverso il fumo delle sigarette, cosmetici e altri prodotti che utilizziamo per l’igiene personale, come saponi, sciampi, profumi, deodoranti, smalti, tinture per capelli, dentifrici, ecc.
Quali sono le Reazioni Allergiche al Nichel?
L’allergia al nichel si può sviluppare dopo ripetuti o prolungati contatti cutanei con oggetti metallici.
Sintomi Cutanei
Prima che gli ioni metallici siano in grado di causare una risposta immunitaria a livello cutaneo, è necessario che penetrino lo strato corneo. Numerosi fattori sono quindi in grado di influenzare tale passaggio (es. dose, dimensioni, Ph, sito anatomico, età della cute, ecc) e la permeazione degli ioni nichel sembra essere strettamente correlata alla capacità di ossidazione del sudore.
La fase acuta della dermatite è caratterizzata da eritema, edema, vescicole, mentre la fase cronica da cute secca e fissurata.
L’allergia è favorita da caldo, umidità, sudorazione, frizione ed occlusione ed è influenzata da tutti gli eventuali fattori che siano in grado di aumentare la capacità di penetrazione dell’allergene e di alterare l’efficacia della barriera cutanea.
Le sedi più comunemente colpite sono le pieghe dei gomiti, il collo, l’interno coscia, il palmo delle mani, i margini laterali delle dita e le piante dei piedi. Questa forma allergica è definita dermatite da contatto (ACD - Allergic Contact Dermatitis).
Patch-test
Per diagnosticare la dermatite dovuta al nickel si ricorre al patch-test epicutaneo. È l’unico test specifico e attendibile per l’ ACD, esplora le reazioni locali di ipersensibilità ritardata, cellulo‐mediata. Il test riproduce la circostanza di un’esposizione della persona al metallo, cioè il contatto cutaneo.
Il patch test evidenzia una condizione di sensibilizzazione; un risultato positivo non è necessariamente un indicatore di malattia clinica (sensibilizzazione non significa allergia).
La rilevanza clinica della positività al patch-test per il nichel deve essere sempre accertata, ma va detto che vi è, in ogni caso, un alto grado di concordanza fra il dato anamnestico di esposizione al nickel ed il risultato del patch test, ovvero: è molto probabile che se il risultato al patch-test è positivo, il soggetto risulti effettivamente allergico al nichel.
La sindrome da allergia sistemica al nichel (SNAS)
Oltre a una manifestazione di tipo cutanea, il nichel può provocare anche risposte extra-cutanee come:
- sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, gonfiore e tensione addominale, stipsi, pirosi)
- sintomi respiratori (rinite e asma)
- sintomi neurologici (cefalea, capogiri e vertigini)
- sintomi generali (febbre, fibromialgie, artralgie, sindrome da stanchezza cronica, insonnia).
Quando sono presenti più tipologie di sintomi si parla di sindrome da Allergia Sistemica al Nichel (SNAS).
Test intolleranza al nichel
La sindrome di allergia sistematica al Nichel (SNAS) può essere diagnosticata grazie a un innovativo test: Test per l’intolleranza al Nichel. Attraverso un piccolo campione ematico e in pochi minuti, ci permette di valutare la presenza o meno di nichel nel sangue e la sua positività comporta la definizione della sindrome conclamata. A questo punto, il soggetto va trattato da un punto di vista alimentare, per ridurre il più possibile la concentrazione di Nichel e permettere alla sintomatologia di migliorare o addirittura scomparire.
Perché fare questo test?
A causa del loro potenziale effetto dannoso sulla salute dell’uomo, è sempre maggiore la preoccupazione da parte della comunità scientifica per l’aumento di prodotti contenenti nichel.
Questo elemento è riconosciuto come interferente endocrino; l’Unione Europea definisce interferente endocrino “una sostanza esogena, o una miscela, che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione”.
Il nichel sembra essere implicato nella fertilità, nella patogenesi del carcinoma mammario in qualità di metalloestrogeno, nei distiroidismi, alterazione della regolazione glicemica, fibromialgia e colite spastica.
Quali Alimenti Contengono Nichel?
Il nichel è un metallo presente nel suolo, nell’acqua e nell’atmosfera e di conseguenza lo troviamo in tutti gli alimenti di origine vegetale con un contenuto che varia tra 0.5 mg/kg e 5 mg/kg, ma può essere anche più elevato in alcune aree geografiche, inoltre è maggiore nei vegetali coltivati in primavera e autunno mentre dimezza durante l’estate. Nei tessuti animali varia tra 0.1 mg/kg e 5 mg/kg.
Come vedremo più avanti non esiste una soglia ben definita della quantità giornaliera di nichel che un individuo allergico può assumere, dipende molto da caso a caso, l’importante è sapere dove si trova il nichel, evitare gli oggetti che lo contengono e, assieme all’aiuto di un nutrizionista, seguire una dieta personalizzata in base alla sensibilità individuale, poiché è attraverso l’alimentazione che introduciamo quantità importanti di nichel che possono dare il via a delle reazioni allergiche sistemiche.
Calibrare il giusto dosaggio del nichel è molto complesso, benché si conoscano gli alimenti che sono ricchi di nichel, e questo perché anche nello stesso tipo di alimento il contenuto può variare.
Bisogna rinunciare completamente a legumi, cioccolato e altri alimenti con alto contenuto di nichel?
Questa è una domanda che viene fatta spesso (più che una domanda è una vera e propria paura!) e la risposta è semplice: NO!
L’importante è seguire una dieta bilanciata, con un apporto controllato di alimenti che contengono molto nichel, una dieta che può anche variare nel corso del tempo.
Pertanto non bisogna temere il rischio di dover eliminare completamente determinati cibi, ma bisogna tener conto dello stato di salute complessivo e della sensibilità del proprio organismo, anche in funzione del fatto che un soggetto possa avere o meno altre allergie e/o ulteriori problemi di salute.
Esiste una cura?
Attualmente una cura definitiva per l’allergia al nichel non esiste.
In fase sperimentale da alcuni anni si sta provando una terapia desensibilizzante che sta dando buoni risultati, ma ancora non è risolutiva ed efficace per tutti i pazienti. È in grado di diminuire e in alcuni casi eliminare i sintomi gastrointestinali dovuti all’ingestione di alimenti ad alto contenuto di nichel, così come alcune reazioni sistemiche, desensibilizzando il soggetto, ma per quanto riguarda la dermatite da contatto non pare fino ad oggi avere grossi risultati.
Come intervenire
Si può intervenire con dei farmaci come gli antistaminici e il cortisone per migliorare i sintomi, ma ad oggi non esiste un farmaco che blocchi la reazione e che curi l’allergia al nichel.
Come detto in precedenza, In Europa e anche in Italia, esistono degli interventi di tipo ipo-sensibilizzanti orali in fase ancora di sperimentazione ma che comunque hanno riportato degli esiti positivi in termini di riduzione della sintomatologia gastro-intestinale, permettendo così l’ingestione di una più ampia gamma di alimenti.
Un altro passo importante in tal senso è stato fatto pensando di ripopolare la flora intestinale, il cosiddetto microbioma intestinale, potenziando così a sua volta il sistema immunitario.
La dieta per chi è allergico al nichel
Il primo approccio è sicuramente di tipo dietetico mirato a un basso contenuto, per quanto possibile, di nichel.
Pertanto è del tutto impensabile di escluderlo totalmente dall’alimentazione, visto che si trova davvero ovunque da concentrazioni più basse aquelle più elevate.
La terapia farmacologica solitamente prevede la somministrazione della levocetirizina e di probiotici per ripristinare l’equilibrio della flora intestinale.
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