Glicemia: Definizione, Valori e Importanza del Controllo

La glicemia, ovvero il valore della concentrazione di glucosio nel sangue, è tra gli esami di laboratorio richiesti di routine. Un valore sempre richiesto negli esami di laboratorio di routine è la glicemia (o glucosio). Il termine ''glicemia'' deriva dal greco antico: γλυκύς (glykýs) “dolce” e αἷμα (haîma) “sangue”: sin dall’antichità se ne conoscevano le conseguenze infauste delle alterazioni glicemiche sul normale stato di salute delle persone. La GLICEMIA rappresenta la quantità di glucosio presente nel sangue ovvero il valore del glucosio ematico (circolante).

Cos'è il Glucosio?

Il glucosio è una molecola che appartiene alla famiglia dei monosaccaridi o zuccheri semplici, carboidrati contenenti da tre a sette atomi di carbonio. Il glucosio, in particolare, è un esoso e rappresenta il più vitale carburante metabolico del nostro corpo. È in pratica una fonte di energia universale, essenziale per alimentare la respirazione cellulare. Il glucosio costituisce la fondamentale risorsa energetica per il cervello e una deprivazione protratta di questo combustibile può generare un danno cerebrale anche fatale. Il glucosio è uno zucchero semplice - ne esistono altri due, il fruttosio e il galattosio - che circola nel sangue e viene metabolizzato dalle nostre cellule per produrre energia. La nostra principale fonte di glucosio (non l’unica) è l’alimentazione, ma il nostro organismo è in grado di regolare la sua presenza nel sangue in modo da mantenerlo entro determinati parametri.

Il GLUCOSIO è uno zucchero semplice - monosaccaride - con formula chimica C6H12O6 che per il corpo umano rappresenta una molecola vitale:

  • fonte primaria di energia (in modo diretto nel cervello e nei muscoli - rilascio rapido, dai depositi grassi in tutti gli altri distretti dell’organismo - rilascio lento),
  • nutriente principale
  • risorsa essenziale per la respirazione cellulare ed il metabolismo

Il GLUCOSIO è lo zucchero più diffuso in natura, sia libero che sotto forme complesse come i polimeri; rappresenta il composto organico più utilizzato dagli esseri viventi, come fonte nutriente ed energetica. Il GLUCOSIO ha una struttura chimica tale da permetterli di presentarsi in 2 forme (enantiomeri):

  • la forma isomerica D-glucosio ovvero destrosio;
  • la forma isomerica L-glucosio ovvero levulosio.

Il composto glucidico più conosciuto ed utilizzato dall’uomo è lo zucchero: un disaccaride formato dall’unione di una molecola di glucosio ed una di fruttosio tramite un legame glicosidico.

Regolazione della Glicemia

Il nostro organismo immagazzina il glucosio in eccesso sotto forma di glicogeno (un polimero multiramificato di glucosio, una struttura biochimica adibita allo stoccaggio di questo zucchero semplice): si trova principalmente nel fegato e nel muscolo scheletrico e viene degradato nei periodi di digiuno e sotto l’influenza di un ormone pancreatico chiamato glucagone. Come fa a regolarlo? Il nostro copro riesce a regolare il glucosio nel sangue, quindi la nostra glicemia, attraverso specifici ormoni, che agiscono per ridurlo (ormoni ipoglicemizzanti) e innalzarlo (ormoni iperglicemizzanti). Il principale ormone responsabile dell’azione ipoglicemizzante è l’insulina, prodotta dal pancreas. Quando il pancreas non produce sufficiente insulina o non ne produce affatto, l’azione di regolazione della glicemia non avviene in modo corretto, causando scompensi. Rientrano, invece, nella categoria degli ormoni iperglicemizzanti il glucagone, le catecolamine, il cortisolo e il GH.

Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare. La regolazione dei livelli ematici dipende principalmente dall’azione di due ormoni, l’insulina e il glucagone, il primo promuove l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule quando il livello di questo zucchero aumenta, e il secondo aumenta il livello di glucosio nel sangue quando questo scende troppo. Semplicificando, nel nostro organismo esiste una sorta di bilancia con due piatti; su un piatto si trovano gli ormoni adibiti alla riduzione del glucosio nel sangue, sull’altro quelli invece destinati ad un’azione opposta, quindi ad innalzarlo. Un sistema che funziona correttamente consente, quindi, di mantenere la glicemia costante durante tutta la giornata, fornendo energia al nostro corpo.

Valori Normali di Glicemia

Ma quali sono questi parametri? Quali sono i valori di riferimento della glicemia? Per rispondere a questa domanda, ci affidiamo alla SID - Società Italiana di Diabetologia, che sul proprio sito riporta la seguente informazione:

  • Il valore normale a digiuno è compreso fra 70 e 99 mg/dl.
  • Fra 100 e 125 mg/dl è la condizione di alterata glicemia a digiuno.
  • Una glicemia a digiuno uguale o superiore a 126 mg/dl definisce il diabete.

Quindi, un valore glicemico nella norma, a digiuno (ovvero ad almeno 8 ore di distanza dall’ultimo pasto), è quello compreso tra 70 e 99 mg/dl. Se, a digiuno, il valore è fra 100 e 125 mg/dl, allora vuol dire che c’è un’alterazione da approfondire. Infine, un valore superiore ai 126 mg/dl è indicativo della presenza di diabete nel paziente.

I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:

  • 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno;
  • inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).

La tabella di seguito riporta il rapporto fra valore di Hb glicata e glicemia media:

HbA1c (%) Glicemia Media (mg/dL)
6 126
7 154
8 183
9 212
10 240
11 269
12 298

Glicemia Post-Prandiale

Oltre al valore glicemico a digiuno, va misurata anche la cosiddetta Glicemia post-prandiale, che consiste nel livello di glucosio nel sangue circa 2 ore dopo l’inizio di un pasto. Quando questo valore è troppo alto, quindi compreso tra i 160 e i 180 mg/dl, si può andare incontro a complicanze anche gravi.

Iperglicemia e Ipoglicemia

In presenza di valori superiori a quelli considerati normali, si parla di iperglicemia, ma anche valori più bassi possono causare danni al nostro organismo. In questi casi si parla di ipoglicemia. La g. può, in condizioni morbose, presentare significative variazioni, sia in aumento (iperglicemia), come si ha nel diabete mellito, sia in diminuzione (ipoglicemia).

Iperglicemia

Quando i livelli di glucosio nel sangue si alzano oltre la norma (iperglicemia) a causa di una scarsa (o assente) produzione di insulina, oppure per l’incapacità dell’organismo di utilizzare questo ormone, si parla rispettivamente di diabete di tipo 1 o 2. Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio. Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.

Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:

  • scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1);
  • incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2);
  • uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.

I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti.

Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da:

  • scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta;
  • vita sedentaria;
  • inefficacia dei farmaci.

Più raramente, l’iperglicemia può essere secondaria a condizioni stressanti, quali:

  • infarto;
  • ictus;
  • infezioni;
  • patologie endocrine come l’acromegalia e la sindrome di Cushing;
  • malattie del pancreas.

Alcuni farmaci possono portare a un aumento transitorio della glicemia o a un suo peggioramento in pazienti già diabetici, tra cui:

  • corticosteroidi;
  • anti-psicotici;
  • anti-retrovirali.

Ipoglicemia

Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl. L’ipoglicemia viene più spesso osservata nei pazienti diabetici, in seguito alla gestione terapeutica e dunque all'utilizzo di certi farmaci ipoglicemizzanti.

L’ipoglicemia è invece causata:

  • il più delle volte, dall’inappropriata somministrazione di farmaci utilizzati per controllare il diabete, quali sulfaniluree ed insulina;
  • più raramente, in seguito a tumori del pancreas secernenti insulina, malattie endocrine, quali il morbo di Addison, malattie epatiche avanzate e alcuni interventi di chirurgia bariatrica.

L’ipoglicemia può avere diverse cause, tra cui le più comuni sono:

  • eccessivo consumo di alcol in periodi di digiuno;
  • terapia con sulfaniluree;
  • sovradosaggio della terapia insulinica nei pazienti affetti da diabete.

Quando la glicemia si abbassa rapidamente, l'organismo attua una reazione adrenergica, come si usa dire, cioè rilascia in circolo catecolamine, che provocano ansia, irritabilità, tremori, tachicardia, senso di fame e sudorazione.

I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere:

  • pallore;
  • sensazione di stanchezza;
  • sudorazione ingiustificata;
  • nausea o fame;
  • vertigini;
  • tremore;
  • battito cardiaco accelerato (tachicardia) o martellante (palpitazioni);
  • irritabilità, ansia, sbalzi d’umore;
  • mal di testa.

Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come:

  • visione offuscata;
  • debolezza e sonnolenza;
  • difficoltà di concentrazione e stati confusionali;
  • crisi epilettiche;
  • collasso o svenimento.

In casi più rari l’ipoglicemia può essere causata da:

  • patologie epatiche (cirrosi, per esempio) in condizioni di digiuno;
  • tumori pancreatici;
  • morbo di Addison, una malattia rara che colpisce le ghiandole surrenali.

Come Mantenere la Glicemia Sotto Controllo

Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:

  • seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura;
  • praticare attività fisica regolarmente;
  • in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.

La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto.

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