Neurinoma Acustico: Ruolo della Risonanza Magnetica nel Protocollo Diagnostico

Il neurinoma, chiamato anche Schwannoma vestibolare per la sua localizzazione, può nascere e svilupparsi sia a livello del condotto uditivo interno (ovvero il canale osseo della rocca petrosa in cui questi nervi decorrono) sia nell’angolo ponto-cerebellare. Crescendo, il neurinoma si espande verso le strutture del sistema nervoso centrale (il tronco encefalico) andando a determinare un’alterazione funzionale a carico di questa struttura. Pur essendo di natura benigna, questo tumore al cervello comprime il nervo acustico e le strutture circostanti, causando disturbi invalidanti.

Sintomi e Diagnosi

La diagnosi del neurinoma acustico non è semplice e immediata. La sordità si associa ad una diminuzione della discriminazione della parola nell’orecchio in esame. Se il neurinoma raggiunge dimensione superiore a 25 mm nell’angolo ponto-cerebellare tende a comprimere il nervo trigemino e quindi possono comparire, in associazione ai sintomi uditivi, disturbi della sensibilità facciale con ipoestesia o iposensibilità della faccia. Nei casi di tumori ancora più grandi possono manifestarsi un lieve deficit del nervo facciale (lieve paresi), disturbi del gusto, ma raramente si ha una paralisi completa del nervo.

È comunque ormai pratica clinica comune, in presenza di una sordità neurosensoriale monolaterale, indirizzare il paziente all’esecuzione di una risonanza magnetica cerebrale con mezzo di contrasto paramagnetico (gadolinio). La TC è talvolta richiesta per studiare le caratteristiche anatomiche dell’osso temporale e per tale motivo deve essere considerata un esame complementare alla risonanza magnetica.

Risonanza Magnetica delle Rocche Petrose

La Risonanza Magnetica (RM) delle rocche petrose è un esame diagnostico avanzato e non invasivo che fornisce immagini dettagliate delle strutture interne dell'orecchio e delle aree circostanti, situate all'interno dell'osso temporale (le rocche petrose, appunto). Questa tecnica di imaging è fondamentale per la diagnosi e il monitoraggio di una vasta gamma di condizioni mediche, dai disturbi dell'udito e dell'equilibrio a patologie più complesse come tumori e infiammazioni.La RM utilizza un potente campo magnetico e onde radio per creare immagini tridimensionali ad alta risoluzione delle strutture anatomiche interne. A differenza dei raggi X o della tomografia computerizzata (TC), la RM non impiega radiazioni ionizzanti, rendendola una procedura più sicura.

A Cosa Serve la Risonanza Magnetica delle Rocche Petrose?

La RM delle rocche petrose è uno strumento diagnostico versatile, utilizzato per:

  • Diagnosi di Neurinoma dell'Acustico: Individuazione e monitoraggio di tumori benigni che si sviluppano sul nervo vestibolococleare (neurinoma dell'acustico o schwannoma vestibolare).
  • Valutazione di Perdita Udito e Acufeni: Identificazione delle cause di perdita dell'udito, acufeni (ronzii o altri suoni nell'orecchio) e altri disturbi uditivi.
  • Diagnosi di Vertigini e Disturbi dell'Equilibrio: Ricerca di anomalie nell'orecchio interno o nel nervo vestibolare che possono causare vertigini, instabilità o altri problemi di equilibrio.
  • Studio di Infiammazioni e Infezioni: Valutazione di infezioni dell'orecchio interno (labirintite), infiammazioni del nervo acustico (neurite vestibolare) o altre condizioni infiammatorie che interessano le rocche petrose.
  • Individuazione di Malformazioni Congenite: Identificazione di anomalie strutturali presenti dalla nascita, come malformazioni dell'orecchio interno o medio.
  • Valutazione di Traumi: Esame delle lesioni alle rocche petrose causate da traumi cranici.
  • Pianificazione Chirurgica: Fornire una mappa dettagliata delle strutture anatomiche prima di interventi chirurgici all'orecchio o al nervo acustico.
  • Monitoraggio Post-Operatorio: Valutare il successo di un intervento chirurgico e individuare eventuali complicanze.
  • Esclusione di altre patologie: La RM può essere prescritta per escludere altre cause di sintomi come mal di testa persistente o altri disturbi neurologici.

Risonanza Magnetica con e senza Mezzo di Contrasto

In alcuni casi, per ottenere immagini più dettagliate e migliorare la visualizzazione di determinate strutture o patologie, viene utilizzato un mezzo di contrasto (generalmente a base di gadolinio) iniettato per via endovenosa. L'uso del mezzo di contrasto è particolarmente utile per:

  • Individuare tumori di piccole dimensioni
  • Distinguere tra tessuto cicatriziale e tessuto tumorale
  • Valutare l'infiammazione
  • Studiare i vasi sanguigni

È importante informare il medico di eventuali allergie, problemi renali o gravidanza prima di sottoporsi alla RM con contrasto.

Preparazione alla Risonanza Magnetica delle Rocche Petrose

La preparazione per una RM delle rocche petrose è generalmente semplice e non richiede particolari precauzioni. Tuttavia, è fondamentale:

  • Informare il Medico: Comunicare al medico eventuali allergie, problemi di salute (soprattutto problemi renali, cardiaci o disturbi della coagulazione), gravidanza o allattamento.
  • Rimuovere Oggetti Metallici: Prima dell'esame, è necessario rimuovere tutti gli oggetti metallici, come gioielli, orologi, piercing, occhiali, apparecchi acustici, protesi dentarie rimovibili, ecc.
  • Informare sulla Presenza di Dispositivi Medici: Segnalare la presenza di dispositivi medici impiantati, come pacemaker, defibrillatori, neurostimolatori, protesi metalliche, clip vascolari cerebrali, ecc.
  • Vestiti Comodi: Indossare abiti comodi e privi di parti metalliche.
  • Digiuno: Generalmente, non è necessario essere a digiuno per la RM delle rocche petrose senza contrasto.
  • Tranquillanti: Se si soffre di claustrofobia o ansia, è possibile richiedere al medico un blando sedativo.

Cosa Aspettarsi Durante l'Esame

Durante l'esame, il paziente viene fatto sdraiare su un lettino che scorre all'interno del macchinario RM. È importante rimanere immobili durante l'acquisizione delle immagini. L'esame può durare dai 20 ai 60 minuti. Durante l'esame, si possono sentire rumori forti e intermittenti, simili a colpi o ronzii. Vengono fornite cuffie o tappi per le orecchie per attenuare il rumore.

Benefici della Risonanza Magnetica delle Rocche Petrose

I benefici della RM delle rocche petrose sono numerosi:

  • Immagini Dettagliate: Fornisce immagini ad alta risoluzione.
  • Non Invasiva: Non utilizza radiazioni ionizzanti.
  • Diagnosi Precoce: Permette di individuare patologie in fase iniziale.
  • Monitoraggio Efficace: Consente di monitorare l'evoluzione di una patologia nel tempo.
  • Pianificazione Chirurgica Precisa: Fornisce una mappa dettagliata delle strutture anatomiche.
  • Versatilità Diagnostica: È utile per la diagnosi di una vasta gamma di condizioni mediche.

Controindicazioni alla Risonanza Magnetica

Sebbene la RM sia una procedura sicura, esistono alcune controindicazioni:

  • Pacemaker o Defibrillatore Interno
  • Clip Vascolari Cerebrali Ferromagnetiche
  • Corpi Estranei Metallici nell'Occhio
  • Gravidanza
  • Allergia al Mezzo di Contrasto
  • Insufficienza Renale Grave
  • Claustrofobia Grave

Interpretazione dei Risultati

Le immagini RM vengono interpretate da un medico radiologo, che redige un referto dettagliato. Il referto viene poi inviato al medico curante, che lo discuterà con il paziente e indicherà il trattamento più appropriato, se necessario.

Tempi di Attesa

I tempi di attesa per ottenere i risultati della RM possono variare a seconda del centro radiologico e della complessità del caso. Generalmente, il referto è disponibile entro pochi giorni lavorativi.

Alternative alla Risonanza Magnetica delle Rocche Petrose

In alcuni casi, possono essere utilizzate altre tecniche di imaging per valutare le rocche petrose, come:

  • Tomografia Computerizzata (TC)
  • Esame Audiometrico
  • Potenziali Evocati Uditivi (ABR)

Costi della Risonanza Magnetica delle Rocche Petrose

Il costo della RM delle rocche petrose può variare a seconda del centro radiologico, della regione geografica e della necessità di utilizzare il mezzo di contrasto.

Strategie Terapeutiche

La conoscenza dei rapporti del tumore con le strutture neurovascolari permette di programmare la via d’accesso chirurgica più adatta tenendo in considerazione lo stato dell’udito, l’età e le condizioni generali del paziente, nonché l’udito nell’orecchio opposto. In caso di neurinoma del nervo acustico intrameatale (cioè confinato all’interno del condotto uditivo interno) viene normalmente eseguita una politica di attesa (wait and scan), ovvero il paziente viene sottoposto a regolari controlli di risonanza magnetica (1 volta all’anno).

In caso di crescita o comparsa di sintomatologia (per es. Se l’udito è normale, la discriminazione vocale è buona ed i potenziali evocati sono normali o con lievissime alterazioni, la via chirurgica utilizzata è la fossa cranica media. Se il tumore invade la parte mediale senza arrivare al fondo del condotto uditivo interno, con buon udito e buona discriminazione vocale, trova indicazione l’approccio per via retrosigmoidea combinata ad una via retrolabirintica. Nei casi con udito compromesso o socialmente non utilizzabile, anche in presenza di tumori intrameatali, si utilizza la via translabirintica come nei tumori di volume maggiore.

È opportuno ricordare che, in caso di paziente anziano (>65-70 anni) e presenza di sintomatologia di tipo vestibolare, può essere indicata da un punto di vista terapeutico l’iniezione intratimpanica di gentamicina. In caso di neurinoma del nervo acustico piccolo (cioè fuoriuscito dal condotto uditivo interno ed esteso < 1 cm nell’angolo ponto-cerebellare) la politica terapeutica è simile al caso precedente. In caso vi sia un’indicazione all’intervento chirurgico, se la dimensione del neurinoma non supera 0,5 cm fuori dal condotto uditivo e l’udito e la discriminazione vocale sono buone, la via chirurgica utilizzata è la fossa cranica media. In casi selezionati (neurinomi intrameatali o piccoli), è possibile riabilitare la funzione uditiva simultaneamente all’asportazione della lesione mediante il posizionamento di un impianto cocleare, sempre attraverso la via translabirintica. L’impianto cocleare è una protesi totalmente impiantabile in grado di ripristinare l’udito stimolando direttamente il nervo cocleare.

Approcci Chirurgici

Un neurinoma del nervo acustico di media grandezza (1,0 - 2,0 cm) si estende dal condotto uditivo interno all’angolo ponto cerebellare, senza provocare una compressione sul tronco e sul cervello. La mastoide e le strutture dell’orecchio interno vengono rimosse per esporre il tumore. Questo viene poi asportato totalmente senza manipolare il cervelletto. Occasionalmente può essere eseguita una rimozione parziale (specie per preservare la continuità anatomica del nervo facciale). La mancanza di osso mastoideo viene colmata con grasso addominale. La via translabirintica sacrifica il meccanismo dell’udito e dell’equilibrio. Di conseguenza l’orecchio diventa permanentemente sordo.

Gli interventi per i grandi tumori richiedono una rimozione d’osso più ampia per esporre adeguatamente la neoplasia e controllare i grandi vasi sanguigni che ostruiscono l’accesso al tumore stesso. Per questo motivo possono essere richiesti speciali indagini sulla vascolarizzazione (arteriografia ed angio-risonanza magnetica). L’approccio chirurgico (via translabirintica allargata) viene effettuato sempre attraverso un’incisione dietro l’orecchio, sopra l’osso mastoideo. La mastoide, le strutture dell’orecchio interno e una porzione di osso cranico, vengono rimosse per esporre la neoplasia. Il tumore viene, quindi, totalmente asportato a meno che non si manifestino delle alterazioni vitali intraoperatorie. Se ci sono dei cambiamenti nei valori della pressione sanguigna, frequenza delle pulsazioni o del respiro, l’atto chirurgico può essere interrotto prima che il tumore sia totalmente asportato (in questo caso è necessario un secondo intervento per completare la rimozione del tumore). Tale evenienza è però estremamente rara.

Nei neurinomi giganti (maggiori di 4 cm), la percentuale di complicazioni è più alta, soprattutto in pazienti anziani in cui si predilige un’asportazione parziale, tale da ridurre la compressione a livello del tronco encefalico. Per quanto riguarda i pazienti non anziani la strategia è la stessa dei neurinomi grandi. In caso di presenza di ipertensione endocranica può essere indicato l’inserimento di uno shunt di drenaggio del liquor prima dell’asportazione del neurinoma.

In alcuni casi, malgrado la radioterapia, il tumore continua a crescere. La rimozione chirurgica di un tumore irradiato che continua a crescere può essere più complessa e rischiosa (soprattutto per un’aumentata probabilità di paralisi del nervo facciale) di quella di un tumore non irradiato. È, però, una metodica piuttosto recente e facilmente accettata dai pazienti in quanto non invasiva, ma prima di confermare scientificamente la validità di questo trattamento si dovrà avere un controllo più prolungato nel tempo dei casi trattati.

Possibili Complicazioni Post-Operatorie

  • Perdita dell’udito: La maggioranza delle neoplasie sono comunque grandi e l’udito dell’orecchio interessato viene perso in seguito alla rimozione chirurgica.
  • Acufeni: nella maggior parte dei casi il rumore rimane inalterato, come prima dell’intervento.
  • Disturbi del gusto e secchezza della bocca: i disturbi del gusto e la secchezza della bocca sono comuni, per alcune settimane, dopo l’intervento.
  • Vertigine e disturbi dell’equilibrio: nella chirurgia dei tumori del nervo acustico è necessario anche rimuovere una parte o tutto il nervo dell’equilibrio. Nella maggior parte dei casi è, inoltre, necessario rimuovere il labirinto.
  • Paralisi del nervo facciale: Solo tramite un’attenta chirurgia con l’ausilio del microscopio e del monitoraggio intraoperatorio del nervo facciale è possibile conservare l’integrità e la funzionalità del nervo.
  • Complicanze oculari: la paralisi del nervo facciale spesso rende l’occhio asciutto e privo di difese.
  • Diminuzione della funzionalità di altri nervi in grandi tumori: il neurinoma del nervo acustico può prendere contatto con i nervi che controllano i muscoli oculari, della faccia, della bocca e della gola.
  • Perdita post operatoria di liquido cerebrospinale e meningite: la chirurgia del neurinoma del nervo acustico comporta una perdita temporanea di liquido cerebrospinale (il liquido che avvolge il cervello).
  • Emorragia post-operatoria ed edema cerebrale: emorragia ed edema cerebrale possono svilupparsi dopo la chirurgia per tumore del nervo acustico (1%).

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