Ipoglicemia Neonatale: Cause, Trattamento e Gestione

L'ipoglicemia del neonato consiste in un abbassamento del livello di concentrazione di glucosio nel sangue. In un individuo sano, la normale glicemia a digiuno varia fra 70 e 100 mg/dl. L'ipoglicemia è una riduzione del glucosio nel sangue che può portare problemi alla funzione cerebrale.

Cos'è l'Ipoglicemia Neonatale?

L’ipoglicemia neonatale si manifesta quando i livelli di glucosio nel sangue del neonato scendono al di sotto dei valori normali. Definire con un numero esatto l'ipoglicemia neonatale clinicamente significatica è difficile e sarebbe inesatto dare una cifra specifica. In generale, i valori normali dovrebbero essere > 70-80 mg/dL, mentre una glicemia < 40-45 mg/dL indica ipoglicemia.

Secondo la Società Italiana di Neonatologia l'ipoglicemia ha una frequenza pari a circa il 10% dei nati a termine e si manifesta principalmente durante le prime 24-48 ore di vita (SIN 2022). Sebbene generalmente sia semplice da diagnosticare e trattare, se trascurata può causare danni significativi, inclusi gravi problemi cerebrali. È importante garantire che il neonato mantenga livelli di glucosio stabili, poiché un apporto costante è vitale per il benessere di tutti gli organi, in particolare del cervello.

Da notare è che i bambini piccoli o prematuri hanno spesso depositi di glicogeno bassi e diventano ipoglicemici a meno che non siano alimentati presto e spesso. I neonati di madri diabetiche hanno iperinsulinemia causata da alti livelli di glucosio materni; possono sviluppare ipoglicemia transitoria dopo la nascita, quando il glucosio materno è ritirato.

Cause dell'Ipoglicemia Neonatale

Diversi sono i fattori di rischio che possono predisporre i neonati a questa condizione potenzialmente pericolosa:

  • Eccessiva Insulina nel Sangue: Conosciuta anche come ipoglicemia iperinsulinemica persistente dell’infanzia, questa situazione si verifica quando c’è troppa insulina nel sangue, portando a una riduzione drastica dei livelli di glucosio.
  • Riserve di Glicogeno Limitate: Il glicogeno serve come deposito energetico di glucosio.
  • Ridotta Glicogenolisi e Gluconeogenesi: Questi processi metabolici sono cruciali per mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue. La glicogenolisi converte il glicogeno in glucosio, mentre la gluconeogenesi produce glucosio da sostanze non carboidratiche.
  • Neonati troppo piccoli o troppo grandi (macrosomia) per l’età gestazionale: Neonati con peso significativamente inferiore o superiore alla media per l’età gestazionale sono a maggiore rischio.
  • Neonati prematuri od oltre termine: I neonati prematuri hanno riserve di glicogeno limitate a causa dello sviluppo incompleto dei loro organi, inclusi il fegato e il pancreas, che sono cruciali nella regolazione del glucosio.
  • Neonati nati da mamme diabetiche: La presenza di diabete gestazionale o di tipo 1 o 2 nella madre può esporre il feto a elevati livelli di glucosio durante la gravidanza, stimolando una produzione eccessiva di insulina nel neonato.
  • Neonati con malattie genetiche rare: Alcune condizioni genetiche possono influenzare la capacità del neonato di mantenere livelli adeguati di glucosio nel sangue.

Anche se l'insulina è il fattore primario, i livelli di glucosio dipendono anche dall'ormone della crescita, dal cortisolo e dai livelli di ormone tiroideo.

Sintomi dell'Ipoglicemia Neonatale

È vero che molti neonati con ipoglicemia possono non mostrare sintomi evidenti subito dopo la nascita, rendendo le analisi del sangue di routine fondamentali nella cura neonatale. È fondamentale per i medici, i genitori e il personale infermieristico riconoscere questi segni e sintomi per intervenire rapidamente. Questi test servono ad identificare i neonati a rischio e per garantire che ricevano un trattamento tempestivo.

  • Problemi Respiratori: La tachipnea e l’apnea sono sintomi preoccupanti che possono indicare diverse complicazioni, compresa l’ipoglicemia.
  • Pianto Debole o Acuto, Convulsioni e Tremori: Variazioni nel pianto possono essere un segnale di disagio.

Diagnosi dell'Ipoglicemia Neonatale

La procedura standard prevede la misurazione immediata dei livelli di glucosio nel sangue del neonato non appena si manifestano sintomi clinici suggestivi di ipoglicemia, o se il bambino appartiene a una categoria a rischio. Lo standard di riferimento per la misurazione della glicemia è il test enzimatico praticato su plasma in «tempo reale». Il limite di questo test è la riduzione dei valori di 7-9 mg/dl ogni 30 minuti di ritardo nell’esecuzione del test in laboratorio.

A tal proposito, l’uso di strisce reattive direttamente a letto del neonato rappresenta un metodo efficace per ottenere una prima stima dei livelli di glucosio, permettendo un intervento immediato anche prima di ricevere i risultati delle analisi di laboratorio più precise, ma bisogna tener presente la tendenza di questo test a sottostimare la glicemia plasmatica mediamente del 10-18%. È fondamentale sottolineare che, benché le strisce reattive offrano un risultato rapido, questi non sono definitivi e devono sempre essere seguiti da un’analisi di laboratorio per confermare la diagnosi di ipoglicemia.

Data la mancanza di una definizione standard di ipoglicemia nel caso dei neonati è importante definire delle soglie operative per definire quando è il momento di intervenire.

Trattamento dell'Ipoglicemia Neonatale

La terapia ha lo scopo di riportare il soggetto ad avere normali livelli di glucosio nel sangue. Questo può avvenire attraverso la somministrazione di zucchero per bocca o di una soluzione glucosata per via endovenosa. Nelle forme più gravi, la cura deve prevenire l'isorgere di problematiche al sistema nervoso centrale. Nelle ipoglicemie legate a iperinsulinismo o problemi del metabolismo, la terapia si basa su uno specifico approccio dietetico e farmacologico.

Neonati con concentrazioni ridotte di glucosio nel sangue dovrebbero beneficiare di alimentazioni aggiuntive, sia con latte materno che con formula, qualora l’allattamento materno non fosse sufficiente a causa di una limitata produzione di latte. Come opzione secondaria si può utilizzare Destrosio al 40% nella quantità di 0,5 ml/kg (può essere somministrato anche insieme al latte). In situazioni in cui persistono bassi livelli di glucosio nel sangue, può essere presa in considerazione la somministrazione di medicinali per elevare tali livelli.

Farmaci utilizzati nel trattamento dell'ipoglicemia:

  • IDROCORTISONE: diminuisce il consumo di glucosio periferico, a dosi di 10-15 mg/Kg al giorno ripartite in 2-3 somministrazioni o mediante infusione continua.
  • DIAZOSSIDO: blocca la secrezione di insulina (scelta primaria nell’iperinsulinismo), somministrato per via orale a 5 mg/Kg ogni 8 ore. L’effetto si manifesta generalmente entro 48-72 ore.

Prevenzione dell'Ipoglicemia Neonatale

L’ipoglicemia si previene evitando il digiuno prolungato ed assumendo una dieta iperglucidica. L’allattamento precoce non dovrebbe essere impedito solamente perché il neonato presenta segni compatibili con la necessità di monitoraggio del glucosio. In effetti, non separare il bambino dalla mamma, non stressarlo e favorire l’allattamento al seno è anzi la terapia di elezione per il bambino ipoglicemico.

Come afferma il dottor Jack Newman, uno dei massimi esperti mondiali di allattamento al seno, “Non c’è ragione per un bambino a rischio di ipoglicemia (es. figli di madri diabetiche) di essere automaticamente trasferito alle unità di cure speciali. Dovrebbe stare invece con la madre, pelle a pelle, essere nutrito a richiesta e lo staff infermieristico dovrebbe aiutare assicurandosi che il bambino poppi bene al seno.

Prognosi dell'Ipoglicemia Neonatale

La prognosi dell’ipoglicemia è molto variabile. Ipoglicemie che esordiscono in età neonatale, sia di grado severo, sia di grado lieve ma prolungate, possono provocare un danno neurologico permanente (epilessia, disabilità intellettiva). Le malattie con il rischio maggiore di presentare esiti neurologici sono l’iperinsulinismo congenito e i difetti di beta ossidazione.

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