Analisi del Sangue per il Rilevamento dell'Alcol: CDT e Alcolemia

Le analisi del sangue rappresentano un utile ausilio per la diagnosi di alcolismo. Al contrario del pensare comune, l’esame dell’alcolemia su sangue non rappresenta il test più specifico per la diagnosi di alcolismo. Valutare la concentrazione di alcool nel sangue in un dato momento, infatti, aiuta semplicemente a smascherare un certo consumo di alcool nelle ore precedenti il test; potrebbe quindi trattarsi di una bevuta occasionale e in tal caso non ci si troverebbe certo di fronte a un alcolista.

Alcolemia: Misurazione e Fattori Influenzanti

Il tasso alcolemico viene misurato per stabilire se una persona ha consumato degli alcolici e per determinare la quantità di etanolo presente nell'organismo. Il tasso alcolemico di un individuo non dipende solo dalla quantità di alcol ingerita, ma anche da molti altri fattori, come il peso (struttura corporea), lo stato di salute, l'età, il sesso e lo stato di digiuno o di sazietà (contenuto dello stomaco); infatti, il corpo umano assorbe l'alcool in parte mediante la parete dello stomaco e in parte dai tessuti intestinali; la gradazione alcolica e il contenuto dello stomaco determinano la velocità di assorbimento.

Il test di alcolemia del sangue misura la quantità di alcol (etanolo) presente nel corpo. L'alcool viene rapidamente assorbito nel sangue e può essere misurato pochi minuti dopo aver assunto una bevanda alcolica. La quantità di alcol nel sangue raggiunge il suo livello più alto circa un'ora dopo aver bevuto. Il cibo nello stomaco può aumentare la quantità di tempo necessario per l'alcol per raggiungere il suo livello più elevato. In ogni caso, assumere bevande alcoliche più velocemente di quanto il fegato impieghi a metabolizzarle può determinare un'aumentata concentrazione di etanolo nel sangue.

L'alcolemia è considerata nella norma se risulta inferiore a 0,50 g/L. Un tasso alcolemico basso fa pensare all'improbabilità che il soggetto abbia fatto un consumo eccessivo di alcolici. Tuttavia, esiste anche una componente soggettiva che determina le alterazioni nelle funzioni psichiche e sensoriali rilevanti per la guida, e questa variabilità di reazioni non sempre dipende dall'abitudine o dall'assuefazione all'uso di alcolici: ci sono persone che si ubriacano più facilmente di altre. L'esame viene indicato generalmente quando un paziente manifesta sintomi che suggeriscono un'intossicazione da etanolo.

Occorre ricordare che anche una modesta quantità di alcol è sufficiente a far diminuire i riflessi, annebbiare la vista, causare colpi di sonno. Ovviamente è vietato guidare in stato di ebbrezza. Così, quando l’agente di controllo ferma il conducente, prima svolge una sorta di “pre-test” e dopo, se ci sono sospetti fondati, procede al test dell’etilometro (o alcol test). La normativa italiana fissa come valore limite legale il tasso di alcolemia di 0,5 g/litro.

Procedure Legali e Conseguenze

Così, quando l’agente di controllo ferma il conducente, prima svolge una sorta di “pre-test” e dopo, se ci sono sospetti fondati, procede al test dell’etilometro (o alcol test). La polizia giudiziaria, prima di procedere all’alcoltest, ai sensi dell’art. 114 disp. att. c.p.p., deve dare avviso alla persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, ma NON ha l’obbligo di attendere l’arrivo del difensore dell’indagato, anche qualora questi abbia comunque avuto notizia dell’imminente perquisizione e intenda parteciparvi. Commette il reato anche colui che, dopo essersi sottoposto alla prima prova, rifiuti di eseguire la seconda, poiché non permette di terminare il normale iter degli accertamenti necessari al controllo dello stato di ebbrezza.

E non solo, poiché esagerare con gli alcolici rappresenta la principale causa di incidenti stradali, un pericolo che aumenta quando vengono assunti con le droghe. Recenti statistiche riportano che quasi il 50% degli incidenti stradali è provocato da alcol (e stupefacenti). Una percentuale enorme, oltretutto stimata per difetto perché spesso - quando non si riesce a risalire a chi ha causato un incidente oppure quando lo si rintraccia a distanza di ore dall’accaduto - gli effetti dell’alcol non sono più rilevabili.

CDT (Carbohydrate-Deficient Transferrin): Un Marcatore di Abuso Alcolico di Lungo Periodo

Il test CDT trova principale impiego quale marcatore di abuso alcolico, nelle indagini di idoneità al lavoro, per il conseguimento/rinnovo della patente di guida e per il monitoraggio dell’astinenza alcolica da parte della commissione medico-legale. Il test CDT è pertanto un marcatore di abuso alcolico di lungo periodo, da non confondere con il test alcolemico, eseguito dalle forze di Pubblica sicurezza con il test del palloncino, il quale rivela una momentanea percentuale di alcol. Se viene sospesa oppure ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza, l’esame CDT alcol (da Carbohydrate-deficient transferrin, ovvero transferrina carboidrato carente) costituisce il parametro più idoneo per la valutazione di un abuso recente di alcol.

La sua specificità è del 95%: attraverso il prelievo del sangue, è in grado di determinare il consumo dell’alcol. Se si assumono regolarmente 80 grammi di alcol al giorno, l’equivalente di una bottiglia di vino per un periodo pari o maggiore ai quindici giorni, il valore del CDT sarà alto e rimarrà elevato per altre due/quattro settimane, pur sospendendone il consumo. Se invece si assume occasionalmente l’alcol, il CDT non risulta modificato.

L’aumento della CDT è rilevabile per un periodo di almeno due settimane dalla sospensione di alcol, ragione per cui sarebbe opportuno astenersi completamente dall’assunzione di alcol per almeno 20 giorni continuativi. Infatti, il consumo giornaliero di 50-80 g di alcol etilico (corrispondenti ad una bottiglia di vino con gradazione di 11-13°) causa già dopo una settimana un incremento oltre i valori di riferimento del valore di CDT nel siero. In caso di astinenza da alcol, il tempo di dimezzamento della CDT è di circa 15 gg, con una normalizzazione intorno alle 4 settimane.

Altri Markers Ematici di Alcolismo

Oltre al CDT, particolarmente utili nell'inquadramento del bevitore a rischio sono i marker della funzionalità epatica, dal momento che il fegato rappresenta l'organo chiave nel metabolismo dell'etanolo. L'analisi del sangue più importante e specifica riguarda il dosaggio delle Gamma-Glutamil-Transpeptidasi (GGT), i cui valori si presentano tipicamente aumentati negli alcolisti (nell'80% dei casi), ma anche in presenza di generiche disfunzioni epatiche o biliari. Tra le analisi del sangue utili nella diagnosi dell'alcolismo e nel monitoraggio delle sue complicanze, rientra a pieno titolo anche la misura del volume globulare medio (VGM o MCV).

  • Gamma glutamil-transpepetidasi (gamma-GT o GGT): enzima contenuto in molti tessuti, particolarmente utile per valutare lo stato di salute del fegato e delle vie biliari.
  • MCV (volume corpuscolare medio): misura il volume medio dei globuli rossi, quindi permette di sapere se questi sono troppo piccoli, troppo grandi o normali.

Questo parametro esprime le dimensioni medie dei globuli rossi, che si presentano aumentate (macrocitosi) in circa il 90% degli alcolisti. Gli esami del sangue contribuiscono a valutare il profilo tossicologico e la presenza di danni al fegato (es. transaminasi) correlati all'alcolismo.

Considerazioni Finali

È importante sottolineare che non esistono metodi o sostanze che consentano di eliminare o mascherare gli effetti dell'alcol, o di alterare il risultato delle analisi. Le analisi dovrebbero essere eseguite a digiuno da almeno 8-10 ore, in modo che il cibo non alteri il risultato. Durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua.

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