Misurare la Glicemia Dopo Aver Fumato: Effetti e Considerazioni

Il fumo, attivo e/o passivo, produce in tutto l'organismo diversi effetti dannosi, tra cui un maggior rischio di insorgenza di diabete di tipo 2 e di complicanze nei pazienti già diabetici. Tale rischio cresce con il numero di sigarette che si fumano. Appena si smette il rischio cresce ma poi progressivamente si riduce dopo qualche anno di astinenza.

È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente. Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone. Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.

Le persone che fumano e quelle esposte abitualmente al fumo passivo, per lavoro o per stile di vita, manifestano un maggior rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 rispetto a chi non ha mai fumato. Il rischio aumenta in rapporto alla quantità di fumo con cui si viene in contatto ogni giorno. I fumatori leggeri (“light smokers”) sviluppano un aumento del rischio del 21%, che sale al 34% per i fumatori moderati fino a raggiungere il 57% per i forti fumatori [“heavy smokers” (persone che fumano da 25 sigarette in su al giorno)]. Analizzando i vari studi, è emerso che anche chi non fuma ma vive con persone che lo fanno, viene influenzato suo malgrado, con un aumento del rischio di diabete del 22%.

Numerose prove indicano che la nicotina, uno dei componenti altamente tossici del fumo di tabacco, altera la funzione e la massa delle cellule beta pancreatiche (responsabili della produzione di insulina), che a sua volta influisce sulla produzione di insulina e sulla regolazione della produzione di glucosio, svolgendo un ruolo importante nell’insorgenza del diabete di tipo 2. Alcune evidenze suggeriscono che il consumo abituale di nicotina induce insulino-resistenza dovuta all’attivazione di processi di stress ossidativo. Una compromissione acuta della tolleranza al glucosio e un aumento della resistenza all’insulina sono stati osservati sia in soggetti non fumatori che in soggetti fumatori dopo il consumo di sole tre sigarette.

L'Importanza di Smettere di Fumare

Smettere di fumare non è importante soltanto per prevenire le complicanze macrovascolari del diabete ma ha anche un ruolo benefico nel facilitare il controllo della glicemia e nel limitare le complicanze microvascolari della malattia. Anche le sigarette elettroniche espongono ai danni della nicotina e degli altri componenti tossici.

Smettere di fumare riduce il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 del 30-40% e migliora la gestione di questa condizione cronica.

Come sottolinea l’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ogni 31 maggio, quando si celebra la Giornata Mondiale senza il Tabacco, nonostante gli sforzi globali per combattere l’abitudine al fumo, il consumo di sigarette rimane una delle principali cause di mortalità e morbilità in tutto il mondo. Questa ampia metanalisi sottolinea l’importanza di attuare e far rispettare le disposizioni della convenzione quadro dell’OMS sul controllo del fumo. Le politiche antifumo approvate dalle più importanti Istituzioni internazionali e Nazionali sono in grado di fornire protezione per i non fumatori e possono favorire il controllo e la cessazione da parte dei fumatori di quest’abitudine, portando a numerosi benefici per sé e per gli altri.

Considerando che l’associazione tra fumo e rischio di diabete sia di causa-effetto, gli autori hanno stimato che l’11,7% dei casi di diabete di tipo 2 negli uomini e il 2,4% nelle donne (che equivalgono a circa 27.8 milioni di casi in totale nel mondo) possano essere riconducibili al fumo attivo. Resta ancora da capire - concludono i ricercatori - come mai appena si smetta di fumare si manifesti un aumento del rischio invece di una riduzione immediata, che si osserva progressivamente dopo 5-10 anni di astinenza.

Benefici per la Salute e non solo

Ecco 25 ottimi motivi per smettere di fumare (NB: valgono anche per le sigarette elettroniche!):

  • Migliorare la salute e la circolazione.
  • Migliorare la performance fisica e non provare più affanno nei piccoli gesti quotidiani.
  • Migliorare la performance sessuale. Smettere di fumare prolunga la fase terminale dell’eros.
  • Evitare le influenze negative del fumo sulla fertilità.
  • Migliorare l’aspetto della pelle che apparirà più brillante e luminosa. Il fumo secca la pelle (che nel soggetto con diabete già tende alla xerosi) e aumenta il rischio di psoriasi.
  • Migliorare il sorriso. Il tabacco si deposita sui denti e ne altera la colorazione. Favorisce anche la placca dentale e la parodontite.
  • Riacquistare il gusto dei sapori. Il tabacco si deposita e ostacola la funzione delle papille gustative.
  • Riapprezzare il gusto di rilassarsi. Quando si fuma non si sta veramente liberando la mente.
  • Aiutare un altro a smettere. Essere di esempio è spesso un’ottima motivazione.
  • Avere una vita più lunga e sana (il tabacco danneggia quasi tutti gli organi del corpo; i fumatori di lunga data perdono in media almeno 10 anni di vita).
  • Proteggersi da problemi a cuore, vasi, polmoni.
  • Proteggere gli occhi, già delicati nella persona con diabete, da degenerazione maculare legata all’età, cataratta, glaucoma e altri disturbi oculari.
  • Ridurre i sintomi mestruali e della menopausa.
  • Proteggere la salute futura dei neonati e ridurre il rischio di aborto.
  • Ridurre l’insorgenza e la mortalità per oltre 20 tipi di cancro (il tabacco è responsabile del 25% dei decessi).
  • Ridurre il rischio di insorgenza di diabete tipo 2 e di complicanze in chi ne soffre da lungo tempo (per es. piede diabetico).
  • Ridurre il rischio di demenza (il 14% dei casi di Alzheimer può essere attribuito al fumo).
  • Favorire il mantenimento di una migliore densità ossea.
  • Ridurre il rischio di disturbi gastrointestinali (ulcere gastriche, malattia infiammatoria intestinale, diarrea persistente, sanguinamenti, tumori).
  • Mantenere il sistema immunitario più forte.

Vantaggi Socio-Ambientali

  • Ridurre lo sfruttamento di bambini nell’industria del tabacco (oltre 1 milione).
  • Risparmiare un costo che non fa bene alla salute e favorisce l’invecchiamento.
  • Proteggere l’ambiente per i propri figli e le generazioni future (si stima che le emissioni della produzione di tabacco equivalgano a 3 milioni di voli transatlantici, senza contare i mozziconi. Sono numeri da capogiro).
  • Ridurre la deforestazione per la coltivazione del tabacco che ha molte gravi conseguenze ambientali.
  • Ridurre l’uso sostanziale di sostanze chimiche, inclusi pesticidi, fertilizzanti e regolatori della crescita, per la coltivazione del tabacco. Ridurre il deposito di residui tossici difficilmente rimovibili.

Il fumo è dannoso a qualsiasi età e in qualsiasi situazione della vita, per te e per gli altri.

Glicemia: Cos'è e Come Funziona

La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. È importante mantenere i livelli sotto controllo in quanto sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia (ovvero livelli rispettivamente troppo alti o troppo bassi di glucosio) possono determinare complicanze pericolose.

La regolazione dei livelli ematici dipende principalmente dall’azione di due ormoni, l’insulina e il glucagone, il primo promuove l’assorbimento del glucosio da parte delle cellule quando il livello di questo zucchero aumenta, e il secondo aumenta il livello di glucosio nel sangue quando questo scende troppo.

Valori Normali di Glicemia

I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:

  • 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno.
  • Inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).

Quando i Valori della Glicemia Sono Preoccupanti?

Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.

Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.

Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.

Cosa Influenza la Glicemia?

La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.

Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:

  • Seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura.
  • Praticare attività fisica regolarmente.
  • In caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.

Le Cause di Ipoglicemia e Iperglicemia

Glicemia bassa: le cause

L’ipoglicemia può avere diverse cause, tra cui le più comuni sono:

  • Eccessivo consumo di alcol in periodi di digiuno.
  • Terapia con sulfaniluree.
  • Sovradosaggio della terapia insulinica nei pazienti affetti da diabete.

Glicemia alta: le cause

Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:

  • Scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1).
  • Incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2).
  • Uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.

I Sintomi di Ipoglicemia e Iperglicemia

Glicemia bassa: i sintomi

I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere:

  • Pallore.
  • Sensazione di stanchezza.
  • Sudorazione ingiustificata.
  • Nausea o fame.
  • Vertigini.

Glicemia alta: i sintomi

I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti.

Come Prepararsi al Prelievo di Sangue per la Glicemia

Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsificati da comportamenti errati. «Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena. Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica. Fa eccezione a questa regola il diabete.

L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti. «Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviata in Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nel cervello», spiega il dottor Milone. Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea.

«Tutte le condizioni che comportano disidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito, un esame che esprime il rapporto fra la parte liquida del sangue e quella corpuscolata, come piastrine, globuli bianchi e globuli rossi», chiarisce il dottor Milone. «Quando siamo disidratati, il sangue diventa più denso. Ma la maggiore viscosità può essere dovuta anche ad altre molteplici cause, come insufficienza renale acuta, patologie polmonari o malattie cardiovascolari, per cui può accendere un inutile campanello d’allarme».

L’assunzione di cibi e bevande influisce sulla concentrazione sanguigna di molte sostanze. Ad esempio: un’ abbondante cena con cibi grassi la sera prima del prelievo, può aumentare sensibilmente la concentrazione di molte sostanze. L’assunzione di alcol provoca alterazioni transitorie e/o croniche di molte sostanze. Ad esempio entro 2-4 ore dall’assunzione di modeste quantità di alcol si registra una diminuzione del glucosio nel sangue (glicemia). Se l’ingestione di alcol è massiccia ed abituale la concentrazione di molte sostanze viene permanentemente alterata segnalando così le patologie legate all’alcolismo cronico.

Come per l’alcol anche il fumo provoca sia alterazioni transitorie, sia alterazioni croniche. Dopo un’ora dall’aver fumato da 1 a 5 sigarette si registra l’aumentata concentrazione degli acidi grassi, del glicerolo libero, dell’aldosterone, del cortisolo ecc. L’importanza di tali variazioni dipende anche dell’età, dal sesso, e dal “tipo di fumo” (sigarette, pipa, sigari).

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