Esami del Sangue per la Diagnosi del Tumore al Polmone: Una Panoramica

Tra gli esami per la diagnosi precoce del cancro, quello per il cancro del polmone è l’ultimo in ordine di tempo a essere stato studiato e sviluppato. In futuro si potrebbero aggiungere agli screening per il tumore del seno, della cervice uterina e del cancro del colon-retto anche gli esami di screening per il tumore del polmone. Tali esami sono stati sviluppati e sperimentati negli ultimi anni e i loro rischi e benefici sono ancora oggetto di valutazione.

Già oggi però i forti fumatori o coloro che hanno una storia di fumo importante alle spalle possono avere l’opportunità di partecipare gratuitamente a programmi sperimentali finalizzati alla diagnosi precoce del tumore al polmone, una malattia che ogni anno in Italia uccide quasi 34.000 persone.

Come Funziona lo Screening Oncologico

Uno screening oncologico consiste nell’esecuzione periodica di un esame in grado di individuare precocemente un tumore o suoi precursori. È rivolto a persone apparentemente sane, che non presentano segni o sintomi che facciano temere la presenza di un tumore, ma che per età e altri fattori hanno un rischio più alto di svilupparlo rispetto alla media.

Solitamente gli screening non servono a prevenire l’insorgenza del cancro, ma a individuare precocemente la malattia. Aumentano così le probabilità dei pazienti di essere curati con successo, di subire interventi chirurgici meno demolitivi e di sottoporsi a terapie farmacologiche meno debilitanti.

La Tomografia Computerizzata a Basso Dosaggio (LDCT)

La tecnica utilizzata per la diagnosi precoce del tumore polmonare è la tomografia computerizzata a basso dosaggio (LDCT, acronimo del nome inglese low-dose computed tomography) del torace. La tomografia computerizzata (TC) consente di ottenere immagini di sezioni del corpo umano servendosi dei raggi X. La dose di radiazioni a cui si è esposti con la TC è superiore a quella di una radiografia. D’altro canto la TC permette di visualizzare dettagli non apprezzabili in una immagine radiografica, inclusi noduli polmonari molto piccoli.

La LDCT usata per questo tipo di esame polmonare impiega appena un quinto della dose di radiazioni adoperata per una TC del torace eseguita a scopo diagnostico.

L’apparecchiatura utilizzata per la LDCT è costituita dal tomografo, un tubo che emette raggi X, e da una serie di rilevatori di radiazioni. Il complesso sorgente-rivelatori ruota attorno al paziente mentre il lettino su cui è posto si muove longitudinalmente. I raggi X descrivono così un percorso elicoidale attorno al torace e per questo si parla anche di “TC spirale”. I raggi X emessi dal tomografo attraversano il torace e vengono bloccati dai polmoni in modo diverso a seconda della densità del tessuto. I rilevatori di radiazioni misurano l’attenuazione dei raggi X e il computer, mediante complessi calcoli statistico-matematici, trasforma queste informazioni in immagini digitali. Durante l’esame, che dura 10-20 minuti ed è indolore, le persone devono stare immobili e trattenere il fiato per qualche secondo.

Studi Clinici e Riduzione della Mortalità

Dati i grandi numeri di persone che si ammalano di tumore del polmone e i successi limitati delle cure, i ricercatori perseguono da tempo l’idea di mettere a punto esami per la diagnosi precoce. Dopo uno stop di qualche anno, si è ricominciato a valutare la possibilità di esami per la diagnosi precoce del cancro polmonare dopo che alcune ricerche pilota avevano mostrato che, in individui monitorati con la tomografia computerizzata del torace, il tumore veniva diagnosticato quando era più piccolo e più facilmente curabile.

Le due più grandi sperimentazioni cliniche che hanno dimostrato come l’esame con la LDTC possa ridurre la mortalità per cancro del polmone sono lo studio NLST e lo studio NELSON. Il primo, condotto negli Stati Uniti, ha coinvolto oltre 50.000 persone di età compresa tra 55 e 74 anni che erano forti fumatori o lo erano stati fino ad anni recenti. I partecipanti sono stati sottoposti a screening annuale per tre anni con la LDCT oppure con l’RX del torace. Al termine dello studio, nel gruppo sottoposto a screening con LDCT la mortalità per tumore del polmone era di circa il 20 per cento più bassa rispetto alla mortalità riscontrata nel gruppo monitorato con RX del torace.

Lo studio NELSON invece ha coinvolto oltre 13.000 uomini di età compresa tra 55 e 74 anni, fumatori o ex fumatori, monitorati per più di 10 anni. Una metà dei partecipanti è stata sottoposta alla LDCT all’inizio dello studio, dopo un anno, dopo altri due anni e dopo altri due anni ancora (quattro esami in tutto), mentre l’altra metà non è mai stata sottoposta alla LDCT. Al termine del periodo di studio, nel gruppo sottoposto a screening la mortalità per tumore del polmone si era ridotta di circa un quarto.

Chi Sono i Soggetti ad Alto Rischio

Gli screening oncologici non sono diretti a tutti indiscriminatamente, ma alle persone che fanno parte della popolazione “ad alto rischio”, cioè coloro che hanno un’elevata probabilità di sviluppare quel tumore e che possono trarre beneficio da una diagnosi precoce. Uno dei punti fondamentali quando si mette a punto uno screening oncologico è proprio capire quali sono le caratteristiche che accomunano i pazienti a cui viene diagnosticato un certo tipo di tumore e quali e quanti benefici possono trarre da una diagnosi tempestiva.

Nel caso del tumore del polmone non c’è dubbio che il fattore di rischio più importante è il fumo di tabacco e che la diagnosi avviene assai raramente prima dei 50 anni. Per questo motivo i requisiti considerati per l’esame sono di essere o essere stati forti fumatori, di entrambi i sessi, con età superiore a 55 anni. Per “forti fumatori” si intendono persone che abbiano fumato di 30 “pack-year”.

Un “pack-year” (letteralmente “anno-pacchetto”) corrisponde al consumo di un pacchetto standard di sigarette (20 sigarette) al giorno per un anno; accumula 30 “pack-year” chi consuma un pacchetto al giorno per 30 anni, chi consuma due pacchetti al giorno per 15 anni e via dicendo. Questo perché il rischio di sviluppare un tumore del polmone varia in funzione sia della quantità di sigarette consumate, sia del tempo in cui si è fumato. Possono sottoporsi all’esame anche gli ex-fumatori con queste caratteristiche che abbiano smesso da meno di 15 anni.

A Chi Rivolgersi per lo Screening

L’esame per la diagnosi precoce del tumore del polmone ha superato il grosso della fase sperimentale, ma occorre ancora che alcuni dati si consolidino prima che possa entrare negli screening offerti dal Sistema sanitario nazionale. Proprio per consolidare i dati, i principali centri per la cura dei tumori hanno da tempo avviato progetti di ricerca per lo studio dello screening a cui si può partecipare gratuitamente su base volontaria.

A fine 2021 è stato lanciato il progetto RISP (Rete italiana per lo screening polmonare), finanziato dal Ministero della salute. Il progetto, che coinvolge 19 centri in tutta Italia ed è coordinato dall’Istituto nazionale dei tumori (INT) di Milano, ha come obiettivo strategico di “implementare su tutto il territorio nazionale un programma di screening del tumore polmonare con LDCT, attraverso una rete di centri a elevata competenza clinica multidisciplinare, allo scopo di ottenere una significativa riduzione della mortalità per cancro polmonare nei forti fumatori, attraverso lo screening dei tumori polmonari con TC torace”. Il reclutamento dei partecipanti al progetto RISP avviene attraverso la collaborazione attiva dei medici di medicina generale, un call center nazionale (800 213 601) e un sito web (www.programmarisp.it) per la registrazione diretta on-line.

Lo Stato Attuale della Ricerca

La messa a punto dello screening per il tumore del polmone resta un campo attivo di ricerca. Un aspetto su cui si sta lavorando molto è una maggiore personalizzazione degli esami per la diagnosi precoce. Resta per esempio da definire quale sia l’intervallo ottimale tra una LDCT e la successiva: allungare questo intervallo vuol dire somministrare meno radiazioni ai partecipanti e spendere meno in termini di costi sanitari, ma occorre che gli esami siano sufficientemente ravvicinati per intercettare il tumore quando è ancora in fase iniziale.

Si tratta quindi di individuare dei biomarcatori che riflettano il rischio personale di ammalarsi, in base al quale stabilire ogni quanto tempo è opportuno ripetere l’esame. Va in questa direzione un progetto sostenuto da AIRC, condotto all’Istituto dei tumori di Milano da Gabriella Sozzi e Ugo Pastorino. I ricercatori e i loro gruppi stanno studiando come migliorare l’accuratezza degli esami per la diagnosi precoce del tumore del polmone combinando le informazioni ricavate dalla LDCT con altre ottenute dall’analisi di un campione di sangue.

Il problema da risolvere è che in alcune persone con la LDCT possono essere riscontrati noduli la cui natura non è chiara. Per precisare la diagnosi le persone in questa situazione sono spesso sottoposte a biopsie invasive non prive di rischi. Per fare solo le biopsie strettamente necessarie, i ricercatori hanno sviluppato un test molecolare in grado di individuare nel sangue alcuni microRNA liberati dal tumore (i microRNA sono piccole sequenze di RNA che non codificano per proteine). I ricercatori hanno dimostrato che, se il test è positivo, il rischio che uno di questi pazienti sviluppi un cancro del polmone è 30 volte più alto rispetto a coloro nei quali l’esito allo stesso test è negativo. In questo modo potrebbe essere possibile identificare i soggetti a maggiore rischio, nei quali può essere opportuno procedere con la biopsia o ripetere più di frequente la LDCT.

Può un semplice prelievo di sangue predire, anche con due anni di anticipo, l’insorgenza di un tumore del polmone? Sì, secondo uno studio tutto italiano pubblicato sul Journal of Clinical Oncology: a dimostrazione che nella lotta al cancro, nonostante i pochi fondi, il Belpaese è in prima fila. Il risultato, benché confortante, è però ancora lontano dall’applicazione clinica. Ma il solco è ormai tracciato.

L’indagine è stata svolta su campioni di sangue raccolti da 939 forti fumatori: di questi 870 non presentavano la malattia, mentre 69 erano già malati. Nell’analisi longitudinale nei campioni di plasma, il test si è dimostrato in grado di identificare il tumore fino a due anni prima della diagnosi ottenuta con la tac spirale. Il test dei microRna - molecole che, fra le altre cose, regolano la produzione delle proteine e ne controllano i meccanismi di crescita - ha dimostrato una sensibilità dell’87%. L’alta specificità del test ha ridotto notevolmente il numero dei falsi positivi individuati dalla tac che aveva identificato noduli sospetti in forti fumatori, rivelatisi poi non malati di cancro polmonare.

Un esame non rimpiazza l’altro se, per dirla con le parole di Ugo Pastorino, direttore dell’unità operativa di chirurgica toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, «la riduzione dei falsi positivi ottenuta combinando i risultati del test dei microRna e della Tac spirale può portare alla riduzione dei costi e dei rischi associati alle ripetute indagini radiologiche e alle altre metodologie diagnostiche, più invasive per il paziente».

Oltre a questo, il test dei microRna, effettuato su un semplice campione di sangue, ha mostrato affidabilità a prescindere dallo stadio della neoplasia incrociata e dall’intervallo di tempo occorso tra l’analisi molecolare e l’identificazione del tumore per mezzo della tac. Si tratta di particolari Rna in grado di modulare l’espressione genica. L’espressione nei tumori risulta alterata: spesso per difetto. La loro efficacia nella diagnosi precoce è molto dibattuta, negli ultimi anni. Diversi riscontri positivi sono giunti anche da studi riguardanti tumori al pancreas, al seno, al colon-retto, linfomi.

Identikit del Tumore del Polmone Senza Radiazioni Né Aghi

Ottenere un identikit del tumore del polmone senza usare né radiazioni né aghi, studiando i fluidi biologici. È l’obiettivo del nuovo progetto di ricerca dell’Istituto Europeo di Oncologia, finanziato con i fondi del 5x1000, per sconfiggere il big killer numero uno fra tutti i tumori.

«Il paradosso del tumore polmonare è che è allo stesso tempo un tumore fra i più letali e fra i più guaribili - spiega Lorenzo Spaggiari, Direttore del Programma Polmone IEO e Principal Investigator dello studio - Attualmente la malattia ha un tasso di sopravvivenza a 5 anni calcolata al 54%, se è agli esordi e ancora localizzata. Ma la guaribilità è direttamente proporzionale alla precocità della diagnosi, può andare ben oltre questa soglia e arrivare fino all’80%. La chirurgia infatti ha sviluppato tecniche mininvasive, fra cui la chirurgia robotica, in grado di trattare i tumori piccoli con la massima efficacia oncologica, oltreché con la minima tossicità per la persona. Da questo quadro nasce la necessità di trovare uno strumento di screening di popolazione che sia, oltre che efficace, anche accessibile ai sistemi di salute pubblica. La TAC a basse dosi ha dimostrato scientificamente di essere in grado di identificare tumori iniziali ma, a causa dei suoi alti costi e il rischio di falsi positivi, il suo uso clinico deve essere limitato a gruppi ben selezionati.

IEO è stato fra i primi in Italia a impegnarsi nella ricerca di nuovi metodi di diagnosi precoce del tumore polmonare e da questa esperienza quasi ventennale è nato il Lung Cancer Screening Project. L’idea originale è di combinare i risultati dell’analisi di respiro, urine e del sangue, per delineare, nei soggetti a rischio, un profilo di rischio individuale di sviluppare il tumore polmonare. «Il tumore è una malattia eterogenea e dunque la sua prevenzione non può che essere personalizzata- spiega Roberto Gasparri, chirurgo toracico IEO e co-principal investigator dello studio- Per raggiungere questo obiettivo vogliamo effettuare per la prima volta un‘analisi, sia quantitativa che qualitativa, delle particelle che il tumore produce e rilascia: i composti organici volatili (VOCs) nel respiro e nelle urine, e le proteine nel sangue.

Confronteremo i dati di due grandi gruppi di soggetti: 200 malati, reclutati presso il nostro Istituto, e 200 soggetti sani ma con un elevato rischio di tumore polmonare (forti fumatori, pazienti con BPCO, enfisema o asma). Siamo convinti di ottenere così un identikit del tumore negli stadi precoci, quando è così piccolo che neppure la Tac lo può rilevare. Le tre analisi sono accomunate dal fatto di essere non-invasivi e di rapida e facile esecuzione.

  • Il Breath Test (test del respiro) analizza l’esalato respiratorio attraverso un piccolo dispositivo elettronico (chiamato “naso elettronico”) che permette di differenziare i pazienti con tumore del polmone dagli individui sani.
  • L’analisi delle urine nasce invece da uno studio precedente che ha testato la capacità olfattiva più potente in natura: quella dei cani.
  • Infine per completare il puzzle diagnostico verrà analizzato anche il sangue. Come per gli altri fluidi biologici anche all’interno del sangue è possibile riconoscere i prodotti del metabolismo tumorale, la maggioranza rappresentate da proteine o prodotti della loro degradazione.

Un prelievo del sangue è in grado di individuare il tumore del polmone fino a due anni prima della diagnosi ottenuta con TC spirale: lo dimostrano i risultati di uno studio condotto all'Istituto tumori di Milano.

Test Genomico e Biopsia Liquida

Il test genomico permette di effettuare una valutazione genetica del tumore. A partire da piccoli campioni di tessuto tumorale prelevato dal paziente, i test più innovativi oggi disponibili analizzano contemporaneamente un ampio numero di geni per rilevare le mutazioni all’origine del tumore. Il risultato finale consiste in una sorta di “identikit” del tumore al polmone, che può supportare l’oncologo nell’attuare scelte terapeutiche personalizzate per il paziente, in funzione delle specifiche caratteristiche del tumore.

Un’importante opportunità terapeutica è rappresentata anche dagli studi clinici che, nella maggior parte dei casi, richiedono l’invio di materiale istologico presso laboratori centrali, in cui vengono analizzati i marcatori molecolari, utili per la scelta di farmaci nuovi e non ancora entrati nella pratica clinica standard.

Il test genomico si effettua su piccoli campioni di tessuto solido (biopsia tissutale) o liquido (biopsia liquida). La Biopsia liquida viene effettuata con un semplice prelievo di sangue analizzato per identificare i marcatori molecolari.

Esami del Sangue per la Diagnosi di Tumore: Quali Valori Controllare

Un esame molto utile per avere quadro generale della salute di una persona, sia per un’analisi di routine sia in presenza di possibili problematiche, è l’emocromo: tramite un piccolo prelievo di sangue è infatti possibile diagnosticare infezioni, infiammazioni, malattie autoimmuni e addirittura tumori. In quest’ultimo caso i valori che più comunemente vengono presi in considerazione sono: i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine.

  • Globuli rossi: Una prima spia di tumore può accendersi quando i globuli rossi diminuiscono bruscamente nel giro di poco tempo, fino ad arrivare a un valore inferiore agli 8 grammi per decilitro. Se, al contrario, i valori dei globuli rossi aumentano superando i 5,8 milioni per millimetro cubo e l’emoglobina oltrepassa 16,5 grammi per decilitro, è possibile parlare di una rara forma di tumore del sangue chiamata policitemia vera.
  • Globuli bianchi: I valori normali dei globuli bianchi si aggirano tra i 4.000 e i 10.000 per microlitro, quando questi diminuiscono (meno di 1.000-500) è possibile riscontrare complicazioni al midollo osseo anche gravi.
  • Piastrine: Piastrine nettamente basse, in particolare se accompagnate da alterazioni di globuli bianchi e anemia, possono essere sintomo di un cattivo funzionamento del midollo.

Oltre questi tre parametri, molte volte è utile analizzare anche i cosiddetti marcatori tumorali. Si tratta di molecole, il più delle volte proteine, che possono essere rilevate nel sangue e i cui valori possono indicare la presenza di un tumore. Questo accade perchè le cellule tumorali si replicano molto più velocemente di quelle sane e in questo processo rilasciano nel sangue elevate quantità di proteine (tra cui i marcatori tumorali).

Tabella degli Esami per la Diagnosi del Tumore al Polmone

Esame Descrizione Scopo
LDCT Tomografia computerizzata a basso dosaggio del torace Individuare precocemente noduli polmonari
Analisi del Sangue Ricerca di microRNA e altri biomarcatori Predire il rischio di sviluppare tumore e ridurre falsi positivi
Test Genomico Analisi genetica del tumore Personalizzare le terapie
Biopsia Liquida Prelievo di sangue per identificare marcatori molecolari Monitorare l'evoluzione del tumore

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