Il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus L.), noto anche come bilberry, è un piccolo arbusto perenne appartenente alla famiglia delle Ericaceae. È ampiamente diffuso nel sottobosco e nelle radure delle zone montane e submontane in quasi tutta Europa, sino alla Siberia e al Caucaso; in Italia è presente sia sulle Alpi sia sugli Appennini.
La pianta, alta fino a 60 cm, presenta un fusto angoloso, verde e molto ramificato, che si origina da un rizoma strisciante. Le foglie sono ovali, leggermente dentate, di colore verde brillante, lunghe 1,5-2,5 cm. I fiori sono piccoli a forma di campana, rossicci o rosa verdognoli, e sbocciano da aprile a giugno.
Uso Tradizionale e Scoperta delle Proprietà
L’uso medicinale dei frutti e delle foglie di mirtillo nero è scarsamente documentato nei testi antichi; il loro utilizzo per il trattamento di calcoli della vescica, disturbi biliari, coliti, dissenteria, tosse, tubercolosi polmonare e scorbuto è stato documentato a partire dal XVI secolo.
L’interesse verso le attività farmacologiche dei frutti è nato durante la 2a guerra mondiale, in quanto i piloti della Royal Air Force, l’aviazione inglese, riferivano che, dopo aver mangiato la marmellata di mirtillo nero, notavano un miglioramento dell’acuità visiva notturna, oltre a un più veloce adattamento all’oscurità e al recupero più veloce dell’acutezza visiva dopo l’esposizione alla luce abbagliante.
Nella medicina popolare i frutti sono utilizzati per il trattamento di diarrea e dissenteria, delle infiammazioni della bocca e della gola; il decotto delle foglie per abbassare la glicemia nel diabete.
Componenti Attivi e Proprietà
I costituenti principali e caratteristici e biologicamente attivi contenuti nei frutti sono:
- Antocianine (cianidina, delfinidina, petunidina, peonidina)
- Flavonoidi (quercitrina, isoquercitrina, iperoside, astragalina)
- Acidi organici (acido citrico e acido malico)
- Acidi fenolici e altri fenoli
- Tannini (principalmente tannini del catecolo, ma anche catechine ed epicatechine)
- Pectine e vitamina C
In generale, la ricerca si è concentrata maggiormente sui frutti di mirtillo nero rispetto alle sue foglie. Nei modelli animali gli estratti di mirtillo nero hanno evidenziato effetti di modulazione sulla resistenza e la permeabilità capillare.
Mirtillo Nero e Funzione Visiva
I benefici del mirtillo nero sulla funzione visiva sono stati inizialmente avvalorati da diversi studi clinici condotti negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, anche se, successivamente, la loro qualità è stata considerata insoddisfacente. Una revisione sistematica della letteratura più recente (2004) ha valutato 12 studi clinici controllati con placebo, per un totale di 425 soggetti che hanno assunto antocianosidi da mirtillo nero in dosi giornaliere da 12 a 2880 mg, per periodi variabili da 4 a 28 giorni.
La revisione ha concluso che l’attività del mirtillo nero sul miglioramento della visione notturna non è supportata da studi rigorosi, in quanto i dosaggi degli estratti utilizzati erano troppo variabili e di differente provenienza geografica, con una possibile diversità nella composizione degli antocianosidi; inoltre, in 11 studi i soggetti coinvolti avevano una vista normale o superiore alla media e non sono stati perciò evidenziate modifiche significative nella visione notturna.
Successivamente è stata valutata anche la capacità del mirtillo nero di alleviare i sintomi della sindrome dell’occhio secco, un disturbo oculare causato da una ridotta produzione lacrimale, che può un impatto significativo sulla funzione visiva e influenzare la qualità della vita. Lo studio di confronto a gruppi paralleli, randomizzato in doppio cieco e controllato con placebo, è stato condotto su 22 pazienti con sindrome dell’occhio secco che assumevano 160 mg al giorno di un estratto di mirtillo nero standardizzato (36% di antocianine) o il placebo.
Un più recente studio di confronto a gruppi paralleli, randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo ha valutato gli effetti dell'assunzione a lungo termine di un estratto di mirtillo standardizzato (36,89% di antocianine; 240 mg di estratto una volta al giorno) sull’accomodazione del muscolo ciliare affaticato da lavoro al videoterminale. Lo studio, durato 12 settimane, ha coinvolto un totale di 109 uomini e donne adulti sani di età compresa tra 20 e 60 anni.
Mirtillo Nero, Antocianine e Glicemia
Il mirtillo nero è una delle più ricche fonti di antocianine, sostanze a cui è riconosciuta una importante azione antiossidante che risulta utile nella prevenzione delle malattie metaboliche e cardiovascolari.
Uno studio ha dimostrato che i pazienti con diabete mellito di tipo 2 che avevano ingerito una singola dose orale di estratto di mirtillo (standardizzato al 36% di antocianine), mostravano livelli di insulina e glucosio nel sangue postprandiale più bassi rispetto al gruppo placebo.
Un altro studio, in cui i pazienti avevano aggiunto 400 g di mirtilli freschi alla loro dieta per 8 settimane, ha mostrato una correlazione inversa tra l'assunzione alimentare di mirtilli e il livello di glucosio plasmatico a digiuno, ma la sensibilità all'insulina è rimasta invariata.
Tuttavia, altri studi clinici hanno indicato che non vi erano state differenze significative nel glucosio plasmatico a digiuno tra il gruppo trattamento e il gruppo di controllo dopo l'integrazione alimentare con 320 mg di antocianine da mirtillo nero al giorno per 12 settimane (120 pazienti con dislipidemia), o dopo aver ingerito 400 g di mirtilli freschi al giorno per 2 mesi (37 soggetti con sindrome metabolica).
Anche le foglie di mirtillo nero sono un rimedio popolare utilizzato in molti paesi nel trattamento del diabete. L'uso di frutti di mirtillo nero e dei suoi estratti ricchi di antocianine per problemi di microcircolo e insufficienza venosa periferica è supportato dalla monografia dell’European Medicines Agency - EMA (2015), in cui è indicato l’uso come medicinale tradizionale a base di erbe “per alleviare i sintomi di disagio e pesantezza delle gambe legati a piccoli disturbi circolatori venosi” e “per alleviare i sintomi della fragilità capillare cutanea”.
Nella monografia dell’EMA la dose singola raccomandata di estratto secco titolato al 36% in antocianosidi, corrispondenti al 25 di antocianidine, è di 80-180 mg, per un massimo di dose giornaliera fino a 160-540 mg.
Mirtillo Nero e Diabete: Ulteriori Studi
Secondo una nuova ricerca britannica, la presenza di mirtilli ai pasti potrebbe ridurre i livelli di zuccheri nel sangue e di insulina anche dopo un menu abbondante. Che il consumo regolare di frutta sia protettivo nei confronti del diabete o che il consumo a fine pasto di frutti ricchi di antociani come quelli di bosco possa esercitare un effetto sul rialzo glicemico sono acquisizioni abbastanza recenti della ricerca scientifica. E che mostrano un effetto benefico sul controllo degli zuccheri nel sangue a prescindere dall’indice glicemico dei diversi frutti.
Tornando allo studio appena pubblicato, del tipo randomizzato e controllato in doppio cieco, i ricercatori hanno reclutato 45 partecipanti, tutti con sindrome metabolica, ossia un insieme di fattori di rischio (come obesità, ipertensione, insulino-resistenza, colesterolo ldl alto) di andare incontro a malattie cardiovascolari e diabete. Al primo è stata data una bevanda sostitutiva del pasto simile a un frappè molto calorico (con quasi 1000 calorie e simile come profilo nutrizionale a un menu da fast food a base di hamburger e patatine fritte) con l’aggiunta di 26 g di mirtilli in polvere (equivalenti a una tazza di mirtilli freschi).
I risultati hanno mostrato che nel “gruppo dei mirtilli” si è verificata una riduzione dei livelli sia della glicemia che dell’insulinemia, un abbassamento del colesterolo totale e un miglioramento del cosiddetto colesterolo buono (hdl) nelle 24 ore successive al pasto. "Questo è il primo studio del suo genere condotto in una popolazione a rischio, adulti con sindrome metabolica, una condizione che colpisce quasi il 40% degli americani e un adulto su quattro in Gran Bretagna", ha affermato Aedin Cassidy, l’autore principale dello studio.
Foglie di Mirtillo Nero e Diabete
Un’attenzione sensibilmente inferiore è riservata invece alle foglie, anch’esse in grado di agire con una serie di effetti “anti” o di favorire il controllo, in associazione a terapie più tradizionali, di alcune patologie, tra queste il diabete. Alle foglie del Vaccinium myrtillus (VM), arbusto della famiglia delle Ericaceae, genere Vaccinium, presente soprattutto nelle regioni montuose dell’Europa, dell’Asia e del Nord America, sono riconosciute diverse proprietà, quali un’azione antibatterica, antivirale, anticarcinogena e antinfiammatoria, pertanto impiegate con queste varie funzioni nella gestione di diverse patologie.
Non vanno tuttavia trascurati gli effetti positivi che le foglie di mirtillo possono esercitare nel contrasto all’azione dei radicali liberi, stress ossidativo e non ultimo sul controllo del diabete e/o gli effetti ipolipemizzanti. I benefici delle foglie di mirtillo dipenderebbero soprattutto dai polifenoli e da composti fenolici le cui capacità antiossidanti sarebbero attestate da studi in vitro e in vivo, nei quali spicca l’azione soprattutto di alcune specie della famiglia delle Ericaceae.
Mentre per quanto riguarda specificatamente il diabete gli esiti si otterrebbero soprattutto per la presenza di cromo trivalente, un sensibilizzatore dell’insulina, capace cioè di modulare la fosforilazione dei recettori che legano l’insulina. Azione che, tuttavia, si ritiene supportata da altri elementi/composti, stante che i livelli di cromo contenuti nelle foglie di mirtillo sono piuttosto bassi.
In funzione di questi risultati, i ricercatori stimano che le foglie di mirtillo possano avere effetti secretagoghi e/o capacità di ripristinare la funzione delle cellule beta, favorita anche dalla presenza di un pool di flavonoidi rilevati in quantità maggiori nelle foglie: miricetina, quercetina 3-O-rutinoside, quercetina 3-O-galattoside e quercetina, sostanze ritenute potenziali modulatori della secrezione di insulina.
Le foglie di mirtillo non possono essere ritenute tossiche, tuttavia è raccomandata un’attenzione all’uso funzionale alla presenza di tannini. Questi possono infatti indurre stitichezza, favorire la formazione di complessi con proteine e proteasi (glicoproteine, enzimi batterici intestinali), ostacolare l’assorbimento dei nutrienti e/o diminuirne la digeribilità.
Mirtilli e Rischio di Diabete di Tipo 2
Mangiare frutta intera - in particolare mirtilli, uva e mele - riduce sensibilmente il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2, tra le piaghe del nuovo millennio. Discorso esattamente opposto per gli assidui consumatori di succhi di frutta.
Sono le conclusioni a cui è giunto un gruppo di ricercatori della facoltà di medicina dell’Università di Harvard che hanno monitorato le condizioni di salute di tre ampi gruppi di osservazione utilizzati in precedenti indagini: poco più di 190mila individui, tutti sani al momento dell’arruolamento, osservati complessivamente tra il 1984 e il 2008. L'indice glicemico elevato dei succhi di frutta è una delle chiavi di lettura che permette di spiegare la correlazione rischiosa tra il consumo di succo di frutta e un aumento del rischio diabete 2.
Secondo i ricercatori, invece, gli effetti benefici di taluni singoli frutti potrebbero essere dovuti alla presenza di alcune particolari molecole. Precedenti studi avevano infatti collegato gli antociani presenti nelle bacche e nell’uva alla riduzione del rischio di infarto del miocardio.
Diversi esperimenti hanno finora dimostrato come l’impiego di questi composti nei topi diabetici aumenti la captazione di glucosio dal torrente circolatorio e il successivo utilizzo da parte del tessuto adiposo e del muscolo scheletrico. Ma non solo: l’azione dei flavonoidi si è dimostrata a più riprese efficace sulle cellule chiamate a rispondere all’input dell’insulina. A uscirne vincitori, ancora una volta, sono mirtilli, uva e mele.
Mirtillo Nero: un Alimento Funzionale
Il mirtillo nero è molto più di un semplice frutto: è una vera risorsa per la salute. Come per ogni alimento funzionale, l’efficacia dipende dalla qualità del prodotto, dalla modalità di assunzione e dalla costanza nel tempo.
Per chi soffre di diabete di tipo 2 consumare mirtilli secchi o disidratati può essere un buon modo per assumere fibre e zuccheri ottenendo una risposta glicemica positiva.
Mirtillo Nero Selvatico
Il mirtillo nero selvatico, “Vaccinium myrtillus”, è un piccolo frutto ricco di proprietà benefiche per il nostro organismo. Cresce spontaneamente nei boschi e negli ambienti montani, lontano da inquinamento e coltivazioni intensive, e rappresenta una delle fonti naturali più preziose di nutrienti e antiossidanti.
Il mirtillo nero selvatico è naturalmente biologico, grazie alla sua crescita spontanea in ambienti incontaminati. Questo piccolo frutto si distingue per la sua composizione unica, che lo rende un alimento funzionale per eccellenza.
Il consumo regolare di mirtillo nero selvatico o del suo estratto puro può offrire numerosi vantaggi per la salute. Grazie agli antociani, il mirtillo nero contrasta l'azione dei radicali liberi, responsabilità dello stress ossidativo e dell'invecchiamento cellulare.
Le vitamine ei nutrienti presenti nel mirtillo nero migliorano la microcircolazione nella retina, favorendo una visione più nitida, specialmente in condizioni di scarsa luminosità. Gli antociani ei polifenoli presenti nel mirtillo nero contribuiscono a migliorare l'elasticità dei vasi sanguigni, a ridurre la pressione arteriosa e abbassare i livelli di colesterolo “cattivo” LDL.
Questo frutto è utile per chi cerca di mantenere un peso corporeo equilibrato o per chi si trova a dover gestire squilibri connessi con il diabete di tipo 2.
I frutti non presentano tossicità o effetti secondari e possono essere consumati freschi, essiccati, sotto forma di succo puro o concentrato, marmellata, estratto secco in capsule.
Effetti del Mirtillo su Glicemia e Insulina: Meta-Analisi
Nella revisione sono stati inclusi gli studi clinici randomizzati (RCT) che mettevano a confronto gli effetti del mirtillo nero e rosso sui parametri del diabete di tipo 2 (glicemia a digiuno, insulinoresistenza ed emoglobina glicata). Dei 2034 studi identificati, 22 sono stati inclusi nella metanalisi.
Le conclusioni finali, indicano come nei diabetici il consumo di mirtillo o mirtillo rosso abbia dimostrato di ridurre significativamente la glicemia a digiuno (-17,72 mg/dl) e l’emoglobina glicata (-0,32%) rispetto al placebo, mentre per l'insulino-resistenza gli effetti sono risultati nulli.
“I nostri risultati confermano che, rispetto al placebo, il consumo di mirtillo o mirtillo rosso è in grado di ridurre la glicemia a digiuno, la resistenza all'insulina e l'emoglobina glicata. I risultati, però, si rivelano statisticamente significativi soltanto nella popolazione diabetica, non in quella sana.
“Nella metanalisi sono stati considerati 22 studi comprendenti 993 pazienti non diabetici, diabetici, con sindrome metabolica, in sovrappeso, con steatosi epatica, obesi o con cardiopatia ischemica. Quindi, come tutte le metanalisi, sono stati uniti vari studi con differenti caratteristiche dei pazienti. Trarre delle conclusioni definitive dalle metanalisi è arduo e spesso imprudente.
Tabella Riepilogativa degli Effetti del Mirtillo su Parametri Metabolici
| Parametro | Effetto nei Diabetici | Effetto nei Non Diabetici |
|---|---|---|
| Glicemia a digiuno | Riduzione significativa (-17.72 mg/dl) | Nessun effetto significativo |
| Emoglobina glicata | Riduzione significativa (-0.32%) | Nessun effetto significativo |
| Insulino-resistenza | Nessun effetto | Nessun effetto |
Sicurezza e Dosaggio
L’uso del mirtillo nero e dei suoi preparati è generalmente considerato sicuro e privo di effetti collaterali. È stato riconosciuto come erba di classe 1 dall'American Herbal Products Association, il che significa che è considerato sicuro da consumare se usato in modo appropriato. Negli studi clinici non è stato riportato nessun effetto avverso noto.
A causa dell'attività antiaggregante piastrinica del mirtillo nero, i soggetti che ne assumono una dose elevata e per lunghi periodi in combinazione con farmaci antiaggreganti devono essere monitorati per i possibili disturbi emorragici.
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