Le dislipidemie sono condizioni cliniche molto comuni caratterizzate da elevati livelli di lipidi nel sangue. Si tratta di condizioni in cui l’aumento di colesterolo e/o dei trigliceridi può derivare da cause ereditarie (genetiche), ma più spesso da un inadeguato stile di vita. Se non curate, possono causare gravi conseguenze. Generalmente, insieme ai trigliceridi, può essere necessario mantenere basso anche il livello del colesterolo per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari.
Ipertrigliceridemia: Cause e Trattamenti
L'ipertrigliceridemia è una forma di dislipidemia in cui i livelli sierici di trigliceridi sono molto più elevati rispetto alla norma. In un uomo adulto, si parla di trigliceridi alti quando la loro concentrazione nel sangue è compresa tra i 200 ed i 499 mg/dl; valori superiori rimandano ad una condizione di estrema gravità. Numerosi sono i casi di ipertrigliceridemia familiare, dipendente da un difetto genetico, in cui i trigliceridi alti non sono correlati all'ipercolesterolemia. L'ipertrigliceridemia è spesso inquadrata nel contesto della sindrome metabolica, contraddistinta da diabete, ipertensione ed obesità, che aumenta esponenzialmente il rischio di contrarre malattie cardiovascolari.
L'obiettivo del trattamento è il controllo di tutte quelle condizioni patologiche associate all'ipertrigliceridemia. La terapia farmacologica è spesso indispensabile per mantenere i livelli di trigliceridi all'interno del range fisiologico. La correzione dei fattori predisponenti, infatti, rientra sia tra le regole di prevenzione primaria dell'ipertrigliceridemia, sia tra le misure profilattiche per contenere il rischio cardiovascolare.
Farmaci Comunemente Usati
- Fibrati
- Statine
- Derivati dell'acido nicotinico
- Acidi omega-3
- Sequestranti degli acidi biliari
Fibrati: Meccanismo d'Azione ed Esempi
I farmaci fibrati sono una classe di farmaci capaci di ridurre le concentrazioni plasmatiche di colesterolo e trigliceridi. Dal punto di vista chimico, i fibrati sono analoghi dell'acido fenossiisobutirrico; a tal proposito, si ricorda che, per lo svolgimento dell'azione terapeutica, la presenza del gruppo isobutirrico è di fondamentale importanza. L'azione ipolipidemizzante dei farmaci fibrati fu scoperta nel 1962. I farmaci comunemente usati per abbassare l'ipertrigliceridemia, si chiamano fibrati e sono stati scoperti negli anni ‘60. I farmaci di questa classe disponibili in Italia sono il gemfibrozil, il fenofibrato e il bezafibrato.
I fibrati aumentano l’attività della lipoproteina lipasi e agiscono attivando un recettore nucleare chiamato PPAR, che aumenta la trascrizione di geni coinvolti a vari livelli nel metabolismo dei trigliceridi. Mediando l’aumento dell’espressione di apoproteine A-I e A-II, inducono anche un aumento delle lipoproteine HDL che, trasportando il colesterolo al fegato, consentono di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. I fibrati interagiscono con isoforme di PPAR diverse.
Esempi di fibrati includono:
- Fenofibrato
- Gemfibrozil
Come per altri farmaci ipolipemizzanti, sono stati riportati, in alcuni pazienti, aumenti dei livelli delle transaminasi. Nella maggioranza dei casi questi aumenti sono stati transitori, lievi e asintomatici. Disturbi gastrici o intestinali (dolore addominale, nausea, vomito, diarrea e flatulenza) di moderata severità sono comuni; meno frequenti: rossore cutaneo, prurito, orticaria o reazioni di fotosensibilità, suggestivi di allergia al farmaco. Il fenofibrato, assunto per errore da una persona che non è affetto da alti livelli di grassi ematici, può raramente dare qualche disturbo gastro-intestinale ma non produce alcun danno. Il fenofibrato aumenta l’effetto degli anticoagulanti orali e può aumentare il rischio di sanguinamento. Alcuni casi gravi di insufficienza renale sono stati riportati durante l’assunzione concomitante di fenofibrato e ciclosporina (immunosoppressore).
Associazione Fibrati-Statine
L'associazione fibrati-statine benché rientri nella terapia di diverse dislipidemie, suscita alcuni dubbi in merito alla sicurezza d'uso. Più nel dettaglio, le principali preoccupazioni derivanti dall'uso combinato di queste due classi di farmaci riguardano il potenziale aumento del rischio d'insorgenza di miopatie. Tale aumentato rischio sembra essere maggiore quando è il farmaco fibrato gemfibrozil ad essere associato alle statine.
Statine: Azione e Utilizzo
Le statine sono farmaci ad azione ipocolesterolemica, utilizzati per contrastare o ridurre il colesterolo totale ed LDL. Le statine sono selettive, ovvero sono in grado di ridurre la sintesi del colesterolo LDL (quello “cattivo”), lasciando inalterata l'azione del colesterolo HDL (quello “buono”). Gli effetti collaterali delle statine sono direttamente proporzionali al dosaggio di statina che si assume. Le statine possono causare effetti collaterali come dolori muscolari, debolezza, e in rari casi alterazioni della funzionalità epatica.
Esempi di statine includono:
- Atorvastatina
- Simvastatina
- Pravastatina
Inclisiran: Una Nuova Frontiera
L’AIFA ha dato il via libera alla rimborsabilità per inclisiran: farmaco a base di piccoli RNA (siRna). Si basa sul meccanismo di “RNA silencing” l’innovativo farmaco che ha l’obiettivo di ridurre i livelli di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità, il cosiddetto “colesterolo cattivo”), principale causa dell’aterosclerosi: la patologia vascolare più diffusa al mondo, responsabile della maggioranza degli eventi coronarici e cerebrovascolari acuti. Lo scorso 3 ottobre, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dato il via libera alla rimborsabilità di inclisiran (noto anche con il nome commerciale Leqvio) per gli adulti affetti da ipercolesterolemia primaria (eterozigote familiare e non familiare) o dislipidemia mista.
Inclisiran rientra nella classe delle terapie su RNA, in particolar modo dei farmaci che agiscono con il meccanismo di "RNA silencing". Il principio attivo si basa su una piccola molecola di RNA (Small-Interfering RNA, siRNA) che agisce modulando negativamente l’espressione dell’RNA messaggero (mRNA) responsabile della produzione di PCSK9: una proteina coinvolta nel metabolismo del colesterolo.
Come riportato dall’Agenzia europea per i medicinali, Inclisiran deve essere usato in associazione a una dieta a basso contenuto di grassi e in associazione a una statina - o in aggiunta ad altre terapie ipolipemizzanti orali in pazienti non in grado di raggiungere gli obiettivi per l'LDL-C con la dose massima tollerata di una statina, in pazienti intolleranti o per i quali è controindicato l’uso delle statine. Inclisiran viene somministrato con due iniezioni all'anno, per via sottocutanea.
Altre Opzioni Terapeutiche
Oltre ai fibrati, statine e inclisiran, esistono altre opzioni terapeutiche:
- Volanesorsen: Un oligonucleotide antisenso che blocca l’mRNA responsabile della produzione di un peptide che inibisce l’attività di un enzima (la lipoproteina lipasi) che promuove la degradazione dei trigliceridi.
- Evinacumab: Un anticorpo monoclonale capace di legare una proteina (ANGPTL3) che inibisce la lipoproteina lipasi. Inizialmente sviluppato come trattamento per l'ipertrigliceridemia grave, ha mostrato efficacia anche nella riduzione del colesterolo LDL.
Tabella Riepilogativa dei Farmaci
| Farmaco | Classe | Meccanismo d'Azione | Effetti Collaterali Comuni |
|---|---|---|---|
| Fenofibrato | Fibrato | Aumenta l'attività della lipoproteina lipasi | Disturbi gastrointestinali |
| Atorvastatina | Statina | Inibisce l'enzima HMG CoA reduttasi | Dolori muscolari |
| Inclisiran | Terapia su RNA | Modula l'espressione dell'RNA messaggero di PCSK9 | Nessuno specificato |
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