Farmaci per Abbassare i Trigliceridi: Una Panoramica Completa

Le iperlipidemie sono condizioni patologiche caratterizzate da un aumento nel sangue dei livelli di colesterolo e lipoproteine. Queste sono responsabili delle principali patologie a carico dell'apparato cardiovascolare: aterosclerosi, malattie coronariche, fenomeni trombotici, infarto miocardico.

I farmaci per le iperlipidemie servono a contrastare la presenza nociva di un'eccessiva concentrazione di lipidi (colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi) nel plasma sanguigno.

I farmaci per le iperlipidemie sono commercializzati sotto forma di compresse o capsule da assumere per via orale o sotto forma di soluzioni per iniezioni. Questi farmaci devono sempre essere utilizzati dietro prescrizione medica e seguendo strettamente le indicazioni riguardo alla posologia e alle modalità di assunzione. In gravidanza e allattamento la somministrazione di farmaci per le iperlipidemie richiede un'attenta valutazione dei benefici clinici per la madre e dei rischi potenziali per il nascituro.

Classi di Farmaci Utilizzati

La terapia farmacologica è spesso indispensabile per mantenere i livelli di trigliceridi all'interno del range fisiologico. Di seguito sono elencate le principali classi di farmaci utilizzati per il trattamento dell'ipertrigliceridemia:

  • Fibrati
  • Statine
  • Derivati dell'acido nicotinico
  • Composti degli acidi omega-3

Fibrati

I farmaci fibrati sono una classe di farmaci capaci di ridurre le concentrazioni plasmatiche di colesterolo e trigliceridi. Dal punto di vista chimico, i fibrati sono analoghi dell'acido fenossiisobutirrico; a tal proposito, si ricorda che, per lo svolgimento dell'azione terapeutica, la presenza del gruppo isobutirrico è di fondamentale importanza. I farmaci fibrati possono essere somministrati sia in monoterapia, sia in terapia di associazione con altri farmaci indicati nel trattamento delle dislipidemie, quali sono le statine.

L'azione ipolipidemizzante dei farmaci fibrati fu scoperta nel 1962 da due ricercatori delle Imeprial Chemical Industries, ma fu solo nel 1967 che il capostipite della classe dei fibrati - nel dettaglio, il clofibrato - ottenne l'autorizzazione all'immissione in commercio sul mercato statunitense da parte della FDA (Food and Drug Administration). Tuttavia, sulla base dei dati raccolti durante gli anni nei quali tale principio attivo entrò in terapia, emerse che, per quanto fosse in grado di ridurre i livelli ematici di colesterolo, esso non era altrettanto in grado di ridurre gli eventi cardiovascolari fatali derivanti dalle condizioni d'ipercolesterolemia e d'ipertrigliceridemia. Oltre a questo, si osservò che l'uso del medesimo principio attivo in ambito terapeutico era strettamente correlato a casi di calcolosi biliare.

I farmaci fibrati sono in grado di ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue in maniera più marcata rispetto a quanto non avvenga per gli elevati livelli di colesterolo; tuttavia, l'esatto meccanismo d'azione attraverso il quale questi farmaci espletano la loro attività non è ancora stato del tutto chiarito. Benché gli studi svolti su animali non abbiano riportato casi di teratogenicità derivanti dalla somministrazione di fibrati durante la gestazione, non vi sono studi adeguati condotti sulla sicurezza d'uso del prodotto nelle gestanti.

Ad ogni modo, si consiglia di iniziare il trattamento prima con una statina, per poi passare alla cura con i fibrati (se l'associazione è tollerata); chiaramente, in caso di resistenza alle statine, si raccomanda di scegliere un fibrato.

Esempi di fibrati includono:

  • Fenofibrato
  • Gemfibrozil (es. LOPID, Genlip, Gemfibrozil DOC): per il trattamento dell'ipertrigliceridemia, la posologia normalmente raccomandata è di 600 mg di attivo da assumere per via orale, frazionati equamente in tre dosi giornaliere, preferibilmente 30 minuti prima di colazione e della cena.

Il fenofibrato come tutti i farmaci derivati dell’acido fibrico produce i suoi effetti riducendo nel sangue le particelle aterogeniche ricche in trigliceridi sia attivando la loro rimozione che limitando la loro produzione dal fegato. Il fenofibrato riduce i trigliceridi e ha un effetto seppur modesto, nel ridurre le particelle che trasportano il colesterolo “cattivo” (LDL). Durante gli studi clinici fino ad ora condotti con fenofibrato, il colesterolo totale ed i triglicendi si sono ridotti rispettivamente del 20-25% e del 40-55% mentre il colesterolo HDL è aumentato del 10-30%.

La concomitante prescrizione di fenofibrato con una statina è comunque possibile ma deve essere riservata ai pazienti con dislipidemia combinata severa ed elevato rischio cardiovascolare, senza storia di malattia muscolare.

Statine

Le statine inibiscono la sintesi di trigliceridi e colesterolo, abbassandone i livelli sierici. Le statine sono farmaci ad azione ipocolesterolemica, ovvero utilizzati per contrastare o ridurre il colesterolo totale ed LDL. Le statine sono selettive, ovvero sono in grado di ridurre la sintesi del colesterolo LDL (quello “cattivo”), lasciando inalterata l'azione del colesterolo HDL (quello “buono”).

Benché vengano utilizzate anche per ridurre i livelli sierici dei trigliceridi, le statine sono più utilizzate in terapia per abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue; ad ogni modo, risultano efficaci anche nel trattamento dell'ipertrigliceridemia lieve. Questi farmaci esercitano la propria attività terapeutica attraverso l'inibizione dell'enzima 3-idrossi-3-metilglutaril coenzima A (HMG CoA) reduttasi, implicato nella sintesi del colesterolo nel fegato.

Esempi di statine includono:

  • Atorvastatina (es. Totalip, Torvast, Xarator). In genere, la dose iniziale varia dai 10 ai 40 mg al dì, da assumere per via orale. Proseguire con questa posologia per 2-4 settimane. La dose di mantenimento prevede l'assunzione di 10-80 mg di attivo al dì. Per i bambini affetti da ipertrigliceridemia familiare, si raccomanda di assumere 10 mg al giorno (max.
  • Simvastatina (es. Zocor, Simvastat, Omistat, Quibus, Setorilin). Si raccomanda di iniziare la cura con una dose di farmaco variabile dai 10 ai 20 mg, da assumere per via orale, una volta al giorno. La dose di mantenimento prevede di assumere 5-40 mg di attivo al dì (una volta al giorno, la sera). Talvolta il farmaco è formulato con altri principi attivi, come ad esempio il Sitagliptin (es. Juvisync), utile per contrastare il diabete nel contesto dell'ipercolesterolemia/ipertrigliceridemia, e l'Ezetimibe (es. Vytorin). Per la cura dell'ipertrigliceridemia familiare, si consiglia di assumere una dose di farmaco di 10 mg per i ragazzi di età compresa tra i 10 ed i 17 anni, eventualmente modulando la dose ogni 4 settimane. Per i bambini di età inferiore ai 5 anni aventi questo problema, ridurre la dose iniziale a 5 mg al giorno, per poi aumentarla gradualmente sino a 10mg/dì, ogni 4 settimane.
  • Pravastatina (es. Selectin, Langiprav, Sanaprav). Indicativamente, per la cura dell'ipertrigliceridemia, assumere il farmaco alla posologia di 10-40 mg, per via orale, una volta al giorno. Per la dose di mantenimento, è possibile assumere 40-80 mg di farmaco al giorno (l'aumento della dose può essere effettuato ogni 4 settimane).

Gli effetti collaterali delle statine sono direttamente proporzionali al dosaggio di statina che si assume (ad es.

Derivati dell'Acido Nicotinico

L'acido nicotinico, in monoterapia, non è assai utilizzato, a causa dei suoi effetti collaterali considerevoli. Ad ogni modo, si osserva cha alla posologia di 1,5-3 mg al giorno, il farmaco inibisce la sintesi di trigliceridi e di colesterolo, abbassandone così i livelli sierici.

  • Acipomix (es. Olbetam): si tratta di un derivato dell'acido nicotinico, utilizzato in terapia per il trattamento dell'ipertrigliceridemia, alla posologia di 500-750 mg al giorno, equamente frazionati in più dosi giornaliere. Il farmaco, anche se provoca meno effetti collaterali rispetto l'acido nicotinico, è anche meno efficace.

Composti degli Acidi Omega-3

In questa categoria rientrano sia i trigliceridi omega-3 marini, che gli esteri etilici degli acidi omega-3. La somministrazione dei composti degli acidi omega-3 risulta utilissima per prevenire le complicanze (es.

  • Omega-3 (es. Esapent, Seacor, Eskim): indicativamente, assumere 4 grammi di farmaco al giorno, in un'unica dose o in due dosi frazionate.

Altri Farmaci e Approcci Terapeutici

  • Volanesorsen: è un oligonucleotide antisenso che blocca l’mRNA responsabile della produzione di un peptide che inibisce l’attività di un enzima (la lipoproteina lipasi) che promuove la degradazione dei trigliceridi. Nel 2019 l’EMA ha espresso parere favorevole all’immissione in commercio di volanesorsen in pazienti con una sindrome familiare caratterizzata da elevati livelli di trigliceridi ed episodi di pancreatite.
  • Evinacumab: è un anticorpo monoclonale capace di legare una proteina (ANGPTL3) che inibisce la lipoproteina lipasi. Inizialmente sviluppato come trattamento per l'ipertrigliceridemia grave, ha mostrato efficacia anche nella riduzione del colesterolo LDL.

Considerazioni Importanti

L'obiettivo del trattamento è il controllo di tutte quelle condizioni patologiche satellite che si associano all'ipertrigliceridemia. Spesse volte i trigliceridi alti sono accompagnati anche da un'alterazione della pressione sanguigna e dei valori sierici di colesterolo, dall'obesità, dalla dieta squilibrata e dalla sedentarietà. È proprio da qui che la cura deve iniziare: la correzione dei fattori predisponenti, infatti, rientra sia tra le regole di prevenzione primaria dell'ipertrigliceridemia, sia tra le misure profilattiche per contenere il rischio cardiovascolare.

Le informazioni fornite in questo articolo non intendono sostituire il rapporto diretto tra professionista della salute e paziente. Consultare sempre il proprio medico curante e/o lo specialista prima di assumere qualsiasi farmaco.

leggi anche: