Praticare un'attività autoerotica, ovvero masturbarsi, significa stimolare i propri organi genitali ed altre parti del nostro corpo, non solo per procurarsi piacere. Sebbene la masturbazione possa entrare in conflitto con alcuni precetti religiosi o culturali, praticare sesso con sé stessi raramente ha conseguenze negative.
Oggi si considera assolutamente normale che le persone si masturbino da sole o in presenza di un partner consenziente, quindi nel totale rispetto per l’altra persona. Tuttavia, se la frequenza con cui una persona si masturba interferisce con il lavoro, le relazioni o altri aspetti della vita quotidiana, allora potrebbe essere un segnale di masturbazione eccessiva o compulsiva, eventualmente di “ipersessualità”.
Spesso la masturbazione, quando compulsiva, viene agita per calmierare forti emozioni negative, come ansia, rabbia, tristezza oppure per reagire - in maniera disfunzionale - alla noia del quotidiano, ai problemi personali e ai pensieri negativi. La cosa importante è che la persona riconosca gli effetti negativi che un comportamento caratterizzato da eccessiva masturbazione possa provocare sulla qualità della propria vita individuale e relazionale.
Nella coppia adulta possono verificarsi situazioni nelle quali la masturbazione può togliere esperienze di intimità, sessualità e comunicazione condivisa, rendendo meno disponibile uno dei partner rispetto all’altro. La masturbazione molto frequente può essere un sintomo di scarsa comunicazione sui bisogni sessuali.
La masturbazione può essere usata anche per evitare di affrontare problemi di relazione o per nascondere delle abitudini autoerotiche presenti già prima che iniziasse la relazione di coppia esistente. Uno degli esempi più frequenti riscontrati dal Sessuologo Clinico e/o Psicoterapeuta di Coppia, è la masturbazione idiosincrasica dei maschi, conosciuta anche come “Sindrome masturbatoria traumatica” (1998, Lawrence Sank). Semplificando, essa si caratterizza nell’apprendimento di una modalità “atipica” di masturbarsi che nel tempo diventa un’abitudine.
Per esempio: questi uomini possono masturbarsi in posizione prona e spesso utilizzando cuscini o lo stesso materasso per stimolarsi e quindi procurarsi piacere. Tuttavia, la masturbazione può essere richiesta anche come prescrizione comportamentale dal Sessuologo Clinico.
La masturbazione è una pratica erotica, auto-erotica o etero-erotica, tendente alla provocazione dell'orgasmo e del piacere sessuale al di fuori dell'accoppiamento, mediante l'eccitamento manuale degli organi genitali, sia femminili che maschili.
Ormoni e Piacere: Il Ruolo della Dopamina, Endorfine, Testosterone e Prolattina
La risposta alla domanda sul perché la masturbazione, e la pratica erotica in generale, generino piacere per corpo e mente ha a che fare con la ricompensa cerebrale, su cui agiscono per esempio anche cioccolata, caffeina, nicotina. È per questo che il sesso risulta così piacevole. In buona sostanza, gli stimoli nervosi nella zona genitale di uomini e donne stimolano il sistema di ricompensa del cervello, che porta ad avere un orgasmo.
Il Potere della Dopamina
Tra attività sessuale e masturbazione, e aumento delle funzioni cognitive, c'è un legame biologico dovuto alla produzione di dopamina, il neurotrasmettitore che regola il piacere, e crea una sorta di dipendenza nei confronti di azioni o alimenti-sostanze, che generano benessere. Secondo diversi studi, dopo aver avuto un orgasmo aumenta la concentrazione. A tal proposito, la masturbazione potrebbe migliorare la resa sul lavoro o negli studi.
Alleviare lo Stress e l'Insonnia
Può aiutare ad alleviare lo stress e l'ansia. Mentre l'ossitocina è comunemente conosciuta come "l'ormone dell'amore" e associata al legame sociale, è anche associata allo stress e al rilassamento. Questo ormone svolge un ruolo importante nella regolazione dello stress e nella riduzione dell'ansia. Ciò ha una spiegazione scientifica: la pressione sanguigna si abbassa, e calano i livelli di cortisolo. Il cortisolo è un ormone associato allo stress. Quindi, in tal senso, la masturbazione si rivela una buona tecnica di rilassamento. Aneddoticamente, molte persone usano la masturbazione per conciliare il sonno.
Effetti sull'Autostima e la Vita Sessuale
Potrebbe anche avere un effetto sull'autostima. Molti sessuologi suggeriscono di masturbarsi regolarmente per migliorare la propria vita sessuale. La libido, quindi un sano desiderio sessuale, ne beneficeranno.
Durante la masturbazione, o la pratica sessuale, il cervello invia sangue agli organi sessuali. È un riflesso della stimolazione- non solo fisica, ma anche psicologica- attraverso la mediazione del ramo parasimpatico del sistema nervoso. La frequenza cardiaca e respiratoria aumentano; le terminazioni nervose delle zone genitali e di altre parti del corpo inviano segnali al circuito cerebrale del piacere, conosciuto anche come sistema di ricompensa.
Durante la masturbazione si produce un'inibizione della corteccia orbitofrontale laterale, la parte del cervello che modula la ragione e il controllo. Durante l'orgasmo, è come se questa zona del cervello si spegnesse. Oltre a questo, masturbarsi potrebbe essere fastidioso in caso si traumi sessuali pregressi.
Diabete, Funzione Erettile e Glicemia
Come precedentemente detto, quella che fino a poco tempo fa era chiamata “impotenza” oggi, con maggiore precisione, viene definita nel linguaggio medico corrente “disfunzione erettile”. Orbene, l’impotenza o disfunzione erettile, al di là di ogni discussione semantica sulla terminologia, è certamente una delle più frequenti complicanze del diabete mellito.
Dalle indagini epidemiologiche eseguite in vari Paesi e anche in Italia si può desumere che la disfunzione erettile sia presente nei diabetici in misura tre volte superiore rispetto ai non diabetici. Nella popolazione adulta maschile non diabetica, la frequenza della disfunzione erettile è dell’ordine del 13% con variazioni dal 2-5% a 40 anni al 25-20% a 65 anni.
Malgrado la frequenza con cui la disfunzione erettile si manifesta nella popolazione maschile diabetica e gli effetti negativi che essa può indurre sulla qualità della vita, questa anomalia non riceve ancora dai diabetologi e dagli stessi soggetti che ne sono portatori le stesse attenzioni riservate alle altre complicanze. Infatti, da un lato, non si è propensi a confidarsi col proprio medico o diabetologo per un problema vissuto molto spesso con sofferenza, nella propria intimità e, dall’altro, anche da parte del diabetologo, vi è una certa riluttanza ad affrontare direttamente un argomento considerato ancora un tabù a livello sociale e quindi marginalizzato anche sotto il profilo medico.
Eppure, la disfunzione erettile non dovrebbe essere qualcosa per cui sentirsi imbarazzati o addirittura provare un senso di colpa. Avere una disfunzione erettile non significa essere infertili o incapaci di avere un orgasmo e una eiaculazione. Inoltre, in questi anni, a differenza del passato, si sono resi disponibili farmaci capaci di correggere questo difetto e altri ancora più efficaci sono appena stati commercializzati. È perciò ora che gli uomini che accusano una disfunzione erettile non siano più gravati dal mito che attribuisce al sintomo il significato di una perdita irreparabile di virilità-potenza.
Diabete e Danni Microvascolari
Come abbiamo visto, il pene è una struttura eminentemente vascolare, provvista di un microcircolo particolarmente ricco e di una corrispondente innervazione. Il diabete, o per dir meglio l’eccesso di glucosio nel sangue che è alla base della sua stessa definizione, danneggia le strutture microvascolari, nel rene come nella retina, nel pene e in ogni altro organo e tessuto con vari meccanismi, ma soprattutto con due modalità.
Infatti, il glucosio presente in eccesso si lega alla parete dei vasi e alle proteine strutturali dei tessuti, rendendole meno elastiche e impedendone quindi la distensibilità. Nel pene ciò comporta un difetto di dilatazione delle arterie e dei corpi cavernosi con conseguente minore afflusso di sangue e minore turgidità. Ma, prima ancora che questo avvenga, si verifica un difetto di liberazione nelle terminazione nervose e nei piccoli vasi della sostanza vasodilatatrice per eccellenza, il nitrossido, che, come abbiamo detto, è alla base di questo processo.
A parità di età, la disfunzione erettile è più frequente nel diabete di tipo 1 rispetto al tipo 2 ed è molto strettamente correlata con l’età del soggetto, la durata del diabete e il grado di controllo metabolico. Infatti, al pari delle altre complicanze, la disfunzione erettile sarà tanto più frequente quanto maggiore per intensità e durata sarà l’esposizione alla iperglicemia.
Ne deriva che, al pari delle altre complicanze microangiopatiche del diabete, anche la disfunzione erettile può essere prevenuta mantenendo un controllo metabolico ottimale. Anche l’ipertensione arteriosa, le coronaropatie e vasculopatie periferiche costituiscono altrettanti fattori di rischio per la disfunzione erettile. Fra i tanti attributi negativi, l’abitudine al fumo ha anche quella di favorire, in maniera determinante, la comparsa di impotenza.
La risposta deve essere oggi positiva nella grande maggioranza dei casi. Tuttavia, non sarà mai sufficiente sottolineare come, anche nel caso della disfunzione erettile come delle altre complicanze del diabete, la prevenzione sia più facile da seguire della terapia.
Se invece la disfunzione erettile è già in atto, il paziente deve essere, in primo luogo, rassicurato circa la possibile reversibilità della lesione e aiutato a eliminare la componente psicologica di ansietà e depressione che, di frequente, accompagna il disturbo della funzione sessuale.
Terapie Farmacologiche per la Disfunzione Erettile
La terapia farmacologica si basa oggi solamente sull’impiego degli inibitori della fosfodiesterasi-5 presente appunto nel pene. Come abbiamo ricordato, l’erezione è dovuta alla vasodilatazione indotta dall’ossido nitrico, che si libera dalle terminazioni nervose per effetto della stimolazione sessuale. Il nitrossido stimola la produzione di un secondo messaggero, il GMP ciclico, artefice del rilasciamento della muscolatura liscia e quindi della vasodilatazione.
Il GMP ciclico ha però una vita biologica assai breve, essendo inattivato rapidamente dalla fosfodiesterasi. Negli studi clinici fin qui eseguiti, Sildenafil, Vardenafil e Tadalafil si sono mostrati tutti efficaci nell’indurre un significativo miglioramento della erezione in circa l’80% dei casi.
Una percentuale di successo inferiore, pari all’incirca al 60%, può essere attesa in una popolazione diabetica. Un importante recente studio ha peraltro segnalato come il Vardenafil sia stato giudicato efficace dal 72% dei diabetici intervistati.
Il Sildenafil, è commercializzato con dosaggi da 25- 50-100 mg, il Vardenafil con dosaggi da 5-10-20 mg e, infine, il Tadalafil con dosaggi da 10-20 mg. Un possibile quanto tipico effetto collaterale riguarda una anomalia della visione, dei colori nella regione del blu, con difetto di discriminazione blu-verde. Questo effetto, di per sé innocuo, riscontrato particolarmente con il Sildenafil, è da attribuire alla stimolazione della fosfodiesterasi-6 presente nei coni e bastoncini della retina.
Altri effetti collaterali consistenti in cefalea, “flushing” (rossore) e rinite (naso chiuso) sono da attribuire alla inibizione della fosfodiesterasi della muscolatura liscia vasale, con conseguente vasodilatazione nei vari distretti interessati. La dispepsia (bruciore, peso epigastrico) è dovuta all’interessamento della muscolatura della giunzione gastro-esofagea.
Poiché tutti i farmaci di questa classe agiscono aumentando la disponibilità di nitrossido, ne è proibito l’impiego in associazione con i nitrati, di uso comune nella terapia e nella prevenzione dell’angina pectoris e più in generale nelle coronaropatie. Vi è perciò una controindicazione assoluta all’impiego di questi farmaci in associazione, sia costante sia saltuaria, con i nitroderivati somministrati per os, come per via transdermica (cerotti).
In conclusione, si può ritenere che, al di fuori di queste limitate controindicazioni, l’impiego degli inibitori della fosfodiesterasi sia, oltre che efficace in una ampia quota di pazienti, del tutto sicuro.
Esperienze Personali e Gestione della Glicemia
È possibile che il solo meccanismo per l'erezione mi porti alla ipoglicemia? Che tipo di analisi mi consiglia? Il rapporto sessuale rappresenta uno sforzo fisico intenso, paragonabile a percorrere rapidamente 3 piani di scale, che però, in maniera diversa al percorrere le scale, ha una durata prolungata. Un esercizio di questa entità influisce sicuramente sulla gestione delle unità di insulina.
Infatti, nel diabete di tipo 1, è fondamentale che le unità di insulina siano assunte tendendo conto dell'attività fisica che si prevede di svolgere. Quindi, non è tanto il meccanismo dell'erezione in sé che comporta questo problema, ma il consumo energetico legato all'attività fisica intensa.
Fattori che Influenzano la Glicemia
I livelli di glicemia possono essere influenzati da quasi tutto ciò che avviene nel nostro organismo. Oltre agli alimenti e soprattutto al loro contenuto in carboidrati o zuccheri anche altri fattori influiscono in modo variabile sui valori della glicemia nell’arco della giornata.
Gli zuccheri semplici (come quello che si usa in cucina) aumenta rapidamente la glicemia perché è subito disponibile mentre gli zuccheri complessi (presenti nella pasta, nei cereali, nel pane etc) determinano un incremento glicemico più lento perché le catene di zuccheri devono essere scisse prima di poter essere utilizzate.
La vita sedentaria o la riduzione dell’ attività fisica abituale (per esempio d’inverno o nelle giornate di pioggia o di vento o durante i giorni di festa) favoriscono un aumento della glicemia.Lo stress ha un effetto che può essere variabile: nella maggior parte dei casi tende ad alzare il livello della glicemia, in quanto si riduce la sensibilità all’insulina ma in alcune persone può fare aumentare il rischio di ipoglicemia. Non esistono al momento studi autorevoli che abbiamo chiarito in modo definitivo il ruolo degli ormoni dello stress nelle persone diabetiche.
Le malattie tendono ad aumentare i livelli di zucchero nel sangue.Lo sport e l’esercizio fisico aiutano a ridurre la glicemia grazie al maggior consumo di energia che inducono e che favoriscono un utilizzo ottimale dell’insulina. Proprio per questo il primo trattamento del diabete di tipo 2 prevede le sole modifiche della dieta associate ad una regolare attività fisica: non si parla di sport estremi ma di un’attività moderata ma da praticare in modo costante. Se dopo un certo periodo questi cambiamenti nelle abitudini di vita non fossero sufficienti a tenere sotto controllo il diabete, si dovrà ricorrere ai farmaci ipoglicemizzanti orali, che come dice il nome stesso, aiutano ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue.
La terapia ipoglicemizzante (metformina e altri farmaci) va sempre associata a uno stile di vita adeguato sia per quanto riguarda la dieta (personalizzata sulle singole esigenze individuali) e la pratica regolare di un’attività fisica.
| FATTORE | EFFETTO |
|---|---|
| Cibi contenenti carboidrati | ↑ Aumentano la glicemia, in rapporto al tipo e alla quantità di carboidrati contenuti |
| Esercizio fisico | ↓ Abbassa la glicemia, favorisce un utilizzo ottimale dell’insulina, consentendo un maggiore consumo di energia |
| Farmaci ipoglicemizzanti | ↓ Riducono i livelli di glicemia |
| Stress | ↑ Si pensa che tenda ad aumentare la glicemia, ma non ci sono prove scientifiche certe |
| Malattie | ↑ Tendono, spesso, ad aumentare la glicemia |
Diabete e Vita Sessuale Femminile
Il diabete può colpire uomini e donne sul fronte sessuale per diverse ragioni, perché provoca: alterazioni del metabolismo degli zuccheri e dei grassi, con tendenza all’aumento progressivo del peso; aumento dell’infiammazione generale del corpo, maggiore col crescere del peso: più siamo infiammati, peggiore è il controllo del diabete, più siamo malati, più è colpita anche la funzione sessuale. E peggio invecchiamo. La ragione? La cellula adiposa è una grande produttrice di sostanze che infiammano l’organismo, causando debolezza fisica, perdita di energia vitale e diffusi dolori muscolari, articolari, addominali; calo dell’umore fino a franca depressione, la più potente nemica del desiderio sessuale e dell’eccitazione. Le molecole infiammatorie inondano letteralmente anche il cervello e provocano una progressiva “neuro-infiammazione”, con abbassamento dell’umore, fino alla depressione; lesioni dei piccoli vasi sanguigni (microangiopatia diabetica), e delle piccole terminazioni nervose (neuropatia diabetica). Nell’uomo, queste causano difficoltà a ottenere e mantenere l’erezione, e riducono l’eiaculazione e l’intensità dell’orgasmo.
Va tenuto presente che: il sovrappeso, e ancor più la franca obesità, modificano l’immagine corporea (“body image”), e peggiorano l’immagine di sé e l’autostima; l’infiammazione riduce le sensazioni fisiche (“body feelings”), facendole virare dal benessere verso un malessere debilitante, che peggiora con l’aumentare della durata e della gravità del diabete. Tutto questo riduce la fiducia nella propria salute e nella propria desiderabilità; un uomo o una donna con una malattia cronica possono sentirsi (o essere vissuti) come un “peso” per il/la partner, e questo può ulteriormente colpire l’intimità.
Punto chiave: la salute fisica influisce molto sul benessere psicologico e sul desiderio. La prima mossa è quindi sempre migliorare la salute fisica, e il controllo del diabete. Esistono due complicanze sessuali specifiche del diabete nella donna. Le soluzioni a questi problemi: equilibrio glicemico a lungo termine tramite controllo dei valori della glicemia, lubrificante per alleviare la secchezza vaginale o anche esercizi per rafforzare la muscolatura del perineo. Nella gestione di sesso e diabete, comfort e piacere sessuale femminili possono essere ostacolati anche dalla comparsa di micosi.
L’eccesso di zuccheri, infatti, favorisce la proliferazione di funghi (candida albicans) che ne sono ghiotti, e di batteri, con conseguente rischio di infezioni. Anche in questo caso, con il diabete di tipo 1 un buon equilibrio glicemico è l’obiettivo n. Le micosi vengono solitamente trattate con farmaci antimicotici per via vaginale, a volte integrati da una crema antimicotica locale. Queste infezioni sono spesso benigne.
Non è sempre facile parlare di diabete di tipo 1 e problemi sessuali con il/la proprio/a partner, soprattutto all’inizio di una relazione. Senza contare che i dispositivi medici di controllo del diabete (microinfusori, sensori, cerotti…) possono essere difficili da accettare all’inizio. Sembrerà banale, ma l’approccio migliore per gestire in modo efficace sesso e diabete è il dialogo.
Testosterone e Glicemia
Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile, e svolge funzioni differenti in base all’età dell’uomo, ma è un ormone presente anche nella donna dalla pubertà, ma in quantità inferiori rispetto a quelle dell’uomo. L’eventuale alterazione funzionale dei livelli di testosterone e l’alterazione dei valori glicemici formano, in realtà, un “circolo vizioso”, che si auto mantiene.
Nell’uomo, l’aumento di peso determina l’aumento di deficit del testosterone, che fa scattare di conseguenza anomalie come il diabete. Si definisce ipogonadico l’uomo con livelli di testosterone sotto i 250-300 ng per cento, mentre si definisce iperandrogenica la donna con valori sopra gli 80-90 ng. Le analisi si effettuano, dopo un semplice prelievo venoso a digiuno al mattino, tramite dosaggi. Nella donna adulta il prelievo va effettuato nei primi 3-5 giorni del ciclo, in quanto durante il picco ovulatorio il valore del testosterone può aumentare. In menopausa il valore rimane costante durante tutto il ciclo.
È possibile intervenire farmacologicamente - spesso è necessario per la glicemia alterata in una condizione clinica ormai conclamata -, ma per ridurre i danni potenziali come malattie e eventi acuti cardiovascolari l’ideale è modificare lo stile di vita per ridurre il peso, con dieta, attività fisica e riduzione dello stress. Nella donna, con il dimagrimento, si può arrivare alla ripresa di un’ovulazione regolare, nell’uomo all’aumento del livello di testosterone e al ritorno del desiderio sessuale.
La sperimentazione ancora in corso (con il clomifene, utilizzato nelle donne con ovaio policistico) ha dimostrato la capacità del farmaco di far aumentare le gonadotropine indipendentemente dalla dieta e in funzione del peso e di riportare i livelli di testosterone al di sopra dei 300 ng per cento. Si tratterebbe, quindi, di uno stimolo efficace per superare l’ipogonadismo funzionale attivando il metabolismo nell’uomo e senza effetti collaterali (lo studio dimostra che il clomifene non ha effetti sul cortisolo e non crea l’ipercortisolismo, una condizione diabetogena), adatto nel diabetico iniziale o nell’obeso con pre diabete.
Nei primi mesi di vita, il testosterone arriva agli stessi livelli nel sangue riscontrati nell’adulto, oltre i 300 nanogrammi per cento, per permettere lo sviluppo dei testicoli e in particolar modo delle cellule del Sertoli, responsabili della spermatogenesi. Questo ormone per agire ha bisogno anche degli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili. Una parte di testosterone viene, infatti, convertita in estradiolo.
Il testosterone è presente nella donna dalla pubertà, ma in quantità inferiori rispetto a quelle dell’uomo, mediamente di 30-50 nanogrammi per cento. Livelli di testosterone oltre la media di 80-90 ng per cento, invece, hanno effetti negativi sia sulla regolarità del ciclo (fino all’amenorrea e all’anovulazione) che sul metabolismo.
Gestione dei Dispositivi per il Diabete Durante l'Intimità
Cosa fare con i loro “strumenti” nei momenti di intimità? Il diabete influisce sulla sfera intima di un rapporto di coppia? Le persone che portano un dispositivo di gestione del diabete a volte si sentono non attraenti o non a proprio agio. Accettare i dispositivi di gestione del diabete sul proprio corpo è una questione di tempo e pratica. Alcune persone temono di poter accidentalmente rimuovere un dispositivo per il diabete di tipo 1 o 2 durante un rapporto sessuale. In realtà, non c’è nulla da temere!
Le persone diabetiche che portano una pompa per insulina con catetere possono scegliere di rimuoverla o meno prima di fare sesso. Con le pompe per insulina “patch” e i dispositivi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM), questa opzione non è possibile: rimuoverli determina la fine della sessione in corso e richiede il successivo inserimento di un dispositivo sostitutivo. La maggior parte delle pompe per insulina con catetere possono essere rimosse per un breve periodo di tempo senza causare alcun tipo di malfunzionamento. Un buon motivo per approfittarne durante i rapporti intimi.
Se utilizzate una pompa con catetere, consultate il medico o l’operatore sanitario. Tuttavia, scegliere di rimuovere o meno una pompa per insulina dipende da cosa si ritiene più opportuno. Alcuni pazienti diabetici rimuovono quelle con catetere per evitare incidenti durante i rapporti sessuali, mentre per altri la presenza della pompa non interferisce con l’intimità.
Le persone che soffrono di diabete mellito possono continuare a portare i loro dispositivi durante i rapporti sessuali. La cosa da tenere bene in mente è che si tratta di scelte del tutto personali. Uomo o donna, prendersi cura della propria vita sessuale rientra nella gestione del diabete di tipo 1. Il diabete, effettivamente, può creare dei disagi, ad esempio per quanto riguarda la libido, e influire sulle relazioni sessuali.
Anche le donne che vivono con il diabete di tipo 1 possono presentare delle disfunzioni locali, in particolare della lubrificazione vaginale. Ancora una volta, la causa risiede nell’iperglicemia, in quanto può interessare nervi e vasi sanguigni. Questo provoca un assottigliamento dei tessuti vulvari e una minore lubrificazione.
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