Mastocitoma Canino: Citologia e Interpretazione

Il mastocitoma canino è una patologia complessa, oggetto di numerosi studi riguardanti la sua classificazione, i sistemi di grading e la valutazione di indici prognostici. Questi indici possono essere valutati non solo tramite l’indagine istologica di routine, ma anche con indagini aggiuntive come colorazioni immunoistochimiche e PCR per le mutazioni del c-KIT.

Il mastocitoma viene classificato in base alla sua localizzazione in mastocitoma cutaneo e sottocutaneo, oltre alle forme con coinvolgimento viscerale. Le due entità, mastocitoma cutaneo e mastocitoma sottocutaneo canino, prevedono la valutazione di parametri differenti con diversi valori di cut-off ai fini della prognosi.

Grading del Mastocitoma Cutaneo

Nel corso degli anni, sono stati sviluppati diversi sistemi di grading per il mastocitoma cutaneo. Uno dei sistemi più riconosciuti è il grading secondo Patnaik, che suddivide i mastocitomi cutanei in tre gradi:

  • Grado I: L’infiltrato neoplastico rimane confinato nel derma, a livello degli spazi inter-follicolari, ed è costituito da mastociti ben differenziati disposti in cordoni o piccoli foglietti separati da fibre di collagene. Non si osservano anisocitosi, anisocariosi significative né mitosi.
  • Grado II: L’infiltrato cellulare neoplastico ha una densità da moderata ad elevata e si estende nel derma profondo e talvolta nel sottocute, coinvolgendo occasionalmente il tessuto muscolare o altri tessuti limitrofi. Le cellule neoplastiche presentano un aspetto moderatamente pleomorfo, con moderati caratteri di anisocitosi e anisocariosi, possibile presenza di cellule binucleate sporadiche, edema e necrosi. Le mitosi sono presenti in numero variabile da 0 a 2 per HPF (campo ad ingrandimento 40x).
  • Grado III: L’infiltrato neoplastico ha un’elevata densità cellulare con marcato pleomorfismo delle cellule neoplastiche e si estende abbondantemente nel sottocute e nei tessuti limitrofi. Le granulazioni citoplasmatiche dei mastociti neoplastici possono essere scarsamente evidenti. Sono frequenti cellule binucleate e possono essere presenti cellule giganti e multinucleate. Possono essere presenti necrosi, edema ed emorragia. Le mitosi sono presenti in numero ≥3 per HPF.

Più recentemente, è stato introdotto un nuovo sistema di grading a due livelli, il grading secondo Kiupel, che riduce la soggettività nell’interpretazione degli indicatori prognostici e ha un valore prognostico maggiore rispetto al sistema di Patnaik.

Il sistema di Kiupel suddivide i mastocitomi cutanei canini in:

  • Low-Grade: indice mitotico <7 mitosi su 10 HPF, <3 cellule multinucleate su 10 HPF, <3 nuclei atipici su 10 HPF, assenza di cariomegalia (nuclei con diametro grande almeno il doppio della media <10%).
  • High-Grade: indice mitotico ≥7 mitosi su 10 HPF, ≥3 cellule multinucleate su 10 HPF, ≥3 nuclei atipici su 10 HPF, presenza di cariomegalia (nuclei con diametro grande almeno il doppio della media ≥10%). NB: è sufficiente una di queste caratteristiche per classificare la neoplasia come high-grade.

Questi sistemi di grading non si applicano ai mastocitomi sottocutanei. Per questi, si fa riferimento a uno studio di Thompson et al., che individua i parametri istologici interpretabili come indicatori prognostici sfavorevoli.

Indicatori Prognostici Sfavorevoli per Mastocitomi Sottocutanei

  • Indice mitotico >4 mitosi su 10 HPF.
  • Pattern di accrescimento di tipo infiltrante.
  • Presenza di multinucleazione (numero di cellule con più di 1 nucleo ≥1 su 10 HPF).

Il patologo valuta questi parametri tramite colorazione di routine con Ematossilina-Eosina e formula il grading per il mastocitoma. Segnala anche l’eventuale coinvolgimento dei margini, le dimensioni e l’estensione della neoplasia, l’eventuale coinvolgimento linfonodale e altri parametri utili alla valutazione oncologica del caso.

Indagini Immunoistochimiche

Le indagini immunoistochimiche consigliate includono i marker c-KIT e Ki67. Il c-KIT (CD117) è un recettore tirosin-chinasico che gioca un ruolo importante nelle neoplasie mastocitarie canine. L’espressione immunoistochimica di questo marker è normalmente di tipo membranario.

Il mastocitoma è probabilmente il più comune tumore cutaneo del cane e la diagnosi citologica è solitamente semplice. Un recente studio pubblicato sulla rivista Veterinary Clinical Pathology ha introdotto un ulteriore metodo di valutazione microscopica.

Importanza dell'Istologia

L’istologia fornisce al clinico informazioni utili per stabilire la prognosi e scegliere la terapia più indicata. Inoltre, se il mastocitoma viene asportato completamente, il patologo fornisce informazioni sui margini di escissione chirurgica, importanti per stabilire se è richiesto un ulteriore intervento locale (seconda chirurgia o radioterapia).

Walter Bertazzolo sottolinea che la sola citologia può dare un'idea del grado istologico del mastocitoma, in particolare con la classificazione Kiupel. Tuttavia, altre informazioni devono necessariamente passare attraverso l'istologia (es. i margini di escissione, oppure l'immunoistochimica per Ki67, indicatore di proliferazione cellulare, e KIT).

Stadiazione e Terapia

Laura Marconato sottolinea l'importanza della stadiazione. La stadiazione è alla portata di tutti, mentre la terapia spesso richiede l’intervento di uno specialista.

L’errore più frequente riscontrato è l’utilizzo scriteriato di inibitori tirosin-chinasici. Questi farmaci NON sono farmaci di prima linea, ma sono indicati per mastocitomi di grado 2/3 secondo Patnaik, non operabili e/o recidivanti, non metastatici (Masivet) o eventualmente con metastasi al linfonodo regionale (Palladia). Tali farmaci funzionano meglio se c-kit è mutato.

Ki67 e il pattern di espressione immuno-istochimica di KIT hanno un significato prognostico e vengono usati in tandem per fornire un'indicazione prognostica.

Quando si affronta una patologia neoplastica come il mastocitoma, è consigliabile rivolgersi a uno specialista e fornire al collega tutti gli elementi necessari per un corretto e completo approccio clinico.

Solitamente, il cane viene portato dal veterinario per la presenza di un nodulo cutaneo, che può essere ulcerato in superficie e alopecico, e che può aver alternato periodi di scomparsa a periodi di recrudescenza.

Il linfonodo sentinella, identificato mediante diagnostica per immagini avanzata, deve essere valutato mediante ago aspirato; sono necessarie le radiografie del torace, soprattutto per escludere altri problemi subclinici, l’ecografia addominale e la citologia di fegato e milza.

La chirurgia rappresenta la terapia d’elezione per la maggior parte dei mastocitomi che non hanno metastatizzato, o che hanno metastatizzato al linfonodo regionale. La radioterapia può essere un’opzione se il tumore non può essere rimosso chirurgicamente, oppure se non si è ottenuto il controllo locale.

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