Il 3 giugno, Marc Marquez è stato operato per la quarta volta al braccio destro negli Stati Uniti, a seguito dell'infortunio all'omero subito nella gara di Jerez nel 2020. Sono stati due anni davvero difficili per il campione spagnolo, che confida in questo nuovo intervento per un rientro alle competizioni senza patire il dolore avvertito nelle ultime stagioni.
La Honda non ha nascosto la speranza di rivederlo in sella il prossimo autunno, magari per aiutare lo sviluppo della nuova RC213V per il 2023, ma il pilota spagnolo non intende affrettare il proprio recupero e attende l’esito di un esame radiografico per iniziare a pianificare il lavoro di ripresa della funzionalità dell’arto.
L'Idea di una Nuova Operazione
L’idea di una nuova operazione ho iniziato a maturala a settembre 2021. Controllavamo periodicamente il braccio, per osservare l’evoluzione della frattura dopo il terzo intervento. Ai test invernali ho cercato di convincermi che ce l’avrei fatta, usando la frase ‘il potere è nella mente’ come motto. Ma con l’inizio del campionato mi sono reso conto di avere dei limiti molto grandi.
La mia idea era quella di completare la stagione, dato che l’osso non si era completamente consolidato dopo la terza operazione, ma nascondendo pubblicamente il disagio, per evitare di ricevere domande a ogni gara. Solo le persone a me vicine sapevano della situazione. Il momento chiave è arrivato in prossimità del GP di Francia, quando è stata fatta una TAC 3D. Là abbiamo deciso per la quarta operazione.
L'Intervento negli Stati Uniti
L’intervento effettuato negli Stati Uniti mi ha sorpreso molto, soprattutto per il modo in cui avevano pianificato il periodo pre e post operazione, molto diverso da quanto fatto in Spagna. Il periodo post operatorio è stato molto veloce, sono stato dimesso subito e autorizzato a volare e a tornare a casa. Prima dell'operazione ero di ottimo umore, ma nelle ore successive mi sono sentito peggio, per via dell’anestesia e del dolore.
Sono stato male per due o tre giorni, ma non essendo la prima operazione, ero consapevole che avrei provato dolore e che sarebbe diminuito nel tempo. Ora mi sento abbastanza bene perché non ho dolore. Ho ancora il braccio immobilizzato e sto facendo leggeri esercizi di mobilità passiva. Mi sento motivato, perché ho buone sensazioni e sono entusiasta di iniziare il recupero non appena riceverò il via libera dei medici, per capire se il braccio funziona come dovrebbe. Ho speranza.
Per come guidavo negli ultimi tempi, non mi vedevo a lungo in sella, se non per un anno o due. Ma dopo l’intervento a Rochester ho coltivato la speranza di poter continuare a correre senza dolore e tornare a divertirmi in moto. Sono in attesa di una radiografia dopo la sesta settimana. A seconda del risultato, sceglieremo il percorso di recupero. Sino ad allora mi godrò un po’ di vacanza, dato che non possiamo iniziare al 100% il recupero.
La Routine Quotidiana e la Motivazione
Al momento pianifico bene ogni giornata, alzandomi presto e facendo una passeggiata di un’ora e mezza. Poi mi tengo occupato tra telefonate con il team, con la famiglia e le cose di casa. Al pomeriggio ho iniziato a lavorare sulla parte inferiore del corpo e sul braccio sinistro.
A volte mi fermo a pensare alla motivazione e nel mio caso, l’unica conclusione alla quale arrivo è che la mia deriva da passione ed entusiasmo. Da più di dieci anni è intatta e mi spinge a pensare all’obiettivo di divertirmi e competere a un buon livello, senza soffrire o avere dolore.
Il Supporto di Altri Piloti e Figure di Riferimento
In questo percorso di recupero non sono solo e sono stato sostenuto da Alex Crivillé, che ha vissuto un’esperienza simile, da Alberto Puig, la persona con cui sono più in contatto, e anche da Mick Doohan, perché ha avuto diversi gravi infortuni. Sono le persone che mi hanno dato più consigli e li ringrazio per il sostegno. Il mio punto di riferimento è Rafa Nadal, che è riuscito a superare il dolore e tornare a vincere anche quando tutti pensavano che fosse finito.
L’ho visto al Master 1000 di Madrid e so quello che ha sofferto, e anche se non è al meglio è capace di vincere tornei come il Roland Garros. Ricordo quando in una conferenza stampa ha ammesso che il dolore ha cambiato il suo umore, e lo capisco bene. Prima di salutarvi, voglio ringraziarvi nuovamente per il sostegno che ricevo da tutti voi.
L'Infortunio di Jerez 2020
L’infortunio patito lo scorso 19 luglio nel corso del Gran Premio di Spagna, gara d’apertura del campionato 2020 della MotoGP, ha rovinato la stagione di Marc Marquez, il grande favorito per il titolo. Il fenomeno di Cervera riportò la frattura dell’omero del braccio destro, affrontando nei giorni successivi l’operazione che prevedeva l’applicazione di una placca a Barcellona.
Così Marquez ha deciso di ritardare il rientro in pista, trovando però un ulteriore rallentamento ai piani ai primi di agosto, con l’incidente casalingo che ha causato la rottura della placca e dunque un nuovo intervento. Da allora si sono inseguite voci poco rassicuranti sulle prospettive di ritorno in pista del campione del team Honda Repsol, indiscrezioni che hanno trovato corrispondenza nei giorni scorsi, quando la scuderia ha parlato genericamente di “puntare al rientro nel 2021“.
Il quotidiano spagnolo El Pais ha aggiunto nuovi particolari sul possibile nuovo intervento, asserendo che, dopo aver effettuato consulti con luminari austriaci e statunitensi, Marquez e l’equipe medica che lo assiste ha fissato nel prossimo 1° dicembre il termine ultimo per la decisione sull’operazione, in assenza di tangibili progressi nel quadro clinico. E la prognosi non sarebbe delle più felici, perché richiederebbe un recupero da zero che secondo alcune fonti mediche sarebbe quantificabile in ulteriori sei mesi di stop dall’attività agonistica.
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