Il tumore al seno è la forma neoplastica più diagnosticata nel sesso femminile in Italia. Secondo il rapporto “I numeri di cancro in Italia”, sono state circa 55.900 le nuove diagnosi. Per ridurre la mortalità per tumore mammario è fondamentale riuscire a individuare il tumore quando questo è ancora in fase iniziale, fase nella quale le possibilità di cura sono molto alte.
La principale arma a disposizione degli specialisti per combattere i tumori sono gli esami di screening e il tumore della mammella non fa eccezione. Lo screening del tumore al seno è una routine che deve essere parte della vita di ogni donna e non deve essere data per scontata, dimenticata o rimandata. La diagnosi di un cancro in fase iniziale, quando è ancora curabile, rientra nella cosiddetta prevenzione secondaria. Si tratta cioè di una modalità di esame preventivo che - è stato dimostrato scientificamente - permette di ridurre la mortalità per il tumore della mammella.
Cos'è la Mammografia?
La mammografia è la principale metodica di diagnostica precoce del tumore al seno. Per le sue elevate capacità diagnostiche, la mammografia rappresenta a tutt’oggi il test diagnostico di primo livello nello screening mammografico.
Come molti esami diagnostici, anche la mammografia ha visto importanti evoluzioni grazie alle nuove tecnologie. All’inizio degli anni 2000 vi è stato l’introduzione dei mammografi digitali che ha comportato una prima rivoluzione nella diagnosi. Nei centri medici Humanitas Medical Care, questo esame è potenziato dalla tomosintesi, ossia una particolare tecnica digitale che permette di acquisire immagini della mammella su più piani.
Rispetto alla tecnica tradizionale che acquisisce un’unica immagine della mammella compressa, la Tomosintesi scompone, grazie a un’innovazione tecnologica, lo spessore della mammella in multipli strati millimetrici evidenziando, per ogni singolo strato le eventuali lesioni presenti.
Mammografia ed Ecografia Mammaria: Quale Scegliere?
Molte donne si chiedono se sia meglio la mammografia o l’ecografia. Il primo esame è ritenuto più efficace nell’individuazione di lesioni tumorali anche millimetriche e che l’ecografia spesso non riesce a “mettere a fuoco”. Inoltre, se la mammografia trova indicazione prevalente nelle donne di mezza età che presentano seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), di contro l’Ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante.
Dai 30 anni di età si consiglia di sottoporsi annualmente all’ecografia mammaria. Dopo i 40, diventa sempre più vincente l’abbinamento dell’esame mammografico (sempre a cadenza annuale), con l’ecografia nella stessa seduta, a seconda delle caratteristiche del seno e della storia clinica della paziente. L’ecografia gioca un ruolo diverso nelle donne di età inferiore ai 40 anni che, in assenza di sintomi o di una forte familiarità, non hanno necessità di seguire un percorso di screening preventivo.
A tutte le donne è consigliato sottoporsi alla mammografia dall’età di 40 anni, a prescindere dalla presenza di sintomi o di familiarità. Le donne con un seno classificato a bassa densità e quelle che non hanno familiarità con il tumore, possono eseguire la mammografia con un intervallo più ampio ma mai superiore ai due anni.
Come Funziona il Programma di Screening?
Il SSN offre gratuitamente un programma di screening dedicato, organizzato dalle ASL, che non si limita alla singola offerta di un test di screening, ma prevede anche richiami periodici che seguono la persona nel tempo. L'obiettivo è individuare una eventuale presenza di neoplasie in una fase precoce quando non danno nessun disturbo. In questo modo aumentano le possibilità di cure efficaci, meno aggressive per la donna e con una maggiore possibilità di guarigione. Come test di screening si utilizza la mammografia che è in grado di individuare il tumore anche nella fase asintomatica.
Il programma di screening è offerto gratuitamente, tutte le prestazioni previste di diagnosi, terapia ed eventuale ricostruzione della mammella sono a carico del SSN, non richiedono il pagamento di alcun ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.
In tutte le regioni il Servizio Sanitario Nazionale offre alle donne sane tra i 50 e i 69 anni la possibilità di eseguire gratuitamente, su invito diretto tramite lettera inviata a casa, una mammografia bilaterale in due proiezioni e doppia lettura ogni due anni e, se necessario, successivi approfondimenti e una cadenza personalizzata per gli esami successivi (Decreto Legge n. 388 del 23.12.2000).
Le donne dai 50 ai 74 anni, ogni due anni, vengono invitate con una lettera personalizzata a un appuntamento prefissato per effettuare il test di screening. Chi, pur rientrando nella fascia d’età indicata, non ha mai ricevuto una lettera d'invito dalla propria ASL o non ha mai aderito al programma può: utilizzare il sistema di prenotazione online Screening Prenota Smart telefonare al Numero Verde della ASL di appartenenza per concordare un appuntamento (è possibile anche chiedere informazioni o spostare un appuntamento).
Le donne tra i 45 e i 49 anni non sono escluse dalla prevenzione, possono fare una mammografia gratuita ogni due anni: non ricevono una lettera di invito ma possono chiedere al loro medico curante una specifica impegnativa con esenzione.
Cosa Succede Dopo la Mammografia?
Se l'esito del test risulta normale il centro di screening invia una lettera a casa con il risultato e dopo due anni invia una nuova lettera con l'invito a ripetere l'esame. Nel caso in cui la mammografia presenti delle inadeguatezze tecniche o rilevi una anomalia o una lesione del tessuto mammario, la donna è contattata telefonicamente per concordare un appuntamento presso un centro di II livello del programma di screening. Verranno quindi effettuate le indagini necessarie per ottenere la diagnosi (visita senologica, ecografia, ulteriori proiezioni mammografiche, ago aspirato, etc.). Gli eventuali approfondimenti e trattamenti successivi, se necessari, sono prenotati ed erogati direttamente e gratuitamente sempre dalla Asl di appartenenza.
In caso di esame normale, la risposta viene inviata a casa con una lettera. Se invece l'esito del test è dubbio e necessita di un approfondimento, la donna viene contattata telefonicamente e invitata presso le sedi di II livello per effettuare esami di approfondimento diagnostico ed eventualmente i trattamenti previsti.
Al termine di questo secondo livello è possibile che gli esami eseguiti abbiano dato esito favorevole e quindi il referto normale verrà comunicato immediatamente alla donna. Se è stato effettuato un agoaspirato la risposta verrà comunicata dopo alcuni giorni, il tempo necessario perché un Medico Anatomopatologo possa esaminare le cellule prelevate.
Se il referto conferma la presenza di una formazione sospetta, da asportare, alle utenti verrà fissato un appuntamento con un Medico Chirurgo particolarmente esperto nella chirurgia della mammella, presso l’Ospedale G.B. Grassi.
Cosa Fare in Caso di Anomalie?
Se la mammografia evidenzia un’anomalia o se il referto dei due Medici Radiologi non è concorde è necessario passare ad un esame di secondo livello.In molti casi è sufficiente confrontare l’attuale mammografia con quella precedente e questo viene fatto automaticamente se i precedenti esami sono stati effettuati con il programma di screening; infatti tutte le mammografie effettuate sono conservate nei nostri archivi.
Limitazioni della Mammografia
Attualmente la mammografia è l’indagine più efficace e specifica per individuare precocemente i tumori della mammella, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti dovuti a la densità del tessuto mammario e/o alle caratteristiche di alcuni tipi di tumori che possono manifestarsi in forma subdola. Inoltre, ci sono tumori che possono crescere rapidamente dopo una mammografia negativa.
I tumori che si manifestano nel periodo che intercorre tra gli esami biennali si definiscono “carcinomi di intervallo”. È quindi importante prestare sempre attenzione a eventuali cambiamenti delle mammelle ed effettuare sistematicamente l’autopalpazione delle mammelle e dei cavi ascellari. Si consiglia di contattare il coordinamento screening in caso di comparsa di un nodulo, alterazione della cute o secrezione dal capezzolo.
Eccezionalmente può accadere che dalla mammografia non si rilevi una microlesione in atto facendo risultare gli esiti come falsi negativi, che non rilevano cioè la presenza di tumori microscopici successivamente individuati da mammografie successive. La periodicità della mammografia è fondamentale per evitare importanti ritardi diagnostici.
Può anche accadere invece, che gli esiti siano falsi positivi, cioè risposte che evidenziano lesioni non a carattere tumorale portando a sovradiagnosi, con approfondimenti diagnostici non necessari che possono generare nella donna ansia e stress. Le mammografie sono valutate separatamente da due radiologi esperti che leggono migliaia di esami ogni anno, così come prevedono le raccomandazioni europee. I radiologi che operano nei programmi di screening devono partecipare a programmi di formazione continua, essere dedicati all’attività senologica per almeno il 50% della loro attività e leggere almeno 6.000 mammografie ogni anno.
Come Prepararsi alla Mammografia
Molte donne si chiedono quando fare la mammografia: è preferibile sottoporsi a mammografia entro i primi 7/10 giorni del ciclo. Da evitare invece in fase premestruale in ragione della maggior tensione mammaria che può rendere il test fastidioso.
Per l’igiene personale è sconsigliato l’utilizzo, il giorno della mammografia bilaterale, di deodoranti, creme, profumi o polvere di talco. L’abbigliamento suggerito è quello di maggior comodità anche ai fini dell’esecuzione dell’esame: preferibili camicie e pantaloni/gonne piuttosto che vestiti a pezzo unico.
Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato. Anche per chi soffre di problemi alla tiroide - le disfunzioni della ghiandola endocrina sono piuttosto frequenti nella popolazione femminile in età fertile - non sussiste particolare controindicazione all’esame mammografico.
Tipi di Mammografia
La più comune “arma” di difesa nella prevenzione del tumore al seno è quella analogica: l’immagine della ghiandola mammaria viene impressa su lastre come nelle normali radiografie scheletriche. Con la mammografia digitale, la prevenzione del carcinoma mammario sfrutta i dettagli della mam-mella evidenziati attraverso un sistema che li visualizza direttamente al computer.
L’ulteriore avanguardia in campo diagnostico nella prevenzione del cancro al seno è rappresentata ora dalla tomosintesi: la differenza sta nella tridimensionalità e nella più alta definizione. La mammella viene infatti scomposta in tanti strati che poi, sovrapposti, ne ricostruiscono la figura nella sua interezza: un indubbio vantaggio per i seni difficili da leggere - i seni densi - analizzati più nello specifico svelando così tumori altrimenti mascherati.
Approfondimenti Diagnostici
- Mammografia di approfondimento: allo scopo di acquisire ulteriori immagini del seno, in proiezioni differenti e con ingrandimenti dell’area sospetta.
- Agoaspirato: consiste nel prelevare campioni di cellule per l’analisi citologica: si esegue in ambulatorio. Un risultato negativo riduce il ricorso alla successiva biopsia mammaria. Prevede più modalità d’effettuazione in base al tipo di lesione. In caso di lesioni non palpabili è richiesta la guida ecografica o radiologica. In condizioni di lesioni palpabili l’agoaspirato può essere completato a mano libera.
INADEGUATO, il campione ottenuto non permette la diagnosi per lo scarso numero di cellule contenute. In condizioni di lesioni palpabili, per prelevare alcuni frammenti di tessuto mammario vengono impiegati aghi leggermente più grandi rispetto a quelli dedicati all’analisi citologica. Per le lesioni piccole - difficilmente palpabili - si possono adottare strumentazioni di avanzato livello tecnologico che sotto guida radiografica-ecografica, consentono di “asportare” minuscole porzioni tissutali utili all’analisi istologica.
Il dotto galattoforo corrisponde ad un piccolo canale escretore entro il quale scorre il latte materno nel periodo dell’alimentazione al seno del neonato. Questo test radiologico permette di visualizzare il lume dei dotti dell’intera ghiandola mammaria. L’indagine è rivolta a ricercare alcune anomalie quali conseguenze di tumori, solitamente a decorso benigno, chiamati papillomi. L’esame si effettua iniettando, tramite aghi cavi, un mezzo di contrasto radiopaco nel poro colpito da sanguinamento per poi ottenere una serie di radiografie. Nella pressoché totale maggioranza dei casi, l’iter di approfondimento della diagnosi termina con un risultato rassicurante per le donne.
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