Mammografia con Mezzo di Contrasto: Effetti Collaterali e Informazioni Utili

Il carcinoma della mammella è la neoplasia più frequente nel sesso femminile, rappresentando circa il 29% delle diagnosi di tumore. La mammografia è un esame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della mammella perché permette di identificare lesioni in stadi iniziali ed è quindi un’arma importante per intervenire nella diagnosi della malattia. Nel costante sforzo di migliorare la precisione di questa procedura, i radiologi hanno sviluppato un’innovazione importante: la mammografia con mezzo di contrasto.

La mammografia con mezzo di contrasto, conosciuta anche come mammografia contrastografica, è una procedura avanzata che coinvolge l’uso di un mezzo di contrasto per ottenere immagini più dettagliate del tessuto mammario. I nostri Specialisti eseguono la mammografia con mezzo di contrasto e tutti gli esami di controllo correlati alle patologie del seno. L’esame unisce i principi della mammografia alla somministrazione del mezzo di contrasto, per via endovenosa come in risonanza magnetica, permettendo al radiologo di valutare le aree di impregnazione dell’agente iniettato, caratteristica espressione di angiogenesi neoplastica. Per angiogenesi neoplastica si intende la costituzione di una nuova rete vascolare formata dal tumore stesso, che lo alimenta e ne permette la proliferazione.

Come si esegue la mammografia con mezzo di contrasto?

Alla paziente viene iniettato un mezzo di contrasto per via endovenosa nel braccio. Guardando all’esecuzione dell’esame, innanzitutto viene somministrato il mdc iodato, con dose di circa 1,5ml/kg con iniettore automatico per assicurare un flusso costante di 2,5-3 ml/sec. Dopo 2 minuti dalla somministrazione di mdc si acquisiscono una serie di immagini a bassa ed alta energia in rapida successione mentre la mammella rimane compressa per i pochi secondi necessari per l’esecuzione dell’esame. Dopo alcuni minuti si esegue una normale mammografia.

Questo tipo di mammografia è generalmente consigliato per pazienti che presentano sintomi sospetti, come dolore al seno, noduli o alterazioni del tessuto mammario, o per pazienti con una storia familiare di cancro al seno.

Preparazione e Procedura

Prima di sottoporsi all’esame, al paziente verrà somministrato il mezzo di contrasto per via endovenosa. Dopo un breve periodo di attesa per consentire al mezzo di contrasto di diffondersi attraverso il sistema circolatorio e raggiungere il tessuto mammario, vengono acquisite le immagini.

La mammografia è un esame che non ha particolari controindicazioni. Nelle donne sotto i 40 anni, a causa della densità della ghiandola mammaria, questa indagine può risultare poco leggibile; pertanto, nelle donne più giovani viene generalmente consigliata l’ecografia mammaria. Al contrario, non c’è un limite massimo di età per la mammografia. Anche gli uomini possono sviluppare un carcinoma della mammella. Data la rarità di questa condizione, ai maschi questo esame non è mai proposto come screening di popolazione, ma solo in presenza di sintomi o motivazioni cliniche. La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre. Si tratta tuttavia di una misura precauzionale e non di un divieto assoluto: nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni. Prima dell’esame non occorre alcuna preparazione particolare. Alcuni studi suggeriscono che l’indagine potrebbe essere più tollerata se effettuata nella prima fase del ciclo mestruale, quando la mammella è meno tesa e dolente. Si consiglia di evitare l’uso di deodoranti, lozioni, creme o talco prima dell’esame, perché potrebbero interferire con la qualità delle immagini. Non è necessario essere accompagnati, in quanto la mammografia è un semplice esame radiografico che non prevede anestesia né lascia conseguenze che richiedano l’aiuto di un’altra persona.

La mammografia normalmente non è un esame doloroso; alcune donne trovano fastidiosa la compressione delle mammelle tra le due piastre dell’apparecchiatura per la mammografia, ma il disagio dura solo il breve tempo necessario per l'esame. La mammografia può essere eseguita anche dalle donne con protesi mammarie, ma è opportuno avvisare il tecnico radiologo prima dell’esecuzione dell’esame. Come per ogni altra indagine radiografica, l’esame espone a una minima quantità di raggi X, giustificata dal beneficio ottenibile dall’esame stesso. Per questo motivo l’intervallo di età e la periodicità con cui viene effettuato lo screening mammografico in donne senza segni o sintomi sono stabiliti in modo che i benefici associati alla possibile diagnosi precoce a livello di popolazione siano superiori ai possibili rischi legati all’esposizione alle radiazioni. Il tempo di esecuzione di una mammografia è di 5-10 minuti. Lo screening mammografico si è dimostrato efficace nel diagnosticare il cancro al seno in una fase precoce e nel ridurre la mortalità di almeno il 20% (fino 40% in alcuni contesti). Per esecuzione della mammografia con mezzo di contrasto è necessario il digiuno della paziente e la creatinemia per la valutazione della funzionalità renale.

Mezzi di Contrasto: Tipi e Utilizzo

La classificazione dei mezzi di contrasto si basa principalmente sulla loro composizione chimica, sul meccanismo di azione e sulla via di somministrazione. I mezzi di contrasto iodati sono tra i più usati, specialmente nelle radiografie e nelle TC. Contengono iodio, un elemento che blocca i raggi X, rendendo più visibili i tessuti che lo assorbono. La somministrazione del mezzo di contrasto è generalmente sicura; tuttavia possono verificarsi reazioni avverse, soprattutto a quelli iodati e a base di gadolinio, che variano da lievi a severe.

Effetti Collaterali dei Mezzi di Contrasto

Gli effetti collaterali lievi includono nausea, vomito, prurito, rossore e una sensazione di calore o freddo al sito di iniezione. È fondamentale informare il proprio medico radiologo se si hanno precedenti allergici noti a mezzi di contrasto o se si hanno reazioni avverse dopo l’esecuzione dell’esame.

Precauzioni in Gravidanza

Durante la gravidanza, ogni procedura medica che riguarda la futura mamma necessita di un’attenta valutazione dei possibili rischi e benefici. Questo è particolarmente vero quando si parla di diagnostiche per immagini che richiedono l’uso di mezzi di contrasto. Per quanto riguarda i mezzi di contrasto iodati, studi hanno mostrato che possono attraversare la placenta e raggiungere il feto. Sebbene non ci siano evidenze conclusive che indichino effetti teratogeni diretti, l’esposizione al mezzo di contrasto iodato può interferire con la funzione tiroidea del nascituro. I mezzi di contrasto a base di gadolinio, invece, hanno una minore capacità di attraversare la placenta. Tuttavia, alcune ricerche suggeriscono che possono essere associati ad un aumentato rischio di condizioni infiammatorie e allergiche nel neonato se somministrati durante il secondo e terzo trimestre. In generale, quando una donna incinta necessita di un esame con mezzo di contrasto, i medici valuteranno attentamente il caso specifico.

Come Facilitare l'Eliminazione del Mezzo di Contrasto

Normalmente, lo Iodio utilizzato nei liquidi di contrasto viene metabolizzato dal fegato e successivamente eliminato attraverso le urine dai reni. Per facilitare e accelerare questo processo naturale, si consiglia ai pazienti di idratarsi adeguatamente prima e dopo la TAC. Bere abbondante acqua aiuta i reni a filtrare e eliminare più efficacemente lo Iodio dal sangue. Terminata la risonanza magnetica, il corpo del paziente elimina naturalmente il mezzo di contrasto attraverso i reni e l’apparato urinario. Nonostante il mezzo di contrasto venga smaltito naturalmente dall’organismo, è importante essere informati sulle buone pratiche da seguire dopo aver sottoposto a un esame con mezzo di contrasto. Per facilitare l’eliminazione del gadolinio, si consiglia ai pazienti di idratarsi adeguatamente bevendo molti liquidi nelle ore successive all’esame. Inoltre, è fondamentale seguire le istruzioni fornite dai professionisti sanitari riguardanti eventuali precauzioni o restrizioni alimentari da adottare dopo l’esame.

Altri Esami che Utilizzano Mezzi di Contrasto

Tra gli esami più diffusi che si avvalgono dell’utilizzo di mezzi di contrasto troviamo:

  1. Tomografia Computerizzata (TC o CAT Scan): Un esame che utilizza raggi X per creare immagini dettagliate del corpo. Il mezzo di contrasto iodato utilizzato in questa procedura può aiutare a evidenziare vasi sanguigni, tumori e altre anomalie.
  2. Risonanza Magnetica (RM): Utilizza un potente magnete e onde radio per produrre immagini dettagliate del corpo. Un mezzo di contrasto contenente gadolinio può essere usato per accentuare la visibilità di specifiche aree corporee, come le lesioni cerebrali o i tumori.
  3. Angiografia: È una tecnica radiologica per visualizzare i vasi sanguigni dopo l’iniezione di un mezzo di contrasto iodato; viene comunemente utilizzata per rilevare ostruzioni o aneurismi.
  4. Urografia: Un esame radiologico dell’apparato urinario che prevede l’utilizzo di un mezzo di contrasto per delineare i reni, l’uretere e la vescica.
  5. Ecografia con contrasto: utilizza microbolle specializzate, conosciute come agenti di contrasto, che vengono iniettati nel flusso sanguigno del paziente. Le microbolle sono composte da un gas innocuo racchiuso da una membrana proteica o lipidica, e sono progettate per rimanere stabili durante la circolazione nel sangue. Quando queste microbolle passano attraverso i vasi sanguigni dell’area d’interesse, rispondono agli impulsi ultrasonici inviati dall’apparecchio ecografico oscillando.

Applicazioni della CEM (Mammografia con mezzo di contrasto)

La CEM ha dimostrato una buona precisione sia nel misurare la lesione principale sia nell’identificare la multifocalità e multicentricità delle lesioni. La sensibilità della CEM aumenta analizzando congiuntamente le immagini a bassa energia. Stadiazione preoperatoria: è il di più diffuso campo di applicazione della CEM, già ufficialmente riconosciuto delle linee guida europee come metodica alternativa alla Risonanza Magnetica (RM) per la pianificazione dell’intervento chirurgico. È importante ricordare che la CEM e la Risonanza Magnetica sono entrambe metodiche ad alta sensibilità. La Risonanza Magnetica ha maggiore sensibilità e valore predittivo negativo rispetto la CEM. La Risonanza magnetica con mezzo di contrasto è preferibile per lo screening in donne in medio e alto rischio: nelle donne a rischio di sviluppare tumore alla mammella alto (lifetime risk >20%) e intermedio (lifetime risk 15-20%), che comprende l’eredo-familiarità, storia personale di pregresso tumore mammario, l’elevata densità della mammella e la pregressa diagnosi di lesione d’alto rischio. In più, la CESM risulta essere anche meno costosa e meglio tollerata dalle pazienti.

AVVISO ALLE UTENTI: Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista.

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