Mammografia e ciclo mestruale: cosa sapere

La mammografia è l’esame radiologico di riferimento nei programmi di screening alle mammelle perché, eseguito ad intervalli regolari di tempo, consente di rilevare precocemente alterazioni o modificazioni nei tessuti mammari. L'obiettivo è di diagnosticare la malattia in fase iniziale, quando il tumore è ancora piccolo, rendendo possibili trattamenti efficaci e meno aggressivi. L’esame mammografico è dunque il metodo più affidabile, oggi disponibile, per tracciare un tumore prima di essere rilevato alla semplice palpazione, cioè inferiore ad 1 cm.

Come si esegue la mammografia?

La mammografia viene eseguita per mezzo di un mammografo, che presenta due lastre tra le quali la paziente posiziona la mammella che subisce una leggera compressione in modo da migliorare la definizione dell’immagine radiografica. Per completare l’esame è necessario stringere la mammella tra due lastre e ciò favorisce la definizione dell’immagine radiografica con l’obiettivo di ottenere informazioni dettagliate, fin nei minimi particolari, circa lo stato di salute dei seni.

L’esame può essere eseguito su entrambi i seni (in questo caso viene detta bilaterale) oppure su uno soltanto. Consiste in una radiografia bilaterale in due proiezioni che deve essere eseguita da personale appositamente formato, tecnici di radiologia, con apparecchiature adeguate e periodicamente controllate.

La più comune “arma” di difesa nella prevenzione del tumore al seno è quella analogica: l’immagine della ghiandola mammaria viene impressa su lastre come nelle normali radiografie scheletriche. Con la mammografia digitale, la prevenzione del carcinoma mammario sfrutta i dettagli della mam-mella evidenziati attraverso un sistema che li visualizza direttamente al computer. L’ulteriore avanguardia in campo diagnostico nella prevenzione del cancro al seno è rappresentata ora dalla tomosintesi: la differenza sta nella tridimensionalità e nella più alta definizione.

La mammella viene infatti scomposta in tanti strati che poi, sovrapposti, ne ricostruiscono la figura nella sua interezza: un indubbio vantaggio per i seni difficili da leggere - i seni densi - analizzati più nello specifico svelando così tumori altrimenti mascherati. La durata della tomosintesi è molto breve (pochi secondi) e non si avverte alcun dolore. La ricostruzione volumetrica consente il superamento di uno dei più importanti limiti dell’imaging bidimensionale: il mascheramento delle lesioni dato dalla sovrapposizione geometrica (planare) di strutture anatomiche normali (tridimensionali).

Quando fare la mammografia in relazione al ciclo mestruale?

Molte donne si chiedono quando fare la mammografia: è preferibile sottoporsi a mammografia entro i primi 7/10 giorni del ciclo. Se la mammografia viene effettuata in tali condizioni, in pratica, la donna avvertirà meno fastidi o disagi. Da evitare invece in fase premestruale in ragione della maggior tensione mammaria che può rendere il test fastidioso. È comunque consigliato evitare il periodo pre-mestruale perché si verifica uno stato di maggiore tensione mammaria, e quindi l’esame potrebbe risultare doloroso.

Mammografia: preparazione e controindicazioni

Per l’igiene personale è sconsigliato l’utilizzo, il giorno della mammografia bilaterale, di deodoranti, creme, profumi o polvere di talco. Non è richiesta una preparazione specifica, ma si sconsiglia l’uso di deodoranti, borotalco e creme sia sulla mammella che sul cavo ascellare, in quanto potrebbero alterare il risultato delle immagini radiografiche. Nel giorno dell’esame è però meglio non usare creme, lozioni, deodoranti o talco, in quanto possono alterare l’immagine radiologica.

L’abbigliamento suggerito è quello di maggior comodità anche ai fini dell’esecuzione dell’esame: preferibili camicie e pantaloni/gonne piuttosto che vestiti a pezzo unico. Inoltre, per eseguire la mammografia è necessario svestirsi fino alla vita e togliere eventuali gioielli. Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato.

La mammografia è un esame che non ha particolari controindicazioni. Non ci sono particolari controindicazioni per l’esame ecografico a differenza della mammografia, che non va eseguita in caso di gravidanza già accertata o sospetta. Pertanto, la donna in gravidanza che riceve un invito è bene che contatti il Centro Screening di riferimento per comunicare il suo stato e programmare l’esame dopo il parto. La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre. Si tratta tuttavia di una misura precauzionale e non di un divieto assoluto: nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni.

Anche per chi soffre di problemi alla tiroide - le disfunzioni della ghiandola endocrina sono piuttosto frequenti nella popolazione femminile in età fertile - non sussiste particolare controindicazione all’esame mammografico. Stesso discorso per chi ha subito un intervento di angioplastica coronarica o la sostituzione di valvole cardiache con protesi biologica/meccanica: nessuna limitazione, la mammografia non è dannosa. Avere le protesi mammarie non impedisce di effettuare una mammografia. La mammografia può essere eseguita anche dalle donne con protesi mammarie, ma è opportuno avvisare il tecnico radiologo prima dell’esecuzione dell’esame.

Mammografia: è dolorosa?

La metodica non provoca danni ai tessuti e se ci si chiede se la mammografia è dolorosa la risposta è no, anche se alcune donne la trovano fastidiosa. La mammografia normalmente non è un esame doloroso; alcune donne trovano fastidiosa la compressione delle mammelle tra le due piastre dell’apparecchiatura per la mammografia, ma il disagio dura solo il breve tempo necessario per l'esame. Per eseguire la mammografia la mammella viene compressa con un apposito piatto in plexiglas; la compressione, se effettuata con delicatezza, provoca per lo più un leggero fastidio, poche donne riferiscono un minimo dolore, pochissime un dolore molto forte.

Mammografia e Ecografia Mammaria: quale scegliere?

Meglio la mammografia o l’ecografia? Il primo esame è ritenuto più efficace nell’individuazione di lesioni tumorali anche millimetriche e che l’ecografia spesso non riesce a “mettere a fuoco”. Inoltre, se la mammografia trova indicazione prevalente nelle donne di mezza età che presentano seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), di contro l’Ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante. L'ecografia mammaria, insieme alla mammografia, è un esame di primo livello per la diagnosi precoce del tumore al seno, che consente di analizzare in dettaglio la ghiandola mammaria.

L'ecografia mammaria può essere eseguita in qualsiasi momento del ciclo mestruale, anche se preferibilmente tra il 5° e il 12° giorno, nella fase post-mestruale. L’ecografia rappresenta l’esame di primo livello nelle donne fino a 35-40 anni e, abbinata alla mammografia, costituisce un’integrazione diagnostica di grande valore nelle donne sopra i 40 anni.

Screening mammografico: come funziona?

Lo Screening è un programma di prevenzione secondaria sulla popolazione con cui si invitano le donne di una determinata fascia di età, ad esempio 50 - 69 anni, a sottoporsi a mammografia gratuita ogni due anni. In caso di esame dall’esito normale, la donna riceve una lettera a casa; in caso di dubbio o di lesione, viene richiamata per sottoporsi ad approfondimenti.

La Mammografia clinica non prevede fasce d’età, si può fare a partire dai 35/40 anni, ed è volontaria. Lo screening mammografico organizzato dalla Centrale Unica Screening viene effettuato in strutture ospedaliere ed extra ospedaliere, è rivolto alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni, che tramite lettera (cartecea e su Fascicolo Sanitario Elettronico) vengono invitate a sottoporsi alla mammografia ogni due anni. L’esame è gratuito e non è richiesta impegnativa.

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