La mammografia è l'esame principale utilizzato nello screening del tumore alla mammella nelle donne a partire dai 40 anni. Essa può evidenziare un tumore prima che la massa diventi palpabile (fase preclinica) e riconosce circa il 70% delle lesioni più piccole di 1 centimetro grazie alla tecnica stereotassica, cioè la configurazione tridimensionale dell'area sospetta. Il vantaggio principale della mammografia è quello di essere l'esame più affidabile per vedere le lesioni di piccolo diametro.
Importanza dello Screening Mammografico
Parlare dell'utilità o meno dello screening mammografico rischia sempre di suscitare dibattiti accalorati e spesso inconcludenti. Innanzitutto occorre specificare che cosa sia uno screening di popolazione: è un esame che viene applicato a persone sane o apparentemente tali, quindi ad un numero elevato di soggetti che si sottopongono volontariamente al test, nella speranza che esso risulti negativo e che quindi attesti l'assenza di malattia.
Da questa realtà nasce una convinzione molto diffusa, ma non corretta nella totalità dei casi, e cioè che una malattia, qualsiasi malattia, ma in particolar modo il cancro abbia tante maggiori probabilità di essere curata efficacemente quanto più precocemente viene diagnosticata. Questo è vero quasi sempre, ma non nella totalità dei casi. Purtroppo all'evolversi di una patologia tumorale concorrono variabili soggettive e oggettive che possono smentire l'assioma: diagnosi precoce → terapia più efficace. In quest'ottica due sono i test di screening più sottoposti a critiche o perlomeno dubbi: la misurazione del PSA nei maschi e la Mammografia nelle femmine.
Le linee-guida internazionali stabiliscono in 50 anni l'età ideale per iniziare un programma di screening mammografico di popolazione, soprattutto perché un test generalizzato non deve tenere conto ovviamente di particolari caratteristiche di alcune donne (ereditarietà, genotipo a rischio) ma deve rivolgersi a tutte le donne.
I dati dell'OMS dicono che nella fascia di età compresa tra i 50 ed i 65 anni l'esecuzione di una mammografia ogni due anni comporta una riduzione dei decessi da cancro mammario del 16%, pertanto l'intervallo di due anni è stato adottato quale timing ottimale. È bene ricordare che stiamo parlando di donne sane o apparentemente tali: i casi particolari o personali non devono costituire variabili decisionali in uno screening di popolazione.
Addensamento al Seno: Cosa Significa?
Il seno denso non va confuso con un addensamento al seno. Il seno denso è una caratteristica normale del seno che descrive la presenza di una maggiore quantità di tessuto fibroghiandolare in rapporto al tessuto adiposo. Un addensamento al seno descrive invece la presenza di un nodulo, un’area circoscritta anomala di maggiore densità che potrebbe nascondere un tumore al seno.
I noduli al seno sono lesioni del tessuto mammario, la cui insorgenza può dipendere da svariate cause. I noduli del seno sono un segnale da non sottovalutare, ma che non deve destare eccessiva preoccupazione: nel 90% dei casi si tratta, infatti, di formazioni nodulari benigne, come fibroadenomi e cisti.
La mastopatia fibrocistica è la causa più comune di noduli al seno. Alla palpazione, questi noduli risultano rotondeggianti e si presentano spesso come agglomerati in entrambi i seni o come masse ben definite, mobili e senza segni di retrazione cutanea. Altre modificazioni fibrocistiche che non hanno alcun significato neoplastico comprendono adenosi (noduli di consistenza dura e dimensioni variabili) e cisti (formazioni tondeggianti, uniche o multiple, dal contenuto liquido).
I fibroadenomi sono noduli solidi benigni, tipicamente indolori e mobili (queste lesioni possono essere spostate sotto la pelle con la punta delle dita), simili a piccole palline dai contorni netti, circoscritte e sfuggenti. Di solito, queste lesioni si sviluppano nelle donne giovani (spesso nelle adolescenti) e la loro caratteristica mobilità nella mammella aiuta a distinguerle da altri noduli al seno.
L’ascesso mammario è caratterizzato da un nodulo doloroso che tende ad aumentare gradualmente le proprie dimensioni. La cute della zona interessata risulta arrossata, calda e con aspetto “a buccia di arancia”. Talvolta, si associano febbre con brividi e malessere generale. Nella fase post-partum può comparire anche un galattocele, ovvero una cisti rotondeggiante, mobile e ripiena di latte.
Il carcinoma della mammella si manifesta con un nodulo duro, non ben delimitato, aderente alla cute o ai tessuti circostanti. In tale contesto, possono essere evidenti anche deviazioni, retrazione o appiattimento del profilo mammario o del capezzolo, con o senza secrezione ematica o sierosa.
I noduli benigni presentano contorni netti e sono mobili, ovoidali o rotondeggianti. I noduli maligni presentano contorni mal definiti (tendono ad infiltrare la ghiandola circostante) e non sono mobili.
Le neoplasie della mammella più avanzate determinano quasi sempre una retrazione della pelle sovrastante, con modificazione della forma della mammella e accentuazione dei segni cutanei causati dal linfedema.
Come ci si accorge di un tumore al seno?
Molto importante è interrogare la paziente (anamnesi), per conoscere l'esistenza di un eventuale fattore di rischio, soprattutto per un tumore della mammella in famiglia. Successivamente il medico passerà all'ispezione, per vedere eventuali asimmetrie di forma o di volume di un seno rispetto all'altro, ed alla palpazione, che va fatta a paziente distesa con le braccia dietro la testa: andrà a valutare consistenza, volume, dolorabilità e mobilità del nodulo rispetto ai piani sottostanti.
Approfondimenti Diagnostici
La mammografia non sempre è sufficiente per una diagnosi definitiva dello stato di salute del seno: in alcuni casi, le caratteristiche del tessuto delle mammelle non consentono l’identificazione chiara di una lesione. Quando l’esito è dubbio, la paziente viene richiamata per sottoporsi ad ulteriori indagini. Gli esami supplementari provocano generalmente ansia e timore nelle donne anche se, nella maggior parte dei casi, servono ad escludere ogni sospetto di cancro al seno. Oggi, grazie alla diagnosi precoce, solo al 15% delle pazienti richiamate viene diagnosticato un tumore che molto spesso è in una fase iniziale.
Quando l’esito della mammografia non è chiaro, il radiologo valuta quali possono essere le indagini strumentali più appropriate in base alla condizione clinica della paziente. L’ecografia è il primo esame a cui si ricorre in caso di mammografia dubbia, perchè consente di ottenere informazioni sulle dimensioni e sui contorni delle neo-formazioni, e di distinguere se la massa ha un contenuto liquido, come le cisti, o solido, come un tumore.
Se il seno è molto denso o il risultato continua ad essere dubbio, gli specialisti potrebbero prescrivere anche la risonanza magnetica alla mammella. Grazie a questa indagine è possibile ottenere informazioni più specifiche sulla lesione e valutare la sua tendenza a trasformarsi in neoplasia maligna.
Una volta individuata la lesione con la mammografia, si passerà all'iter successivo, cioè l'esame citologico mediante agoaspirato: con un ago sottile, sotto la guida dell'ecografia, viene aspirato del materiale dalla lesione, che verrà poi analizzato al microscopio per vedere che tipo di cellule lo formino (se maligne o benigne). L'esame citologico può essere eseguito anche sulle secrezioni che fuoriescono dal capezzolo, oppure su qualsiasi tumefazione dubbia.
Esiste infine un esame chiamato duttogalattografia, che consiste nell'iniettare con un ago una sostanza radioattiva colorata nei dotti mammari. Se c'è una massa, ai raggi X si vedrà un difetto di riempimento degli stessi dotti col colorante.
Le indicazioni per tali accertamenti specialistici dipendono dall’età della paziente e, soprattutto, dai dati riscontrati durante la visita senologica. La visita senologica è incentrata sull’osservazione e sulla palpazione della mammella e dei tessuti vicini.
L’agoaspirato si esegue sotto guida ecografica, inserendo un ago sottile nel nodulo sospetto e aspirando il materiale in esso contenuto, il quale verrà sottoposto ad esame citologico. Un altro esame che permette di ottenere informazioni utili per differenziare i caratteri dei noduli al seno è la risonanza magnetica mammaria.
Seni Densi e Mammografia
Seni poco densi e grassi sono facilmente valutabili alla mammografia, mentre seni densi ostacolano la lettura della mammografia e possono nascondere lesioni maligne. Il tessuto adiposo alla mammografia appare nero (radiotrasparente), mentre il tessuto fibroghiandolare appare bianco così come un’eventuale massa tumorale.
Nei seni a densità c e d l’ecografia è fortemente consigliata e nei seni più densi (categoria d) in molti casi è opportuno utilizzare la risonanza magnetica o la CESM. La CESM unisce i principi della mammografia alla somministrazione del mezzo di contrasto, che permette, come nella risonanza magnetica (RM), una valutazione contrastografica della mammella.
Tipi di Tumore al Seno
Esso viene di solito classificato in duttale infiltrante ed in lobulare infiltrante, a seconda che origini dalle cellule dell'epitelio dei lobuli o da quelle dei dotti. Infiltrante perché si estende oltre l'epitelio, interessando anche le strutture vicine ed a volte anche lontane (metastasi ai linfonodi ed ad altri organi).
Nel gruppo del carcinoma duttale infiltrante si trova un sottogruppo di tumori che viene chiamato carcinoma duttale infiltrante non altrimenti specificato (NAS), estremamente aggressivo e maligno, e che purtroppo rappresenta il 50% dei carcinomi mammari. Il carcinoma lobulare infiltrante, invece, si suddivide in cinque varietà: classica, solida, tubulo-alveolare e mista.
Esiste poi il carcinoma di Paget, una variante a sé stante, in cui le cellule tumorali originano da quelle epiteliali del capezzolo, che appare arrossato, retratto ed a volte sanguinante. Il carcinoma infiammatorio è caratterizzato invece da un addensamento in rapida crescita, spesso dolente, con la cute sovrastante che appare calda, arrossata e tumefatta.
Sintomatologia
La sintomatologia dipende dal tipo di tumore, dal suo diametro, dalla sua diffusione, e dall'età della paziente. Nelle forme iniziali, avremo una sintomatologia precoce, caratterizzata dalla presenza di una massa singola, generalmente minore di 5 centimetri di diametro, ma con un volume comunque estremamente variabile, di consistenza dura, fibrosa, quasi lignea (come il legno) a margini mal definibili, mobile o poco mobile sui piani sottostanti superficiali e profondi.
Essa può anche non essere dissociabile dai tessuti circostanti ed inizialmente non è dolorosa. Possono coesistere modiche erosioni o tumefazioni o secrezioni sierose o di sangue dal del capezzolo, increspamento della cute sovrastante, aumento di volume dei linfonodi ascellari dallo stesso lato del seno malato, che sono comunque ancora mobili.
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