Mal di Pancia Dopo Colonscopia: Cause e Soluzioni

La colonscopia è un esame invasivo, spesso necessario per la diagnosi o il follow-up di malattie oncologiche, l’approfondimento diagnostico di patologie infiammatorie croniche o per semplice prevenzione primaria quando indicato.

Cause del Mal di Pancia Post-Colonscopia

Nonostante la sua utilità, la colonscopia può causare disagi. Il 15% dei pazienti sperimenta dolore addominale di tipo crampiforme, dispepsia, reflusso gastro-esofageo, diarrea o stipsi al termine della colonscopia.

Sebbene non vi siano studi che descrivano le cause esatte della sintomatologia, diverse sono le ipotesi. La dismotilità intestinale e l’alterazione della flora batterica sembra siano i fattori responsabili del discomfort addominale.

Questa irrinunciabile fase di pulizia del colon può avere, però, un impatto destabilizzante sul microbiota residente, con conseguenti fastidi addominali nei giorni successivi alla procedura.

«Benché spesso venga sottovalutata dai pazienti», spiega in un’intervista a Microbioma.it Lorenzo Fuccio, professore associato di Gastroenterologia dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, «la preparazione intestinale è il momento più importante della colonscopia, poiché è cruciale per pulire le pareti del colon da detriti che inficerebbero la visione e la corretta valutazione di possibili lesioni, impedendo di ottenere informazioni diagnostiche di elevata qualità.

«In aggiunta», sottolinea lo specialista, «le operazioni di pulizia preliminare, così come il successivo inserimento della sonda per la colonscopia, introducono nel lume intestinale ossigeno proveniente dall’ambiente esterno, mettendo ulteriormente in difficoltà i batteri anaerobi che costituiscono la parte prevalente della popolazione microbica presente nel colon.

Benché i dati a riguardo restino da chiarire, un altro aspetto potenzialmente destabilizzante per il microbiota intestinale sembra essere anche il regime alimentare dei giorni che precedono la colonscopia, poiché riducendo la quota di fibre che arrivano nell’intestino si possono alterare i rapporti di abbondanza tra le diverse specie batteriche residenti.

«Sulla base dei limitati dati di letteratura disponibili», precisa l’esperto, «a indurre la disbiosi transitoria non sono tanto il particolare tipo di preparazione utilizzata né i volumi introdotti, ma la modalità stessa del lavaggio intestinale, e ciò rende questo inconveniente pressoché inevitabile quando ci si appresta a effettuare una colonscopia.

«I pazienti che soffrono di IBD, come rettocolite ulcerosa o malattia di Crohn, oppure di altre condizioni infiammatorie intestinali preesistenti, conclamate o subcliniche, o caratterizzati da ipersensibilità intestinale, come quella tipica della sindrome dell’intestino irritabile (IBS, Irritable Bowel Syndrome) e che devono sottoporsi a colonscopia», aggiunge il prof. Fuccio, «possono sperimentare fastidi più accentuati in termini di disbiosi e infiammazione aggiuntiva, che può favorire la slatentizzazione clinica o la riacutizzazione della patologia fino a quel momento controllata dalla terapia».

«Al contrario, nel caso dell’IBS», precisa lo specialista, «dati recentemente pubblicati, raccolti anche in Centri clinici italiani, indicano che la preparazione per la colonscopia può indurre disturbi lievi-moderati (dolore, gonfiore e discomfort addominale), che hanno il loro picco nei 3-4 giorni successivi l’esecuzione dell’esame e che possono impiegare fino a 4 settimane per esaurirsi completamente. Questa tempistica è in linea con l’evidenza che il microbiota intestinale è dotato di una resilienza intrinseca, che gli permette di ristabilire autonomamente l’equilibrio originario dopo una destabilizzazione indotta da uno stress acuto.

Fuccio, «le categorie di persone maggiormente a rischio di sviluppare fastidi dopo la colonscopia sono le donne, chi ha la tendenza alla somatizzazione intestinale (come, per esempio, i pazienti affetti da IBS o da stress, ansia/depressione) e le persone con un profilo psicologico caratterizzato da negatività (bad mood). In sostanza, gli aspetti che rendono più probabili i fastidi gastrointestinali dopo la procedura endoscopica sono più psicoemotivi che organici.

Dopo una colonscopia, è normale avvertire alcuni sintomi lievi. Questi possono includere gonfiore addominale, crampi e una sensazione di pienezza. Altri sintomi comuni possono includere gas e flatulenza, causati dall’aria introdotta nell’intestino durante la procedura.

I dolori addominali post-colonscopia possono derivare da diverse cause. Un’altra causa frequente è l’introduzione di aria nell’intestino per migliorare la visibilità durante l’esame. In alcuni casi, i dolori possono essere causati da spasmi intestinali.

Ruolo dei Probiotici

L’integrazione di specifici ceppi batterici riequilibra l’ecosistema intestinale il quale ha funzione immunomodulatoria, contrasta la colonizzazione di germi patogeni, mitiga l’infiammazione delle pareti intestinali, regola la motilità e modula l’ipersensibilità viscerale.

Se la disbiosi è responsabile della sintomatologia intestinale, valutando i pazienti con la GSRS i ricercatori hanno indagato l’efficacia preventiva dei probiotici.

Non tutti i probiotici sono uguali e ogni ceppo batterico ha proprietà specifiche. Il L. rhamnsosus GG è il probiotico più studiato con un alto grado di evidenza scientifica, è sicuro e ben tollerato.

Lo studio analizzato, randomizzato, controllato e in doppio cieco indica che la somministrazione di 109 UFC di L. rhamnsosus GG riduce la sintomatologia addominale nei pazienti che si sottopongono a colonscopia.

Sulla base di queste evidenze, almeno alle persone con un “profilo psicologico a rischio” che devono sottoporsi alla colonscopia può essere raccomandata l’assunzione di un preparato probiotico adeguato, a scopo preventivo.

Studio sull'Efficacia dei Probiotici

Lo studio monocentrico, randomizzato ed in doppio cieco ha coinvolto 284 pazienti candidati a colonscopia. I ricercatori hanno suddiviso il campione in quattro gruppi somministrando ai primi tre gruppi capsule di probiotici contenenti 109 UFC di L. rhamnosus GG.

  • Gruppo 1: Tre volte al giorno una capsula di probiotici a partire da una settimana prima continuando sino ad una settimana dopo la procedura.
  • Gruppo 2: Tre capsule die di probiotici la settimana prima della procedura.
  • Gruppo 3: La sola settimana successiva la colonscopia.
  • Gruppo 4: Gruppo di controllo (placebo).

Tutti i partecipanti hanno descritto la sintomatologia gastrointestinale prima dell’endoscopia ed una settimana dopo attraverso l’ausilio di una scala validata - Gastrointestinal Symptom Rating Scale o GSRS - composta da dodici quesiti a risposta chiusa.

I risultati dello studio mostrano un miglioramento della sintomatologia addominale nei pazienti che hanno integrato i probiotici. Dolore, senso di indigestione, stipsi e diarrea sono stati meno frequenti a sette giorni dalla procedura in coloro a cui sono stati somministrati i probiotici. Il gruppo di pazienti a cui non sono stati somministrati i probiotici non hanno avuto i medesimi benefici.

La sintomatologia addominale che insorge dopo la colonscopia è certamente frutto della dismotilità intestinale e della disbiosi. L’alterazione della microflora intestinale è un elemento chiave da considerare e trattare preventivamente. I probiotici ripristinano l’equilibrio della flora intestinale restituendone le funzioni fisiologiche.

Quando Consultare un Medico

È cruciale sapere quando i sintomi richiedono l’intervento di un medico specialista. La presenza di sanguinamento rettale abbondante è un altro segnale di allarme. Se si sviluppa febbre superiore a 38°C, potrebbe essere indicativo di un’infezione.

Rimedi e Trattamenti

Per alleviare i dolori addominali post-colonscopia, ci sono diversi trattamenti e rimedi che si possono adottare. Applicare impacchi caldi sull’addome può aiutare a ridurre i crampi e il gonfiore. L’idratazione è fondamentale.

«Per attenuarlo», sottolinea l’esperto, «attualmente, viene suggerito di assumere la preparazione intestinale in due momenti distinti, anziché in un’unica occasione, effettuando il cosiddetto “splitting” della preparazione intestinale. In sostanza, ciò significa utilizzare mezza dose il giorno prima e l’altra mezza dose il giorno stesso dell’esame, al mattino.

Infine, è consigliabile evitare cibi pesanti e grassi nelle ore successive alla colonscopia.

Prevenzione

Per prevenire i dolori addominali dopo future colonscopie, ci sono alcune misure che si possono adottare. Discutere con il medico l’uso di sedativi o anestetici può aiutare a minimizzare i rischi di effetti collaterali.

«Innanzitutto», premette lo specialista, «i pazienti devono essere rassicurati sul fatto che la colonscopia, ancorché non piacevole, è una procedura sicura e che la sua tollerabilità può essere aumentata dall’impiego di anidride carbonica (CO2), anziché di acqua, durante la procedura. Quindi, quando il medico la ritiene necessaria, va senz’altro eseguita ai fini dello screening oncologico o della diagnosi/monitoraggio di diverse patologie intestinali.

Il monitoraggio post-procedura è essenziale per garantire una recupero sicuro e senza complicazioni. Informare il medico di eventuali cambiamenti improvvisi o peggioramenti dei sintomi può aiutare a identificare rapidamente eventuali complicazioni. Seguire le istruzioni post-procedura fornite dal medico è cruciale.

Informazioni sulla Colonscopia

La colonscopia è un esame che consiste nella visualizzazione dell’ultimo tratto del tubo digerente, ovvero l’intestino crasso, dal retto risalendo fino al cieco.

Si esegue utilizzando una sonda flessibile, un endoscopio (colonscopio), che al suo apice è dotato di una videocamera e di una fonte luminosa. Le immagini acquisite vengono riprodotte in un monitor, permettendo al medico di rilevare in diretta l’eventuale presenza di quadri infiammatori, diverticoli (estroflessioni della parete), polipi (tumori benigni) o tumori maligni.

L’esame consiste nell’ispezionare il tratto finale del tubo digerente con una sonda flessibile, un endoscopio (colonscopio), che viene introdotta per via anale e che al suo apice è dotata di una mini-videocamera e di una fonte luminosa. Le immagini trasmesse dallo strumento vengono riprodotte in un monitor, permettono al medico di valutare lo stato di salute del colon, rilevando in diretta l’eventuale presenza di:quadri infiammatori (tessuti infiammati);ulcere;crescita cellulare anomala;diverticoli (estroflessioni della parete);polipi (tumori benigni) o tumori maligni.

Quando è Indicata la Colonscopia?

La colonscopia viene eseguita come prevenzione del tumore al colon-retto nei soggetti con familiarità per tumori intestinali e a partire dai 50 anni di età per individuare e asportare l’eventuale presenza di polipi, piccole “protuberanze” che costituiscono i precursori del tumore al colon.

Oppure, può essere prescritta in caso di:alterazioni dell’alvo (comparsa di diarrea o stipsi);calo ponderale;dolore addominale;sanguinamento rettale (proctorragia) e tracce di sangue (ematochezia);anemia;presenza di sangue occulto fecale;sospette lesioni del colon ad altri accertamenti (ecografia/TAC).

Colonscopia Diagnostica e Operativa

La colonscopia può essere:diagnostica, volta a descrivere il calibro, il decorso e l'aspetto della mucosa dei diversi tratti;operativa, in questo caso si possono eseguire biopsie (per definire una lesione), oppure asportare polipi (polipectomia). Questo è possibile introducendo attraverso un canale operatore dell’ endoscopio i diversi accessori (come pinze, anse, aghi).

Come si Svolge?

La colonscopia è un esame invasivo che si svolge in regime ambulatoriale. Il paziente viene fatto sdraiare sul fianco sinistro, con le gambe lievemente piegate in posizione fetale e l’endoscopio viene introdotto per via anale fatto risalire lungo il colon introducendo aria e acqua per distendere le pareti, fino al cieco.

La Colonscopia fa Male?

Nel corso della procedura è possibile avvertire un senso di pressione e gonfiore all’addome e può presentarsi un leggero mal di pancia, dovuto soprattutto alla distensione delle pareti intestinali. La tollerabilità è soggettiva, dipende da diversi fattori come pregressi interventi addominali, la presenza di numerosi diverticoli, o una conformazione particolarmente allungata e tortuosa del colon (dolicocolon). Per alleviare il fastidio e/o dolore, viene somministrata per via endovenosa una sedazione cosciente, definita sedo-analgesia utilizzando un farmaco sedativo e uno analgesico.

Quanto Dura una Colonscopia?

La colonscopia ha una durata di circa 20-45 minuti.

Norme di Preparazione

La colonscopia richiede una preparazione che è fondamentale seguire scrupolosamente affinché l’intestino sia ben pulito.

In particolare bisogna:

  • 1-3 giorni prima dell'esame: eliminare le scorie, quindi evitare alimenti ricchi di fibre come frutta, verdura, cibi integrali;
  • 1 giorno prima dell'esame: assumere una preparazione acquosa a base di lassativi; dal momento in cui si inizia a bere la preparazione non si possono più assumere cibi solidi.

Un'alternativa alla preparazione standard è la colon wash, un lavaggio intestinale che dura circa 45 minuti e precede la colonscopia. Viene inserita nel retto una cannula fornita di due tubi, uno più piccolo per l’entrata dell’acqua e l’altro più grande per aspirare ed eliminare il materiale fecale; vengono quindi eseguite irrigazioni con acqua tiepida, a bassa pressione e dei massaggi sull’ addome per favorire lo scollamento delle feci.

Dopo l'Esame

Al termine dell’esame, il paziente rimane in sala risveglio circa 15-20 minuti. A causa dei farmaci somministrati, poiché causano sonnolenza e/o rallentamento dei riflessi, è necessario che venga riaccompagnato a casa e che si astenga dalla guida di veicoli e da attività che richiedano attenzione e concentrazione per l’intera giornata.

Nelle ore successive alla colonscopia, il paziente potrebbe riscontrare crampi e gonfiore addominale a causa dell'aria insufflata, sintomi comuni che normalmente si risolvono nel giro di qualche ora gradualmente e spontaneamente.

Dopo aver effettuato la colonscopia, il paziente potrà riprendere ad alimentarsi, preferendo cibi leggeri e di facile digestione.

Nel caso in cui sia stata eseguita anche una biopsia o polipectomia (asportazione di polipi), durante la prima defecazione successiva all’esame si potrebbe osservare una minima perdita di sangue dall'ano. Se dovesse divenire importante o comparissero altri sintomi come dolore addominale intenso, febbre o vomito, sarà necessario rivolgersi immediatamente al medico.

Dopo Quanto Tempo Arrivano i Risultati della Colonscopia?

Il referto della colonscopia viene consegnato dal medico al termine dell’esame. Se nel corso della procedura è stata effettuata una biopsia/polipectomia, l’esame istologico sarà disponibile dopo 15-21 giorni.

Eventuali Controindicazioni o Rischi

La colonscopia è una procedura a basso rischio, ed è considerato un esame sicuro.

Le complicanze sono rappresentate da:

  • emorragia nel punto di biopsia o polipectomia, che normalmente viene controllata per via endoscopica e raramente richiede trasfusione di sangue;
  • perforazione (cioè lacerazione) della parete intestinale che può essere risolta endoscopicamente (con il posizionamento di clip metalliche) o può talvolta rendere necessario un intervento chirurgico.
  • Raramente possono verificarsi reazioni avverse o complicanze dovute ai sedativi, per lo più correlate a patologie cardiache o polmonari pre-esistenti.

La colonscopia è sconsigliata in caso di diverticolite acuta, sospetto di perforazione intestinale, megacolon tossico.

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