Maionese e Colesterolo: Effetti e Consigli

Il colesterolo alto, o ipercolesterolemia, è un problema che riguarda milioni di persone e rappresenta un grave fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiache.

Il colesterolo è un tipo di lipide che si trova nel sangue, essenziale per molte funzioni vitali del corpo umano. Un eccesso di colesterolo, in particolare del tipo LDL (lipoproteine a bassa densità), noto comunemente come “colesterolo cattivo“, può portare a serie complicazioni di salute. Nel nostro sangue troviamo anche il colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità), considerato “buono” perché aiuta a rimuovere il colesterolo cattivo dal sangue, trasportandolo al fegato da dove può essere eliminato.

Per modificare i livelli di colesterolo nel sangue, è importante rendersi conto che le scelte alimentari influenzano questo delicato equilibrio. Una dieta ricca di grassi saturi e trans può aumentare i livelli di LDL, mentre se l’alimentazione abbonda di fibre, acidi grassi omega-3 e altri nutrienti essenziali può aiutare a aumentare il colesterolo HDL.

Alimenti da Evitare in Caso di Colesterolo Alto

Come abbiamo accennato, la cura di quello che immette nel nostro corpo è fondamentale. Ecco alcuni alimenti da evitare:

  • Grassi saturi: sono quelli che troviamo nel cibo di natura animale, in grandi quantità soprattutto nella carne rossa, nei formaggi grassi, nel burro e anche in certi oli vegetali come l’olio di palma e l’olio di cocco.
  • Grassi Trans: ancora più dannosi dei grassi saturi, sono grassi nascosti ovunque, soprattutto nei prodotti industriali. Questi grassi sono pericolosi perché, infatti, un aumento del colesterolo “cattivo” (LDL), provocando una diminuzione di quello “buono” (HDL).
  • Zuccheri raffinati e carboidrati semplici: gli zuccheri e i carboidrati semplici, come quelli presenti in dolci, bibite zuccherate e cibi da fast-food (fritti di ogni genere e bacon) possono contribuire all’aumento di peso facilitando l’innalzamento dei livelli di colesterolo LDL e la riduzione di quelli di HDL.

Alimenti Utili per Abbassare il Colesterolo

Sebbene sia essenziale sapere quali cibi evitare quando si ha il colesterolo alto, è altrettanto importante conoscere gli alimenti che possono aiutare a migliorare il profilo lipidico.

Per aiutarti a ridurre i livelli di colesterolo LDL e aumentare quelli di colesterolo buono devi arricchire la tua alimentazione di frutta e verdura. Con il loro elevato contenuto di fibre, vitamine e minerali, gli ortaggi sono fondamentali in una dieta per la gestione del colesterolo. Particolarmente salutari sono quelle varietà che contengono elevate quantità di fitosteroli, sostanze vegetali che aiutano a bloccare l’assorbimento del colesterolo nell’intestino, quindi broccoli, mele e arance.

  • Legumi: Fagioli, lenticchie, piselli e altri legumi sono una grande fonte di proteine vegetali, fibre e composti che riducono il colesterolo.
  • Noci e Semi: Noci, mandorle, semi di lino e semi di chia sono ricchi di acidi grassi omega-3 e hanno effetti benefici sui livelli di colesterolo.

La Maionese e il Colesterolo: Cosa Sapere

Effetti della Maionese sul Colesterolo

Cosa succede a chi mangia maionese tutti i giorni? La maionese è ricca di grassi saturi che possono causare problemi al livello di colesterolo. E’ un prodotto che sembra non apportare benefici alla nostra salute perché analizzando la sua composizione ci si accorge che essa è ricca di grassi saturi e uova.

I grassi saluti, ovvero oli idrogenati, aumentano i livelli di colesterolo cattivo. Le uova, invece, contengono colesterolo. In genere nella maionese industriale vengono utilizzati oli di bassa qualità, come l’olio di palma e di cocco che risultano altamente calorici. A questi si aggiungono altri ingredienti poco salutari come addensanti e additivi alimentari, coloranti e regolatori di acidità. Non sono da scartare anche i conservanti.

Calorie e Consumo Moderato

Quante calorie contiene la maionese? La maionese, tra le salse e le salsicce che vi sono in circolazione, è quella che ha più calorie. A stilare la classifica è stato il sito americano Tech Insider. Con 10 grammi di grassi la maionese non è la migliore scelta di condimenti. Un cucchiaio di maionese possiede 94 calorie. A seguire troviamo la salsa barbecue, la più dolce della lista con 6 grammi di zucchero per cucchiaio. La salsa barbecue tende ad avere più potassio e possiede 29 calorie per cucchiaio.

Quanta maionese si può mangiare per non avere danni alla salute? La maionese è un alimento notevolmente calorico ed il suo utilizzo dovrebbe limitarsi ad un cucchiaino o al massimo due per volta. Occorre comunque consumare la maionese in maniera sporadica. La frequenza di consumo di questa salsa cruda dipende da composizione del regime alimentare, quantità consumate ed eventuali sovrappeso ed alterazioni del quadro lipidemico.

Maionese Industriale vs. Artigianale

E’ bene disti guerre tra maionese industriale e maionese artigianale, meglio conosciuta come maionese casereccia.

Come Preparare una Maionese Casereccia

Come si prepara la maionese fatta in casa? Porre dei tuorli di uova in una ciotola dai bordi alti e aggiungere qualche goccia di succo di limone. Frustarli leggermente con uno sbattitore elettrico. Versare l’olio a filo a più riprese e senza fretta. Quando la maionese è pronta e montata, aggiungete il sale ,un pizzico di pepe, un cucchiaino e mezzo d’aceto. Mescolare nuovamente con lo sbattitore per pochi secondi e sempre ad una velocità media. La maionese è pronta e va trasferita delicatamente in una ciotola.

Maionese per la Cura della Pelle

La maionese è utile per detergere la pelle? La maionese può essere molto utile per detergere, idratare e nutrire la pelle. Per la preparazione della maschera fai da te occorre una ciotola, la maionese, del miele biologico e mezzo limone. Mettere la maionese nella ciotola con mezzo cucchiaio di miele e il succo di mezzo limone. Questa maschera fai da te può essere usata un paio di volte alla settimana e può essere conservata in frigorifero.

Il Ruolo della Dieta e dello Stile di Vita

Al giorno d’oggi sono molte le persone che soffrono di ipercolesterolemia, ovvero alti livelli di colesterolo nel sangue. Benché le cause di questa condizione possano essere anche genetiche, il colesterolo alto è perlopiù attribuibile ad un cattivo stile di vita e alimentazione incorretta.

La dieta per il colesterolo alto è un regime alimentare volto a tenere sotto controllo la colesterolemia, ovvero i livelli di colesterolo nel sangue. Il colesterolo è infatti una molecola di grasso importante per la salute del nostro organismo ed è fondamentale che i suoi livelli nel sangue, sia di quello definito “buono” (HDL) che di quello definito “cattivo” (LDL), siano sempre ottimali. Uno scompenso dei valori di colesterolo, infatti, può portare a diverse patologie cellulari e cardiovascolari.

Tra questi scompensi c’è l’ipercolesterolemia, ovvero una condizione in cui i valori di colesterolo totale (C-LDL più C-HDL) nel sangue sono troppo elevati. Il colesterolo elevato è considerato uno dei principali fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, della sindrome metabolica e del diabete, pertanto sono in corso numerosi studi volti a sviluppare nuovi metodi e terapie farmacologiche per regolare i livelli di colesterolo.

In primis una dieta ricca di zuccheri e grassi industriali, poi sicuramente la scarsa attività motoria ed i più noti fattori di rischio quali fumo e alcol. Le lipoproteine sono molecole complesse che contengono proteine e lipidi. Il colesterolo LDL è definito “cattivo” in quanto si può depositare nelle pareti delle arterie in virtù del potere aterogeno delle lipoproteine a bassa densità, creando delle ostruzioni per il flusso sanguigno, mentre il colesterolo HDL o “buono” non arreca danni alle arterie ma è benefico, in quanto le lipoproteine ad alta densità trasportano il colesterolo dalle arterie verso gli organi che lo eliminano. In caso di livelli elevati di colesterolo nel sangue si parla di una condizione detta ipercolesterolemia.

È bene ricordare che la maggior parte del colesterolo che ogni giorno metabolizziamo viene prodotta nel fegato. Si stima infatti che su 1 g di colesterolo metabolizzato, il 60-70% è autoprodotto, mentre il 30% è quello proveniente dalla dieta. Grazie a dei complessi sistemi cellulari, la regolazione del colesterolo è inoltre finemente regolata nei soggetti sani: quando introduciamo molto colesterolo con la dieta, è il colesterolo stesso a rallentarne la produzione endogena; e viceversa.

Le più comuni condizioni patologiche o subcliniche laddove l’ipercolesterolemia svolge un ruolo importante interessano il fegato, con la possibile comparsa della steatosi epatica, e l’apparato cardiovascolare. Ci sono anche altre condizioni dove si possono riscontrare livelli di colesterolo alto come la menopausa, la gravidanza e particolari condizioni di stress cronico.

Sono in molti a chiedersi quali siano i sintomi dell’ipercolesterolemia. In realtà il colesterolo alto non provoca veri e propri sintomi; di conseguenza la diagnosi molto spesso avviene in seguito a fatti casuali, come ad esempio attraverso un esame del sangue. Tuttavia, le forme più gravi determinano l'insorgenza di alcuni segni clinici.

Cause del Colesterolo Alto

Diversi fattori sono associati ad un aumentato rischio di iperlipidemia. Tra le più diffuse cause del colesterolo LDL alto c’è lo stress. Per il colesterolo alto, oltre a cause come lo stress e le altre sopra citate, esistono cause secondarie di livelli elevati di LDL includono malattie come l'ostruzione biliare, la malattia renale cronica, il diabete mellito di tipo 2, l'ipertensione e l'ipotiroidismo. Farmaci come diuretici, ciclosporina e glucocorticoidi possono anche contribuire ad aumentare i livelli plasmatici di LDL (Stone et al., 2014).

Sono in molti a chiedersi quanto una dieta per il colesterolo alto per uomo e donna possa incidere sul miglioramento dei livelli di colesterolo nel sangue. Il colesterolo alimentare influisce solo per un 20-30% della concentrazione totale di colesterolo nell’individuo, mentre la maggior parte del colesterolo è di produzione endogena. Per anni le raccomandazioni alimentari per una dieta dovuta al colesterolo alto nell’uomo e nella donna in caso di ipercolesterolemia prevedevano la limitazione degli alimenti industriali e quelli di origine animale (carne, uova, latte e derivati), contenenti di per sé una quota variabile di colesterolo.

Come Abbassare il Colesterolo: Strategie Dietetiche

L’alimentazione ha, come abbiamo visto, un ruolo importante nel contrastare e prevenire il colesterolo alto. La sintesi del colesterolo è particolarmente attiva nel fegato, ma anche nell’intestino e nel surrene, nei tessuti riproduttivi e, a livello cellulare, avviene nel citosol.

Poiché il colesterolo è essenziale per tutta la vita animale, ogni cellula lo sintetizza attraverso un complesso processo di 37 fasi che inizia con la via del mevalonato e termina con una conversione in 19 fasi del lanosterolo in colesterolo.

Infiammazione e Colesterolo: Fattori da Considerare

Sebbene regimentare la propria dieta sia importante per abbassare il colesterolo alto, recenti studi hanno dimostrato come tenere sotto controllo i livelli di colesterolo sia una condizione necessaria ma non sufficiente per mantenere le arterie in salute. Lp(a) ha molte funzioni, che includono, tra l’altro, ruoli proaterosclerotici, protrombotici e proinfiammatori (in caso di una sua ossidazione). Elevati livelli plasmatici di Lp(a) sono ora considerati un fattore di rischio indipendente per la malattia cardiovascolare aterotrombotica (CVD), in particolare nei soggetti con colesterolo LDL alto (LDL-C) o colesterolo lipoproteico non ad alta densità (non-HDL-C) (Saeedi et al., 2016).

Oltre alla Lp(a), l’omeostasi infiammatoria endoteliale può essere compromessa dai livelli elevati di omocisteina nel sangue (iperomocisteinemia). L'omocisteina infatti può favorire la malattia cardiovascolare, promuovendo la disfunzione endoteliale attraverso un aumento dello stress ossidativo (Loscalzo et al., 1996; Topal et al., 2004).

Cosa Includere in una Dieta per Abbassare il Colesterolo

Possiamo dire dunque che la dieta mediterranea sia in grado di influire in maniera positiva sull’abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue. Cosa dovrebbe includere una dieta settimanale per il colesterolo alto? Vitamine e minerali sono in grado di favorire la produzione di ossido d’azoto (NO), il quale funge da regolatore della funzione endoteliale, ma soprattutto inibiscono l’ossidazione delle LDL, il fattore scatenante (secondo la teoria più accreditata) dell’insorgenza della placca aterosclerotica.

L’aumento delle concentrazioni di colesterolo nel sangue non è infatti legato solo al contenuto di questo sterolo negli alimenti assunti. Infatti, risulta sempre più evidente che a favorire l’ipercolesterolemia ed il rischio cardiovascolare siano diversi fattori che concorrono alla disfunzione endoteliale.

Alimenti da Evitare

Oltre all’integrazione di alcuni cibi, consigliati per il colesterolo alto, vi sono anche alcuni alimenti da evitare per chi ha il colesterolo alto e da eliminare nella sua alimentazione. Cibi tipici da fast food (es: bacon e patatine fritte, e fritti in generale) poiché in questi alimenti vi possono essere elevate concentrazioni di grassi cis/trans formatisi durante la cottura che, se assunti in eccesso, aumentano il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Quanto ai metodi di cottura da ipiegare nella dieta settimanale per colesterolo e trigliceridi alti vanno preferiti quelli senza l’ausilio di grassi aggiunti, e che siano mirati a preservare intatti i nutrienti degli alimenti, come vitamine e acidi grassi essenziali.

Integrazione e Approcci Biointegrati

Esistono diversi approcci biointegrati come ausilio al trattamento dell’ipercolesterolemia. Per esempio, l'estratto di riso rosso fermentato è un approccio naturale efficace per abbassare il colesterolo. Si ottiene dalla fermentazione di lieviti nel riso rosso.

La fermentazione produce molti metaboliti importanti, come vitamine del gruppo B, flavonoidi, acidi grassi saturi ed insaturi, ma soprattutto un gruppo di nove molecole chiamate monacoline. Tra queste nove monacoline, quella più importante è la monacolina K. In particolare, l’efficacia del riso rosso fermentato è direttamente correlata alla quantità di monacolina K contenuta nell'estratto. Il consumo quotidiano di monacolina K riduce i livelli plasmatici di colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL) tra il 15% e il 25% entro 6-8 settimane (Cicero et all.

Altri Integratori Utili

Oggi sono disponibili integratori in grado di controllare contemporaneamente la colesterolemia (sia direttamente che indirettamente) ed i valori della pressione arteriosa, oppure la glicemia. In modo particolare è stato eseguito un numero considerevole di studi di intervento che testano gli effetti dei nutraceutici sulla disfunzione endoteliale, dopo aver accertato una riduzione del rischio cardiovascolare a seguito di una regolare assunzione.

Bassi livelli sierici di vitamina C sono stati associati ad un rischio maggiore di eventi cardiovascolari negli esseri umani. Essa può esercitare i suoi benefici per la salute cardiovascolare mitigando gli stimoli infiammatori e lo stress ossidativo, mediati soprattutto da una dieta sbilanciata, prevenendo l'aumento di endotossine.

Studi prospettici sull'uomo hanno suggerito che la riduzione dei livelli plasmatici di vitamina E può essere correlata ad un aumento del rischio cardiovascolare (Khaw et all., 2001). Ulteriori ricerche, inoltre, hanno indicato gli effetti benefici dell'acido folico e del complesso vitaminico B sull'aterogenesi. Ad oggi gli studi hanno dimostrato che l'acido folico migliora la disfunzione endoteliale e la tolleranza ai nitrati.

È stato costantemente dimostrato che le concentrazioni plasmatiche di folati sono inversamente correlate alle concentrazioni plasmatiche di omocisteina (Selhub et all., 2000), e che l'integrazione di acido folico può ridurre l'omocisteina plasmatica. È interessante notare che in una recente analisi dei partecipanti al Framingham Offspring Study senza precedenti malattie cardiovascolari, bassi livelli plasmatici di vitamina D erano associati a una maggiore incidenza di eventi cardiovascolari.

Prove abbondanti indicano che determinati amminoacidi svolgono un ruolo fondamentale nella fisiologia e patologia cardiovascolare. Più recentemente, è stato dimostrato che L-glutammina, L-triptofano e L-cisteina modulano la funzione vascolare attraverso la formazione di una miriade di metaboliti, tra cui un certo numero di gas.

Altri effetti protettivi a livello cardiocircolatorio sono mediati da un’ampia classe di nutraceutici fenolici (polifenoli) e dagli acidi grassi polinsaturi; queste due classi di molecole organiche sono dotate di spiccate proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitrombotiche. I polifenoli sono una famiglia di sostanze di origine vegetale la cui caratteristica principale è la presenza di molteplici gruppi fenolici.

I polifenoli sono presenti nel tè, così come in molti degli alimenti di una tipica dieta mediterranea: olive, olio d'oliva, uva, vino, frutta e verdura. È stato ipotizzato infatti che determinati polifenoli siano in grado di inibire in modo naturale gli enzimi HMG-CoA reduttasi, acetil-CoA acetiltransferasi e la proteina di trasporto del triacilglicerolo, giustificando il loro effetto ipocolesterolemizzante (Amiot et al. , 2016 ; Pang et al. , 2016).

Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) sono in grado di regolare la pressione sanguigna ed i processi di coagulazione del sangue; sono altresì coinvolti nella sintesi degli eicosanoidi, mediatori chimici in grado di modulare la risposta infiammatoria ed esercitare benefici per la salute cardiovascolare.

L'assunzione alimentare di PUFA è vitale in quanto non possono essere sintetizzati in vivo; oli di pesce, semi di lino e noci sono una ricca fonte di PUFA omega-3, mentre oli vegetali e grassi animali sono la principale fonte di PUFA omega-6. L'American Heart Association (AHA) consiglia inoltre alle persone che non sono in grado di aumentare l'assunzione di omega-3 attraverso la sola dieta di valutare la possibilità di assumere integratori di omega-3 (AHA, 2015).

Altri cambiamenti nello stile di vita, oltre alla dieta per colesterolo alto valido sia per le donne che per gli uomini, includono l’attività fisica moderata, la perdita di peso corporeo per i pazienti in sovrappeso o obesi (che può essere supportata anche con integratori naturali per il controllo del peso) e l’abolizione di importanti fattori di rischio quali fumo e alcol.

Tabella: Alimenti Consigliati e da Evitare

Alimenti Consigliati Alimenti da Evitare
Frutta e verdura (broccoli, mele, arance) Grassi saturi (carni rosse, formaggi grassi)
Legumi (fagioli, lenticchie, piselli) Grassi trans (prodotti industriali)
Noci e semi (lino, chia, mandorle) Zuccheri raffinati (dolci, bibite zuccherate)
Pesce ricco di Omega-3 (salmone, sgombro) Cibi fritti e fast food

Ketchup e maionese sono due tra le salse più amate e consumate al mondo, ma la qualità del loro apporto nutrizionale non è delle migliori. Nel ketchup l’ingrediente principale è il pomodoro, spesso sotto forma di concentrato dalla dubbia provenienza, ma ci sono anche elevate quantità di sale e zucchero. La maionese è invece ricca di grassi, colesterolo e ovviamente calorie (circa 35 per 5g!).

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