Macchinario della Risonanza Magnetica: Funzionamento e Principi

La risonanza magnetica (RM) è una tecnica di indagine diagnostica molto diffusa, utilizzata per lo studio di numerose condizioni patologiche, grazie alla sua capacità di fornire un’immagine tridimensionale dettagliata di organi, tessuti, ossa e articolazioni. Scopriamo insieme cos’è e come funziona una risonanza magnetica, come viene eseguita, a cosa serve e quando il medico può prescriverla.

Cos'è una Risonanza Magnetica?

La risonanza magnetica (RM), o più correttamente risonanza magnetica nucleare (RMN), è una tecnica di imaging basata sull’utilizzo di un campo magnetico e di onde radio generate al computer, con l’obiettivo di acquisire immagini dettagliate e mostrare organi, ossa, muscoli e vasi sanguigni. A differenza di altre tecniche di imaging, come la radiografia o la TAC, non prevede l’utilizzo di radiazioni ionizzanti, perché si basa sui campi magnetici.

Una risonanza magnetica può essere utilizzata per valutare problemi del cervello, del collo e del midollo spinale, e può inoltre aiutare gli operatori sanitari a esaminare eventuali disturbi al torace, al cuore, all’addome, alle articolazioni o ai vasi sanguigni.

La macchina per risonanza magnetica è una grande macchina cilindrica a forma di tubo, che crea un forte campo magnetico attorno al paziente e invia impulsi di onde radio da uno scanner. Quando il paziente si trova all’interno del macchinario, il campo magnetico riallinea temporaneamente le molecole d’acqua nel suo corpo; le onde radio fanno sì che questi atomi allineati producano segnali deboli, che vengono utilizzati per creare immagini in sezione trasversale. La macchina per risonanza magnetica può anche produrre immagini 3D che possono essere visualizzate da diverse angolazioni.

Poiché non vengono utilizzate radiazioni ionizzanti, non vi è alcun rischio di esposizione alle radiazioni durante una procedura di risonanza magnetica.

La risonanza magnetica (RM) può essere eseguita utilizzando due tipi principali di apparecchiature: la risonanza magnetica chiusa e la risonanza magnetica aperta. Entrambe hanno lo stesso principio di funzionamento, ma differiscono in alcune caratteristiche strutturali e funzionali.

Risonanza Magnetica Chiusa

  1. Struttura: La RM chiusa è caratterizzata da un tunnel cilindrico stretto e lungo in cui il paziente viene inserito.
  2. Qualità delle immagini: Generalmente, le macchine di RM chiusa producono immagini di qualità superiore e con una risoluzione più alta rispetto alle macchine aperte.
  3. Disagio per i pazienti: Alcuni pazienti possono sentirsi a disagio o soffrire di claustrofobia all'interno del tunnel stretto della RM chiusa.

Risonanza Magnetica Aperta

  1. Struttura: La RM aperta ha un design più spazioso, con un magnete che non avvolge completamente il corpo del paziente.
  2. Accessibilità: La RM aperta è più adatta per pazienti che soffrono di claustrofobia, pazienti pediatrici o persone con obesità.
  3. Qualità delle immagini: Le immagini ottenute con una RM aperta possono avere una risoluzione leggermente inferiore rispetto a quelle della RM chiusa, poiché il campo magnetico è spesso meno potente.

La scelta tra RM chiusa e aperta dipende dalle esigenze specifiche del paziente e dal tipo di esame richiesto. La RM chiusa offre immagini di qualità superiore ed è più rapida, ma può essere scomoda per chi soffre di claustrofobia. La RM aperta, pur offrendo un ambiente più confortevole, potrebbe non sempre fornire immagini di pari qualità.

Vari Tipi di Risonanza Magnetica

Esistono diverse tipologie di risonanza magnetica che possono essere eseguite, che variano in base al tipo di indagine da effettuare. Le principali sono le seguenti:

  • RMI funzionale: Rileva i cambiamenti metabolici che si verificano quando il cervello è attivo, utile in vari contesti, ad esempio quando si deve pianificare un intervento chirurgico cerebrale per l’epilessia.
  • RMI a perfusione: Questo esame consente di eseguire una stima del flusso sanguigno in una determinata area, molto utile ad esempio in caso di ictus.
  • RMI con tensore di diffusione: Consente di rilevare le variazioni del movimento dell’acqua nelle cellule che non funzionano in modo adeguato. Questa tecnica è spesso impiegata principalmente per la diagnosi precoce dell’ictus, ma anche per individuare disturbi cerebrali, compresa la presenza di metastasi tumorali nel cervello.
  • Spettroscopia mediante risonanza magnetica: Tramite l’emissione continua e non intermittente di onde radio, questo esame viene utilizzato per rilevare disturbi cerebrali, come il morbo di Alzheimer, tumori e ascessi cerebrali.
  • Angio risonanza magnetica (angio-RM): Simile all’Angio TC e all’angiografia tradizionale, consente di acquisire immagini dettagliate dei vasi sanguigni, spesso tramite l’iniezione di un mezzo di contrasto, e di individuare la presenza di aneurismi, dissezioni aortiche, trombi, tumori. Questo esame è più sicuro e semplice da eseguire rispetto agli altri due menzionati, ma è molto più costosa.
  • Venografia mediante risonanza magnetica: È l’equivalente della Angio-RM ma dedicata all’analisi delle vene, eseguita per valutare la presenza di una trombosi venosa cerebrale.

Il medico indicherà il tipo di risonanza a cui sottoporsi a seconda della condizione patologica da indagare.

A Cosa Serve Fare una Risonanza Magnetica?

Come spiegato, la risonanza magnetica è un esame di imaging molto versatile, con applicazioni pratiche in svariati campi della medicina, che il medico potrebbe prescrivere al paziente per numerosi scopi. In genere, viene utilizzata per diagnosticare o valutare le seguenti condizioni patologiche, danni subiti dal paziente, tumori e problemi ossei, tra cui i seguenti:

  • Aneurismi dei vasi cerebrali
  • Disturbi dell’occhio e dell’orecchio interno
  • Sclerosi multipla
  • Disturbi del midollo spinale
  • Ictus
  • Tumori
  • Lesione cerebrale da trauma
  • Dimensione e funzione delle camere cardiache
  • Spessore e movimento delle pareti del cuore
  • Entità del danno causato da attacchi di cuore o malattie cardiache
  • Problemi strutturali nell’aorta, come aneurismi o dissezioni
  • Infiammazione o blocchi nei vasi sanguigni
  • Tumore a: fegato e vie biliari, reni, milza, pancreas, utero, ovaie, prostata, ossa e tessuti molli, seno (insieme a una mammografia)
  • Anomalie articolari causate da lesioni traumatiche o ripetitive, come lacerazione della cartilagine o dei legamenti
  • Anomalie del disco nella colonna vertebrale
  • Infezioni ossee

Le applicazioni diagnostiche della RM sono davvero numerose, il che rende questo esame davvero prezioso nell’ambito della medicina nucleare.

In Cosa Consiste la RM con Mezzo di Contrasto

La risonanza magnetica può essere eseguita con o senza la somministrazione di un mezzo di contrasto per via endovenosa al paziente, con lo scopo di opacizzare i tessuti da visualizzare in modo più dettagliato. Il mezzo di contrasto impiegato in questi casi è chiamato gadolinio, un metallo che funge, appunto, da agente di contrasto all’interno del campo magnetico, consentendo di ottenere immagini molto dettagliate delle eventuali differenze di vascolarizzazione o fra un tessuto e l’altro.

Però, sottoporsi a una RM con mezzo di contrasto prevede una procedura un po’ più complessa anche in termini di preparazione all’esame. Infatti, nei giorni che precedono l’esame è richiesto una analisi della creatininemia, per evitare problemi renali, e un elettrocardiogramma. L’esame dura di più rispetto a quello senza mezzo di contrasto. Nelle ore successive all’esame si raccomanda l’assunzione di molti liquidi per favorire l’espulsione del liquido di contrasto tramite le urine.

Cos'è la Risonanza Magnetica Aperta?

Uno dei limiti della RM consiste nella modalità stessa di esecuzione dell’esame, che prevede l’inserimento del paziente in un “tubo” chiuso per diversi minuti. Nei soggetti che soffrono di claustrofobia, nei bambini, negli anziani e nelle persone obese, questo può effettivamente rappresentare un problema, che in molti casi rende impossibile eseguire correttamente il test. Per questo motivo, già da qualche anno si sta diffondendo l’impiego di un macchinario chiamato risonanza magnetica aperta, che invece di essere strutturata come un cilindro chiuso è aperto su uno dei due lati (a forma di C, per intenderci). Questo macchinario consente di acquisire le immagini necessarie bypassando il problema, ma presenta un minor potere di risoluzione. Può essere utilizzato anche in sala operatoria durante un intervento chirurgico.

Come Funziona la RM

La macchina per risonanza magnetica è una grande macchina cilindrica a forma di tubo, che crea un forte campo magnetico attorno al paziente e invia impulsi di onde radio da uno scanner.

Quando il paziente si trova all’interno del macchinario, il campo magnetico riallinea temporaneamente le molecole d’acqua nel suo corpo; le onde radio fanno sì che questi atomi allineati producano segnali deboli, che vengono utilizzati per creare immagini in sezione trasversale.

La macchina per risonanza magnetica può anche produrre immagini 3D che possono essere visualizzate da diverse angolazioni.

Poiché non vengono utilizzate radiazioni ionizzanti, non vi è alcun rischio di esposizione alle radiazioni durante una procedura di risonanza magnetica.

Chi Non Può Sottoporsi a una RM

Non tutti i soggetti possono sottoporsi a una risonanza magnetica, proprio a causa dell’utilizzo del campo magnetico alla base del suo funzionamento. In genere la presenza di metallo nel corpo può rappresentare un pericolo per la sicurezza se attratto dal magnete, ma anche se non viene attratto può comunque influenzare la qualità delle immagini acquisite. A meno che il dispositivo in possesso del paziente non sia certificato come sicuro per la risonanza magnetica, non possono sottoporsi a una risonanza magnetica i soggetti con:

  • Protesi articolari metalliche
  • Valvole cardiache artificiali
  • Defibrillatore cardiaco impiantabile
  • Pompe impiantate per l’infusione di farmaci
  • Stimolatori nervosi impiantati
  • Pacemaker
  • Clip in metallo, perni metallici, viti, placche, stent o graffette chirurgiche
  • Impianti cocleari
  • Un proiettile, una scheggia o qualsiasi altro tipo di frammento metallico
  • Dispositivo intrauterino

Anche i tatuaggi potrebbero creare problemi, a causa dell’impiego di alcuni inchiostri contenenti metalli.

Preparazione del Paziente

Prima dell’esame, il paziente riceverà istruzioni specifiche dal personale medico o tecnico sulla preparazione necessaria. Queste istruzioni possono includere il digiuno per alcune ore, la rimozione di oggetti metallici (come gioielli e apparecchi acustici) e la vestizione con indumenti ospedalieri.

  1. Preparazione: Il paziente viene istruito a rimuovere tutti gli oggetti metallici, come gioielli, orologi, occhiali, e indumenti con cerniere o bottoni metallici, poiché il campo magnetico può interferire con questi materiali.
  2. Questionario e consenso informato: Prima dell'esame, il paziente compila un questionario per identificare eventuali controindicazioni, come la presenza di pacemaker, impianti metallici o altre condizioni che potrebbero interferire con la RM.
  3. Posizionamento: Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino mobile che scorre all'interno del magnete della macchina RM. La posizione dipende dall'area del corpo da esaminare.
  4. Contrasto: In alcuni esami, può essere iniettato un mezzo di contrasto a base di gadolinio per migliorare la visibilità di determinate strutture o anomalie.
  5. Scansione: Una volta posizionato correttamente, il lettino scorre all'interno del magnete. Durante la scansione, il paziente deve rimanere il più immobile possibile per evitare immagini sfocate.
  6. Rumore: Durante la scansione, la macchina produce rumori forti e ritmici. Al paziente vengono forniti tappi per le orecchie o cuffie per ridurre il disagio acustico.
  7. Fine dell'esame: Al termine della scansione, il lettino esce dal magnete e il paziente può alzarsi.
  8. Analisi delle immagini: Le immagini ottenute vengono analizzate da un radiologo, che redige un referto dettagliato per il medico curante.

Il paziente è invitato a sdraiarsi su un lettino che slitta all’interno del macchinario per la risonanza magnetica e a rimanere assolutamente immobile per l’intera durata dell’esame.

Durante l’esame, vengono inviati impulsi radio e campi magnetici per creare i segnali utilizzati per generare le immagini. Il paziente deve rimanere il più immobile possibile durante questo processo per evitare artefatti nelle immagini.

Durante l’esame, il paziente rimarrà in comunicazione costante con il personale medico o tecnico attraverso un microfono o un sistema di interfono.

Una volta completata l’acquisizione delle immagini, la lettiga del paziente viene gradualmente estratta dalla macchina RM.

Questo strumento non invasivo ha rivoluzionato il modo in cui i medici diagnosticano e monitorano numerose condizioni, offrendo una visione precisa e dettagliata che aiutaa individuare anomalie che potrebbero non essere visibili con altre tecniche di imaging.

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