In molti ci domandano a cosa servono gli zuccheri ed in particolare quale sia la relazione dello zucchero con il colesterolo. In questo articolo vedremo come un’eccessiva quantità di zucchero nell’alimentazione è responsabile di un aumento della produzione di colesterolo cattivo o LDL e trigliceridi. Spiegheremo inoltre che è altresì sbagliato, d’altro canto, eliminare completamente lo zucchero dalla dieta.
Gli zuccheri vanno correttamente ripartiti nell’arco della giornata e soprattutto non vanno consumati in quantità eccessive, un discorso che vale anche per gli zuccheri definiti “complessi”. In queste condizioni la dislipidemia può aggravare la patogenesi del diabete, poiché una quantità elevata di zuccheri aumenta il colesterolo intracellulare a livello delle cellule beta pancreatiche interferisce con la secrezione di insulina e quindi con il metabolismo del glucosio.
Definizione di Zuccheri
Prima di passare alla relazione tra zuccheri e colesterolo offriamo una definizione di zuccheri.
- Zuccheri semplici (a rapido assorbimento): glucosio, fruttosio, lattosio, saccarosio.
- Zuccheri complessi (a lento assorbimento): amidi.
Il Colesterolo: Cos'è e Come Funziona
Il colesterolo appartiene alla famiglia dei lipidi, dunque è un grasso presente nel sangue prodotto in gran parte dall’organismo e in minima parte proviene dall’alimentazione. Il nostro organismo è in grado di regolare da solo i livelli di colesterolo, con l’obiettivo di mantenere un certo range di valori plasmatici di lipoproteine: più assumiamo colesterolo dall’alimentazione e meno ne produciamo, e viceversa. Se questa omeostasi, controllata anche grazie al cortisolo presente nell'organismo, viene alterata si parla di ipercolesterolemia.
In definitiva, è errato quindi pensare di assumere meno colesterolo alimentare per tenerlo il più possibile basso nel sangue. Quando l’omeostasi del colesterolo e delle lipoproteine è alterata, si sviluppa il rischio di sviluppare depositi di grasso nell’endotelio delle arterie (le cosiddette placche arteriosclerotiche), tanto da provocare, nei casi più gravi, infarti ed ictus.
Colesterolo Buono (HDL) vs. Colesterolo Cattivo (LDL)
Dopo aver definito le funzioni principali del colesterolo, è necessario porre una differenza tra l’HDL e LDL, e il rapporto tra colesterolo cattivo e buono. Il colesterolo buono o HDL (High Density Lipoprotein) non è altro che il colesterolo contenuto nelle lipoproteine ad alta densità. Il colesterolo presente nelle HDL “viaggia” dai tessuti verso il fegato, dove viene smaltito. Proprio per tale funzione è definito “spazzino”. Gli effetti positivi del colesterolo buono o HDL sul sistema cardiovascolare riguardano la capacità di rimuovere il colesterolo periferico, portandolo al fegato per poi essere metabolizzato; questo è evidente grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antitrombotiche. Alcuni studi dimostrano che all’aumentare di colesterolo buono, il rischio cardiovascolare si riduce del 2-3%.
Il colesterolo cattivo o LDL (Low Density Lipoprotein), di cui lo zucchero è principale causa dell’aumento, è il colesterolo che effettua il percorso opposto rispetto a quello contenuto nelle HDL, “viaggiando” dal fegato verso i vasi sanguigni.
Tra le strategie terapeutiche c’è l’utilizzo di farmaci, come le statine, utilizzate per abbassare i livelli di colesterolo cattivo o LDL, aumentato anche a causa dello zucchero, alterando il trasporto inverso del colesterolo, così da aumentare il “colesterolo buono”. Questa fermentazione è in grado di produrre dei composti simili alla monacolina K, una sostanza simile al farmaco ipo-colesterolemizzante come la lovastatina.
Come lo Zucchero Influisce sul Colesterolo
Come fa lo zucchero a far aumentare il colesterolo e a trasformarsi in grassi? Si pensa che limitando i grassi dall’alimentazione i valori di colesterolo tendono a migliorare, ma purtroppo non è così. Allo stesso modo, in molti si chiedono se fanno più ingrassare gli zuccheri o i grassi.
Da un punto di vista nutrizionale, ad incidere maggiormente sulla fluttuazione della colesterolemia (ed anche trigliceridi) sono gli zuccheri, per via di una stimolazione importante di insulina, che, a sua volta, stimola l’enzima principale della via biosintetica del colesterolo. Sappiamo che gli zuccheri, sia semplici che complessi, stimolano il rilascio di insulina, un ormone, tra l’altro, anabolizzante; in quanto tale, l’insulina stimola l’enzima principale per la produzione di colesterolo: HMG-CoA reduttasi.
I maggiori incriminati nella produzione di colesterolo LDL sono gli zuccheri semplici (maggiormente contenuti nei cibi industriali), quelli che entrano nel circolo sanguigno molto velocemente, portando ad un aumento repentino della glicemia con annessa produzione di quantità importanti di insulina. Ma attenzione a non esagerare anche con quelli complessi (contenuti in cereali, legumi, tuberi) solo perché hanno la capacità di essere assorbiti lentamente.
Il Miele: Un'Eccezione Tra gli Zuccheri?
Tra gli zuccheri semplici “a semaforo verde” troviamo sicuramente il miele, prodotto solo ed esclusivamente dalle api. Il miele ha un potere dolcificante simile allo zucchero; è composto principalmente da fruttosio e glucosio. È un alimento completamente naturale e molto nutriente, poiché contiene anche i micronutrienti (vitamine e sali minerali) necessari a metabolizzare gli zuccheri in esso contenuti; per questo il miele non crea stress a livello del fegato quando viene metabolizzato. Il miele sembra avere anche degli effetti benefici sul colesterolo totale.
Per analizzare ciò è stato effettuato uno studio su pazienti affetti da ipercolesterolemia. I pazienti hanno assunto 75 g di miele per 14 giorni e sono stati monitorati i profili lipidici e l’indice di massa corporea o BMI. Terminati i 14 giorni si è potuto osservare che i pazienti con un BMI alto presentavano un colesterolo buono HDL basso e colesterolo cattivo LDL alto.
Zuccheri Aggiunti e Alimenti Industriali
Nella scelta degli alimenti bisognerebbe porre l’attenzione agli zuccheri semplici, in particolare a quelli aggiunti negli alimenti industriali. Dunque, un accumulo di zuccheri si traduce in accumulo di grasso, aumento dei trigliceridi e colesterolo cattivo LDL e insorgenza di malattie cardiovascolari.
Diversi studi mostrano che con diete ipolipidiche, dunque a basso contenuto di grassi, ma ricche di zuccheri e poca attività fisica, si ottengono in ugual modo dei disturbi metabolici. Secondo le tabelle LARN (livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) pubblicate nel 2012, il massimo consumo di zuccheri aggiunti giornalieri non deve superare il 15% del fabbisogno calorico nell’adulto.
Eliminare totalmente lo zucchero è un’utopia, perché seppur considerata una “caloria vuota” (ovvero fornisce solo energia ed un valore nutritivo quasi nullo), è utilizzato in molte industrie alimentari per migliorare e rendere più appetibili degli alimenti, garantire una lunga shelf life del prodotto e conservare l’umidità contenuta in esso.
L’aumento dei livelli plasmatici di colesterolo è correlato a diversi fattori, modificabili e non:
- fattori genetici;
- stile di vita;
- alimentazione;
- attività fisica, ecc.
Sulla base delle informazioni riportate in questo articolo, un fattore chiave per il controllo della colesterolemia su base alimentare è l’introito in carboidrati. Si è detto che la produzione di insulina è determinante nella stimolazione della via metabolica di produzione di colesterolo.
Strategie Alimentari e Stile di Vita
Per quanto concerne le abitudini alimentari, la piramide della vera dieta Mediterranea rappresenta un ottimo spunto e trova ampio spazio; alla base della piramide troviamo l’attività fisica da svolgere quotidianamente, così come il consumo di frutta, verdura, legumi, olio, carboidrati complessi e frutta secca.
Non esiste un modello alimentare che possa essere idoneo a tutti. Il metodo di cottura migliore che permette la conservazione delle proprietà nutrizionali è la cottura al vapore.
Frutta e verdura sono alla base di una dieta sana: contengono vitamine, cofattori e carotenoidi, che fungono come antiossidanti e quindi proteggono le cellule dall’eccesso di radicali liberi. Il pesce insieme alla carne rossa e bianca (preferibile tagli magri) è ricco di ferro biodisponibile.
Integrare Naturalmente
Di stare attenti all’introito di zuccheri lo abbiamo già detto. Un aiuto importante può avvenire dall’integrazione naturale. Possiamo scegliere le statine vegetali, estratte dal Riso rosso fermentato. Il Riso rosso fermentato proviene dalla tradizione cinese ed è chiamato così perché è riso bianco fermentato con muffe Monascus, che conferiscono il tipico colore rosso. Questa fermentazione è in grado di produrre dei composti simili alla monacolina K, una sostanza simile al farmaco ipo-colesterolemizzante come la lovastatina.
Un principio attivo molto interessante è la berberina, estratta dalla Pianta del Crespino, che ha sia proprietà ipocolesterolemizzanti sia ipoglicemizzanti. Il meccanismo con cui questa sostanza riduce i livelli plasmatici di colesterolo differisce da quello esercitato dalle statine.
Conclusioni
Un consumo elevato di zucchero provoca un aumento della glicemia con una produzione inadeguata di insulina, alterandone i livelli. Ovviamente non deve passare il messaggio che il miele può essere consumato senza badare alle quantità. Con il termine “glicazione” si intende la reazione chimica in cui le molecole di zucchero reagiscono con le proteine (al livello del flusso ematico, dentro e fuori le cellule), dando luogo alla formazione di glicoproteine malformate e inattive (non funzionanti).
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