Il diabete mellito (diabete di tipo 2) è uno dei maggiori problemi sanitari dei paesi industrializzati e la sua prevalenza è in continuo aumento. Secondo l’OMS, il diabete mellito indica un gruppo di disordini metabolici caratterizzati da iperglicemia cronica, alterazioni del metabolismo glucidico, lipidico e proteico dovuti a difetti della secrezione insulinica, dell’azione insulinica o entrambe, e dallo sviluppo progressivo di specifiche complicanze.
Il Legame tra Diabete e Stress
Il diabete di tipo 2, come altre malattie croniche impegnative da gestire, è associato ad alti livelli di angoscia e stress, che influenzano il benessere fisico e psicologico. La depressione, infatti, risulta essere una comorbidità comune tra le persone con diabete di tipo 2: su 30.000 pazienti, il 17% ne soffre. Tra il 2008 e il 2017, sono stati identificati 30.815 pazienti con una nuova diagnosi di diabete di tipo 2, senza depressione o complicanze alla base. Successivamente, durante 10 anni di follow-up, 5.146 (16,7%) pazienti hanno ricevuto una diagnosi di depressione o la prescrizione di un farmaco antidepressivo.
L'inizio della depressione si è verificato in media 3 anni e mezzo dopo la diagnosi di diabete; circa il 14,7%, invece, l’ha sviluppata entro i sei mesi. «Il diabete - spiega il professor Stefano Del Prato, Direttore dell’Unità Operativa di Malattie del Metabolismo e Diabetologia dell’Università di Pisa - è una patologia cronica e, come tale, richiede un costante impegno nella sua gestione da parte delle persone che ne sono affette. Questo, a lungo andare, può portare a un quadro di depressione.
Dallo studio è risultato che i soggetti diabetici a più alto rischio di depressione sono le donne, con un’età superiore ai 65 anni. Inoltre, i pazienti che vivono in zone rurali sono risultati più propensi allo sviluppo della depressione rispetto a quelli che vivono in zone ad alta densità. Questo studio ha permesso di mettere in luce conseguenze psicologiche legate al diabete che impediscono di controllare al meglio la malattia, conducendo all’aggravarsi delle complicanze. I pazienti con entrambe le patologie, diabete e depressione, hanno un rischio 1,6 volte maggiore di andare incontro a complicanze metaboliche nel lungo termine, ovvero nell'arco di 10 anni, e di 2,3 volte superiore di complicanze acute nel giro di 3 anni.
«Un’ulteriore condizione che ha impattato negativamente sui pazienti affetti da diabete o da altre patologie croniche - riflette Stefano del Prato -, è sicuramente la pandemia da Covid-19. Secondo uno studio recentemente condotto dall’Università degli Studi di Pisa non sono state rilevate differenze significative nel glucosio plasmatico a digiuno e nell’emoglobina glicata (un indicatore della glicemia media relativa ai 2-3 mesi precedenti la misurazione) prima e dopo il lockdown. Tuttavia, è emerso come la terapia insulinica, di per sé potenziale fonte di stress, e l’età avanzata possono identificare quei soggetti a maggior rischio di peggioramento del controllo glicemico.
Per limitare il peggioramento delle condizioni di salute in pazienti cronici, è importante aiutare gli operatori sanitari a identificare tempestivamente i pazienti ad alto rischio di sviluppare la depressione attraverso attività di screening e, quando la depressione è accertata, introdurre un trattamento mirato e personalizzato nei percorsi di cura del diabete e delle altre patologie croniche. «Le patologie croniche tra cui il diabete - commenta il professor Stefano Del Prato - vanno affrontate giorno dopo giorno, per cui è normale che a volte le energie psichiche vengano a mancare.
Il Cortisolo: L'Ormone dello Stress
Il cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali, situate sopra i reni. È spesso definito l’“ormone dello stress”, poiché viene rilasciato in risposta a situazioni di stress fisico o emotivo. La sua funzione è fondamentale per diverse attività metaboliche, ma il suo eccesso o la sua carenza possono avere effetti significativi sulla salute.
Funzioni Principali del Cortisolo
- Regolazione del metabolismo: Il cortisolo è essenziale nel metabolismo di carboidrati, proteine e grassi. Favorisce la glicogenolisi, cioè la conversione del glicogeno in glucosio per un apporto rapido di energia durante lo stress. Inoltre, promuove la gluconeogenesi, permettendo al corpo di produrre glucosio da fonti non-carboidrate.
- Risposta allo stress: Il cortisolo aumenta la disponibilità di energia durante lo stress acuto, migliorando il flusso sanguigno ai muscoli e aumentando la pressione arteriosa per preparare il corpo ad affrontare situazioni critiche.
- Regolazione del sistema Immunitario: Anche se ha effetti immunosoppressivi, il cortisolo è importante per modulare la risposta immunitaria e prevenire reazioni autoimmuni. Tuttavia, livelli elevati e cronici possono ridurre l’efficienza del sistema immunitario, rendendo il corpo più vulnerabile alle infezioni.
- Influenza su umore e comportamento: Il cortisolo ha un impatto sull’umore. La sua eccessiva produzione notturna può disturbare il sonno, portando a insonnia e alterazioni del ciclo naturale.
Valori Fisiologici del Cortisolo nel Sangue
In condizioni normali, il cortisolo nel sangue varia in base all’orario:
- Mattina (8:00 - 10:00): 5-25 mcg/dL
- Pomeriggio (4:00 - 6:00): 3-15 mcg/dL
- Notte (10:00 - 12:00): meno di 5 mcg/dL
Questi livelli possono variare in base al ritmo circadiano, stato di salute, ansia e altri fattori.
Effetti dell’Eccesso e della Carenza di Cortisolo
- Eccesso di cortisolo: L’iperproduzione può portare a sindromi come il Cushing, che si manifesta con aumento di peso, cambiamenti della pelle e problemi dell’umore.
- Carenza di cortisolo: La carenza, nota come morbo di Addison, causa affaticamento, perdita di peso e pressione bassa, con possibilità di sviluppare crisi gravi.
Come Mantenere Livelli Equilibrati di Cortisolo
Adottare uno stile di vita sano è essenziale per la regolazione del cortisolo. Ecco alcuni consigli:
- Attività fisica: Esercizio moderato aiuta a ridurre lo stress.
- Dieta equilibrata: Una dieta povera di zuccheri raffinati e grassi saturi contribuisce a mantenere livelli ormonali stabili.
- Sonno di qualità: Dormire adeguatamente è cruciale per un equilibrio ormonale ottimale.
- Tecniche di rilassamento: Praticare meditazione, yoga e respirazione può aiutare a controllare lo stress e i livelli di cortisolo.
Cause e Effetti di Livelli Elevati di Cortisolo
Cause principali:
- Stress cronico: Problemi prolungati, come quelli sul lavoro o nelle relazioni, possono elevare il cortisolo.
- Malattie: La sindrome di Cushing porta a una sovrapproduzione di cortisolo.
- Dieta ricca di zuccheri e processati: Influisce negativamente sull’equilibrio del cortisolo.
- Mancanza di sonno: Direttamente correlata all’aumento dell’ormone dello stress.
Effetti sul corpo:
- Aumento di peso: Il cortisolo può favorire l’accumulo di grasso addominale e aumentare l’appetito.
- Problemi cardiaci: L’ipertensione e le malattie cardiache possono derivare da alti livelli di cortisolo.
- Disturbi dell’umore: L’eccesso di cortisolo può portare a depressione e ansia, alterando la produzione di serotonina.
- Sistema immunitario compromesso: Elevati livelli di cortisolo prolungati riducono le difese immunitarie, aumentando il rischio di infezioni.
- Disturbi digestivi: Problemi come sindrome dell’intestino irritabile e ulcere possono derivare dall’eccesso di cortisolo.
- Insonnia e qualità del sonno scarsa: Il cortisolo elevato può disturbare il ciclo del sonno.
- Invecchiamento prematuro: Studi indicano che il cortisolo in eccesso può accelerare l’invecchiamento cellulare.
Cortisolo e Aumento di Peso
Quando i livelli di cortisolo rimangono alti per lungo tempo, possono insorgere importanti effetti collaterali, tra cui l’aumento di peso.
Come il Cortisolo Influenza il Metabolismo
Il cortisolo regola il metabolismo di carboidrati, proteine e grassi. In condizioni di stress, aumenta la disponibilità di glucosio nel sangue per fornire energia immediata. Tuttavia, sotto stress cronico, questo glucosio in eccesso può trasformarsi in grasso, contribuendo così all’aumento di peso.
Fame e Scelte Alimentari
Livelli elevati di cortisolo sono associati a un aumento dell’appetito e a scelte alimentari meno salutari. Il cortisolo agisce su aree cerebrali che regolano la fame, inducendo spesso il desiderio di cibi ricchi di zuccheri e grassi. Lo stress cronico può inoltre portare all’alimentazione emotiva, favorendo l’aumento di peso.
Distribuzione del Grasso Corporeo
L’eccessiva esposizione al cortisolo promuove l’accumulo di grasso addominale o viscerale, che aumenta il rischio di diabete di tipo 2 e malattie cardiache.
Citochine e Infiammazione
Alti livelli di cortisolo incrementano la produzione di citochine infiammatorie, che possono causare resistenza all’insulina e problemi metabolici, favorendo così il sovrappeso e le sue complicazioni.
Alimentazione e Produzione di Cortisolo
Gestire i livelli di cortisolo è cruciale per la salute, e l’alimentazione svolge un ruolo centrale in questo equilibrio.
Come la Dieta Influenza i Livelli di Cortisolo
Alcuni alimenti possono aumentare i livelli di cortisolo, mentre altri li aiutano a rimanere sotto controllo.
- Zuccheri e carboidrati raffinati: Un consumo elevato di zuccheri e carboidrati raffinati provoca picchi glicemici che stimolano la produzione di insulina e cortisolo. Ridurre dolci e farine bianche stabilizza la glicemia e i livelli di cortisolo.
- Grassi saturi: Una dieta ricca di grassi saturi può elevare i livelli di cortisolo. Preferire grassi insaturi, come quelli di olio d’oliva, noci e pesce, aiuta a bilanciare gli ormoni.
- Alimenti anti-infiammatori: Cibi ricchi di antiossidanti e acidi grassi omega-3, come frutta e verdura fresca, olio d’oliva e pesce grasso, riducono l’infiammazione e aiutano nella regolazione del cortisolo.
- Idratazione: La disidratazione può stimolare il cortisolo. Bere a sufficienza, soprattutto acqua e tisane, aiuta a mantenere i livelli ormonali equilibrati.
- Fibre: Le fibre, presenti in cereali integrali, frutta e verdura, stabilizzano la glicemia e promuovono la salute intestinale, influendo positivamente sul cortisolo.
Diete Specifiche per Combattere l’Ipercotisolemia
Alcuni approcci alimentari possono contribuire a gestire efficacemente i livelli di cortisolo.
- Dieta mediterranea: Ricca di frutta, verdura, olio d’oliva, pesce e cereali integrali, questa dieta è nota per le sue proprietà antinfiammatorie e per il suo ruolo nella stabilizzazione del cortisolo.
- Dieta antinfiammatoria: Favorisce alimenti antinfiammatori come frutta, verdura, noci e pesce, evitando zuccheri aggiunti e cibi trasformati.
- Dieta Low-GI (a basso indice glicemico): Gli alimenti a basso indice glicemico rilasciano lentamente l’energia, evitando picchi glicemici e contribuendo al controllo del cortisolo.
- Mindful eating: La pratica dell’alimentazione consapevole può ridurre lo stress e quindi il cortisolo, promuovendo una connessione più attenta tra mente e cibo.
Alimenti Fondamentali per il Benessere e la Riduzione del Cortisolo
Ecco alcuni degli alimenti più efficaci per ridurre il cortisolo:
- Frutta e verdura fresca: Gli ortaggi a foglia verde, come spinaci e cavoli, e frutti ricchi di vitamina C come arance e kiwi, sono utili per abbassare il cortisolo e migliorare la salute.
- Noci e semi: Ricchi di omega-3 e antiossidanti, noci, mandorle e semi di chia sostengono l’equilibrio ormonale.
- Pesce ricco di omega-3: Salmone, sardine e tonno possono ridurre l’infiammazione e aiutare a controllare il cortisolo.
- Tè verde: Contiene L-teanina, un aminoacido che promuove il rilassamento e può contribuire a ridurre lo stress.
- Legumi: Fagioli, lenticchie e ceci sono ricchi di fibre e proteine, stabilizzano la glicemia e riducono le fluttuazioni del cortisolo.
- Cereali integrali: Alimenti come avena, quinoa e riso integrale favoriscono la produzione di serotonina, riducendo lo stress.
- Yogurt e alimenti fermentati: I probiotici nello yogurt e nel kefir supportano la salute intestinale, influenzando positivamente il cortisolo.
- Cioccolato fondente: Ricco di antiossidanti, il cioccolato fondente aiuta a ridurre lo stress, soprattutto se consumato con moderazione e con una percentuale di cacao oltre il 70%.
- Spezie calmanti: Curcuma e zenzero possiedono proprietà antinfiammatorie e contribuiscono a ridurre il cortisolo.
- Acqua: Una corretta idratazione è essenziale per regolare il cortisolo e migliorare il benessere complessivo.
Stanchezza e Diabete
Vero e proprio male del secolo, la stanchezza è anche un sintomo molto comune nel diabete di tipo 1. La maggior parte dei casi di diabete e stanchezza e sonnolenza sono causati dall’ipoglicemia. In questo caso, come nel precedente, un controllo della glicemia aiuterà a chiarire la situazione. Si parla di stanchezza cronica quando la sua durata supera i 6 mesi. L’iperglicemia cronica crea una situazione di crisi per l’organismo umano, che è costretto ad attingere alle sue riserve.
Tra diabete tipo 1 e stanchezza non è sempre una questione di equilibrio glicemico. Il diabete di primo tipo può essere collegato ad altre malattie autoimmuni come l’ipotiroidismo. Le persone che vivono con il DT1 sono più inclini alla depressione², che può insorgere dopo la diagnosi o dopo diversi anni di diabete.
Disturbo Post-Traumatico da Stress e Diabete
Le donne con un maggior numero di sintomi che identificano il disturbo post-traumatico da stress (Ptsd) hanno anche una maggior probabilità di andare incontro al diabete di tipo 2 rispetto a chi non ha subìto traumi. I ricercatori hanno analizzato circa 50 mila donne per stabilire un possibile legame tra sintomi del Ptsd e incidenza di diabete di tipo 2. In particolare, le donne con i sintomi del Ptsd hanno avuto una maggiore incidenza di diabete tipo 2 rispetto alle donne che non sono stati esposte a un evento traumatico.
I ricercatori hanno commentato i risultati con ottimismo, poiché potranno avere effetti sulla ricerca, ma anche sulla pratica clinica. Inoltre ricordano che saranno necessari approfondimenti a livello biochimico e comportamentale.
Stress e Salute
Lo stress, specialmente quando prolungato nel tempo, può portare a tante problematiche per la salute, dalle più semplici alle più gravi, perché altera il sistema immunitario. Chi è molto stressato non solo non si ricorda di bere, perché totalmente assorbito dal suo lavoro al computer, ma ha spesso la sensazione di bocca secca, specie al mattino. Non solo esiste un' "acne da stress", legata alle alterazioni ormonali innescate dall'ansia, ma anche la psoriasi, per esempio, si aggrava nei periodi di forte tensione, mentre migliora visibilmente durante le vacanze estive.
Scordarsi le chiavi o dove si è parcheggiata l'auto, sbadigliare durante una riunione, mostrare difficoltà di attenzione indicano che si è arrivati a un livello di saturazione tale da non riuscire più a "stare dietro a tutto", tipici delle persone multitasking, che hanno una vita piena di impegni. Stati di tensione e agitazione prolungati sono associati, da innumerevoli studi, a un maggior rischio di incidenti cardiovascolari, specie in persone geneticamente predisposte e/o con uno stile di vita non salutare. Questo perché lo stress provoca un’alterazione del sistema nervoso autonomo, quel sistema che controlla il funzionamento dei nostri organi, in particolare il cuore e la pressone, determinando un rialzo della pressione arteriosa stessa che può sfociare in ipertensione conclamata.
Misurare lo Stress
Dal punto di vista fisiologico è molto difficile poter realmente avere una misura dello stress a livello individuale. Tecniche come la misura di alcuni ormoni come il cortisolo possono dare informazioni utili. D’altro canto, tecniche in grado di darci informazioni sul sistema nervoso autonomo possono essere utili per verificare gli effetti dello stress e per osservare i miglioramenti indotti da tecniche di gestione delle stress, come ad esempio il rilassamento, la Mindfulness, o l’adottare uno stile di vita più attivo.
Il Ciclo dello Stress
Lo stress è una condizione ciclica, il cui corso si può dividere in tre fasi:
- Allerta: l’organismo appronta le risorse necessarie ad affrontare la situazione stressante;
- Resistenza: periodo in cui si prolunga lo stress. L’organismo raziona in maniera efficiente le risorse a disposizione, rilasciando l’energia accumulata sotto forma di grasso grazie all’azione del cortisolo, un ormone prodotto dal surrene su impulso del cervello, che in questa fase rimane a livelli costantemente alti. Ciò causa quindi una perdita di peso. A mano a mano che le risorse si esauriscono però, si prospetta una condizione di stress cronico;
- Esaurimento: le ghiandole surrenali non riescono più a secernere la quantità richiesta di cortisolo, il cui livello si abbassa fino appunto all’esaurimento. È un fatto naturale che si verifica quando la situazione di stress diventa insopportabile, cui segue uno stato di malessere fisico e psichico.
Cortisolo e Ritmo Circadiano
Il livello di cortisolo prodotto varia, descrivendo una curva, durante tutto l’arco della giornata e l’energia di cui disponiamo si modifica proprio seguendone l’andamento. Il picco maggiore si verifica nel momento che precede il risveglio, per fornire al corpo l’energia di cui ha bisogno per affrontare la giornata.
Affrontare lo Stress
Lo stress negativo oggi fa parte della nostra quotidianità, e spesso è legato a situazioni (magari lavorative) non modificabili. In caso di stress cronico, chi ha i livelli di cortisolo alti alla sera corre maggiori rischi di sviluppare forme di arteriosclerosi legate all’ipertensione, che aumentano a loro volta il rischio cardiovascolare. Inoltre un eccesso cronico di cortisolo debilita il sistema immunitario e può favorire patologie come l’osteoporosi.
Diabete Mellito e Supporto Psicologico
La diagnosi di diabete mellito determina l’insorgere di una situazione di paura e insicurezza che può influire negativamente sulla corretta attuazione delle attività di cura. Il diabete mellito facilita la comparsa di disturbi psicopatologici come depressione e ansia, che a loro volta influenzano la gestione della malattia stessa. Il lavoro dello psicologo risulta di importante supporto nella fase di cura della patologia.
Si tratta quindi di promuovere un atteggiamento di adesione del malato alla terapia e, nello stesso tempo, di sviluppare un coping efficace, facendo sì che il soggetto veda il diabete mellito come un problema piuttosto che come una minaccia. L’ansia e lo stress provocati dalla malattia possono raggiungere livelli così elevati da ostacolare il raggiungimento di buoni valori glicemici e di un’autogestione adeguata.
Spesso emerge una rabbia nei confronti della malattia che viene percepita come un “nemico” da combattere, da tenere a bada, un nemico che, però, non potrà mai essere definitivamente sconfitto. I pazienti compiono un passo significativo nel momento in cui passano dalla visione della malattia come nemico da sconfiggere a quella di un elemento di sé con cui “convivere”, con cui giungere a un compromesso.
Per curare efficacemente un malato cronico, non è sufficiente limitarsi a interpretare correttamente i sintomi clinici della malattia e prescrivere farmaci o altri rimedi. Un approccio terapeutico completo richiede che tra il curante e il paziente «si stabilisca una vera e propria alleanza terapeutica» (A. Ferraresi A., Gaiani R., Manfredini M., 2004). La loro relazione è fondamentale e si basa sull’empatia, sul patteggiamento tra i bisogni della malattia e del paziente, sulla gestione positiva dell’errore, cioè «identificare le possibili situazioni a rischio, lavorare sul sentimento di frustrazione che si genera dopo uno sbaglio, proporre soluzioni alternative, identificare obiettivi semplici e accessibili, operare per la risoluzione dei problemi».
Ostilità, Stress e Insulino-Resistenza
Gli individui che soffrono di livelli alti di stress e ostilità presentano un incremento del rischio di insulino-resistenza, la condizione che si verifica quando la risposta del corpo all'insulina incomincia a rallentare e la glicemia incomincia ad innalzarsi. Il gruppo del dr. Zhang ha ipotizzato che l'ostilità possa interagire con lo stress nel causare l'insulino resistenza.
| Fattore | Descrizione |
|---|---|
| Stress | Misurato attraverso i livelli di norepinefrina nelle urine. |
| Ostilità | Misurata attraverso la scala di Cook Medley. |
| Insulino-resistenza | Misurata attraverso l'indice di valutazione del modello omeostatico, la glicemia da carico a due ore, e i livelli di insulina. |
Il team ha anche verificato che non tutti i componenti dell'ostilità sono collegati all'insulino-resistenza. Ad esempio, il cinismo è una caratteristica della personalità fortemente connessa all'insulino-resistenza.
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