TAC e Scintigrafia: Differenze e Applicazioni

La Medicina Nucleare utilizza sorgenti non sigillate di radiazioni ionizzanti per la diagnosi e la terapia di numerose patologie oncologiche. La scintigrafia è una metodica di diagnostica per immagini che si basa sulla somministrazione di radiofarmaci.

Cos'è la Scintigrafia?

Si tratta di una metodica di diagnostica per immagini basata sulla somministrazione di radiofarmaci che risale già agli anni Sessanta. Utilizzata in ambito oncologico ma non solo, la scintigrafia è utile ad esempio per valutare le patologie delle coronarie e della tiroide. Si utilizzano molecole simili a quelle utilizzate nella PET, ma meno specifiche. Questi radiofarmaci, chiamati traccianti, non provocano alcuna reazione allergica, per cui non ci sono controindicazioni.

Come Funziona?

In medicina nucleare si utilizzano, a scopo diagnostico oppure terapeutico, composti chiamati radiofarmaci: sono costituiti da una sostanza dotata di funzioni biologiche e da un particolare tipo di atomo radioattivo, detto radionuclide. La parte biologicamente attiva ha la proprietà di localizzarsi a livello dei tessuti veicolando in essi il radionuclide al quale è abbinata.

A differenza della tomografia assiale computerizzata (TAC) e della risonanza magnetica nucleare (RMN), che rendono visibili le caratteristiche strutturali dei tessuti e degli organi e quindi forniscono informazioni di tipo morfologico, la PET da informazioni di tipo funzionale (analogamente a quanto avviene con la scintigrafia).

Quando un radiofarmaco viene somministrato per l’esecuzione della PET, il radionuclide annesso ha la funzione di rendere visibili le caratteristiche e lo stato di attività dei tessuti nei quali il radiofarmaco va a localizzarsi.

In una variante tecnicamente più semplice della PET, denominata tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo e indicata con la sigla SPECT, si utilizzano radioisotopi che non emettono positroni, ma direttamente le radiazioni gamma.

Scintigrafia Ossea: Un Approfondimento

In ambito oncologico viene effettuata principalmente la scintigrafia ossea, utile per l’individuazione precoce delle metastasi scheletriche. La scintigrafia ossea è un esame di medicina nucleare che permette di studiare l’apparato scheletrico e valutarne il metabolismo. Si effettua mediante l'iniezione endovenosa di un radiofarmaco che si distribuisce nelle ossa in proporzione alla loro attività metabolica.

Dopo un’attesa di circa 3 ore, il paziente viene fatto distendere sul lettino di una macchina chiamata Gamma-Camera, che registra le radiazioni emesse dal corpo. Ne risulta un’immagine che riproduce il metabolismo osseo e, di conseguenza, consente di individuare eventuali lesioni presenti, che possono portare all’accumulo del farmaco al loro interno.

L’esame scintigrafico permette, dunque, di diagnosticare tumori benigni o maligni delle ossa, metastasi (cioè lesioni tumorali secondarie determinate da tumori localizzati in altri organi), patologie infiammatorie articolari, infezioni ossee. Può essere utile, inoltre, nel caso di Malattia di Paget e nella valutazione di sospetta amiloidosi cardiaca.

Preparazione all'Esame

Per eseguire una scintigrafia ossea non serve una preparazione particolare, non occorre essere a digiuno, né interrompere eventuali terapie in corso. Una buona idratazione, però, può favorire la rapida eliminazione del radiofarmaco e migliorare la qualità dell’immagine. Per questo, dopo la somministrazione del radiofarmaco, che precede di circa tre ore l’esecuzione dell'esame vero e proprio, si consiglia alla paziente di assumere liquidi in abbondanza (acqua).

Prima di eseguire l'indagine, inoltre, occorre rimuovere oggetti metallici che possono modificare la rilevazione delle radiazioni, come collane, spille, orecchini e piercing.

Comunicare al medico che prescrive la scintigrafia qualsiasi assunzione farmacologica in atto in quel momento, poiché esistono medicinali, alcuni anche molto diffusi, capaci di inquinare i risultati dell'esame diagnostico in questione. Salvo diversa indicazione da parte del medico, il digiuno non rientra tra le norme preparatorie.

Considerazioni Importanti

  • Non è necessario farsi accompagnare e alla fine dell'esame si può tranquillamente guidare.
  • Per motivi di radioprotezione, è bene non essere accompagnati da persone di età inferiore a 18 anni e donne in gravidanza.
  • La scintigrafia ossea è una tecnica indolore.
  • Non c’è da attendersi alcun disagio dalla scintigrafia, né effetti collaterali.
  • Non è necessario nessun periodo di osservazione dopo l’esame.

Rischi e Precauzioni

La sostanza radioattiva iniettata è marcata con un radioisotopo a breve emivita e a bassa energia, l’iniezione è sicura, ben tollerata e non esistono descrizioni di gravi allergie o di altre preoccupanti reazioni avverse. L’organo che nel corso dell’esame risulta essere il più esposto alle radiazioni è la vescica, ma è possibile ridurre al minimo i rischi bevendo abbondantemente e urinando dopo l’esame.

Al termine della scintigrafia ossea è opportuno osservare alcuni piccoli accorgimenti: innanzitutto, per facilitare l’eliminazione del radiofarmaco, occorre bere abbondantemente e urinare spesso.

La scintigrafia non deve essere effettuata in gravidanza perché le radiazioni, per quanto in piccole dosi, possono nuocere all’embrione. Per questa ragione, di norma, nelle donne in età fertile l’indagine viene eseguita entro i dieci giorni successivi all’inizio dell'ultima mestruazione, oppure quando il test di gravidanza risulta negativo. Inoltre, dal momento che le sostanze radioattive vengono escrete attraverso il latte materno, nelle donne che allattano l’esame non è indicato se non dopo aver interrotto temporaneamente l’allattamento.

Durata dell'Esame

La durata dell’indagine vera e propria è di circa 20 minuti. In questo tempo si chiede alla paziente di stare immobile mentre il dispositivo rivelatore acquisisce le radiazioni emesse dal corpo, che vengono convertite in immagini da un computer. Il radiofarmaco deve essere iniettato circa tre ore prima dell’esame, per dare tempo al tracciante di accumularsi nello scheletro e di localizzarsi in corrispondenza delle eventuali lesioni.

Effetti Collaterali

Entità del rischio? In alcuni soggetti, i radionuclidi che costituiscono i radiofarmaci potrebbero dar luogo a spiacevoli reazioni allergiche (reazioni anafilattica).

Entità del rischio? L'ago impiegato per l'iniezione del radiofarmaco potrebbe essere responsabile di una piccola ferita e rossore, laddove è inserito.

Scintigrafia Miocardica

La scintigrafia miocardica è un esame diagnostico non invasivo di Cardiologia nucleare volto a studiare la perfusione miocardica, cioè il flusso sanguigno e la quantità di sangue che raggiunge il cuore. La scintigrafia miocardica, metodica non invasiva, permette di raccogliere informazioni sul funzionamento del cuore nei pazienti in cui si sospetta una cardiopatia ischemica, oppure in persone con malattia già nota (valutazione post-infarto, post-angioplastica, post-bypass), per monitorare il comportamento del cuore a riposo e sotto sforzo.

La procedura si effettua tramite l’inserimento di un sottile catetere in una vaso del braccio o della gamba che, raggiunte le coronarie, rilascia un mezzo di contrasto radiopaco.

La scintigrafia analizza e marca, infatti, il flusso coronarico, ed è in grado di determinare la quantità di sangue che irrora il miocardio, in tutti i distretti. La coronarografia è un esame morfologico che studia l’andamento delle coronarie e le modificazioni che nel loro ambito si realizzano.

La coronarografia, data la sua invasività, è di solito prescritta dopo altri test non invasivi come l’elettrocardiogramma, l’ecocardiogramma, il test da sforzo e la scintigrafia miocardica, se i risultati fanno sospettare la presenza di ostruzioni alle coronarie.

Scintigrafia miocardica vs coronarografia

La scintigrafia miocardica e la coronarografia sono due indagini diagnostiche di riferimento nello studio delle ostruzioni alle coronarie. Le due metodiche rilevano in maniera diversa la stessa patologia.

Altri Tipi di Scintigrafia

Sono molte le scintigrafie che si possono effettuare: quelle scheletrica, miocardica e tiroidea sono le più frequenti. La scintigrafia miocardica perfusionale serve per la valutazione dei pazienti che presentano delle alterazioni sospette o già diagnosticate a livello delle coronarie. In questo caso la scintigrafia è utile non solo per la diagnosi, ma anche per la valutazione dopo la terapia, ad esempio dopo un’angioplastica. La scintigrafia tiroidea è molto importante per la valutazione delle patologie tiroidee, sia di tipo infiammatorio che di tipo nodulare.

Scintigrafia vs PET

Anche se nell’ultimo decennio l’avvento della PET ha consentito di ottenere immagini migliori, scintigrafia e PET continuano a convivere e, nell’immediato futuro, la scintigrafia non verrà totalmente soppiantata dalla PET. Questo per una questione di affidabilità della metodica della scintigrafia, che è conosciuta e utilizzata da molti anni. Ma esiste anche un problema di costi: se è vero che tutte le scintigrafie che si effettuano possono, o potranno, essere svolte anche con un tracciante PET, è altrettanto vero che i costi della PET sono di gran lunga superiori.

PET-CT

La PET-CT, uno degli apparecchi più innovativi nell’ambito dell’imaging diagnostico, abbina la capacità di raccogliere le immagini ad alta definizione della TAC, con informazioni metaboliche estremamente dettagliate raccolte dalla PET (tomografia a emissione di positroni).

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