Il litio è un elemento chimico utilizzato come farmaco antipsicotico. Viene diffusamente utilizzato nella terapia del disturbo bipolare, più esattamente per stabilizzare il tono dell’umore ed evitare che si manifestino o si ripetano episodi maniacali o depressivi. Oltre al trattamento del disturbo bipolare, in alcuni casi, questo farmaco può essere somministrato anche a pazienti che soffrono di disturbi di tipo compulsivo, schizofrenia, ma anche cefalea a grappolo. L’altra principale indicazione terapeutica del litio è quella di ridurre la frequenza degli episodi di cefalea a grappolo.
Come Agisce il Litio
Gli effetti del litio sull’umore del paziente affetto da disturbo bipolare non sono immediati. Si tratta, infatti, di un farmaco a rilascio lento, per cui è necessario attendere alcune settimane se non mesi per riuscire a vedere i primi risultati. Il litio è rapidamente assorbito per via orale presentando un picco ematico dopo poche ore con un’emivita plasmatica di circa 24 ore.
Quando e Perché Fare il Test per la Litiemia
La litiemia viene misurata, solitamente, nelle fasi iniziali di una terapia, una volta alla settimana. Raggiungere un livello stabile di litio nel sangue è importante in quanto sia dosi troppo basse sia dosi elevate possono comportare sul paziente conseguenze negative. Nel primo caso, infatti, una litiemia bassa potrebbe essere indice di una terapia che si sta rivelando inefficace. In alcuni casi, i pazienti non rispondono adeguatamente al trattamento, in quanto le dosi hanno concentrazioni troppo basse. In altri, la quantità di litio somministrata può rientrare nel limite superiore dell’intervallo di concentrazione e provocare sintomi da intossicazione.
Monitoraggio dei Livelli di Litio
È evidente che è necessaria un’accurata valutazione dei livelli ematici del litio per monitorare correttamente i valori ed adeguare la posologia al range terapeutico desiderato. In particolare il dosaggio viene eseguito più frequentemente all’inizio della terapia per essere poi ripetuto periodicamente una volta stabilizzata la posologia.
Determinazione dei livelli ematici del Litio: Dopo 8 giorni dall’inizio del trattamento si esegue la prima litiemia. Durante il primo mese di cura andrebbero eseguite litiemie su base settimanale, in seguito una volta al mese per i primi 6 mesi. Quando il paziente è a regime, presenta un quadro clinico stabile e mostra una buona tollerabilità al Litio, allora si può iniziare ad eseguire una litiemia ogni 3 mesi.
Preparazione all'Esame della Litiemia
Il dosaggio ematico del Litio andrebbe eseguito su un campione di sangue prelevato a 12 ore di distanza dall’ultima somministrazione del farmaco: ad esempio se preso due volte al giorno, mattino e sera, andrebbe eseguito al mattino prima di aver preso la prima dose del giorno che va posticipata.
Interpretazione dei Valori di Riferimento
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo. Da tener conto che esiste una variabilità individuale nell’assorbimento del litio e la sua efficacia terapeutica non è sempre correlata al livello ematico tanto che è possibile la condizione di un litio basso con buona risposta clinica. Parallelamente è necessario evitare di avere un litio alto per non incorrere in effetti collaterali caratterizzati prevalentemente da malessere, poliuria, sete e tremori alle mani. Una litiemia particolarmente alta può anche determinare vomito, diarrea e sonnolenza.
Interazioni e Fattori Influenzanti
Essendo l’eliminazione del farmaco effettuata quasi esclusivamente per via urinaria, i livelli ematici sono influenzati da eventuali patologie renali; inoltre i valori della litiemia sono incrementati da vari farmaci come i diuretici, gli antinfiammatori non steroidei (FANS), i cortisonici e gli ACE-inibitori; viceversa l’aminofillina ha azione contraria. Ulteriore fattore di incidenza sulla litiemia è rappresentato dalla perdita di liquidi ed elettroliti come può avvenire in caso di vomito, diarrea o sudorazione profusa.
Il litio a sua volta modifica alcuni importanti indici ematici riducendo l’azotemia, la clearance della creatinina, il cortisolo e l’FT4 ed aumentando il calcio, il CPK, il magnesio il potassio ed il TSH.
Effetti Collaterali e Controindicazioni
La buona risposta al farmaco o, al contrario, la manifestazione di sintomi di tossicità possono variare, come già accennato, da persona a persona. Il litio è controindicato sia nel corso di una gravidanza sia durante l’allattamento (in quanto è escreto nel latte materno). Dopo il parto, si può riprendere, sempre gradualmente, la terapia per scongiurare la ricomparsa di sintomi da disturbo bipolare o episodi di tipo maniacale. Il litio, infatti, può causare gozzo e ipotiroidismo in quanto impedisce il rilascio di ormone tiroideo.
I possibili effetti collaterali dell’assunzione di litio rendono necessari una serie di esami del sangue e delle urine per verificare l’eventuale coinvolgimento di altri organi. Tra i principali ci sono quelli che riguardano le funzionalità renali quali, ad esempio, azotemia e creatinina.
Tabella Riassuntiva del Monitoraggio del Litio
| Fase del Trattamento | Frequenza della Litiemia |
|---|---|
| Dopo 8 giorni dall'inizio | Prima litiemia |
| Primo mese | Settimanale |
| Primi 6 mesi | Mensile |
| Paziente stabile | Ogni 3 mesi |
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