Il litio è un elemento chimico utilizzato come farmaco antipsicotico, principalmente per il trattamento del disturbo bipolare. Oltre al trattamento del disturbo bipolare, in alcuni casi, questo farmaco può essere somministrato anche a pazienti che soffrono di disturbi di tipo compulsivo, schizofrenia, ma anche cefalea a grappolo.
Cos'è il Litio?
Il Litio è un sale appartenente ai metalli alcalini presente sotto forma di ione che viene diffusamente utilizzato nella terapia del disturbo bipolare, e più esattamente per stabilizzare il tono dell’umore ed evitare che si manifestino o si ripetano episodi maniacali o depressivi. L’altra principale indicazione terapeutica del litio è quella di ridurre la frequenza degli episodi di cefalea a grappolo. E’ particolare che il litio, scoperto nel 1817 da J. A.
Quando e Perché Fare il Test per la Litiemia?
La litiemia viene misurata, solitamente, nelle fasi iniziali di una terapia, una volta alla settimana. Il test del litio è richiesto per misurare e monitorare la quantità di litio nel sangue in modo da determinare se le concentrazioni del farmaco sono nel range terapeutico. Quando un paziente incomincia a prendere il litio per la prima volta il dosaggio può essere richiesto ogni pochi giorni per aiutare a regolare la dose al livello ematico desiderato. Il test può essere richiesto per regolare gli intervalli o come necessario per monitorare le concentrazioni ematiche.
Uno o più test del litio possono essere richiesti se un paziente inizia a prendere trattamenti supplementari (per giudicare il loro effetto sui livelli di litio) e può essere richiesto se il medico sospetta tossicità. I pazienti dovrebbero informare il medico circa l’ora della raccolta del campione. I livelli di litio nel sangue sono generalmente eseguiti 12-18 ore dopo l’ultima dose.
Monitoraggio dei Livelli di Litio
E’ evidente che è necessaria un’accurata valutazione dei livelli ematici del litio per monitorare correttamente i valori ed adeguare la posologia al range terapeutico desiderato. In particolare il dosaggio viene eseguito più frequentemente all’inizio della terapia per essere poi ripetuto periodicamente una volta stabilizzata la posologia.Da tener conto che esiste una variabilità individuale nell’assorbimento del litio e la sua efficacia terapeutica non è sempre correlata al livello ematico tanto che è possibile la condizione di un litio basso con buona risposta clinica. Parallelamente è necessario evitare di avere un litio alto per non incorrere in effetti collaterali caratterizzati prevalentemente da malessere, poliuria, sete e tremori alle mani. Una litiemia particolarmente alta può anche determinare vomito, diarrea e sonnolenza.
Quali sono gli esami ed i controlli che vanno eseguito durante il trattamento con il Litio?
Determinazione dei livelli ematici del Litio: Dopo 8 giorni dall’inizio del trattamento si esegue la prima litiemia. Durante il primo mese di cura andrebbero eseguite litiemie su base settimanale, in seguito una volta al mese oer i primi 6 mesi. Quando il paziente è a regime, presenta un quadro clinico stabile e mostra una buona tollerabilità al Litio, allora si può iniziare ad eseguire una litiemia ogni 3 mesi. Il dosaggio ematico del Litio andrebbe eseguito su un campione di sangue prelevato a 12 ore di distanza dall’ultima somministrazione del farmaco: ad esempio se preso due volte al giorno, mattino e sera, andrebbe eseguito al mattino prima di aver preso la rpima dose del giorno che va posticipata.
Come Funziona il Litio?
Gli effetti del litio sull’umore del paziente affetto da disturbo bipolare non sono immediati. Si tratta, infatti, di un farmaco a rilascio lento, per cui è necessario attendere alcune settimane se non mesi per riuscire a vedere i primi risultati. Raggiungere un livello stabile di litio nel sangue è importante in quanto sia dosi troppo basse sia dosi elevate possono comportare sul paziente conseguenze negative. Nel primo caso, infatti, una litiemia bassa potrebbe essere indice di una terapia che si sta rivelando inefficace.
Effetti Collaterali e Precauzioni
Come ogni farmaco il litio ha i suoi bravi effetti collaterali. Va prima controllata la funzione renale, che andrà poi rivista periodicamente, la funzione tiroidea (potrebbe crearsi un ipotiroidismo), la situazione cardiologica che non deve presentare gravi alterazioni. Sono a sfavore dell'adozione del litio anche alcune malattie dermatologiche tipo una grave psoriasi, che sarebbe potenziata. Può accadere anche per l’acne, specie nei maschi. Il litio fa anche ingrassare… E’ vero, c’è un aumento di peso, però se la persona è informata può controbilanciarlo con una dieta.
Il litio è controindicato sia nel corso di una gravidanza sia durante l’allattamento (in quanto è escreto nel latte materno). Dopo il parto, si può riprendere, sempre gradualmente, la terapia per scongiurare la ricomparsa di sintomi da disturbo bipolare o episodi di tipo maniacale. Il litio, infatti, può causare gozzo e ipotiroidismo in quanto impedisce il rilascio di ormone tiroideo.
Litio e Cervello
E' un metallo prezioso per il cervello. E' il più valido stabilizzatore dell’umore e ora uno studio suggerisce che può essere efficace anche per l'ippocampo, area preposta alla memoria«Studi recenti hanno ri-dimostrato che il litio è probabilmente il migliore degli stabilizzatori dell’umore di cui disponiamo. Più dell’acido valproico e della carbamazepina, che negli ultimi anni una certa controtendenza aveva posto in maggior rilievo».
Quello che con la risonanza magnetica funzionale hanno constatato gli psichiatri guidati dal dottor Tomas Hajek è che in quanti soffrono di un disturbo bipolare l’ippocampo, zona del cervello importante per la memoria, risulta di volume ridotto se nella terapia non è compreso il litio mentre tale valore risulta identico a quello delle persone sane (gruppo di controllo) se i malati bipolari stanno seguendo una cura comprensiva del litio.
Importanza del Monitoraggio Continuo
Infine, è importante conoscere i controlli per arrivare ai livelli terapeutici e tenersi sotto il rischio di intossicazione: «Litiemia è l’esame del sangue da eseguire per verificare di aver raggiunto un valore compreso tra 0,5 e 1,0 mEq/l. All’inizio questo test ematico si fa una volta alla settimana, poi ogni due mesi e successivamente ogni 3-4 mesi.Due volte l’anno si rifanno gli esami per i reni e la tiroide».
Si deve solo ricordare che non bisogna interromperlo bruscamente, ma gradualmente, col consiglio medico.
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