Il linfoma è un tumore che si presenta all’interno del sistema linfatico e va a toccare le cellule che sono preposte per la difesa dalle infezioni. Esistono due principali tipi di linfoma: il linfoma di Hodgkin e il linfoma non-Hodgkin. Genericamente, non si conosce la causa della formazione dei linfomi, a parte alcuni aspetti confermati dalle ricerche, come la familiarità, l’immunodeficienza congenita, malattie autoimmuni, oppure infezioni batteriche.
Nella maggior parte dei casi si può guarire da un linfoma che viene trattato tramite chemioterapia o radioterapia. Tuttavia, esistono anche dei linfomi che non rispondono alle terapie e che quindi vanno trattati attraverso terapie quali il trapianto di midollo.
Cos'è il Linfoma Non-Hodgkin (LNH)
Il linfoma non-Hodgkin (LNH) è un tumore che ha origine dai linfociti B o dai linfociti T presenti nel sistema linfatico. Questo sistema è costituito dagli organi linfoidi primari e secondari, dalla rete dei vasi linfatici, e dalla linfa. Gli organi linfoidi primari sono timo e midollo osseo, mentre gli organi linfoidi secondari sono milza e linfonodi. La principale funzione del sistema linfatico è la difesa dell’organismo dagli agenti esterni e dalle infezioni.
Il LNH, così chiamato per distinguerlo dal linfoma di Hodgkin, si sviluppa nei linfonodi o in altri organi e sistemi, tra cui stomaco, intestino, fegato, osso e, più raramente, cute e sistema nervoso centrale.
Quanto è Diffuso
I LNH sono un gruppo eterogeneo di tumori che colpiscono in genere la popolazione adulta e anziana: oltre la metà dei LNH riguarda persone con più di 65 anni. In Italia rappresentano circa il 3 per cento di tutte le neoplasie. Le stime dei registri tumori AIRTUM per il 2022 parlano di 8.100 nuovi casi tra gli uomini e di 6.300 tra le donne. L’incidenza è pressoché stabile e le possibilità di guarire sono del 24 per cento circa per gli uomini e del 30 per cento per le donne.
Chi è a Rischio
I fattori di rischio per questa malattia sono noti solo in parte. Tra quelli non modificabili ci sono l’età e il sesso: il LNH è infatti più comune tra gli adulti, in particolare dopo i 65 anni, e gli uomini sono in genere più a rischio delle donne (anche se alcuni tipi di LNH sono più frequenti nelle donne).
Il rischio di LNH aumenta con l’esposizione a radiazioni ionizzanti (per esempio per trattamenti medici precedenti) o a sostanze chimiche come erbicidi e insetticidi e in tutti i casi in cui il sistema immunitario è compromesso (es. infezione da HIV, AIDS, malattie autoimmuni, terapie con farmaci antirigetto dopo un trapianto ecc.).
L’infezione da virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi infettiva, può aumentare il rischio di LNH e lo stesso vale per l’infezione da Helicobacter pylori, da virus dell’epatite C e da altri microorganismi a causa dei quali il sistema immunitario è costantemente stimolato.
Tipologie di Linfoma Non-Hodgkin
Esistono molti tipi diversi di LNH. In passato sono stati sviluppati numerosi sistemi di classificazione basati soprattutto sull’aspetto che le cellule tumorali presentano quando vengono osservate al microscopio. In anni recenti, con l'avvento di metodi d’indagine più sofisticati, sono state proposte nuove classificazioni, come quella suggerita dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che individua oltre 70 sottotipi di LNH.
La prima distinzione dei LNH viene fatta tra i linfomi che derivano dai linfociti B (80-85 per cento dei casi), quelli che derivano dai linfociti T (15-20 per centro) e quelli che derivano dalle cellule NK (rari). Ogni categoria è ulteriormente suddivisa in numerosi sottogruppi che tengono conto, tra le altre cose, della velocità di crescita delle cellule tumorali (aggressività della malattia), del loro aspetto al microscopio, delle molecole che esprimono e delle caratteristiche genetiche.
I LNH vengono distinti in linfomi indolenti, che crescono lentamente, e in aggressivi, che progrediscono rapidamente. Il LNH indolente più frequente è il linfoma follicolare (FL), mentre il linfoma aggressivo più comune è il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL).
Sintomi del Linfoma Non-Hodgkin
Molto spesso il LNH si presenta con un ingrossamento dei linfonodi (nel collo, all’inguine o in altre sedi). È importante ricordare che nella maggior parte dei casi l’ingrossamento dei linfonodi non è causato dal linfoma, ma da infezioni che vengono combattute dal sistema immunitario, poiché è proprio l’attività antinfettiva a provocarne l’ingrossamento. Quando si presenta a livello addominale, il linfoma può causare gonfiore e ingrossamento degli organi coinvolti, come per esempio la milza o lo stomaco, di conseguenza possono insorgere nausea o senso di pressione e di pienezza anche dopo aver mangiato poco.
Se la malattia riguarda il torace si possono manifestare tosse, dolore al petto e difficoltà a respirare. I linfomi cerebrali causano spesso mal di testa, debolezza di alcune parti dell’organismo e disturbi neurologici come la difficoltà di parola. Altri sintomi meno specifici del LNH sono febbre, sudorazioni notturne, perdita di peso, prurito, stanchezza e mancanza di appetito.
Prevenzione
Non è possibile prevenire l’insorgenza dei linfomi, se non evitando l’esposizione ai pochi fattori di rischio noti, tra cui il virus di Epstein-Barr, HIV, sostanze chimiche, radiazioni e in generale ai fattori di rischio comuni a diversi i tipi di cancro come obesità e sovrappeso.
Diagnosi del Linfoma
In presenza di sintomi che possono far pensare a un LNH, è fondamentale rivolgersi al medico che, dopo una serie di domande per conoscere la storia clinica personale e familiare, eseguirà anche una visita accurata per verificare la presenza di segni tipici della malattia. Se lo riterrà opportuno prescriverà esami di approfondimento.
Esami Fondamentali per la Diagnosi
La biopsia dei linfonodi, e cioè il prelievo di tessuto dai linfonodi che verrà successivamente analizzato al microscopio, è l’esame fondamentale per arrivare a una diagnosi di LNH. Oggi, oltre al classico esame al microscopio, i campioni prelevati con la biopsia vengono utilizzati per test molecolari che permettono di caratterizzare in modo estremamente preciso il tipo di malattia. A volte viene richiesta anche una puntura lombare per vedere se ci sono cellule di linfoma nel fluido cerebrospinale.
Esame del Sangue
Anche l’esame del sangue può aiutare a completare la diagnosi, dal momento che in caso di LNH si possono riscontrare livelli anomali di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, oltre che un aumento dei livelli di lattato deidrogenasi (LDH). Per studiare l’estensione della malattia e per seguire nel tempo la sua evoluzione e l’efficacia della terapia, si utilizzano esami di diagnostica per immagini: radiografie, ecografia, tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica e tomografia a emissione di positroni (PET).
Esami del Sangue Specifici
Un esame molto utile per avere quadro generale della salute di una persona, sia per un’analisi di routine sia in presenza di possibili problematiche, è l’emocromo: tramite un piccolo prelievo di sangue è infatti possibile diagnosticare infezioni, infiammazioni, malattie autoimmuni e addirittura tumori. In quest’ultimo caso i valori che più comunemente vengono presi in considerazione sono: i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine.
Globuli Rossi
I globuli rossi sono le cellule più numerose del sangue, si parla circa di 4,5 e 5,8 milioni per millimetro cubo e grazie all’emoglobina, 12,5-16 grammi per decilitro, trasportano ossigeno e anidride carbonica ai tessuti. Una prima spia di tumore può accendersi quando i globuli rossi diminuiscono bruscamente nel giro di poco tempo, fino ad arrivare a un valore inferiore agli 8 grammi per decilitro. Questo succede quando il midollo osseo inizia a danneggiarsi a causa delle cellule malate presenti nel sangue; si tratta di un segnale che potrebbe rivelare la presenza di malattie come la leucemia cronica, il mieloma, il linfoma e le mielodisplasie. Se, al contrario, i valori dei globuli rossi aumentano superando i 5,8 milioni per millimetro cubo e l’emoglobina oltrepassa 16,5 grammi per decilitro, è possibile parlare di una rara forma di tumore del sangue chiamata policitemia vera.
Globuli Bianchi
I globuli bianchi, o leucociti, sono le cellule del sangue destinate alla difesa immunitaria contro le infezioni che possono colpire l’organismo. Si distinguono in neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili e basofili. I valori normali dei globuli bianchi si aggirano tra i 4.000 e i 10.000 per microlitro, quando questi diminuiscono (meno di 1.000-500) è possibile riscontrare complicazioni al midollo osseo anche gravi.
Piastrine
Le piastrine sono cellule che hanno la funzione di regolare il meccanismo di coagulazione del sangue; vengono misurate in migliaia per microlitro e il loro valore normale in un soggetto sano si aggira tra i 150.000 e i 400.000 per mm3. Piastrine nettamente basse, in particolare se accompagnate da alterazioni di globuli bianchi e anemia, possono essere sintomo di un cattivo funzionamento del midollo.
Oltre questi tre parametri, molte volte è utile analizzare anche i cosiddetti marcatori tumorali. Si tratta di molecole, il più delle volte proteine, che possono essere rilevate nel sangue e i cui valori possono indicare la presenza di un tumore. Nello specifico i valori che devono fungere da campanello d’allarme sono quelli più alti: queste molecole sono infatti presenti anche in assenza di malattie, ma solo in presenza di un tumore i loro livelli si alzano in modo consistente. Questo accade perchè le cellule tumorali si replicano molto più velocemente di quelle sane e in questo processo rilasciano nel sangue elevate quantità di proteine (tra cui i marcatori tumorali).
Altri Esami Diagnostici
- Biopsia Osteomidollare: Viene eseguita in alcuni tipi di linfoma e consiste nel prelievo di un piccolo frammento di osso dal bacino, effettuato in anestesia locale, per ricercare la presenza di cellule linfoma e completare la stadiazione della malattia.
- TC (Tomografia Computerizzata): Tecnica radiologica più utilizzata che permette di ottenere tante fotografie sequenziali dello stesso distretto corporeo su piani successivi. Le immagini così prodotte sono inviate a un computer che le elabora per dare poi il quadro dettagliato delle strutture interne di un organo. La procedura è indolore e richiede circa trenta minuti. Nella maggior parte dei casi si usa un mezzo di contrasto per visualizzare meglio le strutture interne del corpo. Se si soffre di allergie allo iodio o di asma, è importante informare il medico per prevenire reazioni piuttosto serie.
- RMN (Risonanza Magnetica Nucleare): Utilizza i campi magnetici per elaborare immagini dettagliate delle strutture interne dell’organismo. Per la migliore riuscita è indispensabile rimanere sdraiati e fermi quanto più possibile sul lettino che si trova all’interno di un cilindro di metallo. Prima di entrare nel cilindro è necessario rimuovere ogni oggetto metallico. I portatori di pacemaker o altri tipi di clip metalliche chirurgiche non possono sottoporsi alla RMN a causa dei campi magnetici, e se si soffre di claustrofobia, è opportuno informare il medico.
- PET (Tomografia a Emissione di Positroni): Durante l’esame si somministra per endovena un composto contenente zucchero radioattivo, che si diffonde in tal modo in tutto il corpo. Attraverso il computer è possibile visualizzare le parti che assorbono maggiormente il glucosio; sarà poi il medico nucleare a valutare il significato di quest’assorbimento.
- Puntura Lombare: Si richiede solo in alcuni casi molto selezionati nel caso sussista un rischio aumentato di localizzazione delle cellule tumorali nelle meningi. Si esegue ambulatorialmente. Dopo aver fatto sedere il paziente sul lettino con la schiena incurvata in avanti, il medico introduce delicatamente un ago molto sottile tra due vertebre lombari e preleva un campione di liquido spinale che sarà analizzato in laboratorio al microscopio per vedere se contiene cellule tumorali.
- Ecocardiogramma: È un esame che permette al medico di visualizzare le strutture interne del cuore (pareti, valvole, cavità) e di studiare il funzionamento dell’organo in movimento in modo da rilevare eventuali anomalie. Si basa sull'impiego degli ultrasuoni. È di fondamentale importanza, perché diversi chemioterapici possono alterare la funzione cardiaca e una corretta valutazione prima e durante il trattamento permette all’ematologo di poter prescrivere la terapia più indicata.
Stadiazione
La stadiazione del tumore è il processo che permette di definire quanto la malattia è diffusa nell’organismo ed è fondamentale per scegliere i trattamenti più indicati.
Per la stadiazione del LNH si utilizza in genere il sistema di classificazione di Ann-Arbor/Cotswolds che distingue quattro stadi di malattia (indicati con i numeri romani I, II, III e IV) sulla base di diversi parametri, tra cui il numero di linfonodi coinvolti, le sedi di malattia e la presenza o assenza di segni generali come la febbre, la perdita di peso e le sudorazioni notturne.
È molto utilizzato anche l’indice prognostico internazionale (IPI), un metodo di classificazione basato su cinque criteri: età, stadio della malattia, estensione della malattia al di fuori del sistema linfatico, performance status (capacità di svolgere le attività quotidiane) e livello di lattato deidrogenasi.
Come si Cura
La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui il tipo e lo stadio del LNH, l'età dei pazienti e le condizioni di salute generali. La terapia dei LNH si basa sulla polichemioterapia, la radioterapia e l’immunoterapia. Proprio quest’ultima con anticorpi monoclonali anti-CD20, come il rituximab, riveste un ruolo sempre più importante nel trattamento dei LNH che hanno origine dai linfociti B. Questi anticorpi riconoscono in modo selettivo una molecola presente sulla superficie delle cellule (CD20) e ne inducono la distruzione. La combinazione di un regime polichemioterapico con l’immunoterapia con anticorpi anti-CD20 è una strategia molto utilizzata.
Se la malattia non risponde al trattamento o se si ripresenta dopo una fase iniziale durante la quale scompare, è possibile ricorrere al trapianto di cellule staminali autologo (con cellule prelevate dallo stesso paziente) o allogenico (con cellule provenienti da un donatore compatibile). Prima del trapianto si utilizza una dose molto elevata di chemioterapia che distrugge le cellule del linfoma, ma anche quelle sane del midollo, che verranno poi sostituite da quelle trapiantate.
Nel caso di alcuni sottotipi di LNH a cellule B, tra cui DLBCL e linfoma follicolare, se il tumore non è sensibile ai trattamenti standard o si ripresenta dopo la terapia standard, da pochi anni è possibile ricorrere all’immunoterapia con cellule CAR-T. Le CAR-T sono prodotte dai linfociti T dei pazienti e, grazie all’ingegneria genetica, vengono equipaggiate con la proteina CAR (recettore chimerico antigenico).
Tabella dei Valori Ematici di Riferimento
| Parametro | Valori Normali |
|---|---|
| Globuli Rossi | 4,5 - 5,8 milioni/mm³ |
| Emoglobina | 12,5 - 16 g/dL |
| Globuli Bianchi | 4.000 - 10.000/μL |
| Piastrine | 150.000 - 400.000/mm³ |
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