Con screening oncologici si intende una serie di esami offerti gratuitamente a persone che rientrano in specifiche popolazioni, allo scopo di individuare una malattia o i suoi precursori, prima che sintomi e disturbi ne facciano sospettare la presenza. In un programma di screening organizzato, l’azienda sanitaria invita direttamente le persone della fascia di popolazione che può ricevere il maggiore beneficio rispetto al maggiore rischio di sviluppare una certa malattia. L’adesione a un programma di screening è del tutto volontaria.
In tali screening sia il test sia gli eventuali approfondimenti sono offerti gratuitamente e non occorre l’impegnativa del medico di base. I programmi di screening si inseriscono in quella che viene chiamata prevenzione secondaria, ossia quella che serve a effettuare diagnosi precoci, quando le malattie sono in principio più curabili. La prevenzione secondaria si differenzia dalla prevenzione primaria, che ha invece lo scopo di ridurre il rischio di sviluppare una malattia, evitando l’esposizione a fattori di rischio e scegliendo abitudini e comportamenti salutari. Esempi di prevenzione primaria sono seguire un’alimentazione varia ed equilibrata ed evitare di fumare.
I programmi di screening oncologico attivi in Italia riguardano la prevenzione secondaria del tumore della mammella, del tumore del colon-retto e del tumore della cervice uterina, con lievi differenze da regione a regione. Il Ministero della Salute stabilisce per tutte le regioni alcune linee di indirizzo che devono essere seguite da tutte le ASL (aziende sanitarie locali) diventate ATS (agenzie di tutela della salute) ogni azienda sanitaria, quindi, definisce un piano per erogare i test, insieme a tutte le azioni pratiche che ogni cittadino può mettere in atto per prendere parte al programma di screening.
Screening Mammografico nella Regione Lombardia
Nelle donne il cancro della mammella rappresenta la neoplasia più frequente in tutte le classi di età, sebbene con percentuali diverse (41% nelle giovani vs 22% nelle anziane). Il tumore della mammella è la prima causa di morte oncologica per le donne in tutte le fasce di età rappresentando il 26% dei decessi tra le giovani (0-49 anni), il 20% tra le adulte (50-69 anni) e il 13% tra le donne in età superiore a 70 anni.
La prevenzione del tumore del seno attraverso lo screening mammografico viene svolta dal Centro Screening oncologici del Servizio Medicina Preventiva di Comunità dell’ATS Bergamo. La popolazione femminile coinvolta dallo screening appartenente alla classe di età 45-74 anni viene invitata ad eseguire un test di screening per la diagnosi precoce di una lesione tumorale o suscettibile alla trasformazione maligna. Il test di primo livello è rappresentato dalla mammografia bilaterale in doppia proiezione, un esame semplice nella tecnologia e nell’utilizzo delle apparecchiature, con elevata sensibilità diagnostica (85-90% per mammelle adipose; inferiore al 70% in mammelle dense), ed elevata specificità (di poco inferiore al 90-95%), con un rapporto positivo costo/efficacia.
Tutte le prestazioni previste dal percorso di screening sono gratuite e non necessitano di impegnativa rilasciata dal medico di famiglia.
Domande Frequenti sullo Screening Mammografico
- Perché si fa lo screening mammografico? Per riconoscere il tumore nelle prime fasi e permettere in molti casi un trattamento meno invasivo, con una maggiore possibilità di guarigione.
- A chi è offerto lo screening? Lo screening mammografico è rivolto alle donne tra i 45 e 74 anni di età. Si realizza attraverso chiamata diretta a cadenza annuale per le donne tra i 45 e 49 anni e biennale per le donne d’età fra 50 e i 74 anni.
- Come posso aderire allo screening mammografico? Ogni donna riceverà al proprio indirizzo di residenza, una lettera d’invito con le indicazioni del giorno, ora e sede dell’appuntamento dove verrà effettuata la mammografia. Nella lettera, la donna, troverà anche il numero di telefono da contattare nel caso in cui fosse impossibilitata a presentarsi all’appuntamento o qualora avesse la necessità di cambiare data e rinviare l’appuntamento. Da qualche anno è possibile anche prenotarsi online tramite il portale regionale Prenota Salute.
- Perché la mammografia? La mammografia è un esame radiografico che può individuare un tumore al seno prima ancora che questo diventi palpabile o si evidenzi con dei sintomi.
- Come si esegue il test? L’esame, eseguito da un Tecnico Sanitario di Radiologia Medica specificamente addestrato, dura circa 15 minuti. La compressione su entrambe le mammelle può risultare fastidiosa, ma si rende necessaria per ottenere un buon risultato d’immagine. La dose di radiazioni erogata dalle moderne apparecchiature è molto bassa ed è considerata sicura. Si raccomanda di fornire al Tecnico Sanitario di Radiologia Medica che La sottoporrà a mammografia tutte le informazioni cliniche utili a completare la valutazione.
- Nel caso fossero rilevate anomalie come prosegue il percorso di screening? Talvolta, a seguito della valutazione diagnostica della mammografia eseguita in modo indipendente da due medici radiologi esperti, potrebbero essere richieste delle indagini mammografiche di dettaglio, un’ecografia mammaria, una visita specialistica senologica ed un eventuale piccolo prelievo di cellule (ago aspirato) o di tessuto mammario (biopsia) per acquisire una maggior certezza diagnostica. Per questo non deve allarmarsi nel caso in cui, dopo l’esame di screening, ricevesse una comunicazione telefonica dalla Struttura per ripresentarsi, ove potrà ricevere spiegazioni cliniche dal medico specialista e verrà consigliata di completare l’iter diagnostico. Si precisa che per telefono non si rilasciano informazioni cliniche, in conformità alla vigente normativa di tutela dei dati sensibili.
- Quali precauzioni devo adottare prima di eseguire la mammografia di screening? Prima di eseguire la mammografia non applicare sul seno o alle ascelle deodoranti, polveri, creme e soprattutto talco. Nonostante la mammografia impieghi bassissime dosi di raggi X è opportuno evitare l’esame se non è possibile escludere con sicurezza un’eventuale gravidanza.
- Quali sono i limiti della mammografia? La mammografia non è sempre in grado di evidenziare la malattia alla mammella (tumore) anche se è presente. Questo si può verificare o per difficoltà di interpretazione (come nelle mammelle dense, cioè con ricca componente ghiandolare) o perché il tumore si sviluppa tra una mammografia di controllo e la successiva (i cosiddetti tumori intervallo). Per questi motivi, anche nel caso in cui la mammografia precedente non abbia evidenziato delle anomalie, è importante prestare attenzione ad eventuali cambiamenti del seno (comparsa di noduli, secrezioni ematiche del capezzolo, retrazioni della cute della mammella, rientranza del capezzolo), nell’intervallo di tempo che passa tra due controlli mammografici. Va pertanto sempre informato il medico di famiglia se compaiono sintomi/segni rilevabili con la regolare autopalpazione del seno.
Le donne che hanno avuto un tumore in genere sono seguite da un centro oncologico di riferimento e rientrano in percorsi specialistici. Se il tumore non riguarda il seno in genere non ci sono problemi. In caso di presenza in famiglia di casi di tumore al seno che possano far sospettare un rischio aumentato, il tuo medico di fiducia valuterà il tipo di rischio e i controlli necessari. Sì, non ci sono controindicazioni. Informa il tecnico di radiologia che lo segnalerà ai radiologi. Se necessario, sarai ricontattata per completare lo screening con altri esami. Si può eseguire, ma può risultare più dolorosa.
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