Linee Guida Glicemia: Valori, Misurazione e Gestione

La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è la principale fonte energetica per l’organismo, in particolare per il cervello. Questo valore è molto importante, perché il glucosio è un nutriente essenziale per le nostre cellule.

Cos'è la Glicemia

Il glucosio in circolo nel sangue deriva dai carboidrati assunti con la dieta, che vengono scissi in singole molecole (monosaccaridi). Questi, a loro volta vengono immessi nel circolo sanguigno e nel fegato trasformati in glucosio. A questo punto il glucosio viene immesso in circolo se i suoi livelli sono bassi. Quando i livelli sono alti, il glucosio viene dapprima trasformato in glicogeno (una molecola che funge da serbatoio di glucosio) e immediatamente utilizzabile. Una volta raggiunte le riserve necessarie di glicogeno, gli zuccheri in eccesso vengono trasformati in grasso. Tutto questo meccanismo viene controllato dalla produzione di diversi ormoni, che entrano in azione in risposta al variare dei livelli di glicemia, per mantenerli sempre entro dei limiti ottimali per il funzionamento dell’organismo.

Valori di Riferimento della Glicemia

La glicemia si misura in mg/dL, cioè milligrammi (mg) di glucosio per decilitro (dL) di sangue. Durante l’arco della giornata la glicemia può variare moltissimo. Oscillazioni comprese tra 60 mg/dL (valore a digiuno) e 140 mg/dL (valore dopo pranzo) sono da considerarsi normali. I valori di riferimento per la glicemia, si riferiscono alla misurazione effettuata a digiuno. Sono considerati normali valori di glicemia a digiuno compresi tra 60 e 110 mg/dL.

Glicemia a Digiuno: Valori Normali

La soglia per considerare “normale” un valore di glicemia a digiuno è stata abbassata dall’ADA nel 2003, portando il valore di FPG da < 6,1 mmol/L (< 110 mg/dL) a <5,6 mmol/L (< 100 mg/dL). Il razionale dell’abbassamento della soglia di normalità si basa sui dati secondo cui soggetti con valori FPG compresi tra 5,6 mmol/L (100 mg/dL) e 6,05 mmol/L (109 mg/dL) presentano un rischio maggiore di sviluppare il DMT2 (7), ma prove successive indicano che anche le concentrazioni di FPG < a 5,6 mmol/L (100 mg/dL) sono associate a un rischio graduale di DMT2 (8).

Gli intervalli di riferimento nei bambini vanno da 3,3 a 5,6 mmol/L (da 60 a 100 mg/dL), sono simili a quelli per gli adulti da 4,1 a 5,5 mmol/L (da 74 a 99 mg/dL) e non devono essere utilizzati per la diagnosi di diabete che invece fa riferimento ai criteri raccomandati dalle linee guida (1, 5).

Glicemia Prima e Dopo i Pasti

La misurazione della glicemia 2 ore dopo i pasti (post-prandiale) consente di valutare la risposta dell’organismo all’assunzione di carboidrati.

Glicemia Alta: Quando Preoccuparsi

Per valori di glicemia superiori a 110 mg/dL si parla di iperglicemia, ma ovviamente i livelli di allarme cambiano all’aumentare dei valori rilevati. In particolare, per valori compresi tra 110 e 125 mg/dL (per le linee guida dell’ADA American Diabetes Association, già da 100 mg/dL) si parla di alterata glicemia a digiuno. Questa condizione non è indicativa di diabete ma di un’alterazione in atto dell’organismo nei meccanismi di regolazione del glucosio nel sangue. Se rilevata, deve indurre immediatamente ad una correzione dello stile di vita e dell’alimentazione. Se invece i livelli di glicemia a digiuno superano i 125 mg/dL, si inizia a sospettare il diabete. Tale diagnosi deve essere in ogni caso confermata da altri esami, prescritti dal medico: emoglobina glicata, petide C nel sangue, ricerca del glucosio e dei corpi chetonici nelle urine.

Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito.

Un valore di glicemia normale può nascondere un’insulinemia elevata, segno precoce di resistenza insulinica.

Cause della Glicemia Alta al Mattino

Una condizione ricorrente è l’iperglicemia a digiuno (glicemia elevata al risveglio), anche in persone che hanno valori normali durante il giorno.

Ci sono diversi fattori che possono contribuire all'iperglicemia mattutina:

  1. Effetto Alba (Dawn Phenomenon): È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
  2. Resistenza insulinica: La resistenza insulinica favorisce l’iperglicemia.

Sintomi di Glicemia Alterata

La glicemia a digiuno elevata può essere asintomatica nelle fasi iniziali. I sintomi dell’iperglicemia si manifestano per livelli superiori ai 200 mg/dL. Tuttavia, valori compresi tra 126 mg/dL e 200 mg/dL, pur non provocando sintomi, se protratti nel tempo sono in grado di provocare danni a carico di organi e del sistema vascolare.

I sintomi iniziali dell’iperglicemia sono:

  • aumento della sete;
  • aumento della fame;
  • aumento della quantità di urina escreta.

Con l’avanzare della problematica possono insorgere:

  • confusione;
  • annebbiamento della vista;
  • vomito;
  • disidratazione.

Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare fino al coma e alla morte.

Cosa Fare se la Glicemia a Digiuno è Alta

La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico.

È possibile apportare modifiche allo stile di vita per contribuire al controllo della glicemia:

  1. Alimentazione equilibrata: Seguire una dieta sana ed equilibrata è fondamentale.
  2. Attività fisica regolare: L’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina e favorisce la riduzione della glicemia.
  3. Controllo del peso: Mantenere un peso sano è importante per la gestione della glicemia.
  4. Gestione dello stress: Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Glicemia Bassa: Sintomi e Rischi

Quando i valori nel sangue scendono al di sotto di 60 mg/dL, la glicemia è troppo bassa e si parla di ipoglicemia. I sintomi dell’iperglicemia sono:

  • tremori;
  • palpitazioni;
  • fame intensa;
  • pallore;
  • convulsioni;
  • sudorazione;
  • scarsa lucidità.

Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare alla perdita di coscienza con coma ipoglicemico e morte.

Le cause dell’ipoglicemia sono da ricercare nei soggetti sani in una cattiva alimentazione, come ad esempio una dieta troppo ferrea ed eccessivamente povera in carboidrati. Anche un pasto troppo ricco in carboidrati, che provoca un aumento repentino della glicemia (definito picco glicemico), può essere seguito da una crisi ipoglicemica, dovuta al rilascio improvviso di molta insulina.

Le crisi ipoglicemiche sono provocate anche da alcune patologie a carico di pancreas, fegato e ghiandole surrenali. Nei pazienti diabetici, invece, l’ipoglicemia si verifica in seguito ad errori nell’assunzione di farmaci o di insulina.

Quando Misurare la Glicemia

Il monitoraggio della glicemia è indispensabile in chi soffre di diabete. Lo schema di misurazione è prescritto dal medico, per valutare l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia. In generale però ha senso misurare la glicemia a digiuno: prima di colazione, pranzo e cena. Se si vuole valutare la risposta dell’organismo al pasto, si può effettuare una misurazione due ore dopo aver terminato di mangiare. Se non si è al corrente di soffrire di diabete o altre patologie, ma si riscontrano i sintomi dell’ipoglicemia o dell’iperglicemia già descritti, è bene effettuare una misurazione di controllo.

Come Misurare la Glicemia con il Glucometro

L’auto-misurazione della glicemia è semplicissima, grazie ai glucometri in commercio. Questi strumenti sono auto-calibranti e in grado di dare risultati attendibili nel giro di pochi secondi. Per misurare la glicemia è necessario:

  • il glucometro, strumento che misura la glicemia;
  • le striscette reattive, che vengono inserite nel glucometro e sulle quali si deposita il sangue;
  • la penna pungidito, strumento che permette di effettuare una piccola puntura;
  • le lancette sterili, che vengono messe nella penna per effettuare la puntura.

Le operazioni da compiere per misurare autonomamente la glicemia sono:

  1. lavare le mani con acqua e sapone, risciacquare ed asciugare accuratamente;
  2. inserire la lancetta sterile nella penna pungidito e caricarla (molti dispositivi pungidito permettono di regolare la profondità dell’iniezione, che è da aggiustare in base alle caratteristiche personali);
  3. inserire la striscetta nel glucometro;
  4. pungere un polpastrello delle due dita centrali, preferibilmente sul lato, zona meno sensibile e con maggiore irrorazione (è importante ruotare sempre il punto di iniezione, evitando di utilizzare due volte di seguito lo stesso punto per non traumatizzare la parte);
  5. far fuoriuscire una goccia di sangue e depositarla sulla striscetta reattiva;
  6. attendere ed effettuare la lettura del risultato;
  7. gettare via striscetta e lancetta utilizzate (non riutilizzare mai le lancette, perché c’è rischio di infezione e la perdita dell’affilatura dell’ago può aumentare il dolore).

Quasi tutti i misuratori moderni hanno la possibilità di memorizzare un gran numero di risultati ed alcuni permettono l’analisi dell’andamento tramite delle app su smartphone, al quale si collegano. Se non si è abbastanza tecnologici poco importa, basterà utilizzare un normale misuratore glicemia e segnare il risultato su un diario delle misurazioni.

Linee Guida 2023 AACC e ADA per la Diagnosi e Gestione del Diabete

Le linee guida 2023 dell’American Association for Clinical Chemistry (AACC) e l’American Diabetes Association (ADA) hanno pubblicato un documento congiunto in cui sono state aggiornate le raccomandazioni per le analisi di laboratorio nella diagnosi e gestione del diabete (1). Di seguito sono evidenziati gli aspetti relativi ai criteri di metodo, modalità d’impiego e interpretazione della glicemia (1).

Glicemia per la Diagnosi

La glicemia a digiuno deve essere misurata nel plasma venoso quando viene utilizzata per stabilire la diagnosi di diabete, con un valore ≥ 7,0 mmol/L (≥ 126 mg/dL) diagnostico di diabete.

La dimostrazione diretta dell'iperglicemia misurando l'aumento delle concentrazioni di glucosio nel plasma è stata per molti anni l'unico metodo raccomandato per la diagnosi di diabete (2). Nel 1997 vennero rivisti i criteri per la diagnosi e comprendevano: (a) glicemia a digiuno (FPG) ≥ 7,0 mmol/L (126 mg/dL), (b) glicemia a 2 ore post-carico > 11,1 mmol/L (200 mg/dL) durante un test di tolleranza al glucosio orale (OGTT), o (c) sintomi di diabete e glicemia casuale (cioè, indipendentemente dall'ora del pasto precedente) ≥ 11,1 mmol/L (200 mg/dL) (3).

Nel 2009 un comitato internazionale di esperti ha raccomandato che il diabete potesse essere diagnosticato anche mediante un quarto criterio, la misurazione dell'emoglobina glicata (HbA1c) che riflette le concentrazioni di glucosio nel sangue a lungo termine (4).

Se uno di questi criteri è soddisfatto, è necessaria la conferma della diagnosi con una delle seguenti procedure:

  • ripetendo lo stesso test (glicemia o HbA1c) su un campione di sangue diverso prelevato il giorno successivo.
  • In alternativa, con il test di conferma diverso dal test iniziale (misurazione iniziale - glicemia, test di conferma HbA1c nel campione successivo o viceversa).

La terza opzione consiste nel misurare glicemia e HbA1c nello stesso giorno.

Il test di conferma non serve nei soggetti sintomatici che presentano un'iperglicemia inequivocabile, ovvero > 11,1 mmol/L (200 mg/dL).

Glicemia per lo Screening

Lo screening mediante FPG, o OGTT a 2 ore, o HbA1c è raccomandato per i soggetti ad alto rischio di diabete. Se l'FPG è < 5,6 mmol/L (< 100 mg/dL) e/o la glicemia a 2 ore è < 7,8 mmol/L (<140 mg/dL ), o l'HbA1c è < 5,7% (< 39 mmol/mol), i test devono essere ripetuti a intervalli di 3 anni.

La glicemia deve essere misurata nel plasma venoso quando il dato viene utilizzato per lo screening di soggetti ad alto rischio.

L’American Diabetes Association (ADA) propone lo screening per tutte le persone di età >35 anni e suggerisce che venga preso in considerazione in giovane età o effettuato più frequentemente nei soggetti in sovrappeso o obesi (BMI ≥ 25 kg/m 2) e che presentano uno o più altri fattori di rischio per il diabete (5).

I soggetti con prediabete (cioè con concentrazioni glicemiche che non soddisfano i criteri per il diabete, ma sono superiori alla norma) dovrebbero testare la glicemia ogni anno.

Preliminari all’Esecuzione del Test

Il prelievo di sangue per l'analisi della glicemia a digiuno deve essere eseguito al mattino dopo che il soggetto ha digiunato durante la notte (almeno 8 ore).

La diminuzione della concentrazione di glucosio dovuta alla glicolisi nel campione è un problema serio e spesso sottovalutato. Le concentrazioni di glucosio diminuiscono ex vivo nel sangue intero per il consumo di glucosio prevalentemente da parte di globuli rossi e globuli bianchi. Il tasso di glicolisi varia in media dal 5% al 7% (circa 0,6 mmol/L; 10 mg/dL) all'ora.

Per ridurre al minimo la glicolisi, è necessario utilizzare una provetta contenente un inibitore glicolitico a rapida efficacia, come il tampone citrato granulato. Se ciò non fosse disponibile, la provetta va immediatamente posta in un impasto di acqua e ghiaccio e, entro 15-30 minuti, centrifugata per rimuovere le cellule.

Ipoglicemia: Livelli e Classificazione

Per la diagnosi di ipoglicemia non esiste un consenso generale rispetto al valore soglia. Tuttavia, nel diabete l'ADA classifica l'ipoglicemia in 3 livelli:

  • Livello 1, glucosio < 70 mg/dL (3,9 mmol/L) e ≥ 54 mg/dL (3,0 mmol/L);
  • Livello 2, glucosio < 54 mg/dL (3,0 mmol/L);
  • Livello 3, evento grave con stato mentale/fisico alterato che richiede assistenza per il trattamento dell'ipoglicemia.

Strumenti di Misurazione della Glicemia

Premesso che nel diabete di tipo 1, così come nel diabete di tipo 2 trattato con insulina, sono necessarie valutazioni frequenti delle concentrazioni di glucosio nel sangue per regolare l’insulina e rilevare iper- o ipo-glicemia imminente o attuale.

Oggi sono disponibili diversi dispositivi per il monitoraggio che si possono ricondurre a due tipologie: glucometri per il monitoraggio frequente della glicemia (BGM) e glucometri per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM). I misuratori BGM sono adatti per l'automonitoraggio della glicemia in momenti specifici, mentre gli strumenti CGM misurano i livelli di glucosio in continuo e forniscono i dati o in tempo reale (CGM real time) o a scansione intermittente (CGM flash), visualizzando le letture della glicemia solo quando l'utente passa un lettore o uno smartphone sul sensore/trasmettitore.

Condizione Glicemia a Digiuno (mg/dL)
Normale 60 - 100
Alterata Glicemia a Digiuno (Prediabete) 100 - 125
Diabete ≥ 126
Ipoglicemia < 60

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