L'aumento delle transaminasi è rappresentato dall'aumento degli enzimi presenti soprattutto all'interno delle cellule del fegato. Le transaminasi (AST, ALT) sono enzimi presenti nelle cellule di diversi tessuti, ma più concentrate a livello del fegato. Quando questi valori superano i livelli normali (fino a 40 U/L per l'ALT e fino a 45 U/L per l'AST), si parla di transaminasi alte. Il riscontro di un aumento delle transaminasi è spesso occasionale, in seguito a indagini di laboratorio eseguite nel corso di un check-up di routine.
Cosa Sono le Transaminasi?
Le transaminasi sono enzimi presenti principalmente nelle cellule del fegato e sono indispensabili per il metabolismo delle proteine. I due tipi principali sono l'AST (aspartato aminotransferasi) e l'ALT (alanina aminotransferasi). Il fegato è un organo fondamentale che svolge numerose funzioni vitali, tra cui la detossificazione dell'organismo, la produzione di proteine e la regolazione del metabolismo. Le transaminasi sono considerate dei "marcatori" della salute epatica.
Cause dell'Aumento delle Transaminasi
L'aumento del loro valore nel sangue è in genere espressione di un danno (acuto o cronico) a carico del fegato, ma può essere anche l'espressione di un danno a carico di altri organi come cuore, muscolo scheletrico, tessuto adiposo, cervello, rene…. Le cause più comuni dell'aumento delle transaminasi sono legate a condizioni che colpiscono direttamente il fegato. L'epatite virale, sia acuta che cronica, è una delle cause principali. Anche il consumo eccessivo di alcol, il fegato grasso (steatosi epatica) e l'uso di alcuni farmaci potenzialmente epatotossici possono causare un incremento delle transaminasi.
Oltre ai problemi epatici, le transaminasi alte possono derivare da cause extraepatiche, come infarto miocardico, distrofie muscolari o pancreatiti. Anche alcune patologie metaboliche, come il diabete o l’insulino-resistenza, possono contribuire all’aumento dei valori. In alcuni casi, l’origine del problema può essere genetica, come nel caso dell’emocromatosi, una malattia che causa un accumulo eccessivo di ferro nel fegato.
Altre cause includono:
- Infettiva (virus delle epatiti acute o croniche, ma anche mononucleosi)
- Autoimmune (più frequente con concomitanti patologie autoimmuni, es. tiroidite cronica, malattie del connettivo, ecc)
- Metabolica (in presenza di condizioni correlate alla sindrome metabolica e all’insulino-resistenza, come indice di massa corporea elevato, diabete, iperlipidemia, ipertensione)
- Alcolica (un consumo superiore a 40 g al giorno di alcool è associato a un alto rischio di epatopatia etilica)
- Farmaci (molti farmaci possono causare un’ipertransaminasemia)
Sintomi e Diagnosi
Le transaminasi alte spesso non causano sintomi evidenti nelle fasi iniziali, e per questo motivo vengono frequentemente scoperte durante esami del sangue di routine. Tuttavia, quando l'aumento è significativo o legato a una malattia epatica in corso, possono manifestarsi diversi sintomi. Un lieve aumento (fino a 2-3 volte i valori normali) può essere temporaneo e risolversi spontaneamente.
Essenziale in ogni caso è effettuare indagini rivolte a definire la funzione del fegato, e in particolare prove di coagulazione e dosaggio dei livelli di albumina nel sangue (albuminemia). L'interpretazione dei valori delle transaminasi deve sempre considerare il quadro clinico completo del paziente. È importante valutare non solo l'entità dell'aumento, ma anche la sua durata e il rapporto tra AST e ALT.
Alcuni fattori come l'attività fisica intensa, l'assunzione di alcuni farmaci o una dieta molto ricca di proteine possono influenzare temporaneamente questi valori.
Malattia Celiaca ed Epatite Celiaca
La malattia celiaca (MC) è un’enteropatia cronica immunomediata scatenata in soggetti geneticamente predisposti dal consumo di glutine, la principale proteina delle farine di grano/frumento, orzo e segale. La MC è inoltre ben nota per accompagnarsi a numerose altre condizioni patologiche.
L’interessamento epatico diretto configura il quadro della cosiddetta epatite celiaca. Questa è la principale manifestazione epatica nei pazienti affetti da MC ed è solitamente caratterizzata da un lieve aumento delle transaminasi (<5 volte il limite superiore della norma), senza altri sintomi o segni di malattia epatica. È pertanto opportuno che ogni qual volta ci si trovi di fronte ad un paziente con una lieve ipertransaminasemia, dopo aver dapprima escluso cause virali/infettive, venga esclusa, insieme a cause metaboliche, autoimmuni e legate al consumo di alcool, anche la MC.
Bisogna infatti sottolineare che i pazienti con epatite celiaca tipicamente non presentano altri sintomi o segni di malattia epatica. Nel paziente con una recente diagnosi di MC e le transaminasi aumentate rimane comunque essenziale escludere la presenza di altre epatopatie, facendo particolare attenzione alle cause virali e alle patologie epatiche autoimmuni. L’epatite celiaca è una condizione benigna che regredisce con la DPG e che non richiede accertamenti o terapie specifiche. D’altra parte, qualora l’ipertransaminasemia fosse marcata o dovesse persistere nonostante una rigorosa dieta priva di glutine, va esclusa la presenza di altre patologie epatiche concomitanti
È noto ormai da tempo che numerose epatopatie ad eziologia autoimmune sono associate alla MC. Secondo uno studio inglese di popolazione, infine, i pazienti con MC presenterebbero un rischio di morte da cause epatiche aumentato rispetto alla popolazione generale. Secondo alcuni studi i pazienti affetti da MC presentano un rischio aumentato di steatosi epatica non alcolica. I pazienti affetti da MC hanno un elevato tasso di mancata risposta al vaccino contro l’epatite B quando questo viene somministrato prima della diagnosi di MC. Le alterazioni degli enzimi epatici sono comuni nella MC non trattata.
Trattamento e Prevenzione
Per ridurre i livelli di transaminasi alte nel sangue, è essenziale intervenire sulla causa che ne ha determinato l’aumento. Se il problema è legato a uno stile di vita poco salutare, è fondamentale adottare un’alimentazione equilibrata, evitando cibi ricchi di grassi, zuccheri raffinati e alcol. Anche l’attività fisica regolare aiuta a migliorare la funzionalità epatica e a ridurre il grasso accumulato nel fegato.
Il trattamento varia in relazione alla causa identificata che sarà diversa in relazione all'età del bambino. Non sempre è necessaria una terapia specifica e nella maggior parte dei casi si assiste alla risoluzione spontanea (soprattutto nelle forme causate da infezioni, da farmaci, etc).
Laddove possibile, si raccomanda la prevenzione soprattutto per le cause infettive ad esempio promuovendo le vaccinazioni (epatite A ed epatite B) e adottando le misure di prevenzione per evitare il contagio (epatite C). La prognosi dipende dalla causa dell'ipertransaminasemia. Le forme di lieve entità, causate ad esempio da infezioni, si risolvono spontaneamente autonomamente nel tempo e non è necessaria nessuna terapia.
Alimentazione e Stile di Vita
Per i soggetti a cui sono state diagnosticate malattie o disfunzioni del fegato, una corretta alimentazione può contribuire a migliorare le cose. Ecco alcuni consigli:
- Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti.
- Frutta, per l’elevato contenuto di sali minerali, vitamine e antiossidanti (non superare le due porzioni al giorno).
- Carne, sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
- Pesce di tutti i tipi, almeno tre volte alla settimana, privilegiando quello azzurro.
- Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme.
- Formaggi, una o due volte alla settimana in sostituzione del secondo piatto (preferire quelli a basso contenuto di grassi).
- Affettati, una o due volte alla settimana purché sgrassati.
- Muoversi, muoversi! Abbandona la sedentarietà! Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana per almeno 150 minuti.
In caso di sovrappeso od obesità, occorre eliminare i chili di troppo e normalizzare la circonferenza addominale. Evitare le diete fai da te!
Integratori e Rimedi Naturali
Esistono anche integratori e farmaci da banco che potrebbero essere utili per favorire il benessere del fegato. Tra questi, cardo mariano, tarassaco e curcuma sono noti per le loro proprietà epatoprotettive e depurative. Inoltre, gli integratori a base di vitamina E e omega-3 potrebbero contribuire a ridurre l’infiammazione epatica.
Monitoraggio Regolare
Monitorare regolarmente i valori epatici è essenziale per mantenere la salute del fegato sotto controllo.
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