Sta arrivando l’inverno ed è quasi arrivato il momento di controllare il vostro amico a 4 zampe se ha contratto una malattia infettiva. Quindi preparatevi a fare il prelievo del sangue per la ricerca della Leishmania.
La leishmaniosi è una malattia zoonotica diffusa nei paesi del Mediterraneo, causata dal protozoo Leishmania Infantum e trasmessa da insetti ematofagi del genere Phlebotomus, comunemente chiamati "pappatacei" o flebotomi. I Pappataci, tramite il pasto di sangue, veicolano al cane il protozoo Leishmania infantum.
Leishmania infantum è un protozoo parassita dei canidi (volpi e cani) e anche dei gatti. Il Flebotomo trasmette il microrganismo (protozoo) responsabile della malattia attraverso la puntura. Mentre fa il suo pasto di sangue risucchia anche i macrofagi con dentro gli amastigoti.
Originariamente presente nelle zone tropicali e sub-tropicali, con il riscaldamento globale e il trasferimento dei cani infetti al seguito dei proprietari, si è diffusa in tutto il bacino del Mediterraneo, isole comprese.
I cani fungono da serbatoio di Leishmania infantum.
Il ciclo di trasmissione di L. Infantum inizia quando un flebotomo infetto punge un cane infetto e assume il parassita sotto forma di amastigote. Nei successivi 4-20 giorni, all’interno del pappataceo il parassita si replica e si trasforma nella forma infettante, promastigote, che può essere trasmessa ad altri cani, esseri umani o specie sensibili attraverso una nuova puntura. Il periodo di incubazione nel cane può durare anche molti anni.
La leishmaniosi a volte può essere letale, ma per fortuna non ha un decorso fulminante e esiste un modo per tenere sotto controllo i sintomi. Attualmente non ci sono farmaci capaci di debellare i protozoi, possono solo controllare malattia e sintomi. Il periodo della cura è di almeno 6 mesi, una terapia lunga che in ogni caso va adattata allo stato di salute del cane.
Per la leishmaniosi del cane la diagnosi avviene con gli appositi esami del sangue annuali. Si valutano il grado di anemia e la funzionalità renale ed epatica, c’è l’elettroforesi proteica ad indicare lo stadio della patologia e i test sierologici che valutano la presenza della leishmaniosi del cane.
Metodi Diagnostici
Esistono diverse metodiche per la diagnosi della leishmaniosi canina, tra cui:
- Esami del sangue annuali.
- Agoaspirato, da cui si ricava materiale cellulare che viene utilizzato per cercare materiale molecolare del parassita (dna) tramite la tecnica della PCR.
- Tecnica E.L.I.S.A. La diagnosi in questo caso è valida anche per cani asintomatici.
Il laboratorio dispone di una tecnica Enzyme-Linked ImmunoSorbent Assay (ELISA) [con aggiornamento nel 2022] in micropiastra ampiamente utilizzata nella diagnosi della leishmaniosi canina ed umana. Utilizzando l’esperienza di più di vent’anni con questa tecnica, abbiamo messo a punto alcune modifiche ed implementazioni di grande valenza per la qualità del test. Il risultato del test è prodotto con una scala di valori che presenta alcune differenze rispetto al test precedente.
Interpretazione dei Risultati del Test ELISA
CHE COSA E’ L’ELISA con l’antigene per L. La lettura è oggettiva perché si fa mediante un lettore spettro-fotometrico. Al contrario l’IFI invece, è una metodica molto soggettiva, perché legata ad un operatore per la lettura al microscopio a fluorescenza.
- Negativo: Il cane non dispone di anticorpi specifici contro L. infantum.
- Dubbio: il comportamento dovrebbe essere identico a quello descritto nel paragrafo precedente, relativo ai cani sieronegativi.
- Positivo: testimonia la presenza di anticorpi specifici contro L. infantum.
Livelli di Positività
- Livello basso (Positivo basso): Se è presente un alto sospetto che i segni clinici, le lesioni o alterazioni laboratoristiche siano compatibili con l’infezione da L. infantum, si consiglia l’esecuzione di ulteriori indagini quali citologia, istopatologia delle lesioni o ricerca del parassita tramite PCR nei tessuti più idonei, al fine di poter emettere la diagnosi di leishmaniosi intesa come malattia clinica.
- Livello medio (Positivo medio): Si consiglia l’esecuzione di ulteriori indagini quali citologia, istopatologia delle lesioni o PCR per confermare che la malattia riscontrata nel paziente sia causata da L. infantum.
- Livello alto (Positivo alto): è presente un livello anticorpale elevato e ciò indica la disseminazione del parassita nel cane. È molto probabile che i segni clinici, lesioni o alterazioni laboratoristiche siano causate dall’infezione da L. infantum. Ovviamente, ciò non permette di escludere altre malattie o infezioni concomitanti. E’ consigliabile iniziare una terapia specifica contro L. infantum.
Gli esami sierologici consentono di identificare gli anticorpi specifici generati in risposta a un'infezione, con una produzione significativa che si verifica solitamente tra i 3 e i 6 mesi dall'infezione. I test rapidi, come quelli basati sul metodo ELISA o su tecniche immunocromatografiche, sono semplici da utilizzare in ambulatorio. Sebbene abbiano una specificità elevata, la loro sensibilità è piuttosto bassa.
Questi test sono particolarmente utili nella pratica quotidiana, ma è importante sottolineare che sono progettati per rilevare livelli medi o elevati di anticorpi. Per quanto riguarda i test quantitativi, le due principali tecniche sono l'immunofluorescenza indiretta (IFI) e il test ELISA. L'IFI può essere soggetta a variabilità in base all'operatore e può presentare limitazioni in termini di sensibilità e riproducibilità.
Il test ELISA, d'altra parte, è considerato più affidabile e oggettivo, privo di significativi problemi tecnici e, quindi, è raccomandato come metodo di prima scelta. È importante notare che livelli elevati di anticorpi sono generalmente associati a forme più gravi della malattia e possono quindi essere utili nella stadiazione della patologia. Tuttavia, sia i test qualitativi che quantitativi richiedono un'interpretazione cauta: un risultato positivo non è sempre indicativo di malattia attiva.
Th1, Il-2 e interferon gamma, attivano i macrofagi e neutralizzano il parassita oppure arrivano ad un equilibrio per cui leishmania resta allo stato latente. Cani infetti e asintomatici mostrano una risposta cellulo-mediata intensa, mentre quelli sintomatici possiedono una riposta immunitaria prevalentemente umorale. Th2, con aumento IL-4 e IL-10 e diminuzione di IL-2, determinano la soppressione dei macrofagi e stimolazione linfociti B con aumento policlonale produzione di AC.
Il continuo stimolo del parassita sul sistema immunitario turba l’equilibrio umorale, che va in iper-produzione di anticorpi che però non distruggono il parassita. Anche la carica parassitaria riveste un ruolo cruciale nella progressione della leishmaniosi canina. In presenza di elevate quantità di agenti infettivi o parassiti, il sistema immunitario tende naturalmente a polarizzarsi verso una risposta di tipo umorale, fenomeno osservato in diverse malattie fungine, batteriche e protozoarie come istoplasmosi, brucellosi, tubercolosi e lebbra. Nel caso specifico della leishmaniosi canina, una carica parassitaria più elevata si traduce in una progressione più rapida e forme cliniche più gravi della malattia.
Studi in corso hanno evidenziato una correlazione tra carica parassitaria e livelli di parametri infiammatori come le proteine di fase acuta. Questo tipo di alterazioni sono però piuttosto aspecifiche e possono risultare come conseguenza dell’attività secretoria delle plasmacellule, variabili a seconda del soggetto, dell’eventuale stadio della malattia, e di altri fattori conseguenti allo stato infiammatorio cronico sistemico, come le concomitanti insufficienze renali con proteinuria spesso irreversibili anche in corso di trattamento.
La rilevazione delle proteine di fase acuta (APP) e l’elettroforesi delle sieroproteine sono di supporto alla diagnosi e al monitoraggio. Sebbene non sia specifico della Leishmaniosi, riflette l’entità della risposta infiammatoria e individua alcune differenze con altre patologie, come l’aumento di ferritina circolante, per anomalie metabolismo del ferro.
Prevenzione
Utilizzare prodotti ad azione repellente nei confronti dei flebotomi con conseguente riduzione del rischio di contagio (Antiparassitari contro pulci e zecche). Il protocollo del vaccino contro la leishmaniosi prevede la sua somministrazione in tre iniezioni sottocutanee, a distanza di 3 settimane l’una dall’altra, seguite da un richiamo del vaccino annuale.
Per tutti gli animali con tendenze ad avere reazioni allergiche o di ipersensibilità ai vaccini, esiste un protocollo di sicurezza. Il vaccino contro la leishmaniosi può per noi rappresentare una via non alternativa ma complementare, per cui ricordiamo i metodi già a disposizione, terapeutici e profilattici per la lotta alla leishmaniosi e ai malefici pappataci.
In conclusione, la leishmaniosi canina è una patologia complessa che richiede un approccio diagnostico integrato, combinando diversi test di laboratorio.
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